Terzigno, donna uccisa davanti alla farmacia: aveva denunciato il suo ex compagno per stalking

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri in via Fiume.  Ad ammazzare la donna, Vincenza Avino, 35enne di Terzigno, probabilmente il suo ex compagno, già denunciato per stalking. Una raffica di colpi esplosi lungo la centralissima via Fiume, due dei quali la prendono al braccio e al petto mentre gli altri finiscono per infrangere i vetri dell’auto che stava guidando. È morta così Vincenza Avino, conosciuta come Enza, 35enne di Terzigno ammazzata, probabilmente (sono tuttora in corso indagini) dal suo ex compagno. L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri in via Fiume, strada a senso unico che conduce fino a piazza Troiano Caracciolo del Sole. L’uomo ha seguito Enza ed ha fatto partire i colpi di pistola appena lei è scesa dalla macchina (una Opel Corsa blu) per dirigersi verso la farmacia. Poi l’ha presa per i capelli e trascinata, infine, prima di scappare via, ha rubato la borsa e gli effetti personali della donna. Col telefonino di Enza l’uomo ha chiamato i familiari di lei, minacciandoli ripetutamente. Ora l’assassino è braccato dai carabinieri, che hanno approntato posti di blocco ovunque. Dietro il brutale omicidio c’è una storia che va avanti da tempo, fatta di aggressioni e denunce. Le denunce, ripetute, le faceva proprio Enza Avino, spaventata da quell’uomo (suo ex compagno) che la perseguitava. Nel mese di luglio l’uomo era stato arrestato proprio per stalking nei confronti della donna di Terzigno. Spedito ai domiciliari, è uscito ed ha commesso l’atroce delitto.

Napoli, la bella storia del Garage Loreto

Dove una giovane imprenditrice decide di far fronte ai parcheggiatori abusivi, incentivando la riqualificazione del territorio. (il video)

Bisogna rendere a Cesare quel che è di Cesare e prendere ciò che si fa di buono e cercare di diffonderne l’esempio, per compensare quel che affossa la nostra città, altrimenti condannata ad un eterno limbo di gioie e dolori.

In passato non siamo stati nuovi a critiche verso un’amministrazione che, in perfetta linea col passato, tende più a curare l’immagine del salotto buono che quella del resto della città. In effetti, quando ho letto del “progetto” del nuovo lungomare m’è venuta la pelle d’oca, e da cicloamatore ho provato anche un po’ di indignazione. Evidentemente, oltre a favorire la prostatite dei ciclisti e istituire la nuova Napoli-Parigi-Roubaix, si vuole anche incentivare l’industria della pietra lavica con la scusa della tradizionale bellezza dei cazzimpocchi, ma questa è un’altra storia e avremo modo di parlarne altrove. Quella di cui voglio parlavi è invece una storia positiva e di collaborazione tra l’amministrazione comunale e l’associazionismo.

È risaputo che parcheggiare a Napoli è cosa assai complicata e anche quando si trova l’anelato spazio per l’auto, bisogna lottare, non solo col parchimetro (spesso opportunamente rotto o manomesso) ma anche e soprattutto con il parcheggiatore abusivo. Sì, una delle tante violenze quotidiane che il napoletano subisce e che spesso accetta passivamente e che vengono sdoganate, da chi non ci convive, come ameno folclore o come una sorta di ammortizzatore sociale. Spesso ci si accanisce contro i lavavetri ma si tace o quasi, sui cosiddetti posteggiatori. Addirittura, forti della loro tracotanza e impunità, pretendono “tariffe” improponibili come i 5€ fissi imposti a chi vuole parcheggiare presso i locali di Coroglio e vestono giacchette fosforescenti, quasi a legittimare una loro presunta funzione pubblica ma rendendoli tanto visibili quanto intoccabili e padroni degli stalli. Qualcuno obietterà che in un modo o nell’altro tutte quante hanna campà, certo! Ma si può vivere anche senza estorcere denaro agli altri e soprattutto, come spesso accade, senza attuare violente ritorsioni contro quegli automobilisti che giustamente si ribellano a questo stato delle cose.

Disgraziatamente, in tutto questo sconcertante quadro, chi manca all’appello sono proprio le forze dell’ordine, in primis quella che meglio dovrebbe conoscere il territorio, ovvero la Polizia Municipale, quella che negli ultimi tempi è stata protagonista di scene a dir poco sconfortanti e diffuse dai media nazionali. Non solo la si vede inerte spettatrice dell’illegalità diffusa ma anche solidarizzare con baci e abbracci con gli intoccabili parcheggiatori abusivi. Sappiamo benissimo che anche in questo contesto, così come per molte altre attività lucrative, esiste la longa manus della criminalità organizzata ma è anche vero che non possiamo lasciare il territorio in mano a chi decide di impossessarsene e questo va fatto anche spazzando via ogni pietistico alibi.

A Napoli, in via Einaudi, quartiere Mercato, al lato dell’Ospedale Loreto Mare e di fronte ad un marciapiede letteralmente espropriato da decenni da un onnipotente fioraio, c’è il garage Loreto, un’attività ben avviata e ben organizzata come quelle che mi è capitato di vedere in tutta Europa. Ma qual è il problema? Il problema è che l’esercizio è circondato dai parcheggiatori abusivi, che non solo lo danneggiano economicamente, ma si sono addirittura appropriati degli spazi pubblici tra cui anche quelli destinati ad area verde e spazio giochi per i bambini del quartiere, quello in via Scalciccia; addirittura spianandolo con i bobcat per creare il nuovo parcheggio abusivo

Il bello di questa storia è che stavolta non si è restati a guardare e a subire, l’imprenditore si è associato all’antiracket e l’amministrazione ha risposto, e finalmente, si metterà mano a un progetto di liberazione e riqualificazione dello spazio in via Scalciccia e donandolo all’intera comunità. Resta l’amaro di un dubbio, ovvero la considerazione del fatto che se l’imprenditore non avesse scelto la via dell’associazionismo, forse staremo ancora al punto di partenza e ci chiediamo perché l’amministrazione comunale non abbia agito prima; ma come abbiamo detto, questa volta vogliamo vedere solo il buono della storia, soprattutto quando questo è rappresentato da una ragazza di soli ventun anni e quindi se son rose fioriranno.

Segue l’intervista video

Uds Acerra contro il caro libri

L’Uds Acerra viene incontro alle esigenze dei genitori e ha organizzato un mercatino di Libri usati, che si svolgerà il 16 e 17 settembre, presso l’istituto’Alfonso Maria de’ Liguori, dalle ore 9.15 alle ore 11.15.   Con l’inizio delle scuole le famiglie si trovano, come ogni anno, a dover fronteggiare un’insostenibile spesa economica per sopperire all’enorme incremento dei prezzi del corredo scolastico e all’ormai noto “caro libri” che sta compromettendo, già da tempo, il diritto allo studio di molti studenti. Il caro libri è una sconfitta sociale che il Governo del nostro paese accetta, senza nessun tentativo di cambiamento, per contrastare un fenomeno frutto delle politiche sconsiderate che non hanno mai inserito l’istruzione al centro di un serio programma di riforme, che partisse dal tessuto socio economico di cui è composto il nostro paese. Il caro libri è una sconfitta perché non si è in grado, al giorno d’oggi, di arginare gli interessi che le case editrici hanno nella compravendita dei libri di testo,ma soprattutto un grande passo indietro verso la scuola 2.0 tanto vociferata dalla propaganda demagogica di chi è al potere. Allo stato dei fatti,l’aumento dei prezzi dei libri è il segnale che in questo paese i saperi non sono accessibili a tutti. Attorno al problema del caro libri si può osservare un realtà molto più complessa, ovvero dello spropositato costo,rispetto al servizio, che oggi deve sostenere un nucleo familiare per garantire un’istruzione ai propri figli. Noi dell’Unione degli Studenti abbiamo la consapevolezza della difficoltà che il nostro paese sta attraversando e di quanto questo si rifletta nella vita quotidiana di tutti i giorni, per cui abbiamo deciso di mettere in campo una pratica mutualistica come quella del Mercatino dei Libri di Testo usati. Lo scopo non è solo venire incontro alle famiglie,ma soprattutto quello di sottolineare il valore che un libro può assumere superando la mentalità materialistica di ciò che è usato non è più buono. Il progetto si svolgerà nei giorni 16 e 17 Settembre nel primo Liceo di Acerra che ha aderito all’iniziativa, l’Alfonso Maria de’ Liguori, dalle ore 9.15 alle ore 11.15. Noi crediamo in una scuola che sia pubblica e che permetta realmente a tutti di potersi costruire un futuro solido e dignitoso. (Fonte foto: Rete internet)  

San Giuseppe , Rinascita civile vesuviana: scuole nel caos più totale, amministrazione comunale inefficiente e approssimativa.

Insufficienti gli sforzi dell’assessore Miranda. Con grande rammarico e stupore, ancora una volta, siamo costretti a registrare un clamoroso caso di mala amministrazione che affligge la comunità sangiuseppese. Questa volta è toccato alle nostre scuole che, proprio in concomitanza dell’inizio del nuovo anno scolastico, sono state investite da una vera e propria emergenza, dovuta a scelte quantomeno discutibili prese da chi ci governa. Facciamo riferimento, in particolare, al plesso “Rossilli”, dove sono stati programmati dei lavori di riqualificazione proprio a settembre, costringendo i giovani alunni a migrare verso altri lidi. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: non era possibile provvedere durante l’estate evitando questa vera e propria diaspora, che sta costringendo alcune mamme a fare salti mortali per accompagnare i propri figli a scuola? Come se non bastasse, ad aggravare la situazione ha contribuito la chiusura della struttura dell’ex Asilo Croce Rossa, la quale, a quanto pare e ad appena un anno dalla inaugurazione, è risultata avere problemi di agibilità. Tutto questo va ad inserirsi in un contesto, quello scolastico, già di per sé emergenziale, considerando la condizione alquanto fatiscente di altre strutture cittadine. A tal proposito, apprezziamo gli sforzi dell’Assessore competente Luigi Miranda, il quale dice di aver lavorato tutta l’estate sulla problematica, ma, al contempo, non possiamo fare a meno di sottolineare che gli stessi si sono appalesati del tutto insufficienti, data l’evidente criticità della situazione attuale. A tal proposito, noi di Rinascita Civile Vesuviana, auspichiamo un maggiore sforzo dell’amministrazione comunale ai fini della soluzione dell’emergenza creatasi e, per quanto riguarda il futuro, un maggiore ed ulteriore impegno, che possa scongiurare il verificarsi di situazioni emergenziali come quella che i cittadini stanno vivendo sulla propria pelle in questi giorni.

La ” scuola più bella del mondo ” chiusa da un pezzo: via all’appalto. Dopo quattro anni

Avviata la gara per la riapertura del primo circolo didattico, set del film di De Sica e Papaleo.      E’ chiusa da quattro anni per un’inagibilità che ancora non si sa da cosa possa essere stata causata La scuola più importante di Acerra, il primo circolo (elementare e materna) di piazzale Renella. Poi sono arrivate le polemiche. Anche cinematografiche.  L’edificio un anno e mezzo fa ha fatto da sfondo alle scene del film “La scuola più bella del mondo”, interpretato da Cristian De Sica e Rocco Papaleo. Ma certe macchiette della pellicola non sono piaciute a molti acerrani, indispettiti dal fatto che gli alunni della scuola sono stati descritti come dei piccoli gangsters. Ma non c’è fine al peggio.  Dopo la polemica è arrivato anche un incendio. Le fiamme hanno devastato la palestra del plesso, che nel frattempo è stato depredato dai ladri di infissi e suppellettili ( c’è un’inchiesta della procura di Nola, che ha indagato tre dipendenti comunali ). Ora  però si apre uno spiraglio: è stata avviata la gara d’appalto per la ristrutturazione della scuola. Dopo quattro anni. Si tratta della fase in cui la commissione della stazione unica appaltante esamina tutte le offerte giunte per la gara d’appalto di rilevanza europea pubblicata nel giugno scorso dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata, per un importo complessivo di 5.263.889 euro. (Fonte foto: Rete internet)    

La Musica nel cuore al London Park

Pmc Music, Cooperativa Umanista Mazra e Comune di Sant’Anastasia insieme per un progetto che mira all’integrazione. Un cd con le voci di quaranta ragazzi uniti dal linguaggio universale della musica. Alle 19, 30 di domani – martedì 15 settembre -al parco di via Libero Grassi di Sant’Anastasia. «La Musica nel cuore» ce l’hanno davvero e il nome del progetto che ha portato alla realizzazione di un cd con undici brani non è infatti stato scelto a caso.  Ideato e portato avanti da Pmc Music Recording Studio e Cooperativa Umanista Mazra, con il Comune di Sant’Anastasia – ambito territoriale di competenza Pomigliano d’Arco, il progetto mira alla socializzazione e all’integrazione nella globalità dei linguaggi e la produzione musicale è realizzata negli studi della Pmc. Quaranta ragazzi diversamente abili, ma anche normodotati, che comunicano con il linguaggio universale della musica, in particolare quella napoletana perché più vicina alle loro corde, a loro. Sei mesi in cui Cinzia Esposito, Raffaella Alaia, Silvia Valeria Ciccarelli, insieme ai volontari Federica Arbucci, Ciro Corcione  e Roberto Orsini, hanno lavorato preparando lo spettacolo che si terrà martedì 15 settembre alle 19, 30, al London Park di via Libero Grassi a Sant’Anastasia. «L’esperienza è stata interessante e formativa anche per noi, non solo per i ragazzi – dice Cinzia Esposito, vocal coach della Pmc Music – sicuramente da ripetere. Tutti si sono impegnati al meglio e tra i ragazzi ve ne sono di particolarmente bravi e dotati di senso del ritmo». Nello spettacolo al London Park, al quale interverranno i responsabili della Pmc e della Coop Mazra, con l’assessore Cettina Giliberti (Politiche sociali) della giunta comunale di Sant’Anastasia che ospiterà anche il collega di Pomigliano d’Arco, Mattia De Cicco, si esibiranno tutti, da solisti, in coro o alle percussioni. «Abbiamo utilizzato due brani italiani tradotti in napoletano da Andrea Sannino – spiega Cinzia Esposito – E po’ (da “E poi” di Giorgia) e Si te ’ncuntrasse tra cient anne (da “Vorrei incontrarti fra cent’anni” di Ron in duetto con Tosca)». Ma nello spettacolo – e nel cd che sarà disponibile nel corso della serata al London Park – ci sono canzoni di Gigi Finizio (Smania, Amori) e cover come «Il ballo del qua qua», «La felicità» di Simona Molinari, «Io vagabondo», «Volare», «Tanta voglia di lei», «Rose Rosse». «I brani – dice l’insegnante di canto della Pmc, Cinzia Esposito – li hanno naturalmente scelti i ragazzi, preferendo quelli che conoscevano già». 11990667_10207701270834349_4821743435058614381_n  

Volla. Presidio del Movimento 5 Stelle all’ingresso di un giardino pubblico abbandonato

La scorsa domenica mattina  il Movimento 5 Stelle di Volla ha “piantato” il suo gazebo all’ingresso della “Villetta Comunale” di Via Pietro Nenni, un “parco pubblico” chiuso  da diversi anni, per far luce sullo stato di abbandono di un bene potenzialmente fruibile da tutti i cittadini. Il tentativo è stato quello di accendere un faro sulla struttura, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’abbandono di un bene comune non fruibile e costato “caro” alla comunità, sia economicamente, sia culturalmente. Il luogo pubblico, chiamato “Villetta Comunale”, doveva essere uno dei fiori all’occhiello della città, un progetto da esibire e di cui andare fieri. L’idea era quella di creare uno spazio fruibile dai cittadini, soprattutto anziani e bambini, in cui trascorrere all’aria aperta un po’ di tempo libero. Per costruirlo e arredarlo, con i soldi dei cittadini, avevano perfino scomodato un giovane architetto in ascesa che aveva fatto istallare panchine, giochi per l’infanzia e aveva realizzato una specie di “anfiteatro”. Il progetto sembrava andare avanti. Infatti, qulche anno fa lo  spazio venne utilizzato come location di una manifestazione,“Estate a Volla”, che prevedeva spettacoli, manifestazioni artistiche, folkloristiche, culturali e la proiezione di una serie di film all’aperto. Allora la gente di Volla gradì l’iniziativa, partecipando attivamente alla manifestazione. Poi, il susseguirsi delle vicende politico – amministrative cittadine, una storia di cattiva gestione tutta da narrare, l’hanno vista degradarsi  lentamente. Uno stillicidio inesorabile. Diverse amministrazioni, contrapposte  per “colori” e interessi, l’hanno trascinata nel baratro attuale, facendola diventare un luogo ideale per il vandalismo, l’abbandono, lo scempio, la disperazione e il malaffare. Oggi all’esterno della “struttura” fiorisce la monnezza, abbandonata caoticamente. Gli ingressi sono moltiplicati rispetto all’originale progetto a causa dei varchi creati ad hoc, ai vari punti cardinali, asportando parti delle inferriate che ne costituivano il perimetro originario. All’interno è il regno dell’incuria e dell’abbandono. Delle aiuole e delle piante, emigrate in altri luoghi più accoglienti, si sono perse le tracce. Fra poco persino gli arbusti si rifiuteranno di crescere, mentre prolifera una fauna variopinta e multietnica. Oggi la “Villetta Comunale” di Via Pietro Nenni rappresenta l’emblema del tracollo politico e amministrativo in cui versa il nostro paese. E’ Il perfetto connubio tra degrado ambientale, sociale e culturale Vollese. Il simbolo di una comunità che non sa gestire il suo patrimonio pubblico in maniera dignitosa.

Somma Vesuviana, gli «Urban Strangers» incantano la giura di X – Factor

Con un voto alto (8, 5) Alessio Iodice  e Gennaro Raia, possono ambire alla finale. Il nome del gruppo trae spunto da uno dei loro primi inediti e racconta la storia di un senzatetto di Somma Vesuviana. Sono due ragazzi giovanissimi avviati al successo e hanno colpito subito giuria e pubblico con il pezzo «No Church in the Wild». Il voto è di quelli ai quali aspirerebbero tutti i concorrenti di X – Factor: 8, 5. Il primo episodio di audizioni di X Factor 9 ha portato fortuna ai bravi Alessio Iodice e Gennaro Raia che con un arrangiamento azzeccato, un timbro di voce che resta impresso e una presenza scenica invidiabile, hanno entusiasmato la giuria, strappando quattro «sì» di Elio, Mika, Skin e Fedez, coniugando musica leggera e rap. Già considerati tra i favoriti, hanno «spaccato» anche tra il pubblico, raggiungendo con il video dell’esibizione messo in onda centinaia di visualizzazioni e altrettanti commenti sui social. Sono forse il miglior gruppo ascoltato tra le audizioni di Roma e in molti scommettono che arriveranno alla fine del talent show. Gli Urban Strangers nascono nel 2012 quando due diciottenni decidono di fondere in un gruppo la loro passione per la musica: Alessio e Gennaro suonano entrambi la batteria e la chitarra e hanno una voce che non si dimentica, pur con ispirazioni differenti che fanno convivere in armonia vari generi: dall’elettronica al trip –hop, dal pop al rap. Il nome nasce da uno dei loro primi brani che trae spunto dalla storia di un senzatetto di Somma Vesuviana che affronta la vita con il sorriso, è lo «straniero urbano» della canzone.

Somma. Garanzia Giovani, apre lo sportello comunale

Parte domani un servizio di accoglienza per i giovani dai 15 ai 29 anni che non sono impegnati in un percorso formativo, scolastico o in un’attività lavorativa, e rivolto alle imprese e ai liberi professionisti in cerca di risorse umane da inserire nel contesto aziendale e professionale per un’esperienza formativa. L’Assessorato alla Formazione e al Lavoro del Comune di Somma Vesuviana, in collaborazione con Michelangelo Formazione, aderisce a Garanzia Giovani, il programma europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. Da domani, i giovani dai 15 ai 29 anni, residenti in Italia e stranieri extra UE con permesso di soggiorno, che non studiano, non lavorano e non seguono un corso di formazione potranno recarsi allo sportello, a Palazzo Torino, per la compilazione di una scheda utente indicando dati anagrafici, titolo di studio o qualifica e mire professionali. Il servizio di accoglienza intende mettere in comunicazione giovani e aziende locali allo scopo di favorire l’inserimento di risorse umane nel mondo del lavoro e supportare la crescita delle imprese con l’incremento di figure professionali da loro richieste. Le domande possono essere presentate da datori di lavoro privati, anche non imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, enti privati e pubblici, associazioni riconosciute ed onlus. Le aziende potranno usufruire dei grandi vantaggi previsti dal programma Garanzia Giovani, soprattutto in merito all’attivazione del tirocinio retribuito per i giovani e totalmente gratuito per le imprese. In questo modo le aziende arricchiranno il loro team con risorse umane giovani, volenterose e competenti, mentre i giovani si formeranno on the job. Nel secondo trimestre 2015 – si evince da ClicLavoro – l’occupazione è aumentata in Campania di circa 24.000 unità rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Il dato tendenziale (pari al +1,5%) della Campania è superiore a quello nazionale (+0,6%). Il rilancio delle politiche giovanili, delle attività produttive e del commercio è fra i principali obiettivi dell’amministrazione Piccolo, e l’apertura dello sportello di Garanzia Giovani avvalora tale intento. Una campagna pubblicitaria mirata, sui principali social network e con manifesti in città, completerà l’opera di informazione sul programma europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, evidenziando la vicinanza delle istituzioni, in particolare del Comune di Somma Vesuviana, ai giovani e alle imprese. Lo sportello resterà aperto al pubblico il lunedì e il venerdì dalle 9 alle 13, il martedì dalle 16 alle 19. (Fonte foto: Rete internet)

Scioglimenti antimafia: ma nei comuni napoletani la camorra non esiste più?

Dati sconfortanti sul controllo dei rapporti tra clan e pubblica amministrazione in provincia di Napoli. Tra il 2004 e il 2009 in provincia di Napoli sono stati sciolti per infiltrazioni o condizionamenti della camorra 16 comuni dei 90 presenti nel territorio. Una cifra, come dire, di tutto rispetto anche se non del tutto soddisfacente rispetto alla palese “mafiosità” di tanti municipi, se non altro attestata dalla facce assai poco rassicuranti di amministratori e funzionari pubblici. Ma il “bello” sul fronte dei controlli è venuto dopo, nel quinquennio 2010-2015. Ebbene, in questi altri sei anni sono stati commissariati per mafia appena 4 comuni in provincia di Napoli: Gragnano nel 2012, Giugliano e Quarto nel 2013 e Arzano nel 2015. Dunque: uno nell’area stabiese, due in quella flegrea e uno nella cintura a nord di Napoli. Tutto tranquillo, nulla da registrare, invece, nelle zone tra le più mafiose della Campania e dell’intero Paese e cioè nel Nolano e nel Vesuviano. Qui è come se non accadesse nulla. Da un pezzo. Tutti angioletti, tutti pubblici amministratori illibati da quelle parti. Tutta gente che si è praticamente rifatta una verginità. A questo punto viene da chiedersi: ma nei comuni  e negli altri enti della provincia di Napoli la camorra non c’è più? E’ sparita? Si è ritirata? Padrini, reggenti e rampolli dei clan se ne sono andati in pensione? Hanno cambiato “mestiere” improvvisamente? Ovviamente però la sensazione è un’altra ed è quella che purtroppo porta dritta a precise responsabilità politiche. Nell’ambiente locale dei controlli antimafia si vocifera di personaggi, peraltro sotto processo, della politica regionale e nazionale, che una volta preso il potere, qualche anno fa, hanno fatto ricorso a tutti i loro appigli per bloccare, neutralizzare, rimuovere chi tra le forze dell’ordine avrebbe voluto continuare a fare il proprio dovere, come nel periodo che va dal 2004 al 2009. Una fase, questa, particolarmente prolifica sotto il profilo dell’azione preventiva antimafia. Un’attività che evidentemente ha dato parecchio fastidio. Quindi meglio togliere di mezzo quei rompiscatole di 007 antimafia che nel napoletano hanno tentato di fare qualcosa, di dare l’esempio, di far vedere che lo Stato, quello vero, tutto sommato c’è ancora. Intanto lo stesso discorso fatto per i comuni si potrebbe fare anche per le aziende del riciclaggio. Che nel Napoletano abbondano al punto da costituire un pericolo costante per l’economia onesta, legale. Un tessuto, quello pulito, sempre più impoverito, costretto ad arretrare costantemente davanti all’arrembaggio, spesso a prezzi ultracompetitivi, di locali, supermercati, bar, pub, ristoranti e pompe di benzina. Esercizi commerciali che tutti sanno essere il frutto del riciclaggio di danaro sporco ma che nessuno controlla più. In provincia di Napoli infatti parallelamente alla diminuzione degli scioglimenti degli enti pubblici per mafia si registra pure una netta diminuzione delle interdittive, vale a dire dello strumento che il ministero dell’Interno ha per bloccare, congelare, neutralizzare società in chiaro rapporto con i clan. (Fonte foto: rete internet)