La misteriosa morte di Eric Hebborn, il falsario che mise in ridicolo molti critici d’arte del ‘900

0

L’ inglese Eric Hebborn (1934- 1996) si trasferì in Italia nel 1968 e alloggiò fino alla morte nel Comune di Anticoli Corrado, presso Roma, nella villa che era stata la residenza di Fausto Pirandello, grande pittore, figlio di Luigi. Nel 1994 pubblicò in Italia il libro “Troppo bello per essere vero. Autobiografia di un falsario”, svelò di essere stato un falsario e nello stesso tempo fece luce sull’incompetenza e sulle ambiguità dei critici d’arte e degli amministratori di musei e di gallerie. Corredano l’articolo l’immagine del quadro, rimasto incompleto, “Mietitura ad Anticoli” che Hebborn dipinse e firmò con il suo nome e il disegno di una “Dama” oggi considerato opera originale di Thomas Gainsborough.

Hebborn era un geniale disegnatore e quando, da ragazzo, fu allievo della Royal Academy di Londra studiò con passione le tecniche di disegno dei grandi artisti del Cinquecento e del Seicento e poi quelle di Gainsborough, di Poussin e di Corot. Fino all’ultimo dipinse quadri “suoi”, con la sua firma, ma il suo desiderio di essere considerato un pittore importante restò inappagato. Dovette accontentarsi di condividere con Van Meegeren il “titolo” di più grande falsario del ‘900 (Van Meegeren vendette a Himmler e a Goering dei falsi Vermeer: ma ne parleremo). Eric intraprese la carriera di falsario a 15 anni, quando era allievo della Scuola d’Arte di Chelmsford: una signora indiana gli commissionò due disegni “alla maniera di Wyndham Lewis” e gli chiese di usare due fogli che secondo la signora provenivano proprio dall’album di Lewis. “Era il seme della futura carriera” scrisse Hebborn; una carriera che iniziò ufficialmente nel 1960, quando egli sottopose all’attenzione di un esperto del British Museum due suoi disegni su foglio e l’esperto li osservò attentamente e senza esitare li attribuì al grande pittore del Settecento inglese, Thomas Gainsborough.

L’apprendistato esercitato nella bottega di Aczel, un restauratore esperto e con pochi scrupoli, incominciò a dare frutti: lì Hebborn aveva imparato a invecchiare e a increspare le tele e a preparare colori ad olio che sembrassero antichi; lì però capì che l’invecchiamento dei colori ad olio non sarebbe mai stato così perfetto da sfuggire agli strumenti di indagine che la scienza incominciava a fornire a chi era chiamato ad esercitare il controllo. Hebborn capì che conveniva “falsificare” i disegni, perché pochi critici d’arte conoscevano veramente le tecniche del disegno dei grandi pittori, perché i cataloghi di questa sterminata produzione erano incompleti, e infine perché numerose erano le pagine “bianche” nei libri e negli atti notarili dei secoli passati, e dunque il falsario di disegni poteva disporre di un gran numero di fogli d’epoca. Nel 1991 Hebborn accettò di farsi intervistare in un “documentario” della BBC, e si fece riprendere mentre “costruiva” un falso Van Dick. In quel documentario ancora una volta ammise di essere un falsario, ma difese la propria arte dichiarando che non aveva mai falsificato la firma di un artista, e che le attribuzioni dei suoi disegni erano state sempre formulate dagli studiosi invitati da lui a osservare e a giudicare: egli firmava, e sempre con il proprio nome, solo i suoi quadri a olio. Pagine interessanti sulla propria “moralità” Hebborn le scrisse nell’autobiografia e in un altro libro straordinario, “Il manuale del falsario”.

Tra i critici d’arte importanti che presero solenni cantonate nell’attribuzione dei disegni del falsario inglese spiccano i nomi di Pope Hennessy e di quell’ Anthony Blunt che curava le collezioni d’arte della Regina Elisabetta d’Inghilterra e intanto passava informazioni ai servizi segreti russi. In pochi anni le opere di Hebborn, autenticate da personaggi illustri del mondo dell’arte, furono vendute attraverso mercanti famosi come Agnew e case d’aste come Sotheby’s e Christie’s, ai maggiori musei del mondo. Nel 1996, nella notte tra l’8 e il 9 gennaio – una notte di pioggia torrenziale su Roma- Hebborn fu trovato a terra a Trastevere, con un trauma cranico. I medici dissero che era ubriaco, e perciò era scivolato battendo la testa sui basoli coperti d’acqua: qualcuno raccontò che i medici non si erano accorti subito della ferita al capo perché era nascosta sotto la massa dei capelli inzuppati di acqua e di fango. I giornali romani parlarono apertamente di omicidio e ci fu anche un’allusione alla vendetta della mafia: del resto, Eric Hebborn aveva una ricca collezione di nemici. Le indagini durarono qualche mese, poi il procuratore aggiunto Italo Ormanni archiviò il caso dichiarando che Hebborn era morto per cause naturali, rivelate dall’autopsia: il trauma cranico, la vasculopatia sclerotica e un principio di cirrosi epatica.

Un’aggressione per rapina era stata esclusa fin dal primo momento, perché nelle tasche di Hebborn erano state trovate banconote e carte di credito. Matteo Collura che ricostruì la vicenda in un articolo pubblicato il 4 maggio 2008 sul “Corriere della Sera” scrive: Risulta dagli atti che l’artista inglese giunse alle 2 del mattino al pronto soccorso del Nuovo Regina Margherita. Da quel momento si evidenzia un vuoto di almeno otto ore, perché il ricovero nel reparto osservazione sarebbe avvenuto alle 10.10. Alle ore 16 al paziente, nel frattempo trasferito in ambulanza al San Giacomo, sarebbe stata fatta finalmente una Tac. Nello stesso pomeriggio, lo sconosciuto sarebbe stato sottoposto a una difficile operazione alla testa. Circa un’ora dopo la mezzanotte, Hebborn sarebbe stato colto da insufficienza respiratoria. La morte alle 7.40 di quel 10 gennaio, un mercoledì”. La storia della morte di Hebborn è verità, o è un falso d’artista?

Non vedente muore a Castellammare colpito da un malore

0

Tragedia per la città di Castellammare, dove un uomo non vedente si è accasciato a terra ed è morto a seguito di un malore fulminante

L’episodio si è verificato in Piazza Matteotti, davanti agli occhi dei passanti. L’uomo, un medico non vedente in pensione conosciuto nella zona, si è improvvisamente accasciato a terra.

Colpito da un malore improvviso, il medico ha battuto violentemente la testa al suolo. Vicino a lui sono rimasti fedelmente il suo cane da guida, un labrador nero, e il bastone, che lo accompagnavano in tutte le sue attività quotidiane.

Il 118 è stato allertato da alcuni passanti che, vedendo il corpo, hanno cercato di prestare soccorso. Ma non c’è stato nulla da fare, il malore è stato fulminante e i sanitari non hanno potuto rianimarlo.

Successivamente sono arrivati i familiari e la salma del medico è stata trasferita nella tarda mattinata. Sul luogo sono sopraggiunti i carabinieri della compagnia locale, con il compito di ricostruire la dinamica esatta e di chiarire le cause del decesso.

Il tutto è avvenuto come un fulmine a ciel sereno, davanti a commercianti e passanti che lo conoscevano e lo stimavano. La popolazione di Castellammare è profondamente colpita da questo episodio e si stringe al dolore dei familiari.

Giornata Mondiale della Prematurità: L’Acchiappasogni ONLUS al fianco del Fatebenefratelli di Napoli tra emozione e testimonianze

0
Giornata Mondiale della Prematurità: L’Acchiappasogni ONLUS al fianco del Fatebenefratelli di Napoli tra emozione e testimonianze In occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, il Centro Studi dell’Ospedale Fatebenefratelli di Napoli ha ospitato un evento toccante e partecipato, dedicato alla sensibilizzazione e al sostegno dei bambini nati prematuri e delle loro famiglie. Anche quest’anno, con la consueta sensibilità, è stata presente L’Acchiappasogni ONLUS, da sempre vicina al Dipartimento Materno Infantile dell’ospedale e protagonista di progetti concreti a supporto delle famiglie. L’associazione ha partecipato con grande emozione, rinnovando l’impegno a essere presente anche negli anni futuri. Una giornata intensa: ospiti e testimonianze Tra gli ospiti d’onore Lorenzo Insigne e Mario Forte, che hanno portato il loro saluto e il loro sostegno a medici, genitori e volontari. Momento centrale dell’incontro, le testimonianze dei genitori dei bambini prematuri: storie di coraggio, fragilità e speranza, capaci di commuovere profondamente tutti i presenti. Racconti che ricordano quanto sia importante non lasciare sole le famiglie in percorsi spesso lunghi e complessi. Le associazioni protagoniste: AFMAL ONG e Acchiappasogni ONLUS Tra le realtà più attive nel sostegno all’ospedale, un ruolo importante lo ricopre AFMAL ONG – Associazione con i Fatebenefratelli per i Malati Lontani, rappresentata dal Presidente Fra Gerardo D’Auria, da anni impegnata in progetti di solidarietà e assistenza. Accanto ad AFMAL, L’Acchiappasogni ONLUS, con la Presidente Vittoria Lucianelli e Roberto Ciccarelli, che ha ribadito il proprio impegno a favore del reparto attraverso iniziative, donazioni e attività di supporto diretto alle famiglie. Il cuore dell’evento: i medici e lo staff del reparto Un tributo speciale è stato riservato all’équipe del Reparto di Neonatologia e UTIN del Fatebenefratelli, composta da professionisti che ogni giorno rappresentano un punto di riferimento per i neonati prematuri e per le loro famiglie: Dr. Giuseppe De Bernardo Dr. Pietro Iacobelli Dr.ssa Desirée Sordino Accanto a loro, la costante guida della Direttrice Sanitaria, Dott.ssa Mariateresa Iannuzzo, il cui contributo è fondamentale nel coordinamento e nella valorizzazione dei servizi offerti dal dipartimento. Una rete che fa la differenza La celebrazione della Giornata Mondiale della Prematurità non è soltanto un’occasione di commemorazione, ma un invito a sostenere, conoscere e ampliare le iniziative dedicate ai neonati prematuri. L’incontro al Fatebenefratelli conferma ancora una volta la forza della collaborazione tra enti sanitari, associazioni e comunità: una rete che dona ai piccoli pazienti e alle loro famiglie qualcosa di prezioso quanto le cure mediche — la vicinanza, il calore umano e la speranza.

Acerra, spari contro la sede dell’Asl

0
ACERRA – Un episodio estremamente grave si è verificato nella tarda serata di ieri nel complesso sanitario di via Flavio Gioia, dove si trovano gli ambulatori della continuità assistenziale, il servizio 118 e la sede chiusa del SerD. Secondo la ricostruzione iniziale, un individuo avrebbe raggiunto l’area con l’obiettivo di impossessarsi del metadone custodito all’interno della struttura. L’uomo, dopo aver scavalcato la cancellata, avrebbe impugnato una pistola e premuto il grilletto più volte, colpendo il muro e alcune finestre degli uffici. I medici e gli infermieri in turno hanno sentito distintamente gli spari e, temendo di essere coinvolti, si sono rifugiati nei locali più protetti, mentre venivano contattate le forze dell’ordine. I carabinieri, giunti sul posto in pochi minuti, hanno trovato diversi bossoli sul terreno e segni di impatto sulle pareti. Per fortuna nessun operatore sanitario è rimasto ferito. Dalle prime verifiche, pare che il responsabile conoscesse il complesso e sapesse dove fosse collocata la sede del SerD, chiusa al pubblico da tempo. L’aggressore, una volta accortosi di non poter accedere agli uffici, avrebbe abbandonato l’area rapidamente. Le indagini sono ora concentrante sull’analisi delle telecamere, nella speranza di identificare l’autore del gesto. L’ipotesi più plausibile è che si tratti di un soggetto con dipendenza da sostanze, probabilmente in cerca della terapia sostitutiva. La direzione del servizio sanitario locale ha condannato l’episodio, definendolo un attacco a una struttura che garantisce assistenza 24 ore su 24. I sindacati dei medici hanno espresso forte solidarietà al personale coinvolto, sottolineando la necessità di rinforzare i sistemi di sicurezza. L’episodio ha suscitato grande allarme tra gli operatori e tra i residenti della zona, preoccupati per l’escalation di violenza ai danni di servizi pubblici fondamentali. Le indagini proseguono senza sosta.

Scisciano, B&B abusivo sequestrato dai Carabinieri: denunciato 32enne

“Un posto immerso nella natura in una posizione strategica vicino a tutto, il proprietario è una persona gentilissima pronto a farti sentire a casa. Il mio punto di riferimento quando voglio visitare la Campania, sicuramente ci ritornerò”. Così recita una delle recensioni di un B&B in una stradina periferica di Scisciano. Una struttura, scopriranno i carabinieri della stazione di San Vitaliano, completamente abusiva. I sigilli imposti non solo impediranno al cliente fidelizzato di tornare ma costeranno all’host (e proprietario) 32enne, una denuncia per abusivismo edilizio. In un terreno agricolo, l’imprenditore aveva realizzato senza alcuna autorizzazione ambienti “dotati di tutti i comfort” (cit.), pronti per accogliere turisti. Sotto sequestro circa 300 mq, struttura chiusa.

Tragedia a San Paolo Bel Sito, Noemi Ricciardi uccisa a 23 dal fratello

Uccisa a 23 anni, il fratello confessa: “L’ho accoltellata dopo una lite” La madre avrebbe visto il corpo in videochiamata. Aperta un’indagine della Procura di Nola. Tragedia familiare a San Paolo Belsito, nel Napoletano, dove Noemi Riccardi, 23 anni, è stata trovata senza vita nella sua abitazione. A chiamare il 112 è stato il fratello Vincenzo, 25 anni, che al telefono avrebbe ammesso di averla uccisa al culmine di una lite. Secondo una prima ricostruzione, il giovane avrebbe colpito la sorella con un coltello da cucina — almeno sei o sette fendenti, ma il dato potrà essere confermato solo dall’autopsia — per poi mostrare il corpo alla madre in videochiamata. La donna non era in casa al momento dell’aggressione. Pare che entrambi i fratelli avessero problemi psicologici e vivevano insieme alla madre nell’abitazione teatro dell’omicidio. Agli investigatori, il 25enne avrebbe parlato di un gesto compiuto in un momento di “esasperazione” e di un presunto “raptus”, versioni che sono ora al vaglio degli inquirenti. La Procura di Nola ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto. I carabinieri, intervenuti subito dopo la chiamata, hanno trovato in casa sia il corpo della giovane sia l’arma ritenuta compatibile con le ferite. L’autopsia, già disposta, dovrà chiarire le esatte cause della morte e ricostruire la dinamica dell’aggressione.

Pista sul ghiaccio, fabbrica di giocattoli e spettacoli gratuiti: il magico Natale al Vulcano Buono

0
Riceviamo e pubblichiamo Al Vulcano Buono si riaccende la magia del Natale con la terza edizione di Christmas Dreams. Fino al 6 gennaio la struttura progettata da Renzo Piano si trasforma in un grande villaggio natalizio, un luogo dove emozioni, tradizione e divertimento si incontrano. L’Arena centrale sarà il cuore pulsante delle festività con la grande pista di pattinaggio sul ghiaccio – aperta fino al 15 febbraio – le giostre e le casette dei giochi tipici. A dominare la scena, un maestoso albero di Natale di 15 metri e la slitta con le renne, tra le attrazioni più amate e instagrammabili del periodo. All’interno della galleria commerciale, l’atmosfera sarà resa unica dai mercatini artigianali, dove i visitatori potranno scoprire idee regalo e prodotti della tradizione. Grande attesa anche per la “Babbo Natale Experience”, un percorso immersivo che riproduce quella che è stata definita la fabbrica segreta dei giocattoli, pensato per far vivere ai più piccoli la magia del Natale in prima persona. “Ogni anno il periodo natalizio rappresenta per noi un momento speciale, in cui il Vulcano Buono si riempie di luce, emozioni e condivisione – dichiara il Direttore della struttura, Guglielmo Cirillo -. Abbiamo voluto creare un’atmosfera capace di far sognare grandi e piccoli, offrendo esperienze autentiche e coinvolgenti che uniscono divertimento, tradizione e spirito di comunità. Il grande affetto del nostro pubblico ci conferma che stiamo percorrendo la strada giusta: nel solo mese di dicembre scorso, il Vulcano Buono ha accolto oltre un milione di visitatori, un risultato che testimonia quanto questo luogo sia diventato un punto di riferimento per vivere la magia del Natale. Il nostro impegno è quello di rendere questo luogo sempre più vivo, sicuro e accogliente, un punto d’incontro dove le persone possano ritrovare il piacere dello stare insieme, scoprire nuove emozioni e vivere la magia del Natale in tutta la sua intensità”. Non mancheranno gli spettacoli del teatro dei burattini di Mario Ferraioli, appuntamento amatissimo dalle famiglie, e i laboratori creativi natalizi per tutta la famiglia. In piazza Capri, infine, il Natale sarà animato da una rassegna di spettacoli gratuiti con artisti di strada, musica e intrattenimento per grandi e piccini. Il Vulcano Buono conferma così il suo ruolo di punto di riferimento per lo shopping e il tempo libero e la cultura dell’area nolana, offrendo un Natale ricco di emozioni, esperienze e magia per tutti.

Giubileo, la Chiesa di Nola promuove due appuntamenti nel segno della speranza

0
Riceviamo e pubblichiamo   Nell’ultimo tratto del cammino giubilare la Chiesa di Nola sceglie di vivere due appuntamenti, nel segno della speranza, con i giovani e gli ammalati dell’ampio territorio diocesano. Coordinato dall’équipe di Pastorale giovanile, venerdì 21 novembre, a Torre Annunziata, si terrà il Giubileo diocesano dei giovani: una serata di meditazione, confronto, sulle orme di Maria e Elisabetta che culminerà con un corale inno di lode al Signore per la bellezza della vita. L’iniziativa è pensata per offrire ai giovani un’occasione di ascolto attento: «È urgente guardare distintamente i giovani e riconoscere in loro soprattutto un potenziale di umanità e di solidarietà non indifferenti. Pensiamo, ad esempio, a tanti di loro che non si risparmiano nell’impegno concreto nelle scuole e nelle università per promuovere la pace in Terra Santa e contro ogni focolaio di guerra. Ascoltiamoli, affianchiamoli in questi desideri sani e in questi buoni propositi», ha ricordato il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, nel messaggio scritto in occasione della Solennità di san Felice vescovo. I partecipanti saranno accolti alle 19:30, presso l’Oratorio Mazzarello (via Camillo Benso Cavour, 22 – Torre Annunziata). Dopo la meditazione sul tema “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,28) dedicata all’Annuncio a Maria, come invito a scoprire la promessa di gioia che Dio rivolge a ciascuno, i giovani proveranno ad osare la speranza attraverso il dialogo con chi custodisce e alimenta la gioia attraverso scelte significative: ispirati dal passo della Visitazione “Come avverrà questo? […] Elisabetta, tua parente… anch’essa” (Lc 1,34), potranno scegliere uno dei dodici punti di incontro e confronto con i membri dell’équipe, dedicati ai seguenti temi:
  • Tra sogni e delusioni
  • Parola di vita e parole che feriscono
  • Mezzo rotto. L’amore è eterno?
  • Che rumore fa la felicità?
  • Diverso da chi?
  • Lavoro e Futuro
  • Abitare: tra virtuale e reale
  • Ne vale la pena?
  • Mi fido di te?
  • Muri o ponti?
  • Testimonianza-Missione-Annuncio
  • Fragilità, limiti, bellezza…
Alle 20:45 inizierà poi il pellegrinaggio verso la Basilica Maria SS. della Neve (piazza Giovanni XXIII) dove i giovani troveranno ad accoglierli il vescovo Francesco Marino che guiderà l’Adorazione eucaristica durante la quale ci sarà, per chi vuole, possibilità di ascolto spirituale e confessioni. Sabato 22 novembre, poi, presso la Cattedrale di Nola si svolgerà il Giubileo diocesano degli ammalati, fortemente voluto dalla Chiesa locale per consentire l’esperienza giubilare a coloro che vivono la sofferenza accogliendoli in un abbraccio ecclesiale. «Solo con Cristo possiamo essere forti nella tribolazione! Come chiesa diocesana abbiamo nel nostro Dna la forza nelle tribolazioni subite dal nostro san Felice. La virtù di fortezza non è la muscolosità del carattere o dello stile arrogante, ma un saper lasciare agire lo Spirito Santo che ci guida per le giuste vie senza farsi scoraggiare e deprimere dai sentieri tortuosi e dai venti contrari. È la fortezza spirituale che contrasta le fragilità affettive e relazionali del nostro tempo. È l’impegno a non arrendersi di fronte alle difficoltà e non cedere alle lusinghe di facili distrazioni o di falsi rimedi. La traccia conclusiva del Cammino sinodale della Chiesa italiana, Lievito di pace e di speranza, afferma che “non siamo noi a scegliere la gente che incontriamo, ma è lo Spirito che ci spinge all’incontro”. Nelle tribolazioni – sociali, economiche, culturali, esistenziali – non siamo soli; lo stile sinodale ci chiede il coraggio di non rimanere chiusi “nel modo in cui si è sempre fatto”, ma di uscire, accompagnare, prendersi cura. Una Chiesa sinodale cammina insieme, ascolta, partecipa e annuncia», ha ricordato ancora il vescovo Marino nel messaggio per la Solennità di san Felice vescovo. Promosso dall’Ufficio di Pastorale della Salute, l’appuntamento di sabato prossimo è rivolto a quanti vivono la fragilità della malattia e a tutti coloro che li accompagnano: familiari, volontari e operatori pastorali. L’inizio è previsto alle 15:30. Alle 16:30 il vescovo Francesco Marino presiederà la Santa Messa.

Omicidio in famiglia a San Paolo Bel Sito: fratello confessa

0
Omicidio in famiglia a San Paolo Bel Sito: uomo confessa al telefono, sorella trovata morta in casa Un pomeriggio di ordinaria quiete si è trasformato in una tragedia a San Paolo Bel Sito, piccolo comune dell’area nolana. Una donna è stata uccisa all’interno della sua abitazione e il presunto responsabile sarebbe il fratello, che avrebbe contattato personalmente i soccorsi subito dopo l’accaduto. La telefonata shock è arrivata al 112 poco dopo le 16: l’uomo avrebbe dichiarato di aver colpito a morte la sorella durante un violento alterco. I carabinieri della Compagnia di Nola si sono precipitati nell’abitazione indicata, situata lungo via San Paolo Bel Sito, insieme ai sanitari. Nonostante il rapido intervento, i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna. Gli investigatori hanno immediatamente isolato l’area e avviato i rilievi tecnici. La posizione dell’uomo è ora al vaglio della Procura, che sta cercando di ricostruire i minuti precedenti all’aggressione. Nella casa sarebbero stati rinvenuti elementi che confermano una colluttazione particolarmente violenta. Secondo quanto filtrato, il presunto autore dell’omicidio è apparso sotto shock al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine. È stato condotto in caserma, dove verrà interrogato nelle prossime ore alla presenza del magistrato di turno. Le cause che avrebbero portato al tragico epilogo restano ancora da chiarire, anche se alcune fonti parlano di rapporti familiari complessi e caratterizzati da tensioni pregresse.

A Sant’Anastasia lo spettacolo teatrale “Femmine”

0

Riceviamo dal Comune di sant’Anastasia e pubblichiamo

Con il patrocinio del Comune di Sant’Anastasia e quale contributo alla ricorrenza della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), nell’auditorium del convento di Sant’Antonio andrà in scena domenica 23 novembre la rappresentazione teatrale “Femmine” scritto, diretto e interpretato da Maria Daniela Pace e Francesca Grassi. Uno spettacolo che vuole sensibilizzare il pubblico sulla condizione femminile attraverso un linguaggio che alterna ironia e drammaticità, spronando alla riflessione sulla complessa identità femminile nella società contemporanea. Le autrici ed interpreti, che hanno voluto sottoporre il progetto all’amministrazione comunale, hanno come obiettivi la valorizzazione dell’identità femminile nonché la promozione della cultura della parità e del rispetto. Maria Daniela Pace, laureata in Scienze dell’Educazione, cantautrice creativa e appassionata all’Arte, è inoltre ideatrice di spettacoli e filastrocche per bambini; Francesca Grassi, appassionata di letteratura, poesia ed arte, è laureata in Lingue.

Nel 2017 ha pubblicato il suo primo romanzo “La Mantide” e nel 2021 il suo secondo lavoro “Sul gradino di marmo”, libro presentato a Casa Sanremo Writers l’anno successivo. “Femmine non è un testo teatrale canonico – raccontano Maria Daniela Pace e Francesca Grassi – perché non ha un inizio o una fine. Diremmo che sia un ritratto eseguito con pennellate veloci e con i colori della fantasia e della ragione. Femmine è insieme un dramma teatrale, una commedia e una tragedia, è un viaggio introspettivo nel caleidoscopico mondo delle donne, con la loro forza, la loro fragilità, protagoniste di un mondo che vorrebbe ancora tenerle dietro le quinte e non al centro della scena. Noi lo abbiamo fatto”. “Siamo felici di ospitare questo spettacolo che nasce da un progetto più ampio di due donne impegnate nella cultura e nel sociale – dice l’assessore Veria Giordano (Cultura) – e abbiamo voluto andasse in scena proprio a novembre, mese in cui cade la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Credo che la lotta contro i fenomeni di violenza passi anche per la diffusione della cultura, della conoscenza dei diritti di ciascuno e della diffusione di concetti che supportano la sensibilizzazione e la cultura della prevenzione”. “Siamo orgogliosi di patrocinare ‘Femmine’, uno spettacolo che non solo celebra la forza e la resilienza delle donne, ma ci invita a riflettere su questioni importanti che riguardano la nostra società – dice il sindaco Carmine Esposito – la cultura è uno strumento potente per il cambiamento. Attraverso eventi come questo, possiamo contribuire a creare consapevolezza, aprendo spazi di dialogo e riflessione. Invitiamo tutti a partecipare a questa rappresentazione, affinché il messaggio risuoni forte e chiaro”.