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Pomigliano d’Arco, la comunitĂ parrocchiale San Francesco d’Assisi in lutto per la piccola Carla
Oggi, 21 novembre, Pomigliano d’Arco piange un’altra giovanissima: Carla Visone
Carla aveva solo 10 anni ed era affetta da una grave malattia contro cui combatteva da anni, frequentava la classe 5E del Secondo Circolo Didattico al Plesso Siciliano e partecipava assiduamente alle attività della Parrocchia di San Francesco d’Assisi, che condivide la triste notizia con un post riportato di seguito:
“Ancora una volta, la nostra comunità parrocchiale è stata toccata da un profondo dolore: la prematura scomparsa della nostra piccola Carla.
Abbiamo pregato tanto per lei, nella speranza della sua guarigione. Oggi, il nostro cuore è colmo di tristezza, ma la fede ci sostiene, ricordandoci che la piccola Carla è stata accolta nella luce e nella pace del Padre.
Carla era un angelo in mezzo a noi, con la sua gioia e il suo entusiasmo. Il suo sorriso rimarrĂ impresso per sempre nella nostra memoria.
Ci stringiamo con affetto e preghiera attorno a quanti le volevano bene, in particolare alla sua cara mamma Angela e ai nonni, assicurando loro la nostra piĂą sincera vicinanza in questo momento di prova.
Che il Signore, fonte di ogni consolazione, doni a tutti la forza di affrontare questo lutto.
A Dio, piccola Carla”
Queste le parole scritte sulla scomparsa prematura di Carla. I fedeli la ricorderanno sempre per il suo entusiasmo e sorriso nonostante tutto.
Sarà possibile dare l’ultimo saluto a Carla presso la casa funeraria in Via Aurora, domani dalle ore 8:00. I funerali si terranno domenica alle ore 10:00, presso la Parrocchia di San Francesco d’Assisi.
Cirielli e Fico, rush finale: si chiude una campagna elettorale elettrica
Si è chiusa nella serata di ieri la campagna elettorale che ha visto protagonisti Edmondo Cirielli e Roberto Fico, due figure centrali nello scenario politico campano e nazionale. Un finale caratterizzato da comizi affollati, appelli accesi e un forte richiamo alla partecipazione democratica, in vista di un voto che si preannuncia decisivo per gli equilibri regionali.
Cirielli ha concluso il suo percorso politico-elettorale puntando sulla continuità amministrativa e sulla necessità di rafforzare la presenza istituzionale nei territori. Nel suo comizio finale ha rivendicato risultati ottenuti, interventi infrastrutturali avviati e una visione di governo improntata alla sicurezza, allo sviluppo locale e al riequilibrio tra le diverse aree della regione. «Siamo pronti a completare ciò che abbiamo iniziato — ha dichiarato — e a dare risposte concrete alle comunità che chiedono attenzione e investimenti».
Sul fronte opposto, Roberto Fico ha chiuso la campagna con un messaggio centrato su innovazione sociale, diritti e partecipazione civica. L’ex presidente della Camera ha insistito sulla necessità di una politica nuova, più vicina ai giovani, alle periferie e ai settori più fragili. Nel suo intervento finale ha richiamato temi come la sostenibilità , la trasparenza amministrativa e il rafforzamento dei servizi pubblici: «Queste elezioni — ha affermato — sono un’opportunità per scegliere un modello diverso, più inclusivo e più giusto».
Entrambi i candidati hanno dedicato l’ultima giornata a incontrare volontari, sostenitori e amministratori locali, ribadendo l’importanza del voto e invitando gli elettori a recarsi alle urne nelle giornate previste. A poche ore dall’apertura dei seggi, resta forte l’incertezza sull’esito, con i rispettivi comitati convinti di poter intercettare l’ampia quota di indecisi.
La chiusura della campagna consegna un quadro politico dinamico, segnato da due visioni contrapposte ma accomunate dall’appello alla partecipazione. Ora la parola passa agli elettori, chiamati a scegliere la direzione futura della Campania.
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Somma Vesuviana, nel cuore del borgo Casamale l’istallazione di Epiphaneia, manifestazioni in scala
Epiphaneia. Manifestazioni in scala si presenta come un’installazione scultorea e fotografica, ma anche come dispositivo relazionale e partecipativo.
La scala – archetipo del passaggio e della trasformazione – e la sua rappresentazione fotografica, diventano medium di un percorso di consapevolezza e rinascita. Chi la percorre è invitato a compiere una piccola ascesa interiore, lasciando, se vuole, un fiore in uno dei tredici vasi che compongono l’opera. I vasi, disposti come un orologio immaginario, sono contenitori del tempo e della memoria: luoghi per raccogliere le “epifanie”, le rivelazioni quotidiane della comunità , mentre al centro, il tredicesimo vaso, rappresenta l’anima da cui tutto ha avuto inizio.
L’intento dell’artista è permettere che la ritualità si intrecci al sacro come esperienza di elevazione, in modo che l’ascesa diventi una via interiore capace di riconnette corpo e spirito. Ogni gesto si fa preghiera laica, ogni vaso è un contenitore di memoria, ogni fiore un segno di presenza.
“Ogni passo è già rivelazione,
se è un passo verso la consapevolezza interiore
e, di riflesso, verso quella collettiva.”
Il progetto è realizzato da Tramandars ETS in conclusione del periodo di residenza dell’artista sul territorio, nell’ambito della seconda edizione (2024–25) di Art Summit – Vesuvio Contemporary Experience and Residency, in collaborazione con Amici del Casamale APS. Questa restituzione è la seconda tappa del ciclo diffuso di iniziative contemporanee della Biennale del Vesuvio – BNN VSV.
Luogo di ritrovo: Putèca, Via Nuova 1, Borgo Casamale, Somma Vesuviana
Data: 29 Novembre
Orario: 18.00
Installazione site -specific presso cortile in Via Botteghe 34
Produzione: Tramandars ETS
Coordinamento generale: Lucia Egidio – Tramandars
Curatice del Progetto: Stefania Trotta
Assistenza ai laboratori esperienziali: Carla Merone
Supporto tecnico e logistico: Associazione Amici del Casamale APS
Ricerca e consulenza d’archivio: ARS – Archivio Russo Somma
Art Summit | Vesuvio Contemporary Experience and Residency
Un innovativo progetto di residenze per artisti emergenti al Borgo Casamale di Somma Vesuviana, che li invita ad esplorare le specificità del territorio e ad interagire con la comunità locale, per realizzare progetti site-specific. Interrogandosi su una possibile valenza contemporanea della dimensione magico-rituale che risuona ancora oggi presente nel territorio, il progetto invita un gruppo di artisti emergenti nazionali e internazionali ad esplorare questo interrogativo attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea.
Dal 2023 il progetto si configura come piattaforma culturale permanente ed ha avviato nel 2025 la Biennale del Vesuvio – BNN VSV.
Tramandars
Tramandars è un progetto culturale collettivo fondato a Somma Vesuviana, con la missione di trasmettere e tramandare arte e cultura attraverso linguaggi universali contemporanei. Costituita come associazione, Tramandars opera attraverso residenze e progetti di rigenerazione, collaborando con artisti nazionali e internazionali, per incentivare processi sociali e culturali che abbiano un impatto duraturo.
Tramandars crede nella potenza ispiratrice dell’arte come stimolo educativo. I suoi progetti hanno lo scopo di innescare interrogativi sulla società , creando un dialogo tra comunità , cultura e ambiente.
Dal 2022, ha collaborato con la FAO per il World Food Forum, portando l’arte contemporanea nel dibattito globale sulla sostenibilitĂ alimentare, e con l’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Afghanistan in Italia, per iniziative volte alla promozione dei diritti civili attraverso l’arte.
Con un approccio aperto e collaborativo, Tramandars si pone come un ponte tra diverse culture e discipline artistiche, lavorando per costruire un’ereditĂ culturale che superi i confini geografici e temporali.
Lucia Schettino
Lucia Schettino (Castellammare di Stabia, 1988), artista e arteterapeuta, vive e lavora a Napoli presso l’Atelier Alifuoco. Diplomata in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli e formata in Arteterapia.
Il suo lavoro nasce dall’urgenza di dare forma all’invisibile. Attraverso l’argilla esplora il passaggio dall’interiorità alla materia, dalla memoria individuale al simbolo collettivo. La scultura diventa un atto di rivelazione: un gesto lento e rituale che manifesta la forza vitale e apre spazi di incontro con il divino. Nei suoi laboratori, il processo creativo non è mai solo produzione, ma esperienza di cura, manifestazione e di condivisione.
Mostre principali:
• Ogni cosa creata, bipersonale con Magda di Fraia, Namigallery, a cura di Stefania Trotta, aprile 2025
• METAMORFOSI, mostra personale, Modica, 2024
• Identità individuale/collettiva, mostra collettiva LAP laboratorio arte pubblica, Potenza, 2022
• Scultura Estesa#2, mostra collettiva, Avellino, 2022
• Art Days, Atelier Alifuoco/Open Studio, Napoli
• DIALOGHI_OPERA meet Atelier Alifuoco, Napoli, 2021
• Kemè Project, mostra collettiva, Pozzuoli, 2021
Somma Vesuviana, le vicende storiche e genealogiche della nobile famiglia Scozia


Padre Gherardo, nel suo libro, ci conferma ancora che tale famiglia era arrivata dal Nord nel Regno di Napoli e a proposito scrive: ultimamente nel nostro Regno derivando, acquistò nuova chiarezza da quel famoso Scipione, che una dama di alto legnaggio, Cornelia Marzano in moglie si tolse, de’ Principi di Rossano, e Duchi di Sessa. Lo stesso frate, nella pagina successiva, soggiunge che la famiglia fu di un Giovanni Antonio decorata, Vescovo dottissimo di Anglona, e di un Piero, della Reina Isabella potentissimo maggiordomo, e successivamente altri di sì ragguardevole generazione con Famiglie patrizie, e Titolate imparentandosi, co’ Ravaschieri, con gli Afflitti, co’ Gaeti, con gli Stramboni, co’ Filomarini […].  A riguardo, Giovanni Antonio Scozio napolitano, fu vescovo di Anglona dal 14 aprile 1510, nel 1512 partecipò al Concilio Lateranense indetto da Papa Giulio II [P.E. Santoro, Storia del monastero di Carbone, 1859, 63], mentre Piero non era altro che d. Pietro Antonio Scozio, che in un testo seicentesco è detto erroneamente Pirro Antonio Scotto: filo spagnolo fu tacciato di tradimento per alcuni sospetti rapporti con i francesi che, al tempo di Carlo V, di disputavano il possesso della penisola; processato fu assolto nel 1530 su intercessione proprio della ex regina Isabella del Balzo. La parentela degli Scozia, invece, con i Ravaschieri Fieschi è attestata da Don Cesare d’Engenio Caracciolo nel suo libro del 1623 dal titolo Napoli sacra a pagina 53: a riguardo una lapide del 1534 nella cappella di famiglia in San Giovanni Maggiore di Napoli, opera di Gio: Merliano di Nola, cita il nobile d. Germano Ravaschieri, Patritius Genuensis ex Comitibus Lavaniae, e sua moglie, uxor unanimis, Antonia Scotia. Lo stesso D’ Engenio, a pagina 489, ci attesta che nella chiesa di Santa Maria la Nova di Napoli esisteva anche una cappella della famiglia Scotia dove si vede la tavola in cui è Christo morto su la croce, di suprema e mirabil arte, che porge a’ riguardanti e divotione e stupore, il tutto opera di Marco di Siena. L’ abate Domenico Maione a pagina 38 del suo libro attesta e conferma che Scipione Scozia ebbe in moglie Catarina Marzano (in realtà Cornelia), e fu padre di Gio: Geronimo, che tolse in sposa Giulia Strambone, e fe Cesare, dal quale, e dalla sod(detta) Popa Maione nacque Scipione marito di D. Costanza Sagatara, figlia d’Ortenzio, e di Livia Filomarino. In realtà il cognome giusto era Segataro e sembra che la citata Donna Costanza sia stata figlia di Giulio Segataro e Lavinia Filomarino.



Donna Costanza Gaetana, la famosa poetessa, sappiamo bene che fu attiva nel mondo letterario e filosofico napoletano, frequentando i piĂą importanti salotti dell’epoca. Nacque a Somma l’11 ottobre del 1709, come afferma Candido Greco nel suo libro Fasti di Somma, dove l’autore dedica piĂą di quindici pagine all’illustre letterata. Un’ effigie in cera – continua Greco – ce la mostra elegantissima nel suo abito merlettato e scollato: capelli corti arricciati in avanti, un mazzolino di fiori nella sinistra ed il fido cagnolino nella destra. Vera signora del settecento napoletano! Parte delle sue opere, in particolare alcuni sonetti e scritti filosofici, sono sopravvissuti grazie al suo padre spirituale, il Gesuita Padre Mattia Doria (1667 – 1746). Data in sposa, all’etĂ di dodici anni, ad un tale cavaliere tarantino, si separò legalmente poco dopo, tornando da Taranto a Napoli; si risposò con d. Ottaviano Marino – discendente di una antica e nobile famiglia, originaria di Genova – ma rimase vedova. Trovò rifugio, fino alla fine della sua vita, nel Tempio della Scorziata [Arcidiocesi di Napoli, Fondo 22 processetti matrimoniali, fs. 2577, Deposizione di Costanza G. Scozio, anno 1753]. Morì a Napoli il 5 febbraio del 1791.






Le proprietĂ degli Scozia a Somma
Tornando al Catasto Onciario borbonico della Terra di Somma, d. Pasquale (Scipione) Scozio possedeva, inoltre, una masseria di venti moggia in circa con fabrica arbustata, vitata e fruttata con fabrica di un basso coverto e l’altro scoverto, cisterna et aia da scognare nel luogo d(ett)o le Fontole verso S(an)ta Maria di Costantinopoli quondam li beni del Ill.mo Marchese di Cirigliano; di più possedeva una masseria di moggia ventiquattro inc(irc)a anco arbustata, vitata e fruttata all’incontro della sud(dett)a mass(eri)a nel luogo detto le Fontole q(uondam) li beni d’ Aniello Secondulfo ed altri, e ne stanno assegnate moggia cinque a (ormai defunto) Don Eliseo Scozio […] e la rimanente parte assegnata alle seguenti persone: Antonio Troianiello con 2,5 moggia; Francesco D’Avino con circa 5 moggia, Michele De Falco circa 4 moggia, Tommaso Polise 7 e Nicola Molaro 1,5 moggia.  Conseguiva, inoltre, 67 ducati da Nicola Iossa per causa di censo sopra un territorio di sette moggia a Santa Maria la Nova a Nola, sopra il quale territorio vi teneva un peso di annui ducati 25 che per causa di censo corrispondeva al Monastero di Santa Maria la Nova. Inoltre corrispondeva annui ducati 25, che per capitale de ducati 500 alle due sorelle Donna Carlotta e Donna Costanza, entrambe forestiere non abitanti. Possedeva, ancora, un territorio di 100 moggia arbustato e vitato con abitazione nel luogo detto Madama Feleppa (attuale masseria).  Possedeva, infine, una casa palaziata con un annesso giardino vitato e fruttato di una moggia e mezza nel luogo detto Castellaneta (provincia di Taranto).


