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Somma, arte e riti ancestrali: al Casamale la performance di Maria Giovanna Abbate
Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: TUTTO PER ESISTERE DEVE ESSERE CANTATO Un progetto di Maria Giovanna Abbate con Andrea Laudante, Shushan Hyusnunts, Ladifatou Traore e Nare Davtyan a cura di Christian Taranto Project Manager Alessandra de Francesco Organizzato da Tramandars – Art Summit – Vesuvio Contemporary Experience and Residency 2024-2025 ( II edizione )
Data : Domenica 5 Ottobre 2025
Ore : 20:00
Luogo : Pu-tèca, Via Nuova 1, Borgo Casamale, Somma Vesuviana ( Napoli )
L’artista Maria Giovanna Abbate ha vissuto nel borgo vesuviano del Casamale di Somma Vesuviana da dentro, abitando i luoghi in cui tradizione arcaica e modernità provano a coesistere in simbiosi, per osservare e trasfigurare il linguaggio di una memoria orale, sintetizzata nei cunti, nei canti e nella musica popolare.
Il cammino di ricerca di Maria Giovanna Abbate, era iniziato nel 2021 nei territori di terra di lavoro, seguendo le acque del fiume Volturno, addentrandosi nella terra dei fuochi, risalendo l’asse mediano fino alle pendici del monte Somma. Nei mesi di residenza, da Aprile a Luglio 2025, ha vissuto “l’intensità del rito”: è salita sul “ciglio” del Monte Somma, accompagnata e trascinata alla danza dalla musica delle “paranze”, un viaggio nella memoria collettiva; dalla Festa della Montagna, i riti rurali della Primavera collegati a Dioniso, ai riti della Madonna di Castello, dal Sabato dei fuochi alla Festa delle Gavete.
Ha raccontato di questa gente e del loro legame con la montagna, la terra, l’acqua, qui dove miracolosamente sopravvive l’inviolabile santità del baccalà, ieri cibo per poveri, oggi lusso per pochi.
L’incontro con il merluzzo, lo stoccafisso e il baccalà è stato per Abbate un passaggio essenziale della ricerca: non semplice alimento, ma corpo simbolico di morte e rinascita, attraversamento e trasformazione. Nei gesti antichi di Raffaella Nocerino detta Rafilina e nelle visioni della famiglia Fortunio – Fish’s King, che hanno saputo farne canto contemporaneo, eco planetario di un legame che rimane profondamente sommese. Ha incontrato una cultura millenaria solo in parte compromessa dalla modernità: un territorio in cui si manifesta ancora oggi “la libertà del mondo primigenio” dove gli dèi sembrano continuare a parlarsi l’un l’altro e a indicarci la via.
Qui dove il modo naturale e il mondo umano possono ancora toccarsi nel fenomeno comune e originario della voce. L’incontro con figure simboliche del territorio, come Antonio Esposito, in arte Tonino ‘o Stocco, artigiano di strumenti popolari e custode di saperi antichi, la cui voce arcaica, terrosa e radicale, canta qualcosa di svanito, di perduto, che si rinnova nell’incessante dialogo con gli antenati.
Ha scelto di vivere questo senso di urgenza, di dover agire prima che tutto svanisse per sempre.
Quando? Duemila anni fa? Domani? L’incertezza sul Tempo è il tempo che condanna e salva Maria Giovanna Abbate nel postmoderno vero: senza pudore, con fede nel nostro mondo di spettri.
Da questa esperienza, Maria Giovanna Abbate ha dato vita a una serie di sculture-strumento rituali, estensioni del corpo realizzate a partire da lische di merluzzo fuse in bronzo presso la Fonderia Nolana. All’interno dello stesso percorso, il compositore e musicista Andrea Laudante ha guidato un laboratorio di tre giornate negli spazi della Villa Augustea, incentrato sull’ascolto meditativo del luogo insieme alla comunità. Da questo processo condiviso è nato il tessuto sonoro che accompagna e attraversa l’opera, pensato come parte viva della ricerca.
Il progetto ha trovato la sua sintesi in un rito collettivo, attivato dalle performer Shushan Hyusnunts, Ladifatou Traore e Nare Davtyaninsieme allo stesso Laudante. La performance si è svolta nel complesso absidale degli scavi della Villa Augustea, luogo dove forse tutta la ritualità del borgo ha avuto origine, e culminerà con la video-installazione nella Chiesa Collegiata in S.Maria Maggiore del Casamale, che guarda alla montagna. La performance è un respiro estremo. Una bocca aperta, immobile come la paura del futuro. Un grido ancestrale nel vuoto. Un sogno cantato per non essere dimenticato. Le sculture-strumento rituali, nate dal lavoro di Abbate e forgiate in bronzo dalla Fonderia Nolana, non resteranno soltanto opere artistiche, ma saranno donate in custodia permanente alla comunità del Borgo Casamale. A rappresentarla saranno tre figure simboliche, che incarnano i punti chiave della ricerca dell’artista: l’ARS-Archivio Russo Somma, custode della tradizione e della memoria storica e letteraria del territorio vesuviano; Raffaella Nocerino, testimone della lavorazione antica del baccalà e memoria vivente di un sapere identitario; e la Paranza Mamma Schiavona, che ha accolto l’artista con la propria ospitalità durante la Festa della Montagna, rito collettivo e comunitario. In questo modo, le opere rimarranno come presenza viva e accessibile, segni tangibili di un’eredità condivisa che non si disperde ma continua a generare relazione, appartenenza e memoria.
L’appuntamento per la restituzione è fissato per domenica 5 ottobre 2025 alle ore 20:00 presso Pu-tèca, in via Nuova 1, Somma Vesuviana – Borgo Casamale (NA). Da qui, successivamente, prenderà avvio un percorso condiviso che condurrà i partecipanti alla Chiesa Collegiata in S.Maria Maggiore del Casamale, dove si terrà la video-performance. Al termine, il cammino proseguirà alla scoperta dei luoghi del borgo in cui le opere-scultura saranno custodite permanentemente dalla comunità, come segni visibili e vivi di questa esperienza collettiva. Il progetto è stata realizzato dall’associazione Tramandars in conclusione del periodo di residenza dell’artista sul territorio, nell’ambito della II edizione (2024-25) di Art Summit – Vesuvio Contemporary Experience and Residency, in collaborazione con Amici del Casamale APS e con il supporto e contributo della famiglia Fortunio – Fish’s King.
Questa restituzione è la prima del ciclo diffuso di iniziative contemporanee della Biennale del Vesuvio – BNN VSV ed ha il patrocinio di STARE – Associazione delle Residenze Artistiche italiane Il percorso di ricerca si è potuto compiere grazie alla collaborazione di numerose realtà che hanno rappresentato vere e proprie tappe di questa indagine condivisa: Fonderia Nolana, Amici del Casamale APS, ARS – Archivio Russo Somma, Pro Loco Somma Vesuviana, Leopoldo Siano- Theatrum Phonosophicum, la Soprintendenza ABAP dell’Area Metropolitana di Napoli (nella persona del funzionario dott. Daniele De Simone),L’Università di Tokyo, Luigi Pingitore, la Paranza “Mamma Schiavona”, La paranza “Antica Paranza del ciglio Sabato dei fuochi”, La paranza delle Gavete, ,la famiglia Fortunio, Raffaella Nocerino, Tonino Esposito detto ’o Stocco, l’Archivio Coffarelli(nella persona di Luigi Millunzi) e la Comunità Interparrocchiale San Pietro- San Michele – San Giorgio in Somma Vesuviana con don Nicola De Sena.
Art Summit | Vesuvio Contemporary Experience and Residency Un innovativo progetto di residenze per artisti emergenti al Borgo Casamale di Somma Vesuviana, che li invita ad esplorare le specificità del territorio e ad interagire con la comunità locale, per realizzare progetti site-specific.Interrogandosi su una possibile valenza contemporanea della dimensione magico-rituale che risuona ancora oggi presente nel territorio, il progetto invita un gruppo di artisti emergenti nazionali e internazionali ad esplorare questo interrogativo attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. Dal 2023 il progetto si configura come piattaforma culturale permanente ed ha avviato nel 2025 la Biennale del Vesuvio – BNN VSV
Bio Tramandars
Tramandars è un progetto culturale collettivo fondato a Somma Vesuviana, con la missione di trasmettere e tramandare arte e cultura attraverso linguaggi universali contemporanei.
Costituita come associazione, Tramandars opera attraverso residenze e progetti di rigenerazione, collaborando con artisti nazionali e internazionali, per incentivare processi sociali e culturali che abbiano un impatto duraturo.
Tramandars crede nella potenza ispiratrice dell’arte come stimolo educativo. I suoi progetti hanno lo scopo di innescare interrogativi sulla società, creando un dialogo tra comunità, cultura e ambiente.
Dal 2022, ha collaborato con la FAO per il World Food Forum, portando l’arte contemporanea nel dibattito globale sulla sostenibilità alimentare, e con l’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Afghanistan in Italia, per iniziative volte alla promozione dei diritti civili attraverso l’arte.
Con un approccio aperto e collaborativo, Tramandars si pone come un ponte tra diverse culture e discipline artistiche, lavorando per costruire un’eredità culturale che superi i confini geografici e temporali.
Bio Maria Giovanna Abbate ( Caserta,1991)
Artista visiva, fondatrice del centro d’arte contemporanea Opificio Puca(Caserta) e del Centro di Ricerche sull’Inutile(Firenze). Maria Giovanna Abbate si esprime attraverso una ricerca polifonica, a cavallo tra le dimensioni collettive e soggettive della pratica artistica, frutto di una formazione al tempo stesso itinerante e permanente, arricchita da incontri fortuiti o intenzionalmente ricercati. La sua pratica si articola in una concezione dell’arte come esperienza. Dal 2021 cura e dirige artisticamente il progetto Oh, Ah, Si! sul fiume fuori rotta, una piattaforma sperimentale di arte partecipata lungo le sponde del fiume Volturno. Ha partecipato a mostre collettive in Italia e all’estero, tra cui: Biennale Architettura, Padiglione Italia – The Intelligence of the Sea (Venezia, 2025), I nostri fiumi condividono una bocca, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino, 2024), Lettere intorno a un giardino, Galleria Alfonso Artiaco (Napoli, 2024), Help Art and Science, Expo della Scienza (Wuhu, Cina, 2023), Letizia Battaglia. Storie di strada, Mole Vanvitelliana (Ancona, 2020).
San Giorgio a Cremano, lite tra donne sfocia in accoltellamento
In un bar noto a San Giorgio a Cremano c’é stata una lite tra donne, iniziata per lo sguardo a un ragazzo considerato insistente
Il tutto é iniziato in un famoso bar di San Giorgio, da parte di tre donne che hanno considerato lo sguardo di altrettante donne troppo insistente.
Inizialmente la diatriba sembrava essersi conclusa ma, poco dopo, tre ragazze del posto hanno colpito alle braccia con coltelli altre tre donne di Secondigliano.
Le vittime sono state trasportate all’ospedale Maresca di Torre del Greco, dove sono state soccorse, medicate e poi dimesse con prognosi tra i 7 e i 10 giorni e la situazione sembra non essere grave.
La vicenda si è svolta in Via Patacca a San Giorgio a Cremano, al confine con Ercolano, nella zona più frequentata da ragazzi durante le serate di movida.
La polizia sta indagando sulla vicenda e gli investigatori parlerebbero più di un’aggressione di vendetta per la lite avvenuta precedentemente che di una rissa.
Data questa idea pervenuta dalle indagini, le tre vittime di 25, 27 e 37 anni, tutte incensurate, non sono state denunciate.
I poliziotti hanno prontamente raccolto le dichiarazioni delle vittime e, in queste ore, le stanno confrontando con le parole di alcuni testimoni che hanno assistito alla vicenda e con le telecamere di video sorveglianza della zona.
Ad avvalorare la versione delle vittime, delle tracce di sangue che sono state trovate nel luogo indicato dalla Scientifica.
Il litigio probabilmente è scoppiato per via di un equivoco ma questo lo stabiliranno solamente i dovuti accertamenti.
Ciò che è certo è che non sono intervenuti uomini né durante la prima lite né nell’aggressione avvenuta successivamente.
San Giorgio a Cremano, cambio appalto al Cimitero: la FAILMS scrive al Prefetto di Napoli
Napoli paralizzata per Gaza, in 15.000 in piazza
Per la giornata di oggi 22 settembre é stato indetto uno sciopero generale contro il genocidio a Gaza, Napoli bloccata per la causa
Questo sciopero ricopre tutti i settori, dai social network ai trasporti pubblici, l’Italia si ferma contro questa mostruosa situazione.
Tramite i social le persone possono aderire alla protesta non interagendo con altri profili o pubblicando uno sfondo nero, come stanno facendo già tantissimi influencer e personaggi pubblici.
In particolare, a Napoli sono scesi in più di 15.000 in piazza per protestare, entrando anche nella Stazione Centrale occupando i binari e bloccando la circolazione ferroviaria.
Dalle 9 di questa mattina si sono radunate, in Piazza Garibaldi, già 5000 persone e poi, intorno alle 10:30 si sono unite quante più persone possibili per sostenere la causa per poi irrompere nella stazione ferroviaria.
Nonostante l’intento di interferire con la circolazione dei treni, questa non è stata toccata in quanto, con lo sciopero generale decretato da USB per la giornata di oggi, il trasporto pubblico locale e di tutto il Paese è già coinvolto.
Questo sciopero è rivolto sia a lavoratori pubblici che privati ed avrà la durata di 24 ore.
In un comunicato dove veniva annunciato lo sciopero contro il genocidio a Gaza, USB ha reso noto: “È tempo di sciopero generale perché lo sterminio del popolo palestinese è sotto gli occhi di tutti, in diretta streaming, da troppo tempo e non ci sono alibi che tengano. Tutti sappiamo quello che accade. E tutti siamo chiamati a prendere posizione, a essere umani. È tempo di sciopero generale ed è la sola strada percorribile. Anche i lavoratori e le lavoratrici del Commercio, nelle numerose assemblee che si sono tenute in questi giorni, hanno espresso la volontà di aderire allo sciopero generale di intero turno indetto da USB per il 22 settembre 2025.”
Il comunicato continua: “Nel settore è da tempo evidente la stretta correlazione tra un sistema di profitto e sfruttamento del lavoro e il sistema del blocco occidentale che foraggia tutte le guerre. La complicità colpevole anche del nostro Governo che sostiene -non solo economicamente- il genocidio in corso a danno del popolo Palestinese è lo stesso Governo che sta sottraendo risorse alla Sanità, alla Scuola, alla Contrattazione con il conseguente impoverimento dei lavoratori: tenendo basse le retribuzioni e aumentando il costo della vita.”
Proprio nella giornata di oggi, a Napoli, ci sarà il Presidente dell Repubblica Sergio Mattarella, che nel pomeriggio si recherà a Bagnoli, quartiere occidentale della città.
In occasione della visita del Presidente della Repubblica, ci sarà un’altra manifestazione nei luoghi che visiterà Mattarella.
Rogo in un deposito di marmo a Marigliano: sequestrata l’area
MARIGLIANO – Ennesima operazione di controllo del territorio da parte della Polizia Locale di Marigliano, che nel pomeriggio di domenica 21 settembre è intervenuta in via Carmine delle Paludi per un vasto incendio che ha interessato un fondo privato. L’area, già oggetto di sequestro in passato, era stata utilizzata come deposito di marmo e di altro materiale vario, andato in gran parte distrutto dalle fiamme.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno domato il rogo e messo in sicurezza la zona, insieme alle pattuglie della Polizia Locale guidata dal comandante Emiliano Nacar. Le autorità hanno provveduto a porre sotto sequestro la parte del fondo colpita dall’incendio e ad avviare immediate indagini per chiarire le cause del rogo.
Gli accertamenti già effettuati hanno consentito di identificare il proprietario dell’area e anche di risalire a chi aveva effettuato i depositi di materiale nel fondo. Le indagini si stanno ora concentrando sull’individuazione dei responsabili dell’atto criminale che ha scatenato le fiamme.
“Ancora più rilevante – sottolinea il comandante Nacar – è la presenza della Polizia Locale sul territorio anche la domenica pomeriggio. Fino al maggio 2025, infatti, il turno pomeridiano era stato sospeso, e il ripristino del servizio ha permesso di dare un segnale concreto di vicinanza alla comunità e di pronta risposta in caso di emergenze come questa.”
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di attenzione da parte delle forze locali contro i fenomeni di abbandono illecito di rifiuti e di incendi dolosi, che negli ultimi mesi hanno interessato l’area vesuviana. La presenza costante degli agenti, unita alla collaborazione dei cittadini, rappresenta un tassello fondamentale per contrastare pratiche illegali che mettono a rischio la sicurezza e la salute pubblica.






