Giornata Mondiale Osteoporosi 2015: alla Clinica Trusso esami MOC e consulti medici gratuiti

Ottaviano: in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi la Casa di Cura Trusso ha promosso, in collaborazione con l’Associazione Onlus House Hospital, un momento di prevenzione e informazione che ha avuto come tema principale questa patologia che è caratterizzata dal deterioramento della struttura ossea e dalla diminuzione della massa scheletrica. Sono state effettuate circa 150 visite ed esami MOC gratuite e offerto a tutti i pazienti validi consigli anche su come prevenire questa patologia che colpisce, secondo gli ultimi dati, non solo le donne dai 50 anni in su ma anche gli uomini. Al di sopra di questa soglia d’età, infatti, un uomo su cinque incorre in una frattura ossea legata ad osteoporosi, e dopo i settant’anni la perdita di massa ossea è uguale sia nelle donne che negli uomini. L’osteoporosi, oltre ad essere una malattia che interessa un rilevante numero di pazienti, determina importanti costi sanitari e sociali, tant’è che è stata riconosciuta Malattia Sociale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche in rapporto al progressivo invecchiamento della popolazione. La sua incidenza aumenta con l’età sino ad interessare la maggior parte della popolazione oltre l’ottava decade di vita: si stima che in Italia ci siano oggi circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini affetti da osteoporosi. Altri dati epidemiologici mostrano che nella popolazione italiana oltre i 50 anni d’età il numero di fratture del femore è superiore alle 55.000 unità/anno e alterazioni morfologiche vertebrali sono state riscontrate in oltre il 20% dei soggetti di 65+ anni d’età di entrambi i sessi. Alla luce di questi dati risulta evidente la necessità di una diagnosi precoce e dell’istituzione di percorsi di prevenzione e terapia per contrastare efficacemente le temibili complicanze connesse alla patologia. L’approccio deve essere multidisciplinare e deve tenere conto della valutazione dei fattori nutrizionali, dello stile di vita, di patologie endocrine con associate alterazioni ormonali, di utilizzo di farmaci dannosi per lo scheletro oltre ad un accurato esame obiettivo ed all’utilizzo di metodiche strumentali. La MOC, in dotazione nella Clinica Polispecialsitica di Ottaviano per esami anche successivi alla giornata di prevenzione, risulta essere il sistema più valido e sicuro per la valutazione della densitometria ossea. La giornata organizzata dalla Casa di Cura Trusso ha rappresentato , per molte donne,  l’occasione per valutare la propria condizione e pensare concretamente alla salute futura. Validi consigli degli esperti della Clinica Trusso per prevenire l’Osteoporosi:
  1. Consumare una dieta ricca di calcio e vitamina D.
  2. Ridurre il consumo di dolci e bevande alcoliche.
  3. Osservare una dieta povera di sale, dato che il sodio, oltre a peggiorare un eventuale ipertensione favorisce la demineralizzazione ossea
  4. Abolire il fumo
  5. evitare di consumare eccessive quantità di proteine e fibre
  6. Ricordare che il fabbisogno giornaliero di calcio per l’adulto è stimabile intorno agli 800 -1000 mg (Fonte foto: rete internet)
   

Somma Vesuviana, alla Villa Augustea giornalisti da tutta Italia

Somma Vesuviana unica tappa nel Meridione del press tour collegato alla settimana del Pianeta Terra, progetto del Miur. Trenta giornalisti di tv e testate nazionali ed europee saranno in città sabato prossimo: una tappa del «Press Tour» collegato alla «Settimana del Pianeta Terra», un progetto riconosciuto dal Miur che promuove le geo scienze e le ricerche archeologiche, con 237 eventi contemporanei in tutta Europa. Somma Vesuviana è l’unico sito del Sud Italia prescelto, per il Nord la location dell’evento saranno i ghiacciai del Monte Rosa e per il Centro i siti archeologici della capitale, Roma. Sabato si inizierà alle 11, i giornalisti potranno ammirare i lavori e gli scavi della Villa Augustea di via Starza Regina accompagnati dal sindaco Pasquale Piccolo, dal professore Antonio De Simone, archeologo e docente al Suor Orsola Benincasa, dal professore della mission giapponese Matsuyama Satoshi e dal presidente della Pro Loco, Francesco Mosca. Ad accoglierli saranno i ragazzi del Forum dei Giovani di Somma Vesuviana. La tappa successiva sarà, per gli ospiti, una degustazione di prodotti tipici a «La Lanterna» di Luigi Molaro. Il programma legato all’evento comincia però già oggi, con apertura degli scavi della Villa Augustea dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 16. Domani, invece, dalle 10 alle 13, escursione geologico naturalistica «La traversata del Monte Somma», rivolta agli studenti delle scuole secondarie che potranno percorrere lo Stradello, poderosa opera idraulica costruita dai Borboni. Attraverseranno i percorsi lavici del 1944, i boschi di castagno e robinia e il rigoglioso sottobosco fino a Santa Maria a Castello. Sabato è poi previsto anche un seminario sul Somma Vesuvio per gli studenti e una rappresentazione teatrale che rivisita in chiave moderna la storia delle genti vesuviane attraverso le vicende dell’Impero Romano, con musiche, danze e testi originali.  

Ercolano e l’occasione mancata

Martedì mattina c’è stato in via Castelluccio il sopralluogo della commissione d’inchiesta parlamentare sui rifiuti, un’occasione persa per chi voleva realmente mettere la parola fine ad anni di chiacchiere e prosciutto sugli occhi. La mancata convocazione dei comitati ha provocato le loro rimostranze.

Lo spot è tratto e nessuno potrà più fermarlo, l’immagine dell’ennesimo uomo forte, figlio della provvidenza e vincente su tutti i campi è stata sancita ma ai posteri cosa resterà? Ai nostri figli, cosa lascerà tanta apologia del nulla? Le discariche a futura memoria.

Martedì mattina la “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate” si è recata sulle Lave Novelle di Ercolano assieme ai tecnici, uno stuolo di uomini delle forze dell’ordine e con ben selezionati giornalisti al seguito. Fin qui niente di nuovo, già poco meno di un anno fa e negli stessi luoghi si recarono i consiglieri regionali di un’altra simile commissione, capeggiata dall’allora Presidente Antonio Amato. All’epoca i criteri furono, per quanto opinabili, ben diversi e molto più coretti di quelli assai selettivi attuati da chi ha organizzato la visita su queste discariche; chi vi partecipò poté infatti confrontarsi con le autorità e dire la sua e fornire anche informazioni a chi di dovere e all’occorrenza riceverne.

Lo scorso anno, la “III Commissione Consiliare Speciale per il controllo delle bonifiche ambientali e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, riutilizzo dei beni confiscati” detta delle ecomafie, contattò tutte le parti in causa interessate alla tutela ambientale e alla denuncia dell’inquinamento di quel territorio tra San Vito e San Sebastiano. Erano presenti la maggior parte delle testate locali, erano soprattutto presenti, a far sentire la loro voce, quei comitati che, con il loro impegno e con le loro denunce, avevano portato alla luce quelle problematiche altrimenti dimenticate.

Questa volta il contraltare è mancato, l’amministrazione ercolanese ha organizzato un’allegra scampagnata su via Castelluccio con tanto di bus, selfie sorridenti e inquadrature ben studiate, esperti onniscienti e rassicuranti e con quello spiegamento di forze che vorremmo vedere tutti i giorni in via Castelluccio e dintorni e non solo per registrare il solito spot. Pulendo le strade d’accesso a quel luogo e mostrando dall’alto quello che era più opportuno vedere da vicino si è ancora una volta dimostrato che la volontà delle autorità locali è quella di proporre solo una parte del problema; non che quella presente in quei luoghi visitati fosse poca cosa, vista anche la realtà di parco nazionale nella quale persiste, ma sarebbe valsa la pena, in presenza dei parlamentari, mostrare tutto, sarebbe stato opportuno mostrare ad esempio il tracciato che il percolato aveva creato in sette anni di incontrollata tracimazione e si sarebbe potuto mostrare quei fusti di cava Montone, punta di un iceberg mostruoso che mai nessuno tirerà fuori.

Magari, opportunamente guidati, gli onorevoli intervenuti si sarebbero chiesti come mai quelle telecamere in via Castelluccio, pur presenti da anni, non hanno mai funzionato e perché il presidio fisso dell’esercito in via Viola (presente per altro scopo) vedeva solo le targhe dei giornalisti e non quelle dei camion che andavano a scaricare anche in tempi recenti a cava Montone; forse si temeva che qualcuno avesse potuto svelare che tanto sfacelo non era solo il frutto delle ecomafie venute dal Nord ma anche dall’azione continua e deliberata di cittadini ercolanesi che, dal sacchetto d’immondizia al residuo industriale, arricchivano e purtroppo arricchiscono tutt’oggi di veleni le Lave Novelle.

È bene mettere in chiaro una cosa fondamentale in questo discorso, spesso farcito di ipocrisia e di non si sa fino a che punto, di reale o voluta ignoranza, il termine bonifica è fin troppo abusato nella logica del dissesto ambientale locale e mai come in questo contesto in quel di Ercolano. Per bonificare, ovvero per ripulire completamente una sola di quelle tristi realtà e senza devastarne altre, non basterebbe una finanziaria, perché stiamo parlando di decenni di sversamenti e scarichi incontrollati. Per la sola Ammendola & Formisano parliamo di almeno trent’anni di rifiuti mai classificati e se vi aggiungiamo il mancato controllo degli anni successivi la problematica si aggrava per cronologia e prodotto, così come vale anche per il resto delle zone limitrofe di cava Montone, via Filaro e l’ormai celeberrima via Castelluccio con i suoi ciclici e puntuali roghi tossici. Varrebbe la pena, davanti a questa realtà sottaciuta, fare meno proclami e cercare di affrontare il problema nella sua tragica realtà, senza far finta di esser scesi da Marte per scoprire realtà fintamente sconosciute.

Martedì mattina, parte dei comitati, tra quelli che erano riusciti a sapere la data dell’appuntamento istituzionale, attendevano presso via Viola quell’arrivo dei deputati che mai c’è stato. Questa è la riconoscenza dello stato verso chi si mette in gioco, in prima persona, per la salvaguardia di tutti. La nostra impressione, e non solo la nostra, è stata quella che non si volessero interlocutori scomodi tra i piedi, di quelli che avrebbero potuto guastare l’ennesima festa sulla monnezza.

Com. Stampa Gruppo “Salute Ambiente Vesuvio Ercolano”

Pollena Trocchia. L’ospedale “Apicella”, sopravvive.

Nonostante dimenticato dalla politica, per alcuni cittadini, ancora punto di riferimento e vanto per la città di Pollena Trocchia. Fondato a Pollena nel 1933 dal Cavaliere Raffaele Apicella, l’ospedale, appunto, “Apicella” è il riflesso delle ombre generate dalla cattiva gestione della cosa pubblica. Un’offesa a chi soffre e alla sanità, amministrata in maniera maldestra dalle Giunte Regionali di ieri e di oggi. Dal 2008, circa, la lenta ed inesorabile agonia con il ridimensionamento e la chiusura dei reparti principali (chirurgia, ginecologia, pediatria), anime dell’ospedale. Ad agosto del 2011 furono sospese le attività di Pronto Soccorso. Successivamente, a giugno 2012, fu la volta della chiusura dell’ambulatorio di ortopedia. Ferito, lacerato, ma non morto! Nonostante le difficoltà operative e gestionali, l’intera équipe con professionalità e dedizione cerca, spesso riuscendoci in parte, a far fronte ad alcune delle esigenze del circondario garantendo il servizio alle prestazioni di alcune branche ancora disponibili: Oncologia, Medicina, Endoscopia Digestiva, Day– Surgery, Otorinolaringoiatra, Foniatria, Broncopneumologia, Laboratorio di Analisi, Oftalmologia. Tra le altre, la testimonianza verace e genuina di una donna che grazie alla bravura e l’impegno degli addetti ai lavori della struttura ha avuto salva la vita. Il suo appello, amplificato dall’Associazione Graffito D’Argento va alla cittadinanza affinché trovi la forza di far sentire la propria voce, di reagire, pretendendo dalla politica, risposte e azioni tempestive. La nostra amica, inoltre ringrazia il team che con alto spirito umanitario da ancora lustro alla struttura ospedaliera e di conseguenza alla cittadina di Pollena Trocchia.    

Inside Out: psicologia e animazione

“Inside out” è un film d’animazione uscito a settembre nelle sale cinematografiche capace di parlare a persone di tutte le età, dai più grandi ai più piccoli, circa la relazione con le nostre emozioni e su come queste ultime possano guidare le nostre azioni nella quotidianità. Il cartone racconta uno spaccato della vita di Riley, una ragazzina di 11 anni che per svariati motivi dallo stato del Minnesota si trasferisce a San Franscisco. Questo spostamento viene vissuto da Riley in modo abbastanza problematico generando in lei emozioni contrastanti. La trama potrebbe sembrare abbastanza scontata ma la particolarità del cartone animato consiste nel fatto che tutto è ambientato nella mente di Riley e anche lo spettatore è catapultato in questa ‘strana’ realtà. Ad attenderlo ci sono Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura: le 5 emozioni di base, ognuna identificata con un colore diverso. In maniera semplice ed efficace viene posta l’attenzione sull’importanza di queste cinque emozioni nella percezione del mondo, nei ricordi, nella personalità. Si può affermare che la Pixar ha portato al cinema un vero e proprio laboratorio di psicoeducazione sulle emozioni per insegnare simpaticamente a tutti come esse guidano i nostri agiti quotidiani. Questo film aiuta concretamente i bambini ma anche gli adulti a comprendere come le emozioni guidano ogni giorno le nostre azioni, e a conoscere meglio i propri stati d’animo. Per realizzarlo, il regista Pete Docter ha richiesto la supervisione di Dacher Keltner, fondatore del ‘Greater Good Science Center’ dell’Università di Berkeley, in California e di Paul Ekman, uno dei più noti psicologi che hanno approfondito lo studio delle emozioni. Nonostante non fosse semplice rappresentare i complessi meccanismi della mente umana sotto forma di cartoni animati, a giudicare dall’enorme successo, l’obiettivo è stato raggiunto a pieni voti. (Fonte foto: rete internet) INFORMAMENTIS QUESTIONI DI GENERE http://ilmediano.com/category/questioni-di-genere/  

Riforma delle associazioni, il governo Renzi mette in campo la sua riforma

Tra le tante deleghe presenti all’interno del decreto “buona scuola”, ne troviamo una che tocca per l’ennesima volta il sostegno scolastico. Malgrado i vari incontri che si stanno susseguendo tra il Miur e le categorie del settore, la carriera dei docenti di sostengo interessati naturalmente al ruolo appare vincolata da un concorso separato, e che la durata decennale per ogni assunzione, sia anch’essa legata alle competenze acquisite sulle diagnosi e patologie. Questi aspetti, che rappresentano sicuramente una novità, stanno creando non poche perplessità in tutto il corpo docenti. Lo sviluppo di una carriera diversa da parte degli insegnanti di sostegno rispetto a quelli curriculari, con relativo accesso previsto da un concorso specifico, sta mettendo in agitazione un intero settore professionale. Inoltre, come elemento di ulteriore preoccupazione, si è aggiunta la possibilità di passare dal sostegno alla cattedra curriculare. Un salto, questo, che non a tutti piace. E per fare in modo che non accada, si ragiona su un sistema che possa rendere tale eventualità più difficoltosa, magari facendo ricorso ad un vincolo decennale o ad un concorso che dia il via libera a tale traghettamento. Insomma, una serie di soluzioni che possano rendere la vita difficile a tutti i cosiddetti furbi convinti di poter utilizzare il sostegno ai disabili come lasciapassare per una cattedra di ruolo accorciando, di fatto, i tempi di assegnazione. Appare chiaro, quindi, come questa riforma del sostengo dia spazio a nuovi indirizzi professionali che avranno maggiori competenze ma non garantiranno, per svariati motivi, delle specifiche didattiche e disciplinari. Eppure, c’è chi, come la Fish, plaude a questa iniziativa del governo nonostante i pareri discordanti di svariate categorie sociali. Altre associazioni di disabili e di insegnanti, ad esempio, preferiscono parlare di scelte di vita, di conoscenze più adeguate ad ogni specifico caso. Mentre un’altra parte dei docenti, insieme ai sindacati che li rappresentano, preferiscono incentrare il discorso sulla necessaria professionalità. Il discorso si delinea lungo e complicato. È evidente, però, che due ruoli così distinti tra loro, ovvero l’insegnante di sostengo e curricolare, non vadano posti sullo stesso piano. Si auspica, quindi, che si possa andare incontro ad una soluzione costruttiva. Una decisione che garantisca, da un lato la qualità di insegnamento e di integrazione agli studenti disabili, e dall’altro una stabilità ed un inserimento lavorativo a quanti hanno intrapreso una carriera così impegnativa. MO’ BASTA. SCRIVICI TUTTO http://ilmediano.com/category/mo-basta-scrivici-tutto/      

Asl Napoli 2 e 3, tenta di partecipare all’appalto del 118: picchiato a sangue

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Erminio Battocchio, 44 anni, è finito in ospedale. L’avvertimento telefonico: “levati dalla gara per le ambulanze”. Il primo avvertimento anonimo gli era arrivato il 7 luglio, al telefono, mentre era a cena, a casa sua, con la moglie e i due figli adolescenti. “Levati dall’appalto delle ambulanze”, l’ultimatum da brivido. E alla fine qualcuno ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Si perché qualche giorno fa è andato dritto in ospedale Erminio Battocchio, 44 anni, uno dei responsabili della Rti, l’associazione d’imprese che si è presentata per la nuova gara d’appalto del servizio 118 nelle asl Napoli 2 e Napoli 3, una nuova gara decisa dopo che il servizio era stato colpito, ad aprile, da un’interdittiva antimafia della Prefettura di Napoli. Battocchio però è stato pestato di brutto, a suon di pugni e schiaffi, da un paio di delinquenti travisati da caschi integrali e armati di pistola. Ceffi “esperti” nel ramo dei pestaggi, criminali che lo hanno inseguito su una moto e che poi lo hanno bloccato sull’asse mediano, nei pressi dello svincolo di Lago Patria, la sera dell’8 ottobre. Qui Erminio Battocchio viaggiava a bordo della sua auto, da solo. Stava tornando a casa, a Pozzuoli, dopo una riunione di lavoro tenuta nello studio di una commercialista, a Giugliano. Riunione che aveva avuto per oggetto proprio la partecipazione all’appalto del 118. Subito dopo il pestaggio il 44enne si è recato in stato confusionale nell’ospedale La Schiana di Pozzuoli. Il referto dei medici parla chiaro: “sospetto trauma cranico e contusioni multiple agli zigomi, guaribili in una settimana”. Ma più chiaro ancora parla la foto che l’ambulanziere ha postato su Facebook qualche giorno dopo l’episodio, denunciato la scorsa settimana alla Squadra Mobile di Napoli. Nell’immagine lo si vede col viso gonfio come un pallone, lo sguardo ancora scosso. “Ma non ci fermeranno: parteciperemo alla gara”, annuncia intanto, testardo come non mai, il responsabile della Rti. Nella denuncia fatta trascrivere direttamente dai poliziotti, in Questura, Erminio Battocchio attribuisce tutti i guai che sta passando all’appalto del 118. Un appalto triennale da circa 8 milioni di euro ( questa la cifra complessiva  per entrambe le asl, la 2 e la 3 ) che è in procedura di revoca dall’ormai lontano aprile di quest’anno a causa di un’interdittiva antimafia spiccata dalla Prefettura ai danni della onlus che gestisce in  convenzione con le due aziende sanitarie le ambulanze del pronto soccorso in tutta la provincia di Napoli. Ma per le forze dell’ordine questa onlus è infiltrata dal clan dei casalesi e dal clan Mallardo. Accuse che la Paf di Giugliano (questo il nome dell’associazione capofila del servizio, acronimo di Pubblica assistenza flegrea) ha sempre respinto al mittente annunciando anche un ricorso al Consiglio di Stato. Già perché nel frattempo il Tar, il Tribunale amministrativo della Campania, a luglio ha respinto il primo ricorso della Paf, quello appunto per l’annullamento dell’interdittiva. La magistratura amministrativa ha ribadito che le accuse della Prefettura non fanno una piega ai fini dell’ostativa a proseguire le attività con la pubblica amministrazione. Però la situazione burocratica è complicata. La Paf non può essere rimossa di colpo perchè le ambulanze del 118 sono un servizio pubblico essenziale. Dal canto loro le asl avrebbero dovuto completare in tempi rapidi la gara d’urgenza finalizzata alla sua sostituzione. E a luglio la Asl Napoli 2 una gara d’urgenza l’ha fatta. Vi ha partecipato la sola Rti. Poi però, a settembre, l’azienda sanitaria di Pozzuoli l’ha revocata. Ne ha indetta un’altra ai primi di ottobre. “Ho denunciato alla Squadra Mobile – racconta Battocchio – che i tempi delle asl sono stati inspiegabilmente lunghissimi e che mi risulta anomala la revoca della prima gara d’urgenza decisa dalla Napoli 2. Per quanto riguarda la Napoli 3 noi abbiamo chiesto di presentarci al bando ma loro non si sono fatti proprio sentire”. Nella denuncia l’esponente della Rti ha fatto scrivere dagli agenti della Mobile che la stessa sera dell’8 ottobre è stato avvicinato, all’uscita dallo studio del commercialista, e subito minacciato con una serie di insulti da un ambulanziere di un’altra onlus, un pregiudicato parente di un boss di Giugliano. Poco dopo c’è stato il pestaggio sull’asse mediano.  

Somma Vesuviana, al via la manifestazione “Open Sport : oltre lo sguardo”

Nei giorni 24 ottobre dalle ore 14.00 alle ore 19.00 e il giorno 25 ottobre dalle ore 9.00 alle ore 18.00, presso la Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco”, si svolgerà la manifestazione “Open sport: oltre lo sguardo” con il patrocinio del Comune di Somma Vesuviana. Il progetto ha lo scopo di incoraggiare i ragazzi non vedenti e ipovedenti a praticare nuove esperienze nel campo sportivo. I soggetti proponenti del progetto sono l’A.S.D Real Vesuviana e l’U.I.C.I, sezione Napoli, sede di sant’Anastasia. Tale iniziativa sarà rivolta ai ragazzi portatori di disabilità, alle loro famiglie, alle associazioni sul territorio che si occupano di problemi legati a varie forme di disabilità e alle realtà scolastiche. In particolare, attraverso una campagna informativa e di consulenza, si indirizzeranno i partecipanti alla scelta dell’attività sportiva a loro più idonea grazie all’ausilio di esperti e professionisti del settore.
Open Sport manifesto
Open Sport manifesto

Pellegrinaggio al sepolcro del Venerabile Castelli

L’appuntamento è per domenica 25 ottobre, ore 18, presso la chiesa di Santa Maria del Caravaggio, piazza Dante (Na), dove riposa il giovane Barnabita virtuoso nato a Sant’Anastasia, straordinaria figura di umiltà e bontà, i cui fedeli aspettano di chiamare a pieno titolo “Santo”. A Sant’Anastasia il comitato “Ven. Francesco M. Castelli” guidato da padre Giacomo Verrengia, parroco presso il convento di Sant’Antonio, dalla presidente Rosina Sbrescia De Simone e dal vicepresidente Vincenzo Manfellotto, organizza per domenica 25 ottobre, ore 18, il pellegrinaggio presso la tomba del giovane concittadino Barnabita virtuoso (foto) sita nella chiesa di Santa Maria del Caravaggio, piazza Dante (Na). Un appuntamento ormai consolidato nel tempo che arriva puntuale dopo la celebrazione della commemorazione della morte del beato Castelli avvenuta lo scorso settembre. «Per l’occasione abbiamo invitato al pellegrinaggio anche il Cardinale Sepe per far sì che si potesse fare un punto della situazione circa lo stato della causa di beatificazione di questo straordinario giovane, noto per umiltà e bontà nato nel quartiere Casamiranda, che è al vaglio proprio della curia napoletana – dichiara Vincenzo Manfellotto – I padri Barnabiti hanno sempre accolto con gioia i tanti pellegrini che si recano al sepolcro del Beato Castelli tanto da voler condividere ogni anno, alla fine della celebrazione, un momento di festa comunitaria mettendo a disposizione nei loro locali un brunch». Come di consuetudine saranno presenti al pellegrinaggio famiglie, associazioni cattoliche, rappresentanti dell’amministrazione comunale con il sindaco Abete od un suo delegato che alla fine della celebrazione reciterà la preghiera per la cittadina vesuviana ed accenderà la lampada votiva che arde davanti alla tomba del Venerabile. «Noi del comitato – chiosa concludendo il vicepresidente Manfellotto – siamo orgogliosi di questa tradizione ed ogni anno speriamo di poter riempire sempre più pullman per dare maggiore testimonianza alla causa di Beatificazione e far conoscere ancora meglio la figura del Venerabile Francesco Maria Castelli, aiuto e guida per tanti ed esempio di vita per tutti». (Fonte foto: Vincenzo Manfellotto, vicepresidente comitato “Ven. Francesco M. Castelli”)

Napoli progetto NEMO: docenti e scienziati per guardare al Futuro valorizzando il passato

Gli strumenti scientifici storici delle scuole napoletane, esposti nella sala Diversità della Biblioteca Nazionale durante Futuro Remoto, sono già visibili online sul sito Web del Progetto NEMO.              Trascorso Futuro Remoto, il grande festival della Scienza promosso dal Comune di Napoli, non si sono idealmente spenti i riflettori sui tesori che sono custoditi entro le mura delle Scuole napoletane e meritano ampiamente di essere molto più conosciuti e fruiti. La mostra “Gli strumenti scientifici dai Borbone all’Epoca post-unitaria – La Fisica nelle Scuole napoletane dell’Ottocento” – esposizione che si è tenuta fino a ieri presso la Sala Diversità della Biblioteca Nazionale di Napoli Palazzo Reale – ha registrato un grande successo di pubblico con circa duemila visitatori tra studiosi, turisti e scolaresche. Particolarmente apprezzato è stato il contributo degli studenti delle Scuole coinvolte, che hanno illustrato gli strumenti esposti con competenza ed entusiasmo. La Scienza dell’Ottocento, che ebbe a Napoli una personalità di spicco come Macedonio Melloni, continuò la costruzione di basi per la Scienza moderna e ha lasciato nelle Scuole napoletane un vasto e prezioso patrimonio di strumenti scientifici. Parte di un tal patrimonio resta valido per la didattica nel campo delle scienze sperimentali ed è quindi anche espressione di continuità storica nella didattica. Alla presentazione della mostra si è discusso della salvaguardia e della valorizzazione di questa importante e tuttora viva eredità culturale, che ci è stata consegnata da grandi scienziati e artigiani del passato. Con lo scopo di tutelare questo patrimonio di valore inestimabile, ma anche di renderlo fruibile a tutti, il Progetto NEMO sta procedendo ad una completa catalogazione ove a ogni strumento è associata un’accurata ed esauriente scheda informativa a cura dei docenti delle Scuole. Il catalogo con gli strumenti in mostra e numerosi altri – continuamente aggiornato seguendo l’avanzamento del progetto – è visibile online su www.progettonemo.it. Una Rete di sei Scuole napoletane e l’Associazione Scienza e Scuola hanno ricoperto un ruolo di primo piano nel Progetto, che ha visto cooperare il Comune di Napoli, il  Dipartimento di Fisica dell’Università “Federico II” e la Sezione di Napoli dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con il sostegno dell’Istituto Banco di Napoli – Fondazione. “Il forte impulso di NEMO viene dalla novità delle sinergie generate tra gli ambienti scolastici e scientifici presenti nel progetto e dal supporto di Enti e Istituzioni da esse favorito” – dice Paolo Strolin, professore emerito alla “Federico II” e presidente dell’Associazione Scienza e Scuola e continua “Oltre a contribuire a salvaguardare e render fruibile uno straordinario patrimonio, insieme abbiamo lanciato un chiaro messaggio agli studenti, e uno stimolo a guardare al futuro valorizzando il passato”. “Il coinvolgimento degli studenti nella preparazione della mostra e il loro impegno nel fornire spiegazioni a qualche migliaio di visitatori in pochi giorni sono stati elementi importantissimi anche per una loro presa di coscienza dell’attualità della Scienza classica come base formativa per quella moderna e per rafforzare spirito e orgoglio di comunità”, aggiunge la professoressa Gioia Molisso, coordinatrice del Progetto NEMO. Alla presentazione e conferenza stampa nella Sala Rari della Biblioteca Nazionale sono intervenuti anche Annamaria Palmieri, assessore alla Scuola e all’Istruzione del Comune di Napoli, Vera Valitutto, direttrice della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”, Valentina Bia, dirigente scolastico del Liceo Ginnasio “Vittorio Emanuele II” e Francesco Di Vaio, presidente dell’Associazione Scuole Storiche Napoletane. Paolo Gasparini, professore emerito all’Università di Napoli “Federico II” ha aperto la discussione scientifica presentando un quadro complessivo ed esponendo riflessioni sulla Scienza e sulla Tecnologia a Napoli nel Settecento e nell’Ottocento. Per sottolineare sulla base di argomenti scientifici la proiezione del passato nel futuro, Paolo Strolin si è soffermato sull’importanza delle Simmetrie, “onnipresenti in Natura e Scienza, esempio di innata continuità culturale e scientifica da tempi remoti  e, nella visione aperta da Albert Einstein nel 1915 con la Teoria della  Relatività Generale, radice profonda delle leggi fisiche”. “Oggi – ha continuato aprendo uno stimolante interrogativo – esse regolano nel profondo l’essere delle particelle elementari e le loro interazioni. Saranno in futuro la base di una teoria quantistica del Tutto che includa la Gravitazione e descriva i primi istanti dell’Universo?“ Valentina Bia, dirigente del Liceo Ginnasio “Vittorio Emanuele II”, sottolinea l’alto valore del Progetto NEMO che “intende valorizzare e far scoprire gli strumenti e i musei scientifici presenti nelle scuole storiche napoletane – creando una rete museale disponibile sul Web.” Questa opinione è condivisa dai dirigenti scolatici degli altri cinque istituti napoletani della Rete: ITG “Della Porta – Porzio”, Liceo Statale “G.B. Vico”, ISIS “Elena di Savoia”, Liceo Statale “Pasquale Villari” e ITIS “Alessandro Volta”. Si è inoltre costatata la tendenza a un allargamento di interessi. Sulla stessa linea di pensiero, Annamaria Palmieri, assessore alla Scuola e all’Istruzione del Comune di Napoli: “Il Comune di Napoli, in Protocollo di Intesa con gli attori del Progetto NEMO – ha subito compreso l’importanza dell’iniziativa che è l’espressione di una Rete reale, che funziona e che, oltretutto, supera le barriere delle diversità scolastiche. Una tale iniziativa è stata realizzata in pochissime altre città”. Per l’Associazione Scienza e Scuola il 2015 è un anno intenso di attività. Oltre al contributo a NEMO e al suo stabile impegno per la diffusione della fisica moderna nelle Scuole, tra le sue varie iniziative l’Associazione ha generato l’evento “Tavola Aperta” a Palazzo Reale, che ha visto il Nobel Antony Leggett colloquiare con una platea di centinaia di studenti sul futuro “Calcolo Quantistico”, e con il “Ponte col Giappone” ha portato per il quarto anno gruppi di studenti campani a riscuotere nuovi successi con la presentazione di loro ricerche al Forum Internazionale di Shizuoka su Energia, Ambiente e Biodiversità.