Visitatori accorsi da ogni parte della Campania hanno assistito all’ “incendio” del Castello di Lauro, ricostruzione raffinata delle “fiamme giacobine” che incendiarono il maniero nell’aprile del 1799.
Non è mai semplice misurarsi col proprio passato, soprattutto quando si tratta delle vicende drammatiche della terra che si ama … Ritrovarsi a ripercorrere i tragici sentieri della storia illustrando episodi che hanno irrimediabilmente segnato le sorti di un luogo e della sua gente è un progetto sì coinvolgente e stimolante ma ostico e rischioso. L’ Associazione Culturale Pro Lauro, il cui impegno nella ricerca e nella divulgazione della storia del proprio territorio è ben noto anche oltre il Vallo di Lauro, dopo aver ripercorso attraverso la manifestazione Lumina in Castro, le vicende dei Signori che nello splendido maniero che sovrasta Lauro si sono succeduti, intrecciandosi inevitabilmente con quelle della plebe e incidendo sul suo destino, si ritrova, nella sua decima edizione a dover affrontare il capitolo più doloroso e funesto della storia del borgo … Quello riguardante il 1799, anno in cui i proclami sulla libertà e l’ uguaglianza importati dalla Francia ammaliarono gli intellettuali partenopei che appoggiarono e favorirono l’ istituzione di quella Repubblica Napolitana, che per realizzare l’ utopia giacobina ricorse ad ogni sorta di violenze e misfatti, cercando di imporre attraverso la ferocia e la devastazione la fedeltà al nuovo governo! Lauro, che non volle piegarsi dinanzi alla prepotenza degli invasori, non fu risparmiata dalla crudeltà giacobina, e dopo essere stata barbaramente saccheggiata, dovette assistere inerme all’ agghiacciante spettacolo della distruzione e dell’ incendio del Castello. Era il 30 aprile del 1799 e la storia del piccolo borgo, allora dominio della famiglia Lancellotti, sembrava dover finire lì tra quelle fiamme! Sono queste le vicende raccontate con discrezione e fedeltà alla storia, dall’ ultima edizione di Lumina in Castro e le prime due serate della manifestazione, in cui le stanze, le terrazze e i giardini del maniero divengono il palcoscenico in cui validi e credibili attori inscenano i fatti delle ultime tre giornate di Lauro, rappresentano il preludio al tragico epilogo che la drammaticità interpretativa fa presagire. La terza ed ultima serata della manifestazione si apre infatti col Corteo di principi, nobili e plebei che si allontana dal maniero per trasferirsi nelle strade del borgo … C’è clima di attesa e un’ immensa folla di persone accorse da ogni parte della Campania invade Lauro in attesa del gran finale! E c’è emozione … la si percepisce e la si legge sui volti dei tanti lauretani che insieme all’ Associazione Pro Lauro, hanno voluto fare un viaggio attraverso il proprio passato … la propria storia! E’ notte, proprio come allora, quando un bagliore rosso investe il maniero …. Sono le fiamme giacobine portatrici di libertà, e uguaglianza? No, sono le fiamme giacobine portatrici di terrore, dolore e morte! Si avverte un sussurro: è lo stupore della gente! Il fuoco divampa mentre intorno riecheggia in modo continuo e incessante il crepitio dei colpi … poi d’ improvviso tutto tace, il fuoco si spegne e cala il sipario …. Si conclude il capitolo più funesto delle vicissitudini lauretane che la memoria custodirà e tramanderà ai posteri …. La storia però non si arresta, altre pagine sono state scritte, altri personaggi, altre vicende si sono succedute tra queste colline, in questa valle che pullula di cultura, civiltà e sapienza.







