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La tragedia ieri sera, a Castello di Cisterna, hinterland napoletano. Il sindaco Sorrentino: “Sarà lutto cittadino”.

Forse l’immagine più raggelante è stata quando la moglie Nadia, disperata, in lacrime, ha abbracciato per strada il colonnello Luca Corbellotti, il comandante del gruppo carabinieri che proprio a Castello di Cisterna ha la sua base. Pochi minuti prima la mortuaria aveva trasportato il corpo senza vita del marito di Nadia, Anatoliy, all’obitorio del policlinico, per l’autopsia. Già perchè Anatoliy Korol, 37 anni, muratore ucraino tutto famiglia e lavoro, è morto da eroe, intorno alle otto di ieri sera, davanti agli occhi della figlioletta di un anno e mezzo, mentre tentava di sventare una rapina nel supermercato in cui stava facendo la spesa. Qui due rapinatori lo hanno scannato senza pietà, a colpi di pistola e a coltellate, a pochi centimetri dalla sua bimba, rimasta seduta nel carrello a osservare la scena più mostruosa che possa capitare nella vita di uno scricciolo come lei: l’esecuzione del papà. Un’esecuzione nemmeno tanto rapida, avvenuta nel corso di una drammatica colluttazione. Anatoliy infatti si era subito accorto che i due tizi penetrati nel supermercato della catena locale Piccolo erano dei rapinatori. Travisati da caschi, vestiti con abiti scuri e armati di pistola e coltello i criminali si sono subito avventati sui cassieri, durante l’orario di chiusura. I delinquenti erano arrivati lì a bordo di uno scooter, in via Selva, un budello molto popolato che collega la strada principale del paese agli svincoli della superstrada che porta ai quartieri della periferia orientale di Napoli. La loro azione è stata repentina, come sempre in questi casi. Ma più repentina, anzi, istintiva, è stata la reazione di Anatoliy, che incurante del pericolo ha provato a bloccare il rapinatore più vicino alle casse. Rapinatore che però ha subito risposto sparandogli a bruciapelo un paio di colpi. A quel punto la scena ha assunto i caratteri strazianti dell’estremo sacrificio. Raggiunto al corpo dai proiettili l’immigrato ha infatti deciso di continuare a lottare lo stesso. Allora il complice dello sparatore ha afferrato il muratore ucraino alle spalle, lo ha bloccato con un braccio stretto intorno al collo e gli ha inferto un paio di fendenti tra collo e testa. Per il cliente eroe del supermercato non c’è stato più niente da fare. E’ stramazzato al suolo. Qualche istante dopo i rapinatori sono riusciti a fuggire. Ma ora sono braccati. Hanno il fiato sul collo delle forze dell’ordine di tutta Napoli e provincia. Intanto per buona parte della notte il sindaco di Castello di Cisterna, Clemente Sorrentino, e l’assistente sociale del comune sono rimasti in casa Korol a fare un po’di compagnia alla signora Nadia e alle due figlie, la bimba di un anno e mezzo e la primogenita, di 15 anni. Con loro c’era anche il proprietario della catena di supermercati, Piccolo, imprenditore della vicina Sant’Anastasia. Una famiglia, i Korol, tutta dedita al lavoro e perfettamente inserita nel tessuto sociale della zona. Abitano in un modesto appartamento del centro del paese, vicino al panificio. Anatolij faceva il muratore presso una nota impresa edile del posto mentre la moglie svolge servizi di pulizia a pochi passi, a Pomigliano. “Stiamo facendo tutto il possibile per questi cittadini esemplari”, racconta, sguardo e tono della voce molto scossi, il sindaco Clemente Sorrentino . Che anticipa: ” Nonappena ci restituiranno la salma di Anatoliy, gran lavoratore, peraltro munito di regolare permesso di soggiorno, proclameremo il lutto cittadino”. Probabilmente la salma del lavoratore extracomunitario, dell’operaio eroe , tornerà a Cisterna domani, lunedi, da dove poi ripartirà per l’estremo saluto dei suoi cari, in Ucraina.

(Fonte foto: Rete internet)