Riparte anche quest’anno, per migliaia di giovani italiani, una nuova stagione scolastica. Per tante famiglie con figli portatori di handicap si rinnoverà, purtroppo, quasi fosse una dannosa abitudine, una prassi fatta di difficoltà burocratiche e di informazioni frammentarie, mal esposte.
Lo scoglio più complesso da dover superare per l’iscrizione scolastica, è sicuramente rappresentato dalla compilazione della modulistica. Una pratica dove andranno inserite le informazioni a carattere medico-funzionale per meglio esporre la patologia dell’alunno. Attraverso una corretta redazione dei documenti, nella speranza che non si commettano errori, sarà possibile fornire al ragazzo un giusto percorso didattico.
Così come previsto dalla legge 104/92, all’atto dell’iscrizione, è necessario allegare alle pratiche la dovuta certificazione. Una procedura che, seppur particolareggiata, permetterà all’alunno di ottenere l’insegnamento di sostegno.
Il documento in questione, contiene la descrizione della disabilità, la patologia ed eventuali indicazioni di carattere medico alle quali bisognerà prestare attenzione. A questo, poi, va allegato il DF, la diagnosi funzionale che espone, in maniera esaustiva, la condizione psico-fisica dell’alunno. A rilasciare quest’ultima certificazione, è bene sottolinearlo, può essere soltanto una commissione specializzata.
Una volta consegnata tutta la documentazione presso la segreteria della scuola prescelta, partirà il percorso di assegnazione per ottenere, nel caso vi siano le risorse, l’assistenza confacente alle proprie esigenze.
Ulteriore documento da presentare, è il PDF. Il profilo dinamico funzionale, permette all’istituto scolastico di esaminare, e poi prevedere, il possibile livello di sviluppo didattico che avrà l’alunno.
Infine, tanto per non farci mancare altre sigle che faciliteranno la vita di chi ne subisce una parecchio complessa, troviamo pure il PEI, sigla che identifica il piano educativo individualizzato.
Questa certificazione, dal nome complesso che quasi spaventa, altro non è che la garanzia di ottenere il diritto all’istruzione e all’integrazione, indicandone nelle sue righe tutti gli interventi necessari al di la di quelli prettamente didattico-educativi. È opportuno segnalare, inoltre, che il PEI ha un valore giuridico, a dircelo è una sentenza emessa di recente dal Tar Toscana, precisamente la n. 763/2012.
Gianluca Di Matola
L’esposto è stato trasmesso anche all’Autorità Nazionale Anti Corruzione.
Proprio non vogliono fermarsi gli attivisti del Movimento Cinque Stelle di Acerra, Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio. Ieri hanno fatto redigere ed hanno sottoscritto un esposto nel comando della polizia municipale, una denuncia inviata alla Procura di Nola, al Tribunale dei minori, all’Ispettorato del Lavoro, al Prefetto e all’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione presieduta dal magistrato Raffaele Cantone. E’ un documento attraverso cui si vuole mettere a nudo la realtà della case famiglie ad Acerra. Qui sono decine. Una percentuale davvero strepitosa per una città di 60mila abitanti. La case famiglia si trovano all’interno di appartamenti privati presi in affitto. Ospitano tutta la disperazione che c’è: disabili, rifugiati, emarginati, minori. Con danaro che viene dallo Stato. All’interno vi opera personale spesso giovane. Intanto Cannavacciuolo e Montesarchio con questa denuncia vogliono sapere praticamente tutto: se queste strutture siano a norma, se rispettano la legge, da chi sono gestite e in che modo chi le gestisce paghi il personale che vi opera. ” Abbiamo chiesto anche – spiega Cannavacciuolo – se nelle assegnazioni dei minori provenienti da situazioni disagiate siano state messe in atto corsie preferenziali capaci di dirottare gli assistiti solo su alcune case famiglia, come dire, “privilegiate”, cioè condizionate da eventuali ingerenze esterne di natura politica o dirigenziale, magari facendo leva sulle necessità di soggetti in evidenti e gravi difficoltà”. Attenzione puntata pure sui contratti che regolano il lavoro del personale di queste strutture. Si vuole sapere innanzitutto se si tratti di personale legalmente qualificato e se questo stesso personale sia regolarmente retribuito. “Non solo – aggiunge Cannavacciuolo – si tratta di capire anche se la qualità e la quantità degli alimenti somministrati alle persone assistite siano adeguate o meno”. Dopo un’approfondita ricerca documentale i due attivisti pentastellati hanno rilevato che nelle determine di pagamento delle case famiglia non risulta il Durc, il Documento unico di regolarità contributiva, obbligatorio per legge in tutte le erogazioni effettuate da enti pubblici. Chiesti inoltre controlli dei requisiti igienico sanitari, previsti già nella fase autorizzativa delle strutture, e se vengano o meno effettuati i controlli periodici relativi. Dubbi infine sulle capacità ricettive delle case famiglia e sul rispetto della legge sulle barriere architettoniche. In questo caso si tratterà di effettuare controlli legati al numero di persone che le frequentano e a come si presentano gli alloggi.
Previsto per stasera nel paese alle porte di Pomigliano l’arrivo dei sindaci del territorio e di alcune personalità.
Gli assassini di Anatoliy Korol sono stati acciuffati appena ieri dai carabinieri. Sono giovani disperati, sono i fratellastri di un boss della camorra in caduta libera, Gianluca Ianuale, 21 anni, e Marco Di Lorenzo, 30 anni. Ieri Marco quando è uscito dalla caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa per essere tradotto in carcere ha mostrato tutto il suo malessere interiore ostentando uno sguardo feroce e insultando fotografi e giornalisti presenti con gestacci irriferibili. I due rapinatori che hanno ucciso l’immigrato eroe nel supermercato del paese ora rischiano grosso, condanne durissime.
Intanto il funerale di Anatoliy si svolgerà oggi pomeriggio, in Ucraina. Poco dopo, alle sette di questa sera, a Castello di Cisterna, lutto cittadino, messa nella chiesa di San Nicola di Bari con il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, e fiaccolata con il sindaco Clemente Sorrentino e gli altri sindaci del territorio. Previsto l’arrivo del parlamentare Paolo Russo, del sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano e del commissario regionale antiracket e antiusura Franco Malvano. “Malvano – anticipa il sindaco Sorrentino – mi ha chiesto di poterci vedere allo scopo di mettere in campo iniziative finalizzate alla lotta al disagio dei giovani a rischio nell’area napoletana”.
Dopo quanto tempo un’emergenza smetta di essere tale è opinabile. Quella degli immigrati – che sia un’emergenza o, ormai, un fenomeno strutturale – è una realtà.
Una realtà controversa e complessa, dal punto di vista prima umano che politico, dinanzi alla quale restare indifferenti è difficile.
Quello economico è un aspetto della vicenda, forse poco dibattuto ma, non trascurabile.
Innanzitutto, le storie e le immagini che negli ultimi giorni stanno girando il mondo non appartengono a profughi ma a rifugiati politici: popoli, famiglie, persone, che abbandonano la propria terra per scappare dalla guerra.
La differenza è d’obbligo, perché diversa la causa per il “viaggio della speranza” diverso l’iter legislativo e le modalità di accoglienza.
In Italia sono tre le tipologie di centri.
Ci sono i CPA, Centri di Prima Accoglienza, che sono incaricati di accogliere i migranti all’arrivo nel Paese e di “trattenerli” per 15 giorni, il tempo necessario per identificarli.
I Centri di Identificazione ed Espulsione, CIE, sono le strutture destinate alla detenzione (il termine non è casuale) dei clandestini, coloro i quali non sono richiedenti di asilo e/o non hanno un permesso di soggiorno valido. Qui, gli immigrati sono trattenuti forzatamente per 18 mesi.
Nel 2014 lo Stato italiano ha abolito il reato di clandestinità (per gli immigrati che arrivano per la prima volta in Italia). Ciò ha ridotto gli “ospiti” dei CIE, i quali però sono stati immediatamente riempiti dagli innumerevoli sbarchi degli ultimi anni: 13mila individui nel 2012, 42.925 nel 2013, circa il doppio nel 2014.
La terza tipologia è quella attualmente nell’occhio del mirino, si tratta dei CARA, Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo. Il funzionamento di questi ultimi è a sé rispetto ai precedenti due; qui le persone sono accolte e supportate, in attesa che la richiesta di status di rifugiato venga accolta. Nell’intervallo che ciò richiede, 18-24 mesi, gli immigrati sono liberi di circolare nel Paese con un permesso provvisorio.
Qui la prima falla nel sistema: se l’immigrato identificato è libero di muoversi nel territorio italiano, è libero di fare lo stesso nell’area Schengen, vale a dire in tutti i Paesi che hanno firmato per la libera circolazione delle persone in Europa (26 in tutto).
Gli standard di gestione dei centri, sovraffollati e sforniti, sono stati oggetto di monitoraggio da parte di Presidium e le condizioni, disumane, in cui queste persone vivono oggetto di denuncia da parte di Amnesty International.
Questi centri sono abitualmente alberghi, ristoranti, agriturismi, masserie; dietro le strutture ci sono di solito consorzi e cooperative, vincitori di una gara di appalto.
Lo Stato, o più precisamente le prefetture competenti per territorio, conferisce ai centri una somma mensile pari a circa €2000 per immigrato. Quest’ultimo ha diritto quotidianamente al “pocket money”: €2,50 al giorno.
Quello che è emerso, qualche tempo fa, è ciò che segue.
Che l’immigrato sia a conoscenza del suo diritto è scarsamente plausibile, che i gestori forniscano ai loro ospiti tutto ciò che è loro necessario è improbabile. 2,50 euro al giorno, per due anni, per il numero degli immigrati (sistematicamente superiore al numero di ospiti per cui la struttura è predisposta) approssima il presunto guadagno dei CARA.
Questo il contenuto di un’inchiesta del Ministero dell’Interno, questo il business dei centri di accoglienza.
CONTI IN TASCA
http://ilmediano.com/category/conti-in-tasca-2/
In attesa della xxv edizione del Palio di Somma Vesuviana il comitato Palio vi aspetta domenica sei settembre per gli “attimi vagabondi di storia” alle ore 18.00 presso la “Chiesa Colleggiata S.Maria Maggiore” per una visita guidata curata dal prof. Carmine Cimmino.
La visita continuerà tra favole, racconti e storia nei suggestivi vicoli del Centro Storico Casamale a cura dell’ing. Arcangelo Rianna.
La passeggiata terminerà nell’atrio del Palazzo Torino del Comune di Somma Vesuviana dove ci sarà un concerto di musica antica con un coro a cappella ed un aperitivo.
A conclusione della serata ci sarà una torta per festeggiare il 25 compleanno del Palio tutti insieme.
Per info e prenotazioni:3394204193
(Fonte foto: rete internet)
Nella clinica di Ottaviano si è tenuto, nella giornata di ieri 5 settembre, un Seminario ECM di alto valore scientifico dedicato alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
“E’ con immenso piacere che accolgo i numerosi esperti arrivati ieri ad Ottaviano per prendere parte ad un Seminario ECM di alto valore scientifico, dedicato alla prevenzione delle patologie cardiovascolari. Ed è proprio quando si parla di prevenzione che vogliamo rafforzare la nostra presenza, non solo dal punto di vista medico-scientifico ma anche con l’ascolto e la risposta concreta alle esigenze della popolazione”.
Così Mario Pietracupa, Presidente della Fondazione Neuromed nonché amministratore unico di Cardiomed – Casa di Cura Trusso, all’apertura del convegno ECM tenutosi ieri nella sede della clinica di Ottaviano. “Dalla prevenzione dell’Ictus cardioembolico al trattamento della TEV e dell’embolia polmonare: il ruolo dei nuovi anticoagulanti”, questo il tema del seminario organizzato dalla Casa di Cura Trusso in collaborazione con S.I.C.O.A. Società Italiana Cardiologia Ospedalità Accreditata.
“La Casa di Cura Trusso continuerà a promuovere, oltre ad incontri di formazione continua in medicina, giornate di prevenzione e di visite gratuite. In questa sede poi – ha aggiunto Pietracupa rivolgendosi a medici, personale della struttura e cittadini – vi invito a seguire lo spirito di squadra, in modo da trasformare in realtà tutte le idee nate dalla collaborazione tra i professionisti di Trusso, la cui finalità è volta a garantire ai pazienti e alle famiglie un’assistenza adeguata e iniziative di prevenzione a misura della popolazione di riferimento. Questa è la giusta visone di un’assistenza sanitaria: che prende in carico la persona dalla prevenzione al trattamento. Tra le prossime iniziative di Trusso voglio anticipare la giornata informativa e di screening gratuito per la prevenzione del carcinoma della prostata, occasione durante la quale presenteremo il nostro nuovo gruppo di Urologia.
Il progetto, oggi divenuto realtà, – ha continuato Pietracupa – è quello di promuovere una sinergia tra istituzione sanitaria e cittadini fornendo l’offerta assistenziale d’eccellenza del Gruppo Neuromed. Un percorso completo che abbracci tutte le esigenze degli utenti che si rivolgono a noi; dalla cura, alla ricerca; dalla formazione alla prevenzione.
Un sentito ringraziamento – ha poi detto il Presidente Pietracupa – al dottor Francesco Caiazza, cardiologo in forza alla Clinica Trusso e direttore scientifico di questo seminario, per aver promosso un evento di formazione e comunicazione efficace. Il suo approccio pratico ben si sposa con la nostra idea di assistenza al servizio delle necessità dei pazienti e il suo contributo è prezioso per completare il percorso di prevenzione cardiovascolare che vogliamo proporre. L’ospedale non deve essere più solo un luogo di ricovero ma deve promuovere informazione e corretti stili di vita anche perché è proprio la prevenzione la chiave giusta per la riduzione della spesa sanitaria.
In questo processo non dobbiamo dimenticare il medico di base. – ha poi concluso Pietracupa – è lui che, secondo le nuove disposizioni regionali, ha un ruolo rilevante nella predisposizione del ricovero del paziente. Noi siamo partner diretti dei medici di base in una finalità ben precisa: evitare i cosiddetti viaggi della speranza. Le strutture sanitarie locali devono per questo garantire una migliore assistenza e, per quanto riguarda la lungodegenza, con i nostri 40 posti vogliamo offrire ai pazienti che ne necessitano un percorso di cure personalizzato e d’avanguardia per la difesa della salute e della dignità della persona ammalata”.
Intercettazioni, perquisizioni e anche una ricerca facebook. Ecco come i militari sono arrivati agli assassini. Che hanno confessato. Sono i figli del boss di Castello di Cisterna (Na).
Il procuratore capo Paolo Mancuso: ” Intercettazioni, facebook, perquisizioni: tutto ha contribuito alle indagini. Stanotte i due sono stati individuati a Scalea, mentre persone loro vicine gli portavano cibo, vestiario, rifornimenti. Ma alla fine i due hanno sostanzialmente confessato. Una confessione dettagliata. Conclusa questa parte della vicenda “. Il generale dei carabinieri De Vita: ” Con questo gesto Anatoliy ha dimostrato un senso di cittadinanza che va oltre il normale senso civico. E voglio ringraziare anche la famiglia per la dignità dimostrata nonostante questo immenso dolore, al punto tale che loro hanno deciso di rimanere in Italia. Dovevamo onorare questa famiglia. E’ stata un’operazione che ha visto l’Arma agire in modo corale: gruppo, Ros, Cio, che ci hanno aiutato a fare un forte pressione sul territorio. Esiste anche un Paese in grado di dare risposte. Poi, il tema della sicurezza: è la precondizione. Ma ora si può dire che anche in questi territori lo Stato c’è. Deve essere uno spunto di riflessione. Bisogna vedere la parte piena, non solo quella vuota. Molti degli uomini che hanno partecipato a queste indagini sono tornati volontariamente dalle ferie. Colonnello Luca Corbelotti: ” All’inizio è stata molto dura. Si sono allontanati dalla zona nel giro di 24 ore. Ci hanno fatto perdere le loro tracce. Ma grazie alle nostre informazioni siamo riusciti a trovare la pista giusta per riagganciarli “. Maggiore Michele D’Agosto: ” La rete di videosorveglianza aveva comunque lasciato una serie di lacune. Per cui gli elementi iniziali erano abbastanza scarsi. Ma il travisamento troppo curato ci ha lasciato il sospetto che fossero del posto. il fatto che poi uno dei due abbia reagito in modo così violento per salvare il compagno durante la colluttazione con Anatoliy ci ha fatto pensare che ci fosse un legame molto stretto tra i due. Inoltre la loro stessa latitanza iniziale ci ha messi sulle loro tracce. Stavano in una contrada di campagna di Scalea “. De Vita: ” Il ritrovamento di un fucile e di una pistola nell’area di Cisterna è stata inoltre la dimostrazione della pressione esercitata nel territorio “. D’Agosto: ” Sono cose che succedono anche per soldi “. Mancuso: ” Laddove ci sono le risorse si possono affrontare in modo efficace. Ma la questione è che cosa c’è prima e dopo. La questione è anche per esempio la Cisternina. Cisternina e Salicelle per esempio: un degrado storico. E il degrado storico purtroppo produce emarginazione. Purtroppo vediamo poco sul fronte della riabilitazione “. De Vita: ” Ma bisogna puntare sulla speranza. La speranza è un monito “. D’Agosto: ” Un ruolo fondamentale è stato facebook. Dalle foto abbiamo notato alcuni indumenti che abbiamo riconosciuto “. Mancuso: ” Il rapinatore che entra nel supermercato arma in pugno è Marco Di Lorenzo. Poi Gianluca Ianuale ha raccolto la pistola durante la colluttazione. E’ stato lui a sparare “. Corbellotti: ” Il Dna: tutto quello che abbiamo repertato lo abbiamo mandato al Racis “.
Gianluca Ianuale, 21 anni, è il figlio del capoclan Vincenzo. Marco Di Lorenzo, 32 anni, è il fratellastro. Abitano a pochi metri dal luogo dell’omicidio di Anatoliy Korol.
E’ un’esistenza da disadattato quella di Gianluca Ianuale, 21 anni, sospettato di aver ammazzato a colpi di pistola la sera di sabato Anataoliy Korol, il muratore ucraino massacrato nel tentativo di sventare una rapina. Gianluca è il quinto figlio legittimo di Vincenzo, boss di primo piano dello spaccio di droga e delle estorsioni, attualmente detenuto. Il ragazzo, da minorenne, era già stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, il 30 novembre del 2011, con l’accusa di aver violentato nel buio del cortile della stazione della circumvesuviana del paese una sedicenne della vicina Brusciano. Fu uno stupro di gruppo secondo gli investigatori, consumato insieme al gemello e ad altri due amici. Poi però il tribunale dei minori ha derubricato il reato, trasformandolo in un delitto punibile amministrativamente. Niente carcere minorile dunque per Gianluca ma solo il trasferimento in una casa famiglia della provincia di Caserta per la quale il comune di Castello di Cisterna è stato costretto a pagare, per legge, tutte le spese finalizzate al sostentamento e alla rieducazione del ragazzo e dei suoi sodali: 90mila per lui e altri 90mila per il fratello gemello. Stessa somma per gli altri due componenti del branco. Un fiume di danaro che stando alle accuse, terribili, di adesso, non sarebbe servito a niente. Gianluca è stato preso nella casa al mare di famiglia, a Scalea, in Calabria, stanotte. Si nascondeva lì con il fratellastro Marco Di Lorenzo, 32 anni, separato, due figli, nato da una relazione del boss Vincenzo Ianuale con un’altra donna. Marco abita nella Cisternina, case degradate acquistate negli anni Ottanta dal comune di Napoli per dare asilo a una marea di senzatetto. Poco più avanti c’è il palazzo bianco e rosa in cui abita Gianluca. E’ di tre piani ed è di proprietà della famiglia. Ci abita con la nonna e i suoi fratelli. L’edificio si trova di fronte, proprio dirimpetto al supermercato in cui è stato ucciso Anatoliy Korol, il muratore ucraino 38enne che ha perso la vita lottando contro i rapinatori, nel tentativo di sventare il colpo che i due criminali stavano mettendo a segno. Intanto i carabinieri nello spazio di nemmeno una settimana hanno preso i presunti responsabili. Gli indizi a carico di Ianuale e De Lorenzo sono molto pesanti.
Gianluca Ianuale
L’assessore Alessandra Clemente: «Siate non solo modelle, ma modelli nella vita». Il presidente del concorso Clay Calzolari: «Auspichiamo che da questa edizione emerga la nuova Charlize Teron».
In poche approderanno alla finale internazionale di Reggio Emilia (7-12 settembre). E ieri sera (venerdì 4 settembre) a Villa Domi tra le cinquantotto finaliste di New Model Today sono state selezionate da una giuria d’eccezione le ventuno concorrenti che parteciperanno allo step finale della ventinovesima edizione del concorso che ha lanciato nello star system celebrità come Charlize Teron. La giuria che ha visto in prima linea – nella serata condotta da Enzo Costanza e Adriana Acanfora – esponenti della politica, dello sport, della moda, del giornalismo, della comunità scientifica e dell’imprenditoria ha alla fine selezionato ventuno aspiranti modelle tra le cinquantotto che hanno sfilato prima in maglietta e short, poi in costume da bagno e infine con abiti d’alta moda.
Le concorrenti che accederanno alla finale internazionale sono, cominciando dalle prime cinque: Annabianca Albertini (Verona), Diandra Marrazzo (Como), Valentina Olero (Torre Annunziata – Na), Paola Malfi (Caserta), Elena Giberti (Torino) e a seguire (non in ordine di classifica), Valentina Blandino (Roma), Giorgia Daidone (Genova), Veronica Barbieri (Caraglio – CN), Beatrice Battisti (Roma), Giulia Rossi (Massa), Annalisa Roverselli (Ponti – VR), Giorgia Calloni (Roma), Anna Mazzali (Rolo – RE), Ilaria Masseroni (Parma), Rossella Seremedi (Sarzana – SP), Valeria Rimoldi (Como), Azzurra Bondi (Reggio Emilia), Marcella Ruvolo (Palermo), Gloria Ascolese (Battipaglia – SA), Marina Burtini (Civitavecchia), Isabella Torto (Chieti). Lo ha deciso la giuria della quale facevano parte, tra gli altri, l’assessore Alessandra Clemente (deleghe ai giovani, creatività e innovazione nella giunta del Comune di Napoli), il prof. Francesco Orio, ricercatore e noto endocrinologo salernitano, il talent scout Gianfranco Iobbi, il consulente di moda Camillo Folino, la titolare della scuola di estetica Liliana, Liliana Paduano, Alessandra Beneduce, marketing manager dell’azienda Beneduce di Sant’Anastasia, il campione olimpionico di Judo Marco Maddaloni, la modella e show girl Romina Giaminelli, lo stilista Salvatore Pappacena, lo stylist fashion Mario Cavallaro, Elena Perrella della Maison Schubert, la giornalista Francesca Scognamiglio. Ospiti della finale, la giovanissima cantante Annabella Iannaccone, prima classificata della categoria junior del Festival Nazionale Giovani Talenti «Premio Città di Sant’Anastasia» organizzato dalla Pmc Music di Marianna Porritiello e Carmine D’Orsi, cantante e volto noto de «I raccomandati».
A Reggio Emilia sono ora attese le bellezze selezionate a Napoli e l’organizzazione ha da quest’anno raggiunto un accordo con la New York Model Management, agenzia che segue il Victoria’s Secret, dunque l’intero contest sarà di fatto partner europeo del brand americano e le prime due classificate della finale internazionale avranno un contratto di lavoro di un anno. Le riprese delle selezioni andranno in onda sulla Cbs Television Studios Americana e sono stati stretti accordi di esclusiva a livello mondiale con le riviste Marie Claire, Seventeen e partnership con la maison Donna Karan di New York. Il presidente di New Model Today, Clay Calzolari ha auspicato: «Stiamo lavorando perché da questa edizione emerga la nuova Charlize Teron».
Calzolari ha poi consegnato all’assessore Clemente un trofeo New Model Today e la giovanissima componente della giunta napoletana ha augurato alle ragazze di essere non solo «modelle» bensì «modelli nella vita, realizzando i sogni con impegno e dedizione». Le foto dell’evento sono di Gianni Ugliano, l’organization manager della finale campana è Salvatore Manna della SM promotion.
Violentissima la grandinata che si è abbattuta su Napoli e sulla sua provincia nella tarda mattinata di oggi. A Pozzuoli un ragazzo ferito.
Un ragazzo – del quale non è ancora nota l’età – che viaggiava in auto con i propri genitori in via Campana tra Pozzuoli e Quarto è rimasto ferito al volto da una palla di ghiaccio che ha sfondato il parabrezza della vettura.
E’ stato necessario ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale civile di Pozzuoli.
La violenta grandinata che si è abbattuta nella tarda mattinata su tutta l’area della città di Napoli e sulla provincia ha provocato notevoli danni agli automobilisti.
(Fonte foto: rete internet)
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