Pd e Forza Italia dicono no al governo di salute pubblica. E il conto alla rovescia per Piccolo scade domani – lunedì 12 ottobre – a mezzanotte. Intanto il consiglio comunale, con all’ordine del giorno la situazione politico amministrativa si terrà, sempre domani ma alle 18,30.
Un parere richiesto alla Prefettura di Napoli e giunto ieri toglie ogni dubbio sui tempi reali concessi al sindaco Pasquale Piccolo per ritirare le dimissioni: dovrà farlo, se così deciderà, entro la mezzanotte di domani, lunedì. Le «consultazioni» con i partiti di opposizione, Forza Italia e Pd, sono fallite: sia gli azzurri che i democrat hanno negato il loro sostegno ad un eventuale governo di salute pubblica guidato dal sindaco Piccolo. Ed entrambe le forze politiche hanno affidato a comunicati ufficiali le loro posizioni. Forza Italia invoca subito nuove elezioni, augurandosi che non si eluda il ricorso alle urne «ricorrendo ad un governicchio insieme al Partito Democratico».
Rischio non imminente, pare, vista la nota successiva del Pd che alle profferte del primo cittadino oppone un sonoro «no». Ma c’è una differenza sostanziale tra le due posizioni: se Forza Italia immagina, addirittura auspica, nuove elezioni a solo un anno e mezzo dalle ultime amministrative quando Piccolo sconfisse in ballottaggio proprio l’attuale commissario cittadino del partito, Antonio Granato, nella nota del Pd si legge tra le righe tutt’altro.
«Il Partito Democratico di Somma Vesuviana, in linea con quanto emerso all’interno dei suoi organi collegiali, delibera di rimanere all’opposizione dell’amministrazione guidata da Pasquale Piccolo – scrivono i responsabili Pd – la responsabilità della crisi è tutta del Sindaco e della coalizione di più liste che lo hanno sostenuto a cui spetta il compito di assicurare la governabilità della città, nel rispetto degli impegni assunti nella scorsa consultazione elettorale. Continueremo a svolgere in maniera chiara e trasparente il nostro ruolo di opposizione e di controllo dell’amministrazione che ci è stato affidato dai cittadini, ponendoci in maniera propositiva alla salvaguardia dei loro interessi, responsabili sostenitori in Consiglio Comunale solo delle eventuali proposte che andranno in tal senso. Riteniamo pertanto, anche in seguito all’incontro con il sindaco, che non ci siano le condizioni per la condivisione di un percorso comune».
Un percorso comune forse no ma il pensare ad un’opposizione presuppone la permanenza di un governo, non certo di un commissariamento. Intanto i due principali protagonisti della crisi, il gruppo dei Moderati per Somma e il sindaco Pasquale Piccolo, affilano le armi. In un recente incontro pubblico di pochi giorni fa i Moderati hanno riaffermato il loro senso di responsabilità, ribadendo che le richieste tanto invise a sindaco e maggioranza, le proposte avanzate unicamente per riavvicinare i cittadini al governo di Palazzo Torino, sono state scambiate per azioni di disturbo. E che la richiesta ripetuta di azzerare la giunta, che mai il sindaco ha voluto prendere in considerazione, altro non era se non un atto di coraggio, il prendere atto di un divario che «un anno e mezzo di immobilismo» aveva creato tra le piazze e il Palazzo.
Il sindaco Piccolo, dal canto suo, è da ieri mattina al lavoro su una relazione dettagliata che se deciderà di non ritirare le dimissioni, o anche se dovesse optare per il contrario, illustrerà in un consiglio comunale ad hoc che dovrebbe tenersi domani o al più tardi martedì. «Andrò in assise con punti programmatici precisi – annuncia Piccolo – vedremo chi mostrerà senso di responsabilità nei confronti di Somma Vesuviana». Il clima in città è teso, spaccato tra chi auspica nuove elezioni e chi ritiene addirittura funesta questa eventualità che consegnerebbe per molti mesi la città ad un nuovo commissariamento prefettizio, esperienza già vissuta di recente dopo la morte del sindaco Ferdinando Allocca e la sfiducia al suo vice, Salvatore Di Sarno.








