“CostellazioniAmleto”, quando Amleto va in analisi…

Di scena al teatro Piccolo del Bellini di Napoli sino a domani, domenica 28 febbraio c’è “CostellazioniAmleto”, spettacolo nato da un’idea di Carmen Pommella e Giovanni Del Prete, una produzione “Le Pecore Nere”. Il testo e la regia sono stati affidati a Giovanni Del Prete e le luci a Marco Ghidelli. In scena ritroviamo Carmen Pommella, Adriano Falivene, Orazio Cerino, Antonio Vitale, Francesca Iovine e Ettore Nigro. Assistente alla regia Sandra Caraglia. Tra realtà, fantasia ed abbandono di sé. “CostellazioniAmleto” , spettacolo di scena al Piccolo del Bellini di Napoli sino a domani, sprigiona forti emozioni. Dal classico al contemporaneo, fino a svecchiare un’opera di un’ accesa attualità come quella shakespeariana. Amleto è un ragazzo ricco di rabbia e amore, due sentimenti che insieme sono destinati a fare danni. Il filo conduttore del testo, scritto e diretto dal regista Giovanni Del Prete, segue il leitmotiv della “vendetta”. Tuttavia, la vera chiave di rilettura è già scritta nel titolo. Le costellazioni, non un chiaro riferimento alle stelle, ma bensì una trasposizione teatrale di una seduta psicoanalitica. Attraverso le domande, Amleto rivive i suoi drammi familiari fino a divenire “doppio” e nemico di se stesso. Un personaggio emblematico che in scena, da interprete, diviene spettatore onnisciente. “CostellazioniAmleto” strizza l’occhio al teatro d’autore, con la voglia di sperimentare. La vicenda viene rivissuta all’interno di una stanza chiusa a chiave. Una psicologa ha un duplice ruolo, dirigere la “farsa”, ma al tempo stesso interpretarla per aiutare Amleto e gli altri personaggi a rivivere ed analizzare le proprie emozioni. Basta un attimo per capire lo spessore della recitazione messa in scena dai sei attori, raffinata e accorta, ma sempre naturale. Componenti fondamentali per ammaliare il pubblico e renderlo silenziosamente partecipe di ciò che accade. Sul palco pochi elementi, ma colpisce la disposizione delle “cose” animate e inanimate. Il cerchio delle costellazioni, accompagnato da luci ed ombre che calano sulla scena con le musiche tenui, tratteggiano falsamente i tratti della tranquillità. Proprio come accade nella vita reale, dove la realizzazione di uno spazio ideale viene spesso demolito dall’impossibilità di rimuovere elementi contrastanti, come il dolore che proviamo per ciò che ci accade. In questo modo ci prevarichiamo la possibilità di abbandonarci alla “soluzione” e vivere la propria vita nel superamento degli eventi. “CostellazioniAmleto” è uno spettacolo che fa riflettere sull’importanza di interrogarsi e tenere a mente di amare la propria vita, senza perdersi mai nella disperazione del passato. Il messaggio è chiaro, la follia è un luogo comune che ci costruiamo nella mente, per sfuggire ad una realtà che ci assilla. Bisognerebbe invece, costruire una realtà degna di essere vissuta abbandonando i fantasmi del passato. Una pièce adatta ad un pubblico giovane, ma anche più adulto che vuole sperimentare qualcosa di nuovo, ma senza dimenticare il bel teatro classico.
Dove: Teatro Piccolo del Bellini di Napoli
Quando: dal 23/02/2016 al 28/02/2016
Durata: 75 min
ORARI: 
MARTEDÌ, MERCOLEDÌ, GIOVEDÌ, VENERDÌ, SABATO ORE 21.15
DOMENICA ORE 18.30
 

La crisi dell’aeronautica, Dema: c’è l’intesa sui licenziamenti

Ma la strada per l’accordo definitivo sullo stabilimento di Somma Vesuviana è ancora irta di ostacoli.    Dema: l’azienda si dichiara disponibile a revocare i licenziamenti. Licenziamenti che l’azienda si impegna a trasformare in altrettanti provvedimenti di mobilità  volontaria e di cassa integrazione. E c’è anche il sostanziale via libera “consensuale” al fitto di ramo d’azienda per la new company costituita da Dema e dal partner Seri. Nel patto sottoscritto giovedì (che ha avuto come primo effetto la fine degli scioperi e il ritorno al lavoro) in azienda tra l’imprenditore  Vincenzo Starace e la rsu dei sindacati di categoria, la Dema si rende “disponibile, accogliendo le richieste sindacali e allo scopo di salvaguardare nell’immediato i rapporti commerciali con i clienti, a chiedere l’intervento della cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale lasciando aperta la procedura di mobilità solo su base volontaria”. Con il documento firmato da Starace e dai delegati di stabilimento le parti convengono sulla necessità di formalizzare l’intesa in sede di esame congiunto regionale, all’Ormel, il prossimo primo di marzo. Dunque, sembra che sia stato scongiurato l’invio, a partire dalla scadenza della procedura fissata a venerdì 4 marzo, delle lettere di licenziamento per 99 dei 457 addetti dello stabilimento di via San Sossio. Restano però delle criticità. Nell’intesa infatti si fa capire che anche la Dema e, in particolare, il nuovo partner Seri, dell’imprenditore di Piedimonte Matese Vittorio Civitillo, hanno sostanzialmente ceduto alle pressioni politiche, istituzionali e sindacali puntate a scongiurare il dramma sociale. Ma le due aziende premettono che a passare nella new company, subentrante attraverso il fitto di ramo d’azienda della Dema, dovranno essere solo 351 dei 457 addetti di Somma Vesuviana. La Dema nel frattempo si farà carico degli esuberi con l’apertura di una procedura di cassa integrazione straordinaria. Da parte di Seri ci sarà però l’obbligo di offrire per cinque anni ai lavoratori che termineranno in cigs un diritto di prelazione nell’ambito delle eventuali nuove assunzioni, sulla base del jobs act, “che dovessero necessitare in base a carichi di lavoro e professionalità”.

Dieci anni per il Mediano.it, ieri la partecipatissima festa all’Holiday Inn Vulcano Buono di Nola

Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli: «L’informazione di frontiera è un punto di forza». Il direttore del Mediano, Carmela D’Avino: «Lettori sempre in crescita e decine di giovani giornalisti avviati alla professione, la nostra “famiglia” ci riempie di soddisfazioni ogni giorno». Dieci anni di informazione al servizio del territorio, il racconto e la storia di un’area in provincia di Napoli andando sempre più oltre, con attenzione particolare alle realtà del vesuviano e del nolano. Politica, cronaca, cultura, eventi, sport, rubriche, scuola, arte: il Mediano c’è e le statistiche web certificate lo confermano ogni giorno. Ieri (venerdì 26 febbraio) la festa di compleanno nella sala meeting dell’Holiday Inn Vulcano Buono Naples di Nola, con la torta e il brindisi di rito preceduto da un convegno partecipatissimo, «Il racconto del territorio in dieci anni di comunicazione», moderato dal giornalista Francesco Gravetti e al quale sono intervenuti il direttore della testata Carmela D’Avino, il giornalista sportivo Gianluca Gifuni, il professore Luciano Brancaccio (docente di sociologia urbana e reti sociali politiche e comunicative alla Federico II di Napoli) e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli.
Il direttore e il presidente Lucarelli con redattori collaboratori
Il direttore e il presidente Lucarelli con redattori collaboratori
«Il Mediano – ha detto il presidente Lucarelli – è riuscito, pur in questa fase di crisi economica nazionale e campana, a portare avanti un piano di sviluppo. L’Ordine è anche un osservatorio attraverso il quale riusciamo ad avere un quadro completo dell’informazione sul territorio e abbiamo visto decine e decine di ragazzi, che si sono formati con questa testata, diventare pubblicisti e alcuni professionisti che hanno proseguito il rapporto strettissimo di collaborazione. Il Mediano.it ha dunque un rapporto forte con il territorio e l’informazione di frontiera, in regioni difficili come la Campania, rappresenta un punto di forza».
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Gianluca Gifuni, Luciano Brancaccio, Francesco Gravetti, Ottavio Lucarelli e Carmela D’Avino
Nel corso della serata è stato proiettato un video realizzato dalla redazione del Mediano.it e sono state premiate quattro testate giornalistiche che si sono distinte per l’impegno sul territorio. «Un giornale che premia altri giornali è una inedita e piacevolissima novità» – ha commentato il presidente Lucarelli. «Abbiamo voluto tramutare in un gesto concreto – ha detto il direttore Carmela D’Avino – quanto sancito dalla Carta dei Doveri del Giornalista, ritenendo fondamentali i valori di cooperazione e collaborazione tra colleghi oltre che, naturalmente, il rapporto di fiducia tra stampa e lettori». Le quattro testate giornalistiche che hanno ritirato il premio del Mediano.it sono Fanpage. it (premio ritirato dal giornalista Ciro Pellegrino), Radio Kiss Kiss Italia (premio ritirato dalla giornalista Mariasilvia Malvone), Canale 21 (premio ritirato dalla giornalista Annarita De Feo) e L’Espresso napoletano.
Il premio a Radio Kiss Kiss Italia consegnato alla giornalista Mariasilvia Malvone
Il premio a Radio Kiss Kiss Italia consegnato alla giornalista Mariasilvia Malvone
Il direttore e la redazione hanno poi voluto consegnare una pergamena, ricordo dell’evento e in segno di ringraziamento per la collaborazione quotidiana, alle forze dell’ordine del territorio. Presenti all’evento, con parole di stima, il maggiore Giovanni Cenere del Corpo Forestale dello Stato e il vicequestore Valeria Moffa della Polizia di Stato. In prima linea redattori e collaboratori della testata, dalle redattrici Simona Letizia Ilardo e Carmela Iovino al webmaster e grafico Giovanni Sodano e il direttore del Mediano Sport, Roberto Sica, con tutto il suo staff: Luigi Iervolino, Francesco Carbone e Sabina Aievola, con Sonia Sodano. Presenti gli “storici ” redattori de ilmediano.it:  Ciro Teodonno, Pino Neri, Rita Terracciano, Egidio Perna,  Titty Caldarelli, Amedeo Zeni, Gianluca di Matola.  Oltre a moltissimi rappresentanti delle istituzioni, presenti infatti all’evento il sindaco di Somma Vesuviana, Pasquale Piccolo, con gli assessori Simona Cerbone e i consiglieri Peppe Nocerino e Lello D’Avino,  il primo cittadino di Sant’Anastasia, Lello Abete, con l’assessore Fernando De Simone.
Il premio a Fanpage.it consegnato al giornalista Ciro Pellegrino
Il premio a Fanpage.it consegnato al giornalista Ciro Pellegrino
In sala anche il già senatore ed ex vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano e il professore Antonio De Simone, archeologo impegnato nella missione italo – giapponese della Villa Augustea di Somma Vesuviana. Hanno fatto pervenire i loro messaggi al direttore e alla redazione del Mediano.it i sindaci Luca Capasso (Ottaviano), Francesco Pinto (Pollena Trocchia), Felice Di Maiolo (Mariglianella), Giosy Romano (Brusciano), l’onorevole Paolo Russo, il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio, gli Aedi del Borgo e l’Istituto Montessori di Somma Vesuviana, la consigliera comunale Mena Iovine (Marigliano), l’ex vicesindaco di Sant’Anastasia Armando Di Perna, l’assessore Pasquale Fiorillo di Pollena Trocchia, l’Associazione Musicale «Antonio Seraponte» di Somma Vesuviana, il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, professore Ugo Leone, il direttore dei beni culturali del complesso monumentale Santa Maria del Pozzo di Somma Vesuviana, Emanuele Coppola, il segretario del Pd di Somma Vesuviana, Giuseppe Auriemma, don Aniello Tortora, parroco pomiglianese nonché collaboratore della testata, e moltissimi altri rappresentanti del mondo delle istituzioni, dell’associazionismo e della cultura. Messaggi che – ci scuserete se qui ne dimentichiamo molti graditissimi – saranno raccolti in un album di prossima pubblicazione sulla pagina Facebook del Mediano.it.
Il premio a Canale 21 consegnato alla giornalista Annarita De Feo
Il premio a Canale 21 consegnato alla giornalista Annarita De Feo
  «Ringrazio tutti – ha detto il direttore Carmela D’Avino – dalle deskiste ai collaboratori, da Luigi Pone e Agostino Ragosta con i quali ho iniziato quest’avventura dieci anni fa, al professore Carmine Cimmino che è  stato sempre ed è il mio punto di riferimento, oltre a tutti coloro che oggi hanno voluto esserci accanto con la loro presenza o con un messaggio. Ma un grazie particolare, dal profondo del cuore, va a mio padre senza il quale non ce l’avrei fatta». Il direttore e la redazione del Mediano.it ringraziano anche, tra coloro che hanno consentito il successo dell’evento, l’Holiday Inn Vulcano Buono Naples di Nola, la pasticceria Alaia di Somma Vesuviana e “I Feudi di San Gregorio”.  

Un giorno a Fort Apache

Una mezza giornata presso la sede dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, là dove si prova, assediati da burocrazia, incomprensioni e visioni divergenti, a gestire le sorti dell’area protetta.

Sì, già in passato l’avevo così definito, Fort Apache, nel ricordo di quegli avamposti sperduti dei film western della mia infanzia, quei fortini assediati, generalmente da indiani infidi e cattivi che chissà per quale motivo, ce l’avevano con chi difendeva le sorti della guarnigione.

In verità, io mi sento un po’ indiano e non solo per essere indigeno vesuviano ma per il fatto stesso che di frecce, all’Ente Parco, gliene ho scoccate davvero parecchie ma da buon indiano autoctono l’ho fatto più per sopravvivenza, per amore della mia terra che per astio, cattiveria, perfidia o secondo fine.

All’interno dell’info-point sulla salita di San Michele a Ottaviano, a causa dei lavori in atto al Castello Mediceo, sono asserragliati i 15 dipendenti dell’Ente e al netto di maternità, malattie ed esenzioni varie, svolgono tutte le operazioni necessarie per l’amministrazione di un Parco Nazionale. L’attività è intensa e mi rendo conto di dare anche un po’ fastidio ma, visto l’invito del Direttore, non posso sottrarmi, per cortesia e per diritto di cronaca, a scrivere di questo contesto tanto importante quanto lontano dalla comunità dei vesuviani.

Cerco di muovermi con circospezione e non senza un certo imbarazzo e mi rendo conto che la mia presenza ma soprattutto le mie domande, talvolta infastidiscono chi mi risponde che lo fa con rispettose, flemmatiche e all’occorrenza, professionalmente evasive risposte ma capisco che la frattura esiste, tra il pellerossa pallido e chi presidia Fort Apache poiché così accade quando tutti sono convinti o pensano d’essere nella ragione. La ragione di chi lavora su più fronti contemporaneamente ma in un contesto chiuso, circondato dalla burocrazia e da una politica che non è capace di intendere quali siano le priorità del Vesuviano. E la ragione opposta di chi vive un territorio martoriato da ogni tipo di vessazione e sopruso immaginabile e non avverte nessun contatto con quella che appare una controparte avversa più che un utile e indispensabile ausilio.

È evidente la tensione di chi lavora con ritmi serrati e in contesti angusti, e a maggior ragione quando la mole di lavoro è suddivisa tra le poche unità residue (delle 18 di un tempo si è scesi sulla carta alle di 15 di oggi ma ne servirebbero almeno 5 o 6 in più); al primo piano il direttore fa la spola tra la sua scrivania a quella di una collaboratrice nell’Ufficio Tecnico per imbastire pratiche sanzionatorie e amministrative, pratiche di sequestro, ordinanze di demolizione, tutte pratiche che la Forestale invia al Parco. Al piano Terra una sola dipendente si occupa di protocollo e centralino, altri due dipendenti lavorano allo stesso tavolo dove generalmente pranzano e ricevono il pubblico. Lavorare in queste condizioni è indubbiamente difficile e lo è ancor di più nel momento in cui il Corpo Forestale e il CTA (Coordinamento Territoriale per L’Ambiente del CFS), la polizia del Parco per intenderci, vengono assorbiti dall’Arma dei Carabinieri, frustrando l’azione diretta del Parco sul territorio. Un passaggio armi e bagagli nella Benemerita (dovrebbe essere creato un unico corpo nazionale dei CC con mansioni ambientali) ma senza lasciare nulla all’Ente di per se già male in arnese, neanche gli operai idraulici e forestali degli UTB (Ufficio Territoriale per la Biodiversità e in forze al CFS) tanto utili per la manutenzione dei sentieri.

Tra i dipendenti mancano poi figure essenziali quali un funzionario agronomo, un architetto, ma anche un autista, (in verità manca anche il Presidente e metà del Direttivo) ma mancano addirittura i soldi per la manutenzione minima degli automezzi di servizio. Eppure questo denaro esiste ma per assurdo, il patto di stabilità, blocca 5 milioni di euro di avanzi amministrativi che potrebbero servire ad avviare un circolo virtuoso ormai da tempo interrotto. E intanto a Fort Apache, c’è chi sfregia le auto dei dipendenti i quali si fanno le loro 8 ore di lavoro sopperendo a compiti che potrebbero tranquillamente essere espletati anche dagli uffici tecnici dei comuni del parco e che invece gli rinviano la patata bollente, allungando i tempi, ritardando le risposte alle richieste dell’utenza e tutte le complicazioni del caso. I rapporti con la Comunità del Parco (organo consultivo dell’Ente) sono scarni e i comuni che la compongono intervengono solo nel momento in cui si parla di fondi da distribuire e neanche la scomparsa delle province ha fatto sì che il Parco divenisse un tramite col territorio per i fondamentali fondi strutturali europei.

Lascio pensoso il Castello del Principe che sovrasta il vallone dell’alveo Rosario, quello che una volta conduceva le acque a valle, là dove ora c’è una via Ottaviano Cesare Augusto in stato di eterno cantiere. Mi volto, mentre scendo per via San Michele umida di pioggia e guardo quel baluardo di legalità e mi chiedo se non sia stato già espugnato dall’indifferenza quotidiana, più che dal rumore delle cariche di noi piccoli indiani.

“Il Giardino Extraterreno” di Mary Pappalardo in mostra al Summarte

Si terrà domani 27 febbraio alle ore 19, presso la Galleria d’Arte del Teatro Summarte di Somma Vesuviana, l’inaugurazione della mostra dal titolo “Il Giardino Extraterreno” dell’artista campana Mary Pappalardo e a cura di Teresa Capasso. L’ingresso è gratuito e al pubblico sarà offerto un aperitivo di benvenuto. Nelle opere di Mary Pappalardo la visione di un’opera si trasforma in discesa nel microcosmo terreno. L’artista elabora scenari biologici, strutture intricate e misteriose, ma familiarmente naturali. Le linee che accostate formano le onde e le vene dei suoi lavori, si insinuano nell’immaginario dell’osservatore, portando quasi con l’ossessione alla contemplazione dell’essenziale, degli elementi primari dai quali nasce la vita stessa: i “Semi”. Anche quando sono matrice di stampa mantengono la loro peculiarità. Racchiusi in essi tutta la simbologia nel rituale della natura. La ricerca di quest’artista affascina per la sua purezza. È forgiata dal fuoco di lava vulcanica, leitmotiv di tutta la sua produzione. Quando non c’è direttamente il fuoco come elemento, c’è stato il suo passaggio, ha bruciato, ha distrutto, ha scavato, la lava si è solidificata qualche volta in forme suadenti e voluttuose. Soprattutto ha reso fertile la terra e resi visibili quei semi che Mary ingigantisce e ne fa intrigante elemento grafico capace di rivelare porzioni di anima. Le opere di Mary Pappalardo in mostra alla Galleria del Summarte in “Il Giardino Extraterreno” saranno visibili al pubblico sino al 25 marzo prossimo.
per info 081 362 9579

Da oggi torna Nauticsud a Napoli

Barche alla Mostra d’ Oltremare fino al 6 marzo.
Torna da oggi a Napoli Nauticsud Salone Internazionale della Nautica, che riprende il suo ultraquarantennale cammino dopo quattro anni di stop. La manifestazione si svolgerà alla Mostra d’Oltremare fino al 6 marzo e verrà inaugurata domani dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, mentre nel pomeriggio è atteso nei padiglioni della fiera Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania. La manifestazione riporta in primo piano i cantieri nautici ed è organizzata dalla Mostra d’Oltremare. Il presidente Donatella Chiodo ed il consigliere delegato Giuseppe Oliviero hanno infatti – si legge in una nota – fortemente voluto il rilancio del Salone, organizzandolo in collaborazione con l’ Associazione Nautica Regionale Campana presieduta da Gennaro Amato. (Fonte foto: rete internet)

Maticmind, 130 assunzioni nell’ Ict

Azienda informatica apre a Napoli.
Da Nord a Sud per investire. “Maticmind s.p.a”, azienda dell’ Information tecnology ha aperto a Napoli la propria sede. Oltre 600 metri quadri e più di 100 postazioni di lavoro per i 130 professionisti già assunti. Sono cervelli che rischiavano di lasciare la Campania per la crisi dell’azienda nella quale lavoravano, la “Hp” di Pozzuoli per i quali, invece, si è creata la possibilità di una nuova occupazione, attinente alle proprie competenze professionali. I tecnici informatici provenienti dal centro “Hp di Pozzuoli sono rimasti senza impiego dallo scorso anno dopo la decisione del colosso americano di chiudere il sito nell’ area flegrea. Gli specialisti del software applicativo lavoreranno nel nuovo Competence Center aperto da “Maticmind”. L’azienda ha deciso di puntare su Napoli perché ha trovato terreno fertile per il proprio settore. (Fonte foto: rete internet)

Cardito, funghi porcini non a norma: sequestro dei Nas nella Ideal Funghi

Nella stessa giornata i carabinieri hanno anche arrestato, a Napoli, due persone. Avevano addosso 14mila euro di banconote false.     Il 25 febbraio del 2016 i carabinieri del NAS di Napoli hanno proceduto ad una verifica amministrativa, coadiuvati da personale dell’ASL NA 2, della ditta “Ideal funghi di Gallo Filippo & C. s.a.s.”, con sede a Cardito, ed hanno sequestrato 270 chili di funghi secchi affettati del tipo boletus edulis ( i funghi porcini), poiché privi di qualsivoglia indicazione circa la loro rintracciabilità. Nel corso del pomeriggio della stessa  giornata, sempre i carabinieri del NAS, insieme ai militari del Comando Provinciale di Napoli, nell’ambito dei servizi tesi al contrasto della criminalità diffusa disposti proprio dal Comando Provinciale di Napoli, hanno proceduto all’ identificazione e all’arresto di IOVINE Gabriele, di anni 43, di Napoli, gravato da pregiudizi di polizia, e di GIOIA Ciro, di anni 41, di Napoli, anche lui gravato da pregiudizi di polizia. Sono stati sorpresi mentre con fare sospetto si aggiravano nella zona di calata Capodichino, a Napoli. Durante il controllo i carabinieri gli hanno trovato addosso 180 banconote da 50 e 100 euro, banconote poi rivelatesi, a seguito di specifici controlli, abilmente falsificate. Danaro falso per un ammontare di circa 14mila euro. (Fonte foto: Rete internet)

Saviano, blitz delle Fiamme Gialle: sequestrato zoo abusivo

All’interno del giardino zoologico abusivo era stato attrezzato anche un parco giochi per i bambini, oltre che un ristorante, una piscina ed un’area relax, tutto in assenza di autorizzazioni fiscali e amministrative. Uno zoo abusivo con lama, dromedari, cavalli, tartarughe rare e pesci, è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza e dal Corpo Forestale dello Stato a Saviano, in provincia di Napoli. Il giardino zoologico clandestino, privo dei requisiti di sicurezza, era stato attrezzato con parco giochi per i bambini, ristorante, piscina, area relax, tutto in assenza di autorizzazioni fiscali e amministrative. I finanzieri lo hanno scoperto seguendo ragazzi e scolaresche che si recavano a vedere nel parco gli oltre cento animali che vivevano in recinzioni realizzate abusivamente. Tra gli animali, tutti sequestrati, tre tartarughe rare, che sono state trasferite in un centro veterinario del del Corpo Forestale dello Stato. (Fonte foto: Ansa)