New Model Today: venti modelle verso la finale internazionale di Reggio Emilia, due le campane nelle prime cinque classificate

L’assessore Alessandra Clemente: «Siate non solo modelle, ma modelli nella vita». Il presidente del concorso Clay Calzolari: «Auspichiamo che da questa edizione emerga la nuova Charlize Teron». In poche approderanno alla finale internazionale di Reggio Emilia (7-12 settembre). E ieri sera (venerdì 4 settembre) a Villa Domi tra le cinquantotto finaliste di New Model Today sono state selezionate da una giuria d’eccezione le ventuno concorrenti che parteciperanno allo step finale della ventinovesima edizione del concorso che ha lanciato nello star system celebrità come Charlize Teron. La giuria che ha visto in prima linea – nella serata condotta da Enzo Costanza e Adriana Acanfora –  esponenti della politica, dello sport, della moda, del giornalismo, della comunità scientifica e dell’imprenditoria ha alla fine selezionato ventuno aspiranti modelle tra le cinquantotto che hanno sfilato prima in maglietta e short, poi in costume da bagno e infine con abiti d’alta moda. Le concorrenti che accederanno alla finale internazionale sono, cominciando dalle prime cinque: Annabianca Albertini (Verona), Diandra Marrazzo (Como), Valentina Olero (Torre Annunziata – Na), Paola Malfi (Caserta), Elena Giberti (Torino) e a seguire (non in ordine di classifica), Valentina Blandino (Roma), Giorgia Daidone (Genova), Veronica Barbieri (Caraglio – CN), Beatrice Battisti (Roma), Giulia Rossi (Massa), Annalisa Roverselli (Ponti – VR), Giorgia Calloni (Roma), Anna Mazzali (Rolo – RE), Ilaria Masseroni (Parma), Rossella Seremedi (Sarzana – SP), Valeria Rimoldi (Como), Azzurra Bondi (Reggio Emilia), Marcella Ruvolo (Palermo), Gloria Ascolese (Battipaglia – SA), Marina Burtini (Civitavecchia), Isabella Torto (Chieti). Lo ha deciso la giuria della quale facevano parte, tra gli altri, l’assessore Alessandra Clemente (deleghe ai giovani, creatività e innovazione nella giunta del Comune di Napoli), il prof. Francesco Orio, ricercatore e noto endocrinologo salernitano, il talent scout Gianfranco Iobbi, il consulente di moda Camillo Folino, la titolare della scuola di estetica Liliana, Liliana Paduano,  Alessandra Beneduce, marketing manager dell’azienda Beneduce di Sant’Anastasia, il campione olimpionico di Judo Marco Maddaloni, la modella e show girl Romina Giaminelli, lo stilista Salvatore Pappacena, lo stylist fashion Mario Cavallaro, Elena Perrella della Maison Schubert,  la giornalista Francesca Scognamiglio. Ospiti della finale, la giovanissima cantante Annabella Iannaccone, prima classificata della categoria junior del Festival Nazionale Giovani Talenti «Premio Città di Sant’Anastasia» organizzato dalla Pmc Music di Marianna Porritiello e Carmine D’Orsi, cantante e volto noto de «I raccomandati». A Reggio Emilia sono ora attese le bellezze selezionate a Napoli e l’organizzazione ha da quest’anno raggiunto un accordo con la New York Model Management, agenzia che segue il Victoria’s Secret, dunque l’intero contest sarà di fatto partner europeo del brand americano e le prime due classificate della finale internazionale avranno un contratto di lavoro di un anno. Le riprese delle selezioni andranno in onda sulla Cbs Television Studios Americana e sono stati stretti accordi di esclusiva a livello mondiale con le riviste Marie Claire, Seventeen e partnership con la maison Donna Karan di New York. Il presidente di New Model Today, Clay Calzolari ha auspicato: «Stiamo lavorando perché da questa edizione emerga la nuova Charlize Teron». Calzolari ha poi consegnato all’assessore Clemente un trofeo New Model Today e la giovanissima componente della giunta napoletana ha augurato alle ragazze di essere non solo «modelle» bensì «modelli nella vita, realizzando i sogni con impegno e dedizione». Le foto dell’evento sono di Gianni Ugliano, l’organization manager della finale campana è Salvatore Manna della SM promotion. foto 6 foto 5 torta foto 4  

Napoli: grandinata di portata eccezionale provoca danni ed un ferito

Violentissima la grandinata che si è abbattuta su Napoli e sulla sua provincia nella tarda mattinata di oggi. A Pozzuoli un ragazzo ferito. Un ragazzo – del quale non è ancora nota l’età – che viaggiava in auto con i propri genitori in via Campana tra Pozzuoli e Quarto è rimasto ferito al volto da una palla di ghiaccio che ha sfondato il parabrezza della vettura. E’ stato necessario ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale civile di Pozzuoli. La violenta grandinata che si è abbattuta nella tarda mattinata su tutta l’area della città di Napoli e sulla provincia ha provocato notevoli danni agli automobilisti. (Fonte foto: rete internet) Schermata-2015-09-05-alle-12.01.021  

Pozzuoli, apertura straordinaria per il Tempio di Serapide

E’ visitabile per tutta la giornata di oggi l’area interna del Tempio di Serapide – simbolo di Pozzuoli e del suo fenomeno del bradisismo – per un evento archeoenogastronomico. Apertura straordinaria, oggi, per il Tempio di Serapide: sarà eccezionalmente possibile visitare l’area interna dell’antico Macellum Romano. Il monumento, emblema della città di Pozzuoli, è solitamente visibile solo dall’esterno essendo la pavimentazione coperta dall’acqua. Oggi l'”apertura” grazie alla decima edizione di Malazè, evento ArcheoEnoGastronomico.

Omicidio Korol: presi gli assassini. Uno è il figlio del boss. L’altro il nipote.

C’è anche il giovane parente del capoclan Vincenzo Ianuale nel commando di rapinatori che uccise il muratore ucraino. Li hanno presi. Sono gli assassini di Anatoliy Korol, a pochi passi dal comando gruppo carabinieri di Castello di Cisterna. In base alle prime indiscrezioni si nascondevano in Calabria, nelle loro case al mare. Ma per giorni sono stati lì; si erano rifugiati nella 219, o comunque a poca distanza dal rione della ricostruzione di Castello di Cisterna, il rione dello spaccio, messo sotto assedio sin dai primi giorni delle indagini. Uno è il figlio del boss Vincenzo Ianuale, detto “lo squadrone”. Si chiama Gianluca. L’altro è un nipote del capo clan, Marco Di Lorenzo. Ora si trovano nella caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa. Sul posto si è recato il procuratore capo di Nola, Paolo Mancuso. Ieri sera i carabinieri hanno effettuato una serie di posti di blocco e di perquisizioni a tappeto nelle strade che circondano il rione della ricostruzione. Intanto è trapelata la notizia che nelle ultime ore i rapinatori si trovavano in Calabria e che è là che sarebbero stati prelevati dai militari. La camorra ha dunque consegnato i suoi figli alla giustizia dopo che le forze dell’ordine avevano fatto terra bruciata attorno ad una delle più importanti piazze di spaccio dell’hinterland napoletano.     

Omicidio Korol, in serata perquisite tutte le auto di passaggio: traffico in tilt.

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Castello di Cisterna: centinaia di automobilisti in transito bloccati sulla strada dai carabinieri. Circolazione veicolare impazzita. E’ una scena di guerra: le auto incolonnate sulla strada, ferme, immobili, e i carabinieri che le rovistano dopo aver fatto scendere i conducenti e le loro famiglie, donne, bambini. E’ un’immagine balcanica, irachena, latinoamericana. Invece no: è quello che è successo nelle prime ore della serata di ieri a Castello di Cisterna, provincia di Napoli, Italia, Europa occidentale, all’incrocio tra via Selva e via 11 settembre, a duecento metri dall’ingresso del rione della ricostruzione di Castello di Cisterna e proprio a pochissima distanza dalla sede del comando gruppo carabinieri. Qui auto in fila, bloccate, ferme, inchiodate. Ma non è il solito traffico. Qui il traffico non c’è mai. Almeno non a questi livelli. Ci sono quattro auto dei militari piazzate ad altrettanti angoli di strada e i carabinieri con i giubbotti antiproiettile che passano sulle vie e che bloccano le macchine in transito facendo scendere i conducenti e le loro famiglie. I militari rovistano dappertutto nelle vetture. Ma la sensazione è che non troveranno nulla, la sensazione netta è che questa sia un’azione diversiva. Probabilmente sono giunte a un punto morto le indagini per risalire agli assassini di Anatoliy Korol, il muratore ucraino ucciso sabato scorso in un vicino supermercato nel tentativo di sventare una rapina. Gli investigatori sono convinti che i due giovani che hanno massacrato il 38enne papà di due bambine si nascondino nel rione della ricostruzione di Castello di Cisterna. Per stanarli i carabinieri stanno assediando da giorni il ghetto dello spaccio e le zone circiostanti. Qui attività illegali sparite, cancellate di colpo dai controlli a tappeto. Ma non è bastato. Ora si passa alle azioni forti, di facciata: scene di guerra a Castello di Cisterna. Il braccio di ferro con coloro che hanno ucciso e con l’ambiente da cui provengono si fa sempre più drammatico, fino a coinvolgere tanta gente che con tutta questa brutta storia non c’entra un fico secco. Non foss’altro che per il fatto che i cittadini bloccati e ispezionati ieri sera ce l’avevano scritto in fronte: ” innocente “.    

“I poveri vanno a Montevergine di Ottajano, i ricchi a Montevergine “cchiù luntano””

 A Ottaviano dal 6 all’8 settembre la Festa della Madonna di Montevergine. La cultura della Montagna, e il senso nuovo che si aggiunge ai valori tradizionali della Festa. Un culto suggestivo, la sua storia, le sue leggende. Adolfo Ranieri, il primo storico della nostra città, ci racconta come mise radici a Ottajano il culto della Madonna di Montevergine. L’ 8 settembre 1883 i Bifulco del Vaglio esposero al pubblico un quadro della Madonna “detta la Bruna” che avevano trovato in un loro deposito. Si decise di collocare l’immagine in una cappella montana, sul confine dell’immenso parco del Palazzo Medici, e poiché l’ 8 settembre, giorno del ritrovamento del quadro, è consacrato alla Madonna di Montevergine, a questa Madonna venne intitolata la cappella. La chiesetta, ampliata grazie alla generosità dell’ultimo principe Medici, Giuseppe V ( e non IV, come scrive un altro storico ottavianese), dei Bifulco, degli Scudieri, e alle offerte di un gran numero di fedeli, divenne rapidamente la meta di un pellegrinaggio che si svolgeva, ovviamente, l’8 settembre: dicevano i napoletani che chi non ha soldi “va a Montevergine di Ottajano”, mentre i ricchi fanno la “juta”, il viaggio, a Montevergine di Mercogliano. Il che non è del tutto vero: alla festa ottajanese parteciparono per decenni anche i ricchi borghesi napoletani che avevano passato l’estate nelle ville del territorio e che con questa “gita” a Ottajano, tra riti sacri e cerimonie profane, tra i canti e le danze dedicati alla Vergine e le sontuose colazioni sull’erba, concludevano di fatto le vacanze. I miei zii mi dicevano che ancora negli anni ‘50 lo splendore dei “tiri” di cavalli che salivano a Ottajano non era inferiore a quello dei “tiri” che partecipavano alla “rretenata” da Napoli a Mercogliano, e che i banchi dei venditori costituivano una lunga fila, dalla chiesetta fin quasi a piazza Rosario. Le carrozze non le ricordo: ma ricordo di aver visto sfilare in piazza San Francesco ( piazza Municipio) carri policromi, tirati da maestosi cavalli con pennacchi e gualdrappe, che facevano da palco mobile per chiassosi cantanti a “fronna ‘e limone” e per suonatori di tammorra. Di questa festa restano nella memoria interminabili concerti di putipù castagnette tamburelli triccheballacche scetavajasse e il profumo non meno clamoroso di parmigiane di melanzane che giacevano, nel rispetto rigoroso della tradizione, in ampi piatti, e di maestosi peperoni “’mbuttunati”. Ancora viva è la memoria della “’mbizzata”, un gioco che consisteva nel far sì che un coltello, lasciato cadere dal giocatore dall’altezza degli occhi, si piantasse, diritto e saldo, senza inclinarsi, senza vacillare, in una “nanassa”, in un fico d’india: chi riusciva nell’impresa mangiava gratis il frutto infilzato. I cui semi però bloccavano l’apparato digerente dei colpitori troppo bravi, e il giorno dopo era una dolorosa e affannosa ricerca di medicamenti lassativi e liberatori. E non basterebbe un articolo per descrivere il carrettino, colmo di “ ficurinie”, di “Marucciello ‘o mbeciato”, appostato davanti al Circolo Diaz, e i gustosi racconti del “ficurinaio”, e la sua straordinaria abilità nello sbucciare, in due colpi, i fichi d’india. L’amico Peppe Miranda, infallibile depositario delle memorie della nostra città, mi ha consentito, con il suo racconto, di recuperare a poco a poco il ricordo di un’altra splendida tradizione connessa alla nostra festa: quello degli abiti di carta, preparati con abilità e con gusto, dalle sarte e dalle camiciaie di Ottaviano: è una tradizione che merita di tornare in vita. L’ assessore alla cultura prof.ssa Marilina Perna ha, tra i molti meriti, anche quello di aver rinnovato la tradizione della “Festa di Montevergine”, e di lavorare senza sosta perché la manifestazione, ricca di valori religiosi e di simboli culturali, ritorni al fasto di un tempo: un “fasto” che era un auspicio propizio per l’imminente vendemmia e per il riposo invernale della Natura. La Festa, oggi, aggiunge al significato religioso e civile della tradizione un senso nuovo, poiché esprime, con vigore, la volontà degli Ottajanesi di ricostruire il loro rapporto con la Montagna, di percorrere una strada che risponda alle esigenze del nostro tempo, ma, come tutte le strade storiche, segua un tracciato antico. E dunque l’8 settembre Elena Annunziata terrà concerto, con la sua voce ammaliante, nel parco pubblico davanti al Palazzo Medici, e i “pellegrini” potranno gustare i sapori della tradizione, ricostruiti dalle delicatissime mani, dal gusto e dalla generosa disponibilità delle signore che già hanno dato prova della loro perizia nella sagra di San Giovanni. Agli organizzatori, e in particolare all’amico Vincenzo Caldarelli, il cui amore per la cultura della Montagna e per il “verde” della natura è il sentimento schietto di un animo schietto, mi permetto di ricordare che non c’è Festa di Montevergine senza il sapore vivace delle lazzarole, senza le noci, senza le prime castagne – le celebri castagne di Ottajano -, e senza i fichi “ trojani”. Il 7 settembre, nel chiostro di quello che fu il Convento dei Domenicani in piazza Rosario, si parlerà, con il sostegno delle immagini, del culto ottajanese della Madonna di Montevergine, delle leggende e della storia, delle ragioni per cui era “obbligatorio” mangiare “la spiga”, la pannocchia bollita o arrostita, e della protezione che alla Madonna si chiedeva per le selve, che erano la fonte prima della ricchezza di Ottaviano. E al patrimonio delle selve montane – un patrimonio che si è dissolto, e di cui resta solo la memoria dei nomi – verrà dedicata la mostra documentaria. L’8 settembre sarà tutto riservato ai riti religiosi, celebrati dal parroco don Michele Napolitano. La sera, nello spazio davanti alla chiesetta, il gruppo “Zi’ Riccardo e le donne della tammorra” intonerà, in onore della Vergine, i canti in cui si sente l’eco della voce solenne e pura della Montagna, e ricamerà passi di danza che sono antiche e vitali figure di amore, di devozione, di speranza.          

Acerra, duecento pizzaioli in gara: domani parte il primo ” Trofeo Pulcinella”. Chiusura con Biagio Izzo.

Maxi sfida nella piazza in cui si tiene il mercato all’aperto. Qui saranno installati sei forni professionali.   La sfida tra i pizzaioli di Napoli e provincia si terrà da domani sera, domenica 6 settembre, fino al successivo giovedi 10, quando il sindaco, Raffaele Lettieri, consegnerà al vincitore il primo ” Trofeo Pulcinella “. E sarà una maxi sfida: 200 pizzaioli radunati davanti a 6 forni installati in piazza Calipari, lo slargo ubicato nei pressi del rione Madonnelle in cui solitamente si tiene il mercato cittadino all’aperto. Alla gara parteciperanno anche alcuni ragazzi provenienti dal carcere minorile di Nisida. Per giovedi, poi, è prevista una chiusura col “botto” grazie allo show gratuito del famoso comico napoletano Biagio Izzo. Sorge però spontanea una domanda: il vincitore della sfida per la migliore pizza sarà di Acerra ? C’è intanto chi garantisce che la giuria sarà imparziale, che i campanilismi saranno messi da parte. Si vedrà: che vinca il migliore.

Lauro, “l’incendio” del Castello e la suggestione di una memoria storica ancora viva.

Visitatori accorsi da ogni parte della Campania hanno assistito all’ “incendio” del Castello di Lauro, ricostruzione raffinata delle “fiamme giacobine” che incendiarono il maniero nell’aprile del 1799.   Non è mai semplice misurarsi col proprio passato, soprattutto quando si tratta delle vicende drammatiche della terra che si ama … Ritrovarsi a ripercorrere i tragici sentieri della storia illustrando episodi che hanno irrimediabilmente segnato le sorti di un luogo e della sua gente è un progetto sì coinvolgente e stimolante ma ostico e rischioso. L’ Associazione Culturale Pro Lauro, il cui impegno nella ricerca e nella divulgazione della storia del proprio territorio è ben noto anche oltre il Vallo di Lauro, dopo aver ripercorso attraverso la manifestazione Lumina in Castro, le vicende dei Signori che nello splendido maniero che sovrasta Lauro si sono succeduti, intrecciandosi inevitabilmente con quelle della plebe e incidendo sul suo destino, si ritrova, nella sua decima edizione a dover affrontare il capitolo più doloroso e funesto della storia del borgo … Quello riguardante il 1799, anno in cui i proclami sulla libertà e l’ uguaglianza importati dalla Francia ammaliarono gli intellettuali partenopei che appoggiarono e favorirono l’ istituzione di quella Repubblica Napolitana, che per realizzare l’ utopia giacobina ricorse ad ogni sorta di violenze e misfatti, cercando di imporre attraverso la ferocia e la devastazione la fedeltà al nuovo governo! Lauro, che non volle piegarsi dinanzi alla prepotenza degli invasori, non fu risparmiata dalla crudeltà giacobina, e dopo essere stata barbaramente saccheggiata, dovette assistere inerme all’ agghiacciante spettacolo della distruzione e dell’ incendio del Castello. Era il 30 aprile del 1799 e la storia del piccolo borgo, allora dominio della famiglia Lancellotti, sembrava dover finire lì tra quelle fiamme! Sono queste le vicende raccontate con discrezione e fedeltà alla storia, dall’ ultima edizione di Lumina in Castro e le prime due serate della manifestazione, in cui le stanze, le terrazze e i giardini del maniero divengono il palcoscenico in cui validi e credibili attori inscenano i fatti delle ultime tre giornate di Lauro, rappresentano il preludio al tragico epilogo che la drammaticità interpretativa fa presagire. La terza ed ultima serata della manifestazione si apre infatti col Corteo di principi, nobili e plebei che si allontana dal maniero per trasferirsi nelle strade del borgo … C’è clima di attesa e un’ immensa folla di persone accorse da ogni parte della Campania invade Lauro in attesa del gran finale! E c’è emozione … la si percepisce e la si legge sui volti dei tanti lauretani che insieme all’ Associazione Pro Lauro, hanno voluto fare un viaggio attraverso il proprio passato … la propria storia! E’ notte, proprio come allora, quando un bagliore rosso investe il maniero …. Sono le fiamme giacobine portatrici di libertà, e uguaglianza? No, sono le fiamme giacobine portatrici di terrore, dolore e morte! Si avverte un sussurro: è lo stupore della gente! Il fuoco divampa mentre intorno riecheggia in modo continuo e incessante il crepitio dei colpi … poi d’ improvviso tutto tace, il fuoco si spegne e cala il sipario …. Si conclude il capitolo più funesto delle vicissitudini lauretane che la memoria custodirà e tramanderà ai posteri …. La storia però non si arresta, altre pagine sono state scritte, altri personaggi, altre vicende si sono succedute tra queste colline, in questa valle che pullula di cultura, civiltà e sapienza.

Madonna dell’Arco. Tante novità ed uno spettacolo perl’incendio al Campanile: si avvicina la festa dell’incoronazione

Di seguito il programma degli eventi religiosi e laici, che prenderanno il via a partire dal prossimo 10 settembre. Si avvicina la Festa in occasione “141° Anniversario dell’Incoronazione della Sacra Immagine” della Madonna dell’Arco ed i Padri Domenicani del Santuario rendono noto il programma degli eventi religiosi e civili. Quella dell’Incoronazione è una delle festività religiose più popolate ed attese dalla cittadinanza anastasiana e non solo: il quartiere di Madonna dell’Arco si trasformerà in un itinerario di festa, di fede e di condivisione. Il Rettore del Santuario, padre Alessio Maria Romano O.P., quest’anno, ha garantito ai tantissimi fedeli che sono attesi diverse ed importanti novità: «È emozionante guidare una festa divenuta una vera e propria istituzione e non celo, per questo, il mio entusiasmo. Ormai, quelli della cosiddetta festa di settembre, – ha affermato Padre Alessio – da molto tempo, sono i giorni più sentiti per tutta la comunità anastasiana. Quest’anno ho pensato a qualcosa di diverso, per cui ci saranno delle novità sia per quanto concerne gli eventi religiosi, sia per quelli civili. Dalla consegna delle chiavi da parte del sindaco Abete all’inizio della solenne processione, allo spettacolo piromusicale del sabato sera, passando per l’omaggio delle associazioni dei battenti e le visite guidate nei nostri musei, ma non vi anticipo null’altro. Ringrazio per il sostegno e la disponibilità nell’organizzazione degli eventi il sindaco Abete e tutta l’Amministrazione Comunale. La Madonna dell’Arco è una guida per questa comunità di fedeli che in questi giorni di festa, trasmette con ancora più vigore e zelo il suo attaccamento alla Vergine. Che questi, dunque, siano giorni di festa, ma anche di riflessione e di preghiera». Il sindaco Lello Abete, invece, ha invitato i suoi cittadini a cogliere il vero senso della celebrazione settembrina: «Mi auspico che ogni fedele viva questi giorni di festa con lo spirito di pace e di riflessione interiore; per me, che sono devotissimo della Madonna dell’Arco, questi sono giorni fortemente emozionanti e dal forte valore simbolico; sono i giorni in cui mi confido con la Madonna, mi affido a Lei e Le rinnovo la mia sincera e forte devozione. Questa è la festa di tutta la nostra comunità e da primo cittadino mi auguro che sia un buon motivo per viverla assieme con spirito di attaccamento e di fratellanza. Rivolgo un affettuoso saluto a padre Alessio ed a tutta la comunità domenicana del Santuario e sono sicuro che grazie alla loro indispensabile azione sacerdotale, questi, saranno giorni di forte religiosità». Di seguito, il programma completo degli eventi: PROGRAMMA RELIGIOSO 10–11–12 SETTEMBRE 2015 Solenne triduo in preparazione alla festa Ore 9.30 Recita del Rosario e canto delle litanie. Ore 10.00 Santa Messa e supplica alla Madonna. Ore 18.00 Recita del Rosario e canto delle litanie. Ore 18.30 Solenne celebrazione Eucaristica presieduta da
  1. E. Mons. CIRO MINIERO,
Vescovo di Vallo della Lucania.   DOMENICA 13 SETTEMBRE 2015 Sante Messe ore 7 – 8.30 – 11 – 12 – 13 – 17.30 – 18.30 – 19.30 Ore 10.00 Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da
  1. E. il Signor Cardinale LEONARDO SANDRI,
Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.   Ore 18.30 Solenne Processione per le vie della Città. Intronizzazione del quadro della Madonna. Consegna delle chiavi della Città da parte del Sindaco Lello Abete e preghiera per la Città di Sant’Anastasia. Omaggio delle Associazioni Battenti con stendardi e labari lungo Via Padre Raimondo Sorrentino. Visita alla Casa Albergo e RSA per Anziani Madonna dell’Arco e preghiera per gli ammalati. Itinerario della processione: Via Padre Raimondo Sorrentino – Madonna dell’Arco – incrocio Lagno Maddalena – Madonna dell’Arco – Guglielmo Marconi – Pozzo – Corso Umberto I – Parrocchia Santa Maria La Nova – Antonio d’Auria – Madonna dell’Arco. Santuario: Omaggio musicale delle Luminarie. Preghiera di affidamento alla Madonna.   PROGRAMMA CIVILE 10–11–12–13 Settembre Museo degli Ex Voto e Museo Domenicano Visite guidate dalle 18.30 alle 22.00.   11 settembre Ore 20.00 Inaugurazione della 3° Mostra di Labari e Bandiere delle Associazioni Battenti delle Diocesi di Acerra e Pozzuoli. Sarà possibile visitare la mostra fino a domenica 27 settembre.   12 settembre Ore 20.30 – 21.00 – 21.30 – 22.30 – 23.00 Spettacolo Musicale delle Luminarie a cura della Ditta “Nuova Luminarie Ferrari” di Ferrari Francesco e Alfonsina – Recale (CE).   12 SETTEMBRE Ore 22.00 “Magiche Scintille di Luce” SPETTACOLO PIROMUSICALE DAL CAMPANILE DEL SANTUARIO della “Pirotecnica Napoletana” di Angelo Dario – Matino (LE).   13 settembre Ore 21.30 Piazza Madonna dell’Arco – Concerto “Voci di Notte”.   18 settembre Ore 18.00 “Le nostre radici” Rievocazione storica del Pellegrinaggio alla Madonna dell’Arco con carri, cavalli e tamorre a cura dell’Associazione San Ciro Onlus di Sant’Anastasia. Piazza del Lavoro – Santuario Madonna dell’Arco. Ore 20.30 Piazza Madonna dell’Arco Danze e Canti tradizionali per la festa di Madonna dell’Arco.   19 settembre Ore 20.00 Piazza Madonna dell’Arco Esibizione Libera di Paranze – Stand gastronomici – Musica – Danza – Cultura e Tradizione a cura dell’Associazione San Ciro Onlus di Sant’Anastasia.

La prevenzione in un guscio di noce

Le persone che mangiano abitualmente frutta secca a guscio hanno un minore rischiodi morte per qualsiasi causa ed in particolare di morte per cancro. Mangiare regolarmente frutta a guscio, categoria nella quale troviamo alimenti come noci, nocciole, mandorle e arachidi, può essere uno strumento di prevenzione molto efficace, oltre che decisamente piacevole. Questa nozione viene oggi confermata da uno studio condotto dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS). Secondo i ricercatori molisani, il consumo di questi alimenti è associato con una riduzione del rischio di morte in genere ed in particolare di morte per cancro La ricerca è stata condotta analizzando le abitudini di vita e l’evoluzione nel tempo dello stato di salute di oltre diciannovemila cittadini del Molise che hanno partecipato allo studio epidemiologico Moli-sani. Precedenti osservazioni condotte a livello internazionale avevano messo in luce gli effetti benefici e di prevenzione del consumo di frutta a guscio. “E ora, con questo lavoro – spiega Marialaura Bonaccio, primo autore della ricerca – siamo andati ad esplorare nel dettaglio le possibilità racchiuse in un alimento che, non dimentichiamolo, è parte integrante della Dieta mediterranea. E i nostri dati mostrano un risultato ben definito: per quanto riguarda specificamente le patologie, tra coloro che consumano abitualmente frutta a guscio si è riscontrata una minore mortalità totale. Ma un dato ancora più interessante è quello sulla mortalità totale per cancro, anch’essa minore tra i consumatori di noci e nocciole”. In dettaglio, tra coloro che mangiano frutta a guscio almeno 8 volte al mese la riduzione del rischio di morte, per qualsiasi causa, è del 47%. Ma vantaggi per la salute li riceve anche chi mangia più raramente questo alimento, magari solo due sole volte al mese, con una riduzione del 32%. “E’ interessante sottolineare – continua Bonaccio – come i vantaggi si presentino già con un consumo molto basso. E poi c’è anche una specie di compenso offerto da noci e nocciole a coloro che non seguono molto la Dieta mediterranea”: in queste persone, infatti, si osservano i maggiori vantaggi della frutta a guscio”. “Questo studio – dice Licia Iacoviello, Capo del Laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Nutrizionale – rappresenta una ulteriore prova delle grandi possibilità che ci vengono offerte da una maggiore attenzione alle abitudini alimentari. Ridurre sia il rischio di morte che quello di patologie gravi come i tumori significa non solo offrire alle persone una vita più lunga e più sana, ma anche ridurre le spese per il Sistema sanitario nazionale”. “Segnaleremo questi nostri dati anche al Ministero delle Risorse Agricole, dice Giovanni de Gaetano, direttore del Dipartimento, perché incentivi il consumo di frutta a guscio, un obiettivo certamente non difficile e di immediata esecuzione, che potrebbe essere particolarmente mirato proprio verso quei gruppi di persone che stanno gradualmente abbandonando la Dieta mediterranea”. Il Progetto Moli-sani Partito nel marzo 2005, ha coinvolto circa 25.000 cittadini, residenti in Molise, per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari e dei tumori. Lo studio Moli-sani, oggi basato nell’IRCCS Neuromed, ha trasformato un’intera Regione italiana in un grande laboratorio scientifico. L’IRCCS Neuromed L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie del sistema nervoso.