Il maglificio di Quindici

  Ho accompagnato il Vescovo per inaugurare a Quindici il maglificio 100Quindici Passi. L’evento, già di per sé importante per la zona, è diventato più significativo dopo il gesto intimidatorio (cinque colpi sparati sul portone d’ingresso) della camorra locale, cui è stato confiscato il bene, che poi è stato restituito agli italiani ed è diventato occasione di sviluppo per quel territorio. E’ stato un bel momento di speranza e di corresponsabilità. Numerose le presenze. Molto rappresentative. Segno che la società civile si sta svegliando e vuole assicurare un futuro migliore soprattutto ai nostri giovani. E’ stato un traguardo importantissimo per Quindici e per quanti, con tenacia, hanno creduto  al progetto, pur tra tante difficoltà ambientali. Hanno dimostrato che, nonostante tutto, un riscatto è ancora possibile. E poi Quindici, come tutto il Vallo di Lauro, non è solo camorra. C’è tanta gente onesta, laboriosa. Tanti giovani vogliono cambiare. Hanno capito, finalmente, che  i pochi non possono danneggiare  i molti. Tra i tanti interventi mi ha molto colpito quello di alcuni giovani locali i quali hanno consegnato a tutti, ma particolarmente alle Istituzioni, un dossier su “un anno di attività nel Vallo di Lauro”. Il dossier parte dai fatti. La camorra – è scritto nell’elaborato – assume le forme di una faida  tra due famiglie locali (Cava-Graziano) che allargano il loro potere e la loro influenza a tutto il territorio, attraverso la spartizione di affari ed interessi economici. Moltissimi i fatti di sangue. Nei soli anni 1982-2008 si sono registrati ben 25 omicidi, oltre 60 agguati, 4 scioglimenti del Comune per infiltrazioni criminali, oltre 100 arresti e bel 7 vittime innocenti. Adesso, si pensa, siamo in una fase di “risveglio” dei clan, anche per la scarcerazione di alcuni esponenti di rilievo dei due gruppi. Lo scenario – continua ancora il dossier – è chiaramente molto preoccupante. I giovani invocano (al di là delle passerelle in certe occasioni) che “ l’indignazione passeggera lasciasse il passo ad una chiara scelta di campo, che diventi prassi quotidiana. Il ruolo degli amministratori lo cali è importante, ma forse, più importante, è il ruolo di ogni cittadino per abbattere quel muro di omertà che a volte sfocia nella compiacenza e che rende labile il confine tra legalità ed illegalità. Accettando questa sfida i giovani hanno chiuso il loro applaudatissimo intervento con una frase di Pietro Ingrao: “Se parliamo di fare il possibile, sono capaci tutti. Solo se pensi l’impossibile hai la misura di quello che puoi cambiare”. ANNUNCIARE-DENUNCIARE-RINUNCIARE http://ilmediano.com/category/sociale/annunciare-denunciare-rinunciare/

Napoli, sotterraneo adibito a market della droga: 5 arresti

Secondo le indagini, il gruppo di spacciatori (verosimilmente, per i carabinieri, contiguo al clan ‘Marino’ attivo in quell’area) sarebbe responsabile di aver organizzato e gestito un’attivissima piazza di spaccio di cocaina ed eroina in uno scantinato del complesso di edilizia popolare noto come ‘case celesti’. Dalle prime ore dell’alba, nel quartiere Secondigliano di Napoli, è in corso un’operazione antidroga dei carabinieri della Compagnia Napoli-Stella, con l’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip partenopeo su richiesta della locale Dda, nei confronti di cinque indagati ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, spaccio di stupefacenti, e solo per uno anche violenza sessuale. Secondo le indagini, il gruppo di spacciatori (verosimilmente, per i carabinieri, contiguo al clan ‘Marino’ attivo in quell’area) sarebbe responsabile di aver organizzato e gestito un’attivissima piazza di spaccio di cocaina ed eroina in uno scantinato del complesso di edilizia popolare noto come ‘case celesti’, prevedendo precisi turni per spacciatori e vedette, nonché installando blindature metalliche e predisponendo vedette per impedire irruzioni da parte delle forze dell’ordine e agevolare l’afflusso e il deflusso continuo di acquirenti. Un giro d’affari quantificato in migliaia di euro al giorno nelle tasche dei pusher, scoperto grazie all’installazione di telecamere investigative proprio nell’epicentro del turbinoso susseguirsi di scambio tra soldi e droga, come fosse la cassa di un ‘market’ negli orari di punta.

Alluvione nel Sannio: La Proloco di Ottaviano aiuta gli sfollati

“La Pro Loco Ottaviano supporta gli alluvionati di Benevento e Provincia in un momento più difficile di quanto possa apparire”   Esattamente una settima fa gli abitanti del Sannio e Benevento si sono svegliati sommersi dall’acqua del fiume Calore esondato in città e sommersi dai detriti trasportati dal nubifragio che ha flagellato tantissimi comuni delle Velli Vitulanese, Telesina e successivamente quelle del Tammaro e del Fortore. 140 millimetri di pioggia venuta giù dal cielo con una violenza mai vista prima. L’ondata di maltempo non si è limitata ad un solo giorno e i danni sono stati irreparabili. A distanza si 7 giorni migliaia e migliaia di persone ancora si trovano a fare i conti con gli incalcolabili danni provocati dal maltempo: sono centinaia le attività commerciali inondate dal fango e dall’acqua del Calore e altrettante le abitazioni sommerse dalla furia del Calore. Giorni di duro lavoro per i volontari di tutte le associazioni presenti nel Sannio, delle forze dell’ordine ed ovviamente per i vigili del fuoco che hanno salvato decine di persone che nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi di erano dovuti rifugiare sui tetti delle case. Ponti crollati, case danneggiate e campi coltivati spazzati via dalla furia distruttrice dell’acqua. In questo fazzoletto di terra – incastonato tra Campania, Puglia e Molise – è successo il finimondo, con scene apocalittiche. Numerose le vittime, grande lo sgomento e la paura di non poter ritornare alla vita di prima, quella vita sommersa da strati di fango. Tutto questo i sanniti non lo dimenticheranno mai come non dimenticheranno la solidarietà della gente comune scesa in strada a spalare fango. La Pro loco di Ottaviano ha deciso di abbracciarne la causa, di essere tra quei volontari, di accorrere a spalare fango, portare conforto, donare il necessario. “La Pro Loco Ottaviano supporta gli alluvionati di Benevento e provincia in un momento più difficile di quanto sembri” si legge sulla pagina Facebook dell’associazione no profit “Potrete aiutarci donando alcuni generi alimentari e di prima necessità che noi consegneremo, Domenica 25 Ottobre. Ecco cosa potete raccogliere:- STIVALI IN GOMMA- ABBIGLIAMENTO UOMO DONNA E BAMBINO- PANTOFOLE E SCARPE -ACQUA  -PALE E CARRIOLE -ALIMENTI: Pane, Biscotti, Uova, Merendine, Marmellata o Nutella, Affettati, Cibo in scatola: Tonno, Simmenthal, ecc;- PRODOTTI PER IGIENE PERSONALE -PRODOTTI PER LA PULIZIA DELLA CASA: Scope, Stracci, Detersivi, Sacchi dell’immondizia. I beni dovranno essere consegnati:- tutti i giorni, dalle ore 20 e 30, presso la nostra sede (via Domenico Beneventano, largo scuola D’Annunzio) O durante la giornata: – presso il Bar dei Platani (piazzetta ferrovia circumvesuviana) – presso il supermercato CONAD CITY (via Camillo Peano) Non esitate a contattarci nell’ipotesi in cui vorreste essere presenti, con noi, domenica mattina nel beneventano!!!”  

Volla. “Autodeterminazione”, l’Arma contro il “Caro Mensa”

Servirsi della mensa “organizzata” dal comune e dalla scuola, pagare in base all’ISEE (come l’anno scorso), portare il pasto da casa? Questo il dilemma. Un gruppo di genitori della Scuola Materna Matilde Serao sta portando avanti una battaglia contro il “Caro Mensa”. Essi “… tenendo conto … del disagio economico che potrebbe portare ad una non frequenza regolare dei bambini nelle attività pomeridiane … che nella Scuola Pubblica comincia la crescita civile e sociale, e che la scuola dell’infanzia è un percorso significativo e fondamentale nel continuum del sistema educativo italiano …”, ai sensi dell’articolo 4 del D.M. 2 giugno 1991, si sono “determinati” in un “Comitato 3° L Materna Matilde Serao” (13/10/2015 prot. Comune n. 0019739, prot. Scuola n. 4922C27): “Autodeterminazione in materia di tutela del diritto di accesso alla scuola pubblica e di non discriminazione dei soggetti socialmente ed economicamente più deboli”. Il presidente del Comitato, A. Pizzano ha dichiarato “… Attualmente il malcontento verso il “Caro Mensa”, viene espresso rifiutando di comprare i buoni pasto o comprandone solo una parte … E’ un’ingiustizia … da un punto di vista sociale viene messa in atto una “discriminazione” verso chi non ha le condizioni economiche per poter usufruire del tempo pieno in una scuola pubblica … qualcuno ritiene “erroneamente” obbligatoria la fruizione del servizio, ricattando i genitori, con uscite anticipate, che hanno come esigenza primaria quella del tempo pieno per i loro figli … già in altri comuni italiani, ad esempio Vicenza, Como, periferia di Milano, Cosenza, Pistoia, Lucca, Pomezia, Bologna, Venezia, Genova, Giugliano, ed altri) ha prevalso l’iniziativa di portarsi il vitto da casa …”. Il Comitato, incoraggiato dalle Leggi n. 444/1968, n. 881 del 1977, e dal D.M. 3 giugno 1991  (… pluralismo culturale ed istituzionale … funzioni della scuola materna … orario e organico degli insegnanti … integrazione degli alunni … programmazione educativa e didattica … tutela del diritto di “non discriminazione” economica, sociale, politica e religiosa … pari dignità … uguale partecipazione alla vita di una società libera … consapevolezza dei diritti del bambino … educazione soddisfatta quando la famiglia, la scuola e le altre realtà formative cooperano costruttivamente fra loro in un rapporto di integrazione e di continuità … ecc …) ha proposto di: “ … Rispettare l’orario pieno, compreso quello pomeridiano, provvedendo alla fornitura del vitto per i figli, non avvalendosi del servizio di mensa già predisposto … Redigere e coordinare un menù, per ogni classe, per un pasto unico giornaliero, uguale per tutti i bambini che aderiscono a questa iniziativa (Tale menù sarà comunicato nelle forme e nei tempi adeguati presso i locali della scuola, al personale addetto) … Garantire i diritti di frequenza e permanenza … Svolgere le attività programmate, approvate e condivise … Determinare, infine, di manlevare in solido il Sig. Preside, le Maestre e il personale addetto, da ogni responsabilità conseguente a queste attività, che restano ancora svolte in coordinamento con le stesse figure, nel pieno e totale rispetto reciproco dei ruoli istituzionali e funzionali ricoperti …”. Alla missiva “auto determinante” inviata dal Comitato, ha fatto seguito la risposta dell’amministrazione comunale (prot. 20315 del 20-10-2015) sintetizzata nella “ … scorretta interpretazione del comma 6, art. 4 del D.M. 3 giugno 1991 … la possibilità di costituirsi in comitati e gruppi di lavoro è finalizzata a creare un clima di dialogo, di confronto e di aiuto reciproco con le istituzioni scolastiche, e non certamente la possibilità di sostituirsi ad esse … evidenzia inoltre il tassativo divieto, così come previsto dalle normative igienico-sanitarie vigenti in materia a provvedere direttamente alla fornitura dei pasti nelle scuole in sostituzione del servizio pubblico, erogato in regime di servizio a domanda individuale …”. Intanto, mentre l’inizio della mensa e delle attività pomeridiane è slittato di una, forse due settimane, è aperta la battaglia tra chi (Il Comitato) chiede di prendere provvedimenti a difesa degli obblighi e dei diritti alla frequenza scolastica, e il diritto civile di non discriminazione nei confronti dei soggetti più deboli appartenenti alla comunità di Volla, e chi (L’ Amministrazione comunale e la Scuola) ritiene che la “faccenda” sia solo una questione di scelte, di competenze e di divieto imposto da “fantomatiche” norme igienico-sanitarie, che forse vengono poco rispettate, se si consente ai bambini più grandi di portare da casa il famoso “panino” e/o di consumare il cibo negli stessi luoghi nei quali vengono consumate le ore di lezione, tanto per gradire. Chi la spunterà? Staremo a vedere, sia noi, sia quelli che sognano una cucina e un refettorio in ciascuna scuola del territorio, magari internalizzando il servizio e rendendolo sostenibile da tutti, ricchi e poveri.    

La Chiesa di Nola incontra Enrico Letta

 L’appuntamento rientra nel percorso del Sinodo diocesano in cui è attualmente impegnata la Chiesa dei Santi Felice e Paolino. L’evento è aperto al pubblico e avrà come tema: “Politica: una scuola di bene comune”.   Al termine della prima sessione del X Sinodo della Chiesa di Nola, dedicata al tema La Chiesa di Nola in questo nostro tempo, tenutasi il 16 e 17 ottobre scorso, e in attesa della seconda sessione che si svolgerà il 20 e 21 novembre sul tema Per una Chiesa che ascolta, l’assemblea sinodale, composta di 665 partecipanti, tra presbiteri, laici e religiosi, giovedì 22 ottobre, alle ore 18:30, presso il Teatro Umberto di Nola incontrerà il Prof. Enrico Letta. Tema dell’evento: “Politica: una scuola di bene comune”.   “Un incontro che risponde  – ha sottolineato il vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma – alla volontà che come Chiesa locale abbiamo manifestato all’inizio di questo anno sinodale e nei precedenti anni di preparazione ad esso: vivere il X Sinodo con le porte spalancate sul territorio. Nell’omelia tenuta in occasione della Celebrazione di apertura del X Sinodo della Chiesa di Nola ho sottolineato, infatti, che il momento di discernimento che come Chiesa stiamo vivendo può essere una possibilità di rinascita sociale e culturale per l’intero territorio. Per questo motivo in quell’occasione ho convocato non solo i pastori e le comunità della diocesi, non solo i fratelli delle altre confessioni cristiane con le quali condividiamo la fede e la missione, ma ho chiesto la partecipazione di quanti sono impegnati a vario titolo nel servizio al territorio. Mi sono rivolto in particolare ai politici ed amministratori presenti chiedendo loro un impegno comune perché il nostro territorio non sia teatro di disumanità ed azioni inconsistenti, di una politica a servizio di pochi e non servizio al bene di tutti, in particolare dei più deboli ed emarginati”.

Napoli “capitale” del volontariato con la conferenza del Csv net.

Ai delegati in omaggio la pasta Rummo. Si terrà dal 6 all’8 novembre, nella sala conferenze dell’Holiday Inn di Napoli (Centro direzionale Isola E/6) la conferenza 2015 del Csv net, il coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. I Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) sono un’importante realtà del terzo settore introdotta dalla legge quadro n°266/91 nell’ambito degli interventi per lo sviluppo del volontariato. I CSV sono organismi, gestiti dalle stesse associazioni, che svolgono la funzione prevista dalla legge di sostenere e qualificare l’attività di tutte le organizzazioni mediante interventi mirati, rispondendo così ai bisogni del volontariato in un contesto di autonomia, sussidiarietà e solidarietà.   Il mondo del volontariato italiano, dunque, ha scelto Napoli per confrontarsi e discutere delle questioni del presente e sulle prospettive future. Ricco e articolato il programma della conferenza, che prevede convegni, dibattiti, gruppi di lavoro che coinvolgeranno le istituzioni, le associazioni, i volontari e, in generale, tutte le realtà del mondo del volontariato e del terzo settore italiano. Anche il mondo delle imprese, tuttavia, sarà coinvolto nella tre giorni: un modo per far dialogare il no profit e il profit sulle tematiche sociali e sulla riforma del Terzo Settore. Dopo la registrazione dei partecipanti, il 6 novembre alle ore 12 si terrà la cerimonia di apertura, alla quale sono stati invitati il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. In occasione della conferenza, inoltre, il Coordinamento campano dei Csv donerà a tutti i delegati un pacco di pasta Rummo, acquistato per dare un aiuto concreto allo storico pastificio Rummo di Benevento, colpito dalla recente alluvione che ha messo in ginocchio l’intero territorio del Sannio. Spiega Nicola Caprio, presidente del Csv Napoli: “Napoli diventa per tre giorni la capitale del volontariato italiano: un riconoscimento che ci riempie di orgoglio. Abbiamo voluto comprare e donare circa 300 pacchi di pasta Rummo per fare un gesto di accoglienza e, allo stesso tempo, di solidarietà: un segno concreto che vuole essere anche un invito a tutti a non dimenticare il dramma che stanno vivendo le popolazioni del beneventano”.  

Marigliano, la “cartolina” del consiglio comunale

Approvazione unanime delle linee programmatiche del sindaco, suggerimenti tecnici e procedurali, approccio costruttivo da parte dell’opposizione. Questa in sintesi la “cartolina” dell’ultima seduta del consiglio comunale di Marigliano. Il sindaco Antonio Carpino ha dato lettura della sua relazione programmatica, una relazione che, pur avendo messo a dura prova la resistenza dei presenti (ben 29 pagine!) ha, però, dalla sua contenuti “trasversali” in quanto ricca di integrazioni e richiami ai programmi elettorali della coalizione di Centrodestra e dei M5S. Filomena Iovine (candidata sindaco- coalizione Centro Destra) ha rivolto un accorato invito affinchè si facciano le opportune verifiche sull’impianto di trattamento di “rifiuti speciali e non” della ditta Rigenera. La stessa, infatti, avrebbe ottenuto dal Comune e dalla Regione le autorizzazioni a costruire un nuovo opificio in netta contraddizione con la legislazione regionale che impedisce l’insediamento di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti nei comuni inseriti, come in questo caso, nel Sito di interesse nazionale (Sin)! La Iovine ha, inoltre, catalizzato l’attenzione sugli scarichi di tutte le attività produttive localizzate nel Comune di San Vitaliano (le stesse, infatti, sversano attraverso un collettore negli alvei di Marigliano) perchè si ottengano dalla Regione le dovute rassicurazioni sul corretto funzionamento del depuratore. Il sindaco ha esplicitamente garantito l’approfondimento delle questioni sollevate dando ampie rassicurazioni in merito al comune interesse teso alla salvaguardia del nostro territorio e della salute pubblica. Michele Cerciello (candidato sindaco- lista Impegno Civico) ha illustrato osservazioni in merito alla zona Pip ed alla corresponsabilità di tutti i politici in campo in questi anni, suscitando una garbata ma vivace reazione del consigliere Sebastiano Molaro. Interessanti i temi caldeggiati dal consigliere Francesco Capasso (candidato sindaco-M5S) in merito all’approvazione della diretta streaming delle sedute consiliari oltre che ai suggerimenti tesi ad una maggiore informatizzazione della macchina comunale ed alla redazione di determine più dettagliate ed immediatamente comprensibili senza la necessità di ricorrere, ogni volta, alle richieste di “accesso agli atti”. Il consigliere Pasquale Beneduce (Lista Iovine Sindaco) ha lanciato provocazioni significative sul quartiere Pontecitra, sulle proposte programmatiche ad esso indirizzate e su quei meccanismi elettorali che spesso si innescano in particolari segmenti di quello come di altri quartieri. Il primo vero momento di dissenso si è avuto in merito all’approvazione sull’utilizzo di 3 milioni di euro (fondi Por fsr) da destinare alle fogne di Miuli, dissenso non certo per dubbi sulla bontà della causa, ma sulle preoccupazioni fatte emergere dalla Iovine circa le difficoltà oggettive e tempistiche a che l’amministrazione riesca in soli 90 giorni ad assegnare la gara d’appalto ed ultimare i lavori, esponendo dunque, le casse del comune di Marigliano al rischio di dovervi sopperire, qualora non si riuscisse a rispettare i termini previsti. Ormai vicini alla mezzanotte si è proceduto all’approvazione delle commissioni elettorali improvvisamente modificate nell’area di competenza in seguito ad un emendamento proposto dal capogruppo Pd, Giuseppe Jossa, in base al quale il criterio di ripartizione non avrebbe più dovuto rispecchiare gli ambiti assessoriali ma un principio definito da Jossa “tematico”. La cosa ha suscitato non poco fermento e disapprovazione manifestata in particolare dal consigliere Felice Mautone (capogruppo di Forza Italia) il quale ha rilevato la difficoltà che ne sarebbe derivata nel ricondurre i lavori di commissione agli stessi assessorati . Scaramucce e discussioni si sono concluse oltre la mezzanotte; la dialettica politica si sposta ora nella piazza, sempre che i cittadini abbiano conservato un po’ di interesse verso la cosa pubblica anche lontano dal clamore e dal coinvolgimento elettorale.                                                                                               

Giornata Mondiale Osteoporosi 2015: alla Clinica Trusso esami MOC e consulti medici gratuiti

Ottaviano: in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi la Casa di Cura Trusso ha promosso, in collaborazione con l’Associazione Onlus House Hospital, un momento di prevenzione e informazione che ha avuto come tema principale questa patologia che è caratterizzata dal deterioramento della struttura ossea e dalla diminuzione della massa scheletrica. Sono state effettuate circa 150 visite ed esami MOC gratuite e offerto a tutti i pazienti validi consigli anche su come prevenire questa patologia che colpisce, secondo gli ultimi dati, non solo le donne dai 50 anni in su ma anche gli uomini. Al di sopra di questa soglia d’età, infatti, un uomo su cinque incorre in una frattura ossea legata ad osteoporosi, e dopo i settant’anni la perdita di massa ossea è uguale sia nelle donne che negli uomini. L’osteoporosi, oltre ad essere una malattia che interessa un rilevante numero di pazienti, determina importanti costi sanitari e sociali, tant’è che è stata riconosciuta Malattia Sociale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche in rapporto al progressivo invecchiamento della popolazione. La sua incidenza aumenta con l’età sino ad interessare la maggior parte della popolazione oltre l’ottava decade di vita: si stima che in Italia ci siano oggi circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini affetti da osteoporosi. Altri dati epidemiologici mostrano che nella popolazione italiana oltre i 50 anni d’età il numero di fratture del femore è superiore alle 55.000 unità/anno e alterazioni morfologiche vertebrali sono state riscontrate in oltre il 20% dei soggetti di 65+ anni d’età di entrambi i sessi. Alla luce di questi dati risulta evidente la necessità di una diagnosi precoce e dell’istituzione di percorsi di prevenzione e terapia per contrastare efficacemente le temibili complicanze connesse alla patologia. L’approccio deve essere multidisciplinare e deve tenere conto della valutazione dei fattori nutrizionali, dello stile di vita, di patologie endocrine con associate alterazioni ormonali, di utilizzo di farmaci dannosi per lo scheletro oltre ad un accurato esame obiettivo ed all’utilizzo di metodiche strumentali. La MOC, in dotazione nella Clinica Polispecialsitica di Ottaviano per esami anche successivi alla giornata di prevenzione, risulta essere il sistema più valido e sicuro per la valutazione della densitometria ossea. La giornata organizzata dalla Casa di Cura Trusso ha rappresentato , per molte donne,  l’occasione per valutare la propria condizione e pensare concretamente alla salute futura. Validi consigli degli esperti della Clinica Trusso per prevenire l’Osteoporosi:
  1. Consumare una dieta ricca di calcio e vitamina D.
  2. Ridurre il consumo di dolci e bevande alcoliche.
  3. Osservare una dieta povera di sale, dato che il sodio, oltre a peggiorare un eventuale ipertensione favorisce la demineralizzazione ossea
  4. Abolire il fumo
  5. evitare di consumare eccessive quantità di proteine e fibre
  6. Ricordare che il fabbisogno giornaliero di calcio per l’adulto è stimabile intorno agli 800 -1000 mg (Fonte foto: rete internet)
   

Somma Vesuviana, alla Villa Augustea giornalisti da tutta Italia

Somma Vesuviana unica tappa nel Meridione del press tour collegato alla settimana del Pianeta Terra, progetto del Miur. Trenta giornalisti di tv e testate nazionali ed europee saranno in città sabato prossimo: una tappa del «Press Tour» collegato alla «Settimana del Pianeta Terra», un progetto riconosciuto dal Miur che promuove le geo scienze e le ricerche archeologiche, con 237 eventi contemporanei in tutta Europa. Somma Vesuviana è l’unico sito del Sud Italia prescelto, per il Nord la location dell’evento saranno i ghiacciai del Monte Rosa e per il Centro i siti archeologici della capitale, Roma. Sabato si inizierà alle 11, i giornalisti potranno ammirare i lavori e gli scavi della Villa Augustea di via Starza Regina accompagnati dal sindaco Pasquale Piccolo, dal professore Antonio De Simone, archeologo e docente al Suor Orsola Benincasa, dal professore della mission giapponese Matsuyama Satoshi e dal presidente della Pro Loco, Francesco Mosca. Ad accoglierli saranno i ragazzi del Forum dei Giovani di Somma Vesuviana. La tappa successiva sarà, per gli ospiti, una degustazione di prodotti tipici a «La Lanterna» di Luigi Molaro. Il programma legato all’evento comincia però già oggi, con apertura degli scavi della Villa Augustea dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 16. Domani, invece, dalle 10 alle 13, escursione geologico naturalistica «La traversata del Monte Somma», rivolta agli studenti delle scuole secondarie che potranno percorrere lo Stradello, poderosa opera idraulica costruita dai Borboni. Attraverseranno i percorsi lavici del 1944, i boschi di castagno e robinia e il rigoglioso sottobosco fino a Santa Maria a Castello. Sabato è poi previsto anche un seminario sul Somma Vesuvio per gli studenti e una rappresentazione teatrale che rivisita in chiave moderna la storia delle genti vesuviane attraverso le vicende dell’Impero Romano, con musiche, danze e testi originali.  

Ercolano e l’occasione mancata

Martedì mattina c’è stato in via Castelluccio il sopralluogo della commissione d’inchiesta parlamentare sui rifiuti, un’occasione persa per chi voleva realmente mettere la parola fine ad anni di chiacchiere e prosciutto sugli occhi. La mancata convocazione dei comitati ha provocato le loro rimostranze.

Lo spot è tratto e nessuno potrà più fermarlo, l’immagine dell’ennesimo uomo forte, figlio della provvidenza e vincente su tutti i campi è stata sancita ma ai posteri cosa resterà? Ai nostri figli, cosa lascerà tanta apologia del nulla? Le discariche a futura memoria.

Martedì mattina la “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate” si è recata sulle Lave Novelle di Ercolano assieme ai tecnici, uno stuolo di uomini delle forze dell’ordine e con ben selezionati giornalisti al seguito. Fin qui niente di nuovo, già poco meno di un anno fa e negli stessi luoghi si recarono i consiglieri regionali di un’altra simile commissione, capeggiata dall’allora Presidente Antonio Amato. All’epoca i criteri furono, per quanto opinabili, ben diversi e molto più coretti di quelli assai selettivi attuati da chi ha organizzato la visita su queste discariche; chi vi partecipò poté infatti confrontarsi con le autorità e dire la sua e fornire anche informazioni a chi di dovere e all’occorrenza riceverne.

Lo scorso anno, la “III Commissione Consiliare Speciale per il controllo delle bonifiche ambientali e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, riutilizzo dei beni confiscati” detta delle ecomafie, contattò tutte le parti in causa interessate alla tutela ambientale e alla denuncia dell’inquinamento di quel territorio tra San Vito e San Sebastiano. Erano presenti la maggior parte delle testate locali, erano soprattutto presenti, a far sentire la loro voce, quei comitati che, con il loro impegno e con le loro denunce, avevano portato alla luce quelle problematiche altrimenti dimenticate.

Questa volta il contraltare è mancato, l’amministrazione ercolanese ha organizzato un’allegra scampagnata su via Castelluccio con tanto di bus, selfie sorridenti e inquadrature ben studiate, esperti onniscienti e rassicuranti e con quello spiegamento di forze che vorremmo vedere tutti i giorni in via Castelluccio e dintorni e non solo per registrare il solito spot. Pulendo le strade d’accesso a quel luogo e mostrando dall’alto quello che era più opportuno vedere da vicino si è ancora una volta dimostrato che la volontà delle autorità locali è quella di proporre solo una parte del problema; non che quella presente in quei luoghi visitati fosse poca cosa, vista anche la realtà di parco nazionale nella quale persiste, ma sarebbe valsa la pena, in presenza dei parlamentari, mostrare tutto, sarebbe stato opportuno mostrare ad esempio il tracciato che il percolato aveva creato in sette anni di incontrollata tracimazione e si sarebbe potuto mostrare quei fusti di cava Montone, punta di un iceberg mostruoso che mai nessuno tirerà fuori.

Magari, opportunamente guidati, gli onorevoli intervenuti si sarebbero chiesti come mai quelle telecamere in via Castelluccio, pur presenti da anni, non hanno mai funzionato e perché il presidio fisso dell’esercito in via Viola (presente per altro scopo) vedeva solo le targhe dei giornalisti e non quelle dei camion che andavano a scaricare anche in tempi recenti a cava Montone; forse si temeva che qualcuno avesse potuto svelare che tanto sfacelo non era solo il frutto delle ecomafie venute dal Nord ma anche dall’azione continua e deliberata di cittadini ercolanesi che, dal sacchetto d’immondizia al residuo industriale, arricchivano e purtroppo arricchiscono tutt’oggi di veleni le Lave Novelle.

È bene mettere in chiaro una cosa fondamentale in questo discorso, spesso farcito di ipocrisia e di non si sa fino a che punto, di reale o voluta ignoranza, il termine bonifica è fin troppo abusato nella logica del dissesto ambientale locale e mai come in questo contesto in quel di Ercolano. Per bonificare, ovvero per ripulire completamente una sola di quelle tristi realtà e senza devastarne altre, non basterebbe una finanziaria, perché stiamo parlando di decenni di sversamenti e scarichi incontrollati. Per la sola Ammendola & Formisano parliamo di almeno trent’anni di rifiuti mai classificati e se vi aggiungiamo il mancato controllo degli anni successivi la problematica si aggrava per cronologia e prodotto, così come vale anche per il resto delle zone limitrofe di cava Montone, via Filaro e l’ormai celeberrima via Castelluccio con i suoi ciclici e puntuali roghi tossici. Varrebbe la pena, davanti a questa realtà sottaciuta, fare meno proclami e cercare di affrontare il problema nella sua tragica realtà, senza far finta di esser scesi da Marte per scoprire realtà fintamente sconosciute.

Martedì mattina, parte dei comitati, tra quelli che erano riusciti a sapere la data dell’appuntamento istituzionale, attendevano presso via Viola quell’arrivo dei deputati che mai c’è stato. Questa è la riconoscenza dello stato verso chi si mette in gioco, in prima persona, per la salvaguardia di tutti. La nostra impressione, e non solo la nostra, è stata quella che non si volessero interlocutori scomodi tra i piedi, di quelli che avrebbero potuto guastare l’ennesima festa sulla monnezza.

Com. Stampa Gruppo “Salute Ambiente Vesuvio Ercolano”