Frode, Finanza fa scattare il sequestro della società della star di Tiktok

CASALNUOVO DI NAPOLI – Un’indagine della Procura della Repubblica di Nola ha portato al sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale di una società di Casalnuovo di Napoli attiva nel commercio di telefoni cellulari ed elettrodomestici, riconducibile al tiktoker Angelo Napolitano, volto noto dei social per la promozione di Napolitano Store.

L’operazione è stata eseguita dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, in forza di un decreto del GIP del Tribunale di Nola, per un valore complessivo di 5.740.561 euro.

Secondo gli inquirenti, l’attività commerciale avrebbe fatto leva anche sulla visibilità garantita da TikTok, pubblicizzando cellulari e televisori a prezzi estremamente competitivi, attirando una vasta platea di consumatori. Dietro la crescita dell’attività, però, sarebbe stato messo in piedi un meccanismo fraudolento.

Le indagini hanno infatti rilevato un incremento esponenziale del fatturato, salito da 2,2 milioni di euro nel 2017 a oltre 20,8 milioni nel 2023, ritenuto non compatibile con i versamenti fiscali effettuati. In particolare, sarebbe emersa la pratica di vendite “in nero” a privati, coperte da fatture fittizie emesse senza IVA grazie all’uso del reverse charge tramite società “cartiere”.

In questo modo, le vendite al dettaglio, che avrebbero dovuto scontare l’aliquota IVA ordinaria, venivano mascherate come operazioni all’ingrosso, con una sistematica evasione d’imposta.

Un ulteriore elemento emerso riguarda le modalità di vendita dei cellulari, proposti a prezzi inferiori rispetto a quelli della Grande Distribuzione Organizzata e delle stesse case produttrici, ma solo con pagamento in contanti. Al cliente veniva rilasciata una bolletta priva di validità fiscale, simile a uno scontrino, contenente il codice IMEI del telefono, utilizzata internamente per il controllo delle giacenze, delle vendite e per eventuali sostituzioni.

Il procedimento trae origine da un primo sequestro preventivo eseguito il 17 settembre scorso, quando furono colpiti sia la società sia il legale rappresentante. In quella fase venne sequestrato anche uno yacht di 16,5 metri, intestato formalmente a terzi ma nella disponibilità dell’indagato. La misura era stata confermata dal Tribunale del Riesame.

Il fatto che l’attività sia proseguita anche dopo il primo sequestro ha portato la Procura a richiedere e ottenere un sequestro impeditivo dell’intera azienda, ritenuta strutturalmente orientata alla produzione di profitti illeciti attraverso reati tributari.

Anche in questo caso, viene precisato che il provvedimento adottato è cautelare, soggetto a impugnazione, e che gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a eventuale condanna definitiva.

Somma rinnova la tradizione dei fuochi di Sant’Antonio Abate tra Casamale e Rione Trieste

Anche nel 2026 la città di Somma Vesuviana rinnova uno dei riti più antichi e identitari del territorio. Si tratta della festa di Sant’Antonio Abate, celebrata il 17 gennaio attraverso i tradizionali falò che animano i quartieri storici della città.   

Dal Casamale a Via Colle, Somma Vesuviana si prepara a vivere le celebrazioni in onore di Sant’Antonio Abate, con due fuochi distinti ma uniti dalla stessa fiamma: quella della fede e delle tradizioni più antiche e sentite dalla comunità.

Nel borgo antico del Casamale, la comunità si prepara all’evento con un triduo di preghiera, in programma dal 14 al 16 gennaio. In particolare, ogni mattina alle ore 9:00, presso la Chiesa Collegiata, si celebrano la Santa Messa e la coroncina, accompagnando spiritualmente i fedeli verso il giorno del santo.

Il momento culminante sarà sabato 17 gennaio 2026. Nel pomeriggio, a partire dalle 16:30, si terranno la benedizione degli animali e la processione del busto di Sant’Antonio Abate per le strade del borgo. Alle 18:00 seguirà la Santa Messa solenne, con la tradizionale benedizione del pane. Al termine della funzione religiosa, la comunità assisterà a una sacra rappresentazione di una scena della vita del santo, prima dell’atteso momento dell’accensione del falò.

I festeggiamenti a Rione Trieste.

Al Rione Trieste, si rinnova l’appuntamento con “O Fuoco ’e Sant’Antuono dint’ ’a curtina ’e Zì Riccardo”, giunto quest’anno alla 119ª edizione. Sabato 17, alle 17:30, presso la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, si terrà la Santa Messa in onore di Sant’Antonio Abate, celebrata da Don Francesco Feola. Subito dopo, alle 18:15, prenderà il via la processione del santo, con partenza da via Costantinopoli, passaggio per via Pigno e conclusione in via Colle.
La serata proseguirà alle 19:30 con lo spettacolo “I dodici mesi dell’anno”, a cura del gruppo “Ragazzi” di Zì Riccardo insieme alle Donne della Tammorra, un momento di forte richiamo simbolico e culturale. Alle 20:30 è prevista la benedizione del “fucarone”, alla presenza di Don Francesco Feola, seguita dall’accensione del grande falò, fulcro della manifestazione.

Scisciano, al via l’inaugurazione spazio giochi del Campetto Solidale

Riceviamo e pubblichiamo

L’amministrazione comunale di Scisciano inaugurerà domenica 18 gennaio 2026, alle ore 10.00, lo spazio giochi del Campetto Solidale di via Campo con una mattinata di attività sportive e ricreative dedicate ai bambini, nell’ambito della “Giornata dei Beni Comuni”.

L’installazione delle nuove giostrine rappresenta un ulteriore intervento nel percorso di recupero dell’area di via Campo, avviato negli ultimi anni dall’azione di un comitato civico e proseguito con l’affidamento dello spazio verde a una rete di associazioni locali composta da Restiamo Umani, YaBasta!, Pro Loco Scissianum e Oratorio Parrocchiale.

Nell’ambito dello stesso programma di interventi, l’amministrazione comunale ha inoltre completato la sostituzione delle attrezzature dell’area giochi nell’area verde del parcheggio di via Sabato Borzillo, restituendo uno spazio funzionale e sicuro alle famiglie.

Il Campetto Solidale di via Campo domenica ospiterà attività sportive per i più piccoli, tra cui mini-basket, mini-volley, ping pong e calciobalilla, accompagnate da momenti di condivisione e di valorizzazione  legati ai prodotti tipici del territorio, con particolare riferimento alla noce di Scisciano.

«Intervenire su spazi come quello di via Campo significa dare continuità a una scelta precisa da parte dell’amministrazione comunale: lavorare dove i servizi incidono davvero sulla vita quotidiana delle famiglie», dichiara il sindaco Antonio Gladenoro Clavino Ambrosino.

«La riqualificazione dei luoghi destinati ai più giovani  – aggiunge il primo cittadino – non è un gesto simbolico, ma una risposta concreta a un bisogno reale di socialità, sicurezza e cura».

«Il Campetto Solidale e l’area giochi di via Sabato Borzillo raccontano una visione amministrativa  che non si esaurisce nell’opera pubblica, ma continua nella gestione condivisa e nell’uso quotidiano degli spazi», afferma il consigliere comunale Pasquale Nardone secondo il quale «Il coinvolgimento delle associazioni locali è parte integrante di questo percorso: sono presìdi sociali che garantiscono presenza, attenzione e radicamento, elementi fondamentali per rendere duraturi gli interventi e riconoscibili per la comunità».

L’iniziativa è organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni Restiamo Umani, YaBasta!, Pro Loco Scissianum e l’Oratorio di Scisciano ed è aperta alla cittadinanza e alle realtà sociali ed educative del territorio. L’evento rientra nel progetto “Valorizzazione dei prodotti tipici”, finanziato ai sensi della Missione 5, Programma 2, Titolo I del bilancio di previsione finanziario 2025–2027, Art. 14, comma 2, Allegato 3, Tabella C della Legge regionale n. 25 del 30 dicembre 2024 (Legge di Stabilità regionale 2025), grazie a un emendamento che, all’epoca, fu presentato dal consigliere regionale Felice Di Maiolo.

Due “immagini” eterne della saggezza napoletana: “’o triato ‘e donna Peppa” e “’a sporta d’’o tarallaro”

Ripubblico un articolo già pubblicato dieci anni fa. Vi citavo i politici dell’epoca. Ma pare che niente sia cambiato: forse gli attori del teatro e i “tarallari” di oggi sono meno abili dei loro colleghi del tempo che fu.  La saggezza amara del popolo napoletano non va mai trascurata. Correda l’articolo l’immagine di un quadro di Elio Ferrara (dal sito della Galleria Carosone).   Donna Giuseppa d’ Errico fu, secondo alcuni, pupara e artista delle “guattarelle” napoletane, e secondo Francesco D’ Ascoli, anche ballerina del “teatro di donna Marianna”, uno dei molti teatri che all’inizio dell’Ottocento si aprivano a un pubblico popolare e offrivano una comicità dal sapore forte. Non sappiamo perché il “teatro di donna Marianna” si chiamasse così: qualcuno ha scritto che era questo il nome della moglie del grande attore Vincenzo Tamberlani, ma le date non corrispondono. In quel teatro si esibì a lungo Gaspare de Cenzo, maestoso interprete di “Pulcinella”.  Donna Giuseppa sposò l’altro grande “Pulcinella”, Salvatore Petito, e gli diede 7 figli, tutti destinati a diventare attori, a partire dal primogenito, Antonio, nato nel giugno del 1822, che portò ai livelli più alti l’interpretazione della maschera. Nel Palazzo Maisto, di fronte alla Chiesa del Carmine, Donna Peppa aprì un suo teatro, il “Silfide”, in cui andava in scena la stessa comicità di lazzi buffoneschi che era in programma negli altri teatri popolari.  Gli spettatori appartenevano tutti alla classe “minuta”, carrettieri, lavoratori del porto, pescatori: ogni sera il vino e le battute, diciamo così, spinte che piovevano dal palcoscenico scatenavano in sala una confusione sguaiata, e il vero spettacolo diventava quello offerto dal pubblico: a un certo punto, non c’era uno spettatore che si interessasse di ciò che accadeva sulla scena. Dunque, un qualsiasi gruppo di persone che schiamazza in coro e produce confusione è “’o triato ‘e donna Peppa”. Ma talvolta la confusione è organizzata, mira a distrarre l’attenzione di tutti da argomenti più seri. Nel settembre del 2008 il presidente della giunta regionale Antonio Bassolino e la sindachessa di Napoli Rosa Russo Iervolino annunciarono, con fragore di trombe e grancassa, che le due Giunte, quella regionale e quella del Comune, si sarebbero riunite insieme in una seduta destinata a diventare storica: una Supergiunta per affrontare i problemi della città. Claudio Velardi, assessore regionale al Turismo, manifestò pubblicamente il suo scetticismo: temeva che la Supergiunta perdesse tempo a parlare del “sesso degli angeli”, mentre il problema più grave tra i tanti problemi di Napoli era la “vivibilità” ( la Repubblica, 9/06) Sette mesi prima la Commissione Antimafia aveva comunicato che nella sola città di Napoli operavano 78 clan della camorra, con almeno 3000 affiliati. Antonio Guarino scrisse che questa idea della Supergiunta era pura teatralità, roba da “festa di Piedigrotta”, e Luigi Labruna rivelò, sarcastico, che la cosa gli aveva immediatamente suggerito l’immagine del “teatro di donna Peppa” (il Mattino, 9/06): il clamore talvolta serve, soprattutto per distrarre. Due anni prima il presidente Bassolino aveva dichiarato che era difficile affrontare la camorra, perché nessuno sapeva quali fossero le nuove forme di organizzazione del sistema criminale.  Dovunque, anche nel Vesuviano, ci sono, anche oggi, tanti “triati ‘e donna Peppa”: non chiudono mai, nemmeno di notte. Non c’è accordo sul significato del detto “pare ‘a sporta d’ ‘o tarallaro”.  Francesco D’ Ascoli riteneva che il “tarallaro” riponesse nella sporta, accanto ai taralli, tutto ciò che gli serviva “nel suo girovagare”, la pagnotta, la pipa, il berretto: dunque nella sua sporta c’era di tutto. In questo senso usò il detto Giovanni Leone, prima di diventare Presidente della Repubblica. Durante una crisi politica egli aveva avuto dalla D.C. l’incarico di formare uno di quei governi che si chiamavano “balneari”, perché dovevano durare solo un’estate, il tempo necessario per consentire ai partiti di trovare soluzioni più durature. Nei governi “balneari” entravano partiti grandi e piccoli, di destra, di centro e di sinistra, e tutti pretendevano la poltrona di ministro: l’astuzia del “mordi e fuggi”. Racconta D’ Ascoli che durante una conferenza a Napoli, al Circolo della Stampa, Giovanni Leone, con l’arguzia tipica dei principi del foro napoletani, disse che i partiti avevano scambiato il governo che egli stava formando per una “sporta del tarallaro”: volevano metterci dentro di tutto. Altri pensano  che la locuzione derivi dal fatto che nella sporta del “tarallaro” tutti i compratori allungavano le mani per scegliersi il tarallo migliore: son gesti e operazioni che vediamo fare ancora oggi presso i banchi dei “verdummari” :signore e signori frugano, toccano, premono, soppesano, scartano, per trovare i carciofi  più teneri, le annurche non “ammallate”, i mandarini grossi e succosi. Ma l’amara battuta di Giovanni Leone si adatterebbe anche a questo secondo significato: può capitare, infatti, che governi, giunte regionali e comunali scambino le casse dello Stato e degli Enti per una “sporta del tarallaro”, e vi allunghino, di nascosto, le mani, per trovare e prendere i “taralli” più appetitosi. Talvolta, però, vengono beccati con il tarallo in mano: e fanno la fine dei “taralli”. Perché nella lingua vesuviana il “tarallo” è anche lo stupido che si fa prendere di sorpresa, da dietro: il “tarallo” a Napoli è anche il didietro. Le ragioni della metafora sono chiare: è tutta una questione di buchi.

Muore nel terminal del Beverello per il freddo: tragedia al porto

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Un drammatico episodio si è consumato ieri sera nel cuore del porto di Napoli, all’interno del terminal aliscafi del Molo Beverello. Un uomo, colto da un malore improvviso, è morto nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi. La tragedia si è verificata poco dopo le 20, in un luogo abitualmente molto frequentato da turisti, pendolari e lavoratori del settore marittimo.

L’uomo si trovava nell’area delle biglietterie quando, senza alcun preavviso, è crollato a terra. Alcuni passanti si sono subito avvicinati, cercando di prestare aiuto e chiedendo l’intervento dei sanitari. La chiamata al 118 è partita immediatamente e l’ambulanza ha raggiunto il terminal in pochi minuti.

All’arrivo dei soccorritori, le condizioni dell’uomo sono apparse critiche. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimarlo, applicando tutte le procedure previste in questi casi. Purtroppo, però, il cuore non ha ripreso a battere e il decesso è stato dichiarato sul posto.

Dalle prime informazioni emerse, la vittima sarebbe un senza fissa dimora che negli ultimi tempi era stato visto più volte aggirarsi all’interno della struttura portuale, probabilmente alla ricerca di un riparo. L’uomo sarebbe italiano e avrebbe avuto circa 65 anni, anche se al momento non risultano documenti utili per un’identificazione immediata.

L’episodio ha lasciato sgomenti viaggiatori e operatori del porto, molti dei quali hanno assistito alle fasi concitate dei soccorsi. Ancora una volta, una morte improvvisa in un luogo pubblico richiama l’attenzione sulla fragilità delle persone che vivono ai margini e sulla necessità di interventi di assistenza e prevenzione, soprattutto nei mesi invernali.

Le autorità hanno avviato gli accertamenti di competenza per chiarire con precisione le cause del decesso, che al momento sembrano riconducibili a un malore naturale.

Terra dei Fuochi, 81 siti contaminati: il piano bonifiche e lo screening si allarga ai quarantenni

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La bonifica della Terra dei Fuochi passa da tre pilastri fondamentali: la rimozione dei rifiuti illeciti, il rafforzamento delle attività di prevenzione e un investimento strutturale sulla salute dei cittadini. È questo il quadro tracciato dal Commissario Unico incaricato della gestione delle discariche abusive, che ha illustrato lo stato di avanzamento delle operazioni in corso.

Negli ultimi mesi sono state eliminate dal territorio circa 1.700 tonnellate di materiali smaltiti illegalmente, un dato che fotografa solo una parte di un lavoro complesso e ancora in evoluzione. Nei prossimi giorni sarà assegnata una gara dal valore complessivo di 23 milioni di euro, articolata su più aree: Napoli e la sua provincia assorbiranno la quota principale delle risorse, seguite dal Casertano e dalla zona di Ponte Riccio.

Le operazioni di smaltimento in superficie rappresentano solo uno degli strumenti messi in campo. Accanto a queste, prosegue l’attività di controllo e repressione dei reati ambientali, che negli ultimi tempi ha visto un’intensificazione degli interventi delle forze dell’ordine, in particolare contro le produzioni industriali illegali che alimentano il ciclo dei rifiuti. Le misure antimafia estese ai reati ambientali hanno contribuito a colpire in modo più efficace le organizzazioni coinvolte, portando a numerosi arresti.

Il monitoraggio del territorio ha permesso di individuare 81 siti contaminati nell’area tra Napoli e Caserta, con 14 punti considerati di massima criticità. Per affrontare in modo duraturo questa situazione, però, sarà necessario assicurare nuove risorse anche per il 2026. Il tema è già oggetto di confronto con il Governo e con il Ministero dell’Ambiente, nella consapevolezza che la continuità degli interventi è essenziale.

Un capitolo centrale riguarda infine la prevenzione sanitaria. Attualmente gli screening oncologici ordinari interessano prevalentemente gli over 50, ma l’intenzione è estendere i controlli anche alle fasce più giovani. È stata avviata una collaborazione stabile tra l’Istituto Superiore di Sanità e le Asl di Napoli e Caserta per uno studio annuale che coinvolgerà 90 Comuni, con l’obiettivo di costruire una mappa aggiornata dell’incidenza oncologica e dei rischi per la salute legati all’inquinamento ambientale.

Progetto “Res Publica 2.0”: prorogati i termini per la presentazione delle domande

Il Comune di San Gennaro Vesuviano informa che sono stati prorogati i termini per la presentazione delle istanze di partecipazione al progetto di formazione politica, etica e civica “Res Publica 2.0”, promosso dall’Ente e rivolto ai giovani del territorio. La proroga, disposta con apposita determinazione del Servizio Welfare e Pari Opportunità, è finalizzata a garantire una più ampia partecipazione all’iniziativa e il pieno raggiungimento delle finalità del progetto, che punta a rafforzare l’educazione civica, la cittadinanza attiva e la crescita personale e sociale dei giovani partecipanti. Il nuovo termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato al 30 gennaio 2026. Restano valide tutte le altre disposizioni contenute nell’Avviso Pubblico, così come le candidature già presentate entro la precedente scadenza del 9 gennaio 2026, che si intendono regolarmente acquisite agli atti. Il progetto “Res Publica 2.0” si conferma un’importante opportunità formativa per favorire consapevolezza civica, partecipazione e dialogo tra giovani, istituzioni e comunità locale. Per ulteriori informazioni e per consultare l’Avviso aggiornato, è possibile visitare il sito istituzionale del Comune.

Assalto al bancomat, banditi inseguiti a San Giorgio

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Notte di forte tensione a San Giorgio a Cremano, dove un gruppo di malviventi ha preso di mira uno sportello bancomat del Crédit Agricole, tentando un colpo studiato nei minimi dettagli ma conclusosi con un fallimento. L’episodio si è verificato nelle prime ore del mattino, intorno alle 4, nella zona di piazzetta Manzoni, dove la filiale bancaria è stata assaltata con modalità particolarmente aggressive. Secondo quanto ricostruito, i ladri sono entrati in azione sfondando l’erogatore automatico di contante e riuscendo inizialmente a portare via la cassa contenente il denaro. Tuttavia, l’attivazione immediata del sistema di allarme ha fatto scattare l’intervento degli istituti di vigilanza privata, che hanno subito segnalato l’accaduto al numero di emergenza 112. Nel frattempo, i rapinatori si sono dati alla fuga a bordo di un furgone. L’allarme ha permesso un rapido dispiegamento delle forze dell’ordine. Una pattuglia dei carabinieri, impegnata in servizio nella zona di Torre del Greco, ha intercettato il mezzo dei fuggitivi nei pressi di Portici, dando origine a un inseguimento. Braccati e consapevoli di non poter proseguire la fuga, i malviventi hanno abbandonato il veicolo, lasciando all’interno la cassa sottratta poco prima. Il contenitore con il denaro è stato recuperato e messo in sicurezza, mentre i responsabili sono riusciti a far perdere le proprie tracce. Le indagini sono ora in corso per risalire all’identità degli autori del colpo, anche attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e altri elementi raccolti sul posto. L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di assalti ai bancomat che, nelle ultime settimane, ha interessato diversi territori della Campania. Le autorità stanno intensificando i controlli e le attività di prevenzione per contrastare questo tipo di reati e garantire maggiore sicurezza a cittadini e attività commerciali.

Furti in casa e truffe, sgominata banda dei falsi rider: 38 arresti

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Una rete criminale ben organizzata, capace di colpire decine di abitazioni ogni giorno, è stata smantellata grazie a una lunga e articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli. Su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord, il GIP del Tribunale competente ha disposto la custodia cautelare in carcere per 38 persone, gravemente indiziate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione, ricettazione e truffe aggravate ai danni di soggetti vulnerabili. L’indagine ha avuto origine da un furto avvenuto a Casoria e si è sviluppata tra il giugno 2023 e l’ottobre 2024, consentendo di far luce su un fenomeno diffuso e strutturato. Le investigazioni hanno preso forma a partire da numerose denunce presentate dalle vittime, che hanno permesso di collegare oltre cento episodi criminosi caratterizzati da modalità operative simili. L’attività investigativa, supportata anche da strumenti tecnici, ha permesso di individuare sette gruppi criminali di matrice familiare, capaci di pianificare ed eseguire decine di furti al giorno. I sodalizi operavano in diverse province campane – Napoli, Caserta, Benevento, Salerno e Avellino – estendendo le proprie attività anche nel Lazio, in particolare a Roma e Frosinone. Secondo quanto ricostruito, i gruppi effettuavano sopralluoghi preliminari per selezionare le vittime, osservandone le abitudini. Una volta individuato l’obiettivo, entravano in azione con l’ausilio di vedette esterne, utilizzando chiavi alterate o universali per forzare le serrature. In alcuni casi, le casseforti venivano rimosse direttamente dagli appartamenti con strumenti da taglio. Il bottino, composto da denaro, gioielli e oggetti preziosi, veniva poi occultato in veicoli appositamente modificati. Parte della refurtiva veniva rapidamente monetizzata attraverso ricettatori di fiducia che gestivano mercati illegali dell’oro e dell’argento con quotazioni giornaliere. Accertate anche truffe ai danni di anziani, realizzate con la cosiddetta “tecnica dello specchietto”. Nel corso delle indagini sono stati arrestati 13 soggetti in flagranza e recuperati circa 30 mila euro di refurtiva. L’operazione rappresenta un duro colpo alla criminalità predatoria, fermo restando che i destinatari della misura cautelare sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva.

Somma, inaugurazione della mostra “formă – formae” di Raimondo Coppola

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: 

formă – formae

Raimondo Coppola | a cura di Dario Benvenuto

Progetto promosso e organizzato da Tramandars

con il supporto dellassociazione

Amici del Casamale APS

Inaugurazione: domenica 18 gennaio 2026, ore 17.30

Sede: Putéca spazio espositivo dellAssociazione Tramandars

Borgo Casamale, Via Nuova n. 1, Somma Vesuviana (NA)

Contatti: tramandars@gmail.com | +39 349 583 8248

LAssociazione Tramandars apre le porte alla mostra formă – formae di Raimondo Coppola, a cura di Dario Benvenuto, presso lo spazio Putéca nel cuore del Borgo Casamale. Linaugurazione si terrà domenica 18 gennaio 2026, a partire dalle ore 17.30.

Il progetto si sviluppa come un processo artistico relazionale e multispecie, dove la ricerca visiva dialoga con pratiche di laboratorio e il coinvolgimento diretto della comunità. La mostra è organizzata in due fasi complementari un momento di attivazione e uno di osservazione invitando il pubblico a partecipare alla trasformazione delle opere.

Tre microambienti realizzati dallartista costituiscono il cuore dellesposizione. Due di essi saranno attivatiattraverso la contaminazione con campioni raccolti sul Monte Somma, esperienza documentata dalla fotografa Rosalba Avventura. Il terzo, di dimensioni maggiori, coinvolgerà direttamente il pubblico, invitato a toccare lopera e a contaminarla con i microrganismi presenti sulle proprie mani. Un gesto semplice ma potente, che mette in relazione pubblico, ambiente e opera, sottolineando il valore della partecipazione e lattenzione per il paesaggio circostante.

formă – formae esplora letimologia del termine formaattraverso unazione condivisa e partecipativa, in cui lopera non è mai un esito definitivo, ma un campo aperto di possibilità. La forma diventa traccia di sequenze temporali, culturali e biologiche: una morfologia di problemi, risposte e trasformazioni continue.

Da qui la scelta di esporre forme di vita, non oggetti. Lopera emerge come risultato di un processo co-creativo, unazione collaborativa tra specie umane e non umane, dove le regole naturali delle forme microscopiche sfuggono a schemi consueti e condizionamenti.

Il progetto è stato possibile grazie alla sinergia e allimpegno di più figure professionali: si ringrazia per il coordinamento delle attività collaterali per Tramandars Maria Maione; e per la realizzazione delle strutture espositive Ruggiero Esposito e tutto il team  LR_designer.