San Gennaro Vesuviano, passeggiata archeologica vesuviana

Visita ai resti dell’acquedotto romano presenti nel Comune di San Gennaro Vesuviano. Domenica 15 novembre i gruppi di cittadini attivi Meetup Ottaviano, Comitato Civico Ottavianese, Meetup San Gennaro, con la collaborazione dell’associazione Terra di Ottajano, guideranno i cittadini interessati in una prima tappa archeologica, ad esplorare i resti dell’antico acquedotto romano nel territorio di San Gennaro Vesuviano. Si tratta dei resti dell’acquedotto costruito da Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, nel 13 a.C., durante il periodo di occupazione romana. L’acquedotto – lungo poco più di 110 chilometri – parte dalle sorgenti di Serino (nella provincia avellinese) e raggiunge l’imponente Piscina Mirabilis di Miseno, dove serviva al fabbisogno idrico della flotta stanziale. Si tratta di una delle prime opere pubbliche di Augusto in Campania, la costruzione portava abbondante e fresca acqua ai principali Centri della Campania, ed attraversava, ora con condotti sotterranei, ora con ponti, canali, tutta la pianura campana, lungo la direttrice che toccava Sarno, Palma Campania, S. Gennaro Ves., Casalnuovo, San Pietro a Patierno, Napoli, Pozzuoli, fino al Capo Miseno, alla famosa piscina Mirabile. Le sorgenti sono a circa 330 metri s.l.m., mentre la Piscina Mirabilis è a pochi metri s.l.m.; questo porta ad una pendenza media di poco superiore al 3 per 1000 (tre metri persi per ogni chilometro di percorso); ovviamente, le pendenze variano sensibilmente tratto per tratto in base alle caratteristiche orografiche del territorio attraversato. Solo nel settembre del 1966 si scoprì dove si diramava la biforcazione dell’Acquedotto Augusteo verso Nola, quando per caso, si è potuto stabilire con certezza il luogo della deviazione. Durante i lavori di scavo di una vasca terminale di una fognatura , nel territorio di San Gennaro V. (località Rummafavi) venne alla luce un piccolo edificio, sbriciolato ben presto dalle ruspe che scavavano. Si salvò soltanto una lapide con una iscrizione e, cosa più importante, 8 Fistule di piombo, che confermavano l’esistenza, se non altro, dell’abitazione di un custode od altro addetto all’Acquedotto. Già alla fine degli anni 1930, nella stessa zona, nel fondo di un contadino, che era intento, in piena estate, all’irrigazione del proprio campo, si aprì una voraginedalla quale venne alla luce un antico condotto in muratura: non era altro che un ramo dell’antico Acquedotto Augusteo. Ma sia dell’edificio del 1966, che del condotto del 1930 non si è saputo più niente, mentre l’iscrizione, salvata da un provvidenziale intervento, non era altro che un cippo sepolcrale, di relativa importanza, di un certo Caio Rufo. Vi era una legge ed un decreto, che si concedeva l’acqua di novanta tegole a persona, cioè quella che sgorgava da un foro fatto in un marmo della grandezza di novanta delle memorate misure e non di più. Per scoprirne di più non basta che presentarsi all’appuntamento in Piazza Margherita a San Gennaro V. la prossima Domenica alle ore 10:00, esperti e archeologi guideranno tra i resti narrando la loro storia.  

Traffico di droga. Latitante in Spagna i carabinieri di Napoli lo individuano: arrestato

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I Carabinieri di Napoli individuano e arrestano trafficante internazionale di droga ricercato da anni. Era latitante da più di 3 anni ma i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna l’hanno individuato e catturato in collaborazione con le autorità spagnole a Marbella, nella rinomata località turistica sulla Costa del Sol, dove stava festeggiando il suo compleanno. Si tratta del latitante Vincenzo Nettuno, 42 anni, già noto alle Forze dell’Ordine e ritenuto elemento di spicco del clan camorristico dei “Nuvoletta” operante per il controllo degli affari illeciti a Marano di Napoli e nell’hinterland a Nord di Napoli. Era ricercato dal luglio 2012 e sfuggiva all`esecuzione di 2 ordinanze di custodia cautelare emesse dai GIP di Napoli e Palermo per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e per traffico di droga che importava in Italia da Spagna e Olanda, reati aggravati da finalità mafiose. Adesso è in carcere, a Madrid, in attesa di estradizione. NETTUNO Vincenzo

Roma e Ulka, attiviste indiane, al Festival del Cinema dei diritti umani di Napoli   

Nell’ambito dell’ottava edizione del festival diversi interessanti spunti per le questioni di genere e l’incontro con due ambasciatrici d’eccezione delle lotte delle donne indiane contro il land grabbing e in difesa delle minoranze. L’idea di una manifestazione che attraverso film e documentari racconti le condizioni di vita di persone e di popoli nel loro percorso verso l’uguaglianza e la democrazia viene da lontano. E’ stato infatti il “Cine de Derechos Humanos” dell’America Latina ad ispirare nel 2005 i fondatori dell’associazione che da otto anni a Napoli dà vita al festival che quest’anno si svolge dal 9 al 14 novembre (www.cinenapolidiritti.it). I temi di elezione  affrontati da queste rassegne sono quelli che riguardano la parte dell’umanità in difficoltà o in situazioni emergenziali: la condizione delle donne, degli anziani e dei minori, dei carcerati e dei malati, lo stato in cui versa l’ambiente e i rischi per la salute delle nostre comunità, il diritto alla casa e al lavoro, la lotta alla povertà e il diritto all’istruzione, la necessità di ospitare gli immigrati in modo equo e civile, la convivenza pacifica, l’avviamento dei giovani ad una vita dignitosa e ancora la memoria e le dittature. Uno degli obiettivi del festival è di portare l’informazione e il confronto su questi temi nei luoghi dove il disagio e l’emarginazione sono più avvertiti e dove la gente troppo spesso viene esclusa dai circuiti informativi e culturali dei grandi mezzi di informazione. Di qui la motivazione della scelta dei luoghi per gli incontri e le proiezioni, che mira al coinvolgimento delle persone e alla valorizzazione di spazi e strutture. Nella rassegna di quest’anno molti i momenti dedicati specificamente alle questioni di genere: una riflessione su donne psichiatria e potere (svoltosi lunedì scorso all’ex opg di Materdei )con un omaggio alla scrittrice scomparsa Fabrizia Ramondino, l’incontro con Roma Malik e Ulka Mahajan, attiviste indiane (svoltosi martedì all’Orientale), che hanno incontrato anche il sindaco De Magistris, e la proiezione del film Char-no man’s island, contro il furto di terra e la deportazione, un incontro con le donne della Casa Circondariale di Pozzuoli, la presentazione di due film della regista  Iara Lee sul Pakistan e sulle donne Saharawi (venerdì 13),infine un film sul genocidio di Srebrenica. Ho avuto la fortuna di incontrare le attiviste indiane, Roma e Ulka, in un momento di condivisione non ufficiale, e perciò speciale, insieme a Eleonora Fanari, cooperante, che le accompagna. Roma è loquace e sorridente, Ulka parla meno, non si ripete ed è molto precisa. Ma non sono due donne diverse. Condividono qualcosa che le rende essenzialmente uguali: sono due combattenti di ferro e lottano per i diritti delle donne e delle minoranze in India. Paese enorme, chiamato infatti subcontinente, apparentemente conosciuto, ma in realtà sconosciuto ai più, paese emergente, in via di sviluppo o come lo si voglia chiamare. E lo sviluppo è appunto, e non da ora, il problema. Quello che sta avvenendo ora, e non solo in India, e al quale i governi danno comunque il nome di sviluppo è di fatto l’espropriazione massiccia di terre ai danni di contadini e braccianti, per costituire, distruggendo villaggi e costringendo alla deportazione forzata la popolazione, corridoi industriali o colture intensive. E’ il fenomeno del “land grabbing”. “In India il 95% della mano d’opera agricola è costituita dalle donne” dice Roma, “ma solo agli uomini viene riconosciuto lo status di contadini. Le donne fanno tutti i lavori necessari alla coltivazione della terra, escluso arare. Alle donne questa attività è tradizionalmente preclusa ed è evidente che viene considerata un’attività più nobile e importante delle altre. Quando non piove per molto tempo una credenza popolare dice che per far piovere una donna deve arare la terra nuda.”. Non si potrebbe pensare ad una superstizione più umiliante. Roma è vice segretaria generale del All India Union of Forest Working People, che ha appoggiato le lotte delle donne contro l’acquisizione delle terre in tutta l’India. E’ inoltre coordinatrice dell’Human Rights Law Centre e lavora nel segretariato del New Trade Union Initiative. E’ stata da poco scarcerata dopo essere stata arrestata per essere una leader del movimento contro la costruzione della Diga Kanhar. Ulka ha iniziato a lavorare con le popolazioni Katkaris di origine nomade per favorire la crescita di una loro identità politica e sociale. Con il suo movimento (SJA) si è opposta ad un imponente “progetto di sviluppo” appaltato alla Reliance Ltd che prevedeva un immenso corridoio industriale tra Delhi e Mumbai. “ Non si sono mai visti tanti suicidi tra gli agricoltori come in questo periodo, più di 300.000”, dice Ulka, “E’ la politica del governo che li intrappola. Le leggi sono ancora quelle del periodo pre-indipendenza, e quando ne esistono di nuove si fa fatica a farle rispettare perché c’è sempre una forte struttura di potere che non cede. Abbiamo lottato per quattro anni contro la Reliance e quando abbiamo saputo che 78 villaggi sarebbero stati espropriati abbiamo convocato riunioni ovunque. Ma abbiamo detto che le riunioni non sarebbero iniziate se non vi avessero preso parte anche le donne! Gli uomini vedono la terra come un bene, quando sentono parlare di esproprio si chiedono che somma riceveranno in cambio, salvo poi finire nella disperazione. Le donne, invece, vedono la terra come una parte della loro identità e non sono disposte a rinunciarvi. Con la Reliance siamo arrivati ad un referendum. Quello è stato il climax: abbiamo contattato ogni singolo agricoltore per spiegare cosa era in gioco e come fosse importante votare e abbiamo vinto con il 96% di voti contro la compagnia”. “Con il Forest Rights Act l’espropriazione delle terre forestali è stata dichiarata illegale”, continua Roma “ma bisogna comunque lottare altrimenti questa legge non viene rispettata. Sono le donne a lottare per le terre più degli uomini e il governo reprime in maniera violenta: bruciano i raccolti, danneggiano le case, arrestano le attiviste. Il 60% della leadership di questi movimenti è nelle mani delle donne”. Una delle conseguenze positive di questa situazione è che siccome sono le donne più che gli uomini a recuperare le terre e a resistere per conservarle, stanno assumendo un ruolo nuovo e centrale nella vita economica delle comunità, riconosciuto da tutti. Questo processo comincia a spezzare le catene del patriarcato tradizionale. Vi ricordate degli Intoccabili? Pensate che non esistano più? Purtroppo non è così. Anzi le battaglie più difficili e allo stesso tempo più urgenti e indispensabili di Roma e Ulke sono proprio per la difesa dei diritti delle minoranze Adivasi e Dalit, comunità abituate ad essere ignorate e dimenticate e per questo tra le più deboli e indifese. QUESTIONI DI GENERE http://ilmediano.com/category/questioni-di-genere/

Brusciano, apre il Villaggio di Babbo Natale

  Dal 14 novembre 2015 al 10 gennaio 2016: due mesi per vivere e sognare un Natale come non si era mai visto da questa parte del Vesuvio. Circa mille metri di fiera al coperto e oltre seimila metri di allestimenti all’aperto, fanno del Villaggio di Babbo Natale di Brusciano un agglomerato tra i più grandi della sua categoria. Stanze di Babbo Natale, esposizioni di presepi, il polo nord con gli animali artici; e ancora minigolf di Peppa Pig, il palco spettacolo di Violetta, il giardino di Masha e Orso, la stazione e l’ufficio postale di Santa Claus: tutto preparato ed orchestrato per donare a grandi e piccini ore spensierate di allegria, immersi nella magia delle luci, dei suoni e dei sapori tipici del Natale. L’annesso mercatino a tema e i percorsi enogastronomici con i punti ristoro completano un progetto ambizioso ma di sicuro avvenire, realizzato dall’associazione AeB Eventi di Brusciano. Un progetto che mira ad attirare una grossa fetta di turisti, curiosi ed appassionati del Natale e di quanto di meraviglioso è legato a questa festività. Un progetto che vedrà il suo battesimo sabato 14 novembre a partire dalle ore 10.00 fino alle ore 22.00. Spettacoli saranno previsti nel pomeriggio a partire dalle ore 17.30, quando verranno accese le luci ed illuminata tutta la struttura, situata in via De Ruggiero nei pressi dello stadio comunale. Alle ore 18.00 inizieranno gli spettacoli di danza e musica con lo spettacolo pirotecnico previsto per le ore 19.30. Presente un’animazione per bambini durante tutta la giornata. L’invito per tutti è quello di non perdere l’occasione di tuffarsi in un vortice di magiche emozioni, come affermano gli organizzatori. Un mondo pensato per i bambini che in due mesi, dal 14 novembre al 10 gennaio con orario dalle 10 alle 22, saprà ridare sapore particolare al nostro Natale, facendo sicuramente tornare piccini anche i più grandi. Per info visitare la pagina facebook  Il Villaggio di Babbo Natale – Brusciano  

Somma Vesuviana, agguato. Ucciso un pregiudicato

Sparatoria in pieno centro a Somma Vesuviana. Resta sull’asfalto un pregiudicato. I carabinieri indagano.

Un uomo di 46 anni, Vincenzo De Bernardo, pregiudicato per reati di droga, è stato ucciso ieri sera, in un agguato che si è consumato intorno alle 19:30, nella centrale via San Sossio, poco distante dalla sua abitazione.

Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri della stazione locale al comando del maresciallo Semprevivo. Colpito al torace ed in altre parti del corpo, l’uomo è stato subito soccorso dal cognato che lo ha trasportato alla clinica Trusso di Ottaviano dove, però, è giunto già morto. De Bernardo era in prova affidato ai servizi sociali per un cumulo di pena per reati di droga, estorsione  e associazione a delinquere di stampo camorristico. Secondo gli inquirenti era il referente a Somma Vesuviana del clan camorristico dei Mazzarella. (Fonte foto: rete internet)

Acqua, Laboccetta (Gori): M5S fa sciacallaggio su centinaia di lavoratori

Il presidente del Gestore idrico afferma: i grillini mandano al rogo l’azienda per consenso.  “Lo ‘scudo anti Gori’ ideato e professato dal M5S è di una gravità inaudita ed implica una responsabilità politica e sociale di cui il Movimento continua a dimostrare di non avere coscienza. Purtroppo, nella loro disarmante superficialità e consapevole disinformazione, i grillini continuano a mentire e diffondere false notizie, evitando puntualmente il confronto con l’azienda, che invece più volte li ha invitati a discutere di fatti reali e concreti. Inviti che, ovviamente, sono sempre rimasti disattesi”. A dirlo è il presidente Gori, Amedeo Laboccetta. “Mandare al rogo la Gori per creare consenso pubblico – ha aggiunto Laboccetta – è squallido e pericoloso, e danneggia l’operato di centinaia di lavoratori onesti che lavorano quotidianamente per garantire un servizio fondamentale ai cittadini. E lo dimostra l’impegno che nei giorni scorsi i tecnici e gli operai della Gori hanno profuso per alleviare i disagi verificatisi in alcuni Comuni del Nolano a seguito della rottura di una condotta idrica regionale, pur non potendo intervenire direttamente perché non di competenza dell’azienda”. “E’ triste constatare – ha concluso il presidente Gori – come anche consiglieri regionali continuino a fare demagogia passando sopra le teste delle persone che lavorano in un’azienda sana ed efficiente, ma che è sempre più utilizzata, in maniera del tutto strumentale, per fare politica. Quella con la ‘p’ minuscola”. (Fonte foto: rete internet)  

Legge 104: più tutela per i lavoratori

Legge che tutela l’assistenza ad un parente disabile, la legge 104 è un supporto a tutti i familiari che, quotidianamente, si trovano a lottare con una smisurata quantità di ostacoli burocratici e pratici. Le istituzioni, quindi, nel tentativo di fungere da sostegno, hanno deciso di intervenire con delle apposite disposizioni. Diverse sono le agevolazioni fornite dalla 104, ma tra le più conosciute, vi sono sicuramente quelle inerenti all’attività lavorativa. Eppure, basandoci sui molteplici episodi che hanno interessato l’applicazione di suddetta legge a favore dei lavoratori, abbiamo compreso che il legislatore dovrebbe, quanto prima, rivedere alcuni meccanismi. Adoperarsi quindi, per un necessario aggiornamento. Particolare preoccupazione, ad esempio, desta la licenziabilità dell’impiegato con a carico un disabile grave(questo può accadere anche per condizioni non riconducibili al lavoratore stesso, come può essere una improvvisa riduzione del personale da parte dell’azienda). Ed è proprio su questo argomento che, su internet, è partita una petizione che ha raccolto già 5000 firme. L’iniziativa, nata dalla rabbia del signor Picco, padre di Asya, ha dato il via ad una catena di solidarietà che sta coinvolgendo sempre più persone. Il signor Picco, attraverso una nota pubblicata su Facebook, ci spiega come, giorno dopo giorno, un familiare debba barcamenarsi tra il lavoro, le esigenze della famiglia e quelle del figlio o del parente con handicap: Credo che Asya rappresenti un’occasione, per tutti noi, di rendere il nostro paese un luogo migliore in cui vivere. Dove solidarietà non è solo una parola cui diamo un senso mettendo una monetina nel cappello del povero, all’uscita dalla chiesa, bensì uno stato di fatto, quando, nella difficoltà, guardiamo con serenità la diversità di chi ci cammina a fianco facendo tesoro di quello che può dare piuttosto che isolarlo per ciò che non è in grado di fare. Ecco perché tutelare il lavoro in una famiglia “a rotelle”, è semplicemente un modo per includerla nel nostro mondo, affinché sia una risorsa e non un peso da portarsi sulle spalle. La legge, con la L maiuscola, è l’espressione di un principio in cui ci riconosciamo. È nostra perché ci definisce. Ed è nostra perché noi la rendiamo migliore, quando non ci riconosciamo più, in parte o totalmente in essa. La legge 104 è stata una legge innovativa e rivoluzionaria, ciò nonostante è nata in un momento storico in cui “flessibilità” non era un termine che avremmo mai associato a “lavoro”. Sicuramente non in senso di precarietà. Il legislatore ha perciò tutelato solo gli aspetti che al tempo potevano mettere in difficoltà la “diversità”, come ad esempio il trasferimento di sede. Da allora il mondo del lavoro è cambiato. Il precariato e la perdita del lavoro sono divenuti la quotidianità piuttosto che l’eccezione. La legge, per essere viva, deve seguirci nella nostra evoluzione sociale. E la legge 104, che tutela l’handicap, deve confrontarsi con il nostro mondo, in cui la volatilità dei posti di lavoro è uno strumento di profitto fin troppo abusata. Che nulla ha a che vedere con il significato profondo che i Padri Costituenti hanno voluto dare a esso nella Carta: L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Desidero, con tutti voi, provare ad appropriarmi di quanto è nostro, che ci è stato regalato con sacrificio, spesso ultimo, da Uomini che hanno voluto crederci. Partendo da qui. Se non ci proviamo, avremo perso in partenza. Fate vostro ciò che ritenete giusto. E abbiate la costanza di non arrendervi.      

Falsi invalidi, maxi truffa nel Casertano: arrestati due dipendenti Inail

Tre milioni di euro frodati allo Stato per gonfiare le pensioni di invalidità. Il tutto con la complicità di due dipendenti Inail, finiti in manette. I fermati dovranno rispondere di truffa aggravata e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Fino a 15mila euro per gonfiare le pensioni di invalidità: una truffa ai danni dello Stato, da 3 milioni di euro, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Caserta. Due dipendenti dell’Inail – Raffaele Raimondo, 51 anni, e Antonio Valletta, 55, sono stati arrestati: per Raimondo il gip ha disposto il carcere mentre Valletta è finito ai domiciliari. Le accuse, a vario titolo, sono di truffa, tentata truffa aggravata e corruzione. Eseguiti anche sequestri ai due indagati. I due, secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, avrebbero gonfiato gli statini paga di 96 persone, tra il 2013 e il 2014. Stando a quanto accertato dalla Guardia di Finanza i due funzionari dell’Inail modificavano le certificazioni di invalidità con inagibilità permanente e anche di quelli comunque invalidi al lavoro ma nell’impossibilità di fruire dell’assunzione obbligatoria. Intanto l’Inail fa sapere attraverso un comunicato che «l’ ha chiesto l’intervento della magistratura e ha attivato tutte le iniziative per il ripristino della legalità». «L’indagine – si legge ancora nella nota stampa – nasce «dalla tempestiva segnalazione alla magistratura delle anomalie e irregolarità rilevate dagli organi ispettivi interni nel corso delle attività di accertamento espletate periodicamente».

Caivano: auto in corsa non si ferma all’alt, in manette due donne di cittadinanza albanese

Dopo una fuga di 10 km le due donne sono state bloccate dai militari. Continuano invece le ricerche del conducente, che è riuscito invece a dileguarsi. I carabinieri della tenenza di Caivano e dell’aliquota radiomobile di Casoria hanno tratto in arresto ad Acerra la 32enne Maloku Ida e la 29enne Hazizi Erinda, entrambe albanesi, senza fissa dimora. Nel transitare lungo Corso Umberto i militari di Caivano hanno intimato l’alt per controlli al conducente di una Alfa 156 guidata da un uomo e con a bordo le due donne. Il conducente ha ignorato il segnale dei carabinieri dandosi alla fuga ad alta velocità. Dopo un inseguimento che si è protratto per circa 10 km fino alla via Volturno di Acerra, i militari sono riusciti a bloccare la vettura in fuga. L’ uomo alla guida è riuscito a dileguarsi a piedi per le campagne mentre le due donne sono state bloccate e tratte in arresto per concorso con il guidatore nei reati di resistenza e violenza a pubblici ufficiali e di possesso di oggetti atti allo scasso . In seguito ad una perquisizione veicolare sono stati rinvenuti, infatti, 2 paia di guanti, un giravite, un cappellino con visiera e un telefono cellulare, sequestrati insieme al veicolo. Continuano intanto le ricerche dell’uomo. Le arrestate sono in attesa di rito direttissimo.

Ottaviano: torna la Forum Card, per i residenti sconti e omaggi presso i negozi aderenti

La Card che fa risparmiare tutti i cittadini under 30 e over 65 residenti ad Ottaviano: 8000 i beneficiari, 170 le attività aderenti. A seguito del successo conseguito lo scorso anno, la Forum Card viene arricchita con novità importanti presentate questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi alle 10,30 nella sala consiliare “Pasquale Cappuccio” del Comune di Ottaviano. Tutti i cittadini con meno di 30 anni e più di 65 anni potranno usufruire di particolari e vantaggiose agevolazioni negli esercizi commerciali ottavianesi: pochi giorni fa è ripartita la distribuzione della Forum Card, che consentirà ai circa 8000 destinatari di ottenere sconti, omaggi, sorteggi, servizi gratuiti alla persona e altro ancora presso le attività commerciali che hanno aderito all’iniziativa. Lo scorso giovedì 5 Novembre il sindaco Luca Capasso ha consegnato la prima Forum Card, per spronare i cittadini a spendere nel loro stesso paese. L’iniziativa è stata riproposta per il secondo anno dopo i numerosi consensi ricevuti nella precedente edizione. Il progetto è stato voluto dal presidente dell’Ascom, Pasquale Ugliano e dal Forum dei Giovani, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, in particolar modo dai Consiglieri Vincenzo Ranieri e Olimpia Cozzolino, con il supporto dell’Assessore al Commercio Aniello Giugliano e dell’ Assessore alle Politiche Giovanili Aniello Saviano presenti alla conferenza insieme al sindaco Luca Capasso e alla  vicepresidente del Forum dei Giovani Ylenia Prisco. Sono state distribuite locandine e brochure presso tutti gli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa: 170 rispetto ai 78 dello scorso anno. Gli opuscoli riportano il nome e le offerte degli esercenti. I destinatari della Forum Card potranno usufruire del vantaggio economico che le attività hanno messo a disposizione dal 1° Novembre 2015 al 30 Aprile 2016, anche se, nei mesi di Gennaio e Febbraio 2016, gli esercizi con offerte di articoli in saldo invernale sono esentati dal rispettare i vantaggi proposti, così come viene spiegato nella brochure. Per poter beneficiare dell’offerta è obbligatorio presentare la tessera nominativa ed eventuale documento di riconoscimento. «È un momento importante per la nostra città in quanto la Forum Card si prefisserà non solo lo scopo di creare una fitta rete economica, ma di aspirare a coinvolgere quanti più esercizi commerciali consentendo così ai più giovani e i più anziani di usufruire di offerte vantaggiose per beni e servizi» spiega il consigliere Ranieri. «Cresce la fiducia dei commercianti verso associazioni come la nostra e verso il Forum, oltre che nei confronti del Comune. È un ottimo segnale: insieme si può crescere ancora di più» conclude il presidente dell’Ascom.