Somma Vesuviana, la commissaria traccia la rotta: sicurezza, PNRR e rilancio del Comune

Intervista alla commissaria prefettizia. Dalla messa in sicurezza del territorio ai progetti PNRR: obiettivi, criticità e prospettive dell’ente in attesa delle elezioni.     Il 3 ottobre scorso, con le dimissioni di 13 consiglieri, Salvatore Di Sarno ha lasciato Palazzo Torino e, successivamente, il 6 ottobre si è insediata come commissaria prefettizia la dottoressa Ida Carbone. Dottoressa Carbone, lei si è insediata il 6 ottobre. A distanza di due mesi, che idea si è fatta della macchina comunale? «Il Comune di Somma Vesuviana è grande e importante, ha un’estensione territoriale notevole e, di conseguenza, le problematiche sono tante. Sicuramente ho trovato la massima collaborazione da parte di tutto il personale, e questo devo dirlo. Il paese è bellissimo, ha molte potenzialità turistiche e culturali; c’è anche una zona archeologica e quindi il lavoro da fare è tanto e stiamo riservando la massima attenzione. Per quanto riguarda i progetti che stiamo portando avanti, la massima priorità è il PNRR, in particolare per le scuole dal punto di vista strutturale. Stiamo lavorando molto anche con l’Ambito per attivare tutti i servizi. Stiamo cercando di portare avanti un lavoro tale da consegnare poi all’amministrazione che si insedierà in primavera dei risultati tangibili». Per quanto riguarda lo stato di salute del bilancio comunale? «Ho effettivamente trovato una situazione di sofferenza, però mi sono state illustrate le iniziative attuate per risanare e adesso è in corso un’attività frenetica. Confidiamo di risolvere quanto prima le problematiche di natura finanziaria». Lei ha ereditato molti progetti del PNRR: a che punto siamo con alcuni di questi? «Ho trovato il PNRR incentrato soprattutto sulle strutture scolastiche ed effettivamente ce n’era bisogno, perché l’adeguamento e la costruzione ex novo degli edifici, una volta completati, ci permetteranno di essere più o meno in linea con il programma. La Prefettura monitora costantemente e si tratta comunque di progetti che alla fine ci lasceranno un parco scuole molto più moderno e funzionale. Si sta lavorando anche sugli asili nido, che è una realtà che non c’era qui a Somma Vesuviana e che servirà a quella parte della popolazione che ne ha bisogno, per i bambini molto piccoli. Faremo quindi la ristrutturazione e la creazione di strutture dedicate. Contemporaneamente abbiamo attivato un tavolo tecnico permanente per parallelizzare anche l’attività di affidamento della gestione dei nidi, che sappiamo essere una gestione particolare rispetto alle altre scuole dell’obbligo, anche per quanto riguarda gli arredi, che sono diversi da quelli di una scuola normale. Devo dire che questa è una parte innovativa alla quale tengo molto. Come progetti non PNRR abbiamo lavorato molto sulla sicurezza. Stiamo intervenendo sul sistema di videosorveglianza già esistente, potenziandolo e mettendolo a norma, perché presentava alcune défaillance. Inoltre, abbiamo completato il sistema di videosorveglianza finanziato con i fondi del POC Legalità del Ministero dell’Interno. Oggi abbiamo un sistema efficiente, collegato con la Polizia Locale e presto anche con i Carabinieri, che ci consente di aumentare la sicurezza sul territorio. Questo è un risultato importante, frutto di un grosso lavoro da parte di tutto l’ufficio». Proprio sulla Polizia Locale, visto che l’organico è sempre ridotto all’osso e che per le scuole non c’è più la vigilanza di una volta: dipende da lei la possibilità di un concorso integrativo o bisogna aspettare il nuovo sindaco in primavera? «Abbiamo programmato l’ampliamento del corpo di Polizia Locale, anche in vista dei pensionamenti che ci saranno a breve e soprattutto considerando che negli anni il numero degli agenti si è progressivamente ridotto. È quindi sicuramente un organico insufficiente a gestire le tante esigenze della città. Abbiamo previsto un incremento del fabbisogno di personale, sia per la Polizia Locale sia per altre figure che mancano all’interno del Comune». Dottoressa, quali sono le priorità che ha deciso di affrontare una volta arrivata a Somma Vesuviana? «La priorità, come dicevo prima, è la sicurezza, perché tutto parte dalla sicurezza. Il sistema di videosorveglianza supporta molto le attività non solo della Polizia Locale, ma anche delle forze dell’ordine sul territorio, che possono disporre di queste immagini grazie a un sistema moderno che abbiamo messo a disposizione. Poi, sicuramente, tutti i progetti PNRR e quelli di miglioramento della struttura comunale rappresentano altre priorità fondamentali. C’è anche un’apertura alla cittadinanza sul piano sociale: cerchiamo di aderire a tutte le fonti di finanziamento che possono permetterci di incrementare le attività di carattere sociale, dall’assistenza alle fasce deboli della popolazione fino agli anziani. Stiamo davvero intercettando ogni forma di finanziamento possibile: nulla deve essere lasciato al caso e nulla deve essere trascurato».    

Giustizia al voto: a marzo il referendum che divide giudici e pm

A marzo gli italiani saranno chiamati a votare su una riforma costituzionale che cambia l’assetto della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Un passaggio decisivo per il futuro della giustizia.

Il referendum sulla riforma della giustizia dovrebbe tenersi nella primavera del 2026. Secondo quanto annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, le date più probabili per la consultazione sono domenica 22 e lunedì 23 marzo, un passaggio che chiamerà gli elettori a esprimersi su una modifica rilevante dell’assetto costituzionale della magistratura.

Al centro del voto c’è una riforma costituzionale approvata dal Parlamento alla fine di ottobre 2025, che introduce cambiamenti strutturali all’ordinamento giudiziario. Tra i punti più discussi figura la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, oggi appartenenti allo stesso ordine e soggetti a un percorso professionale comune.

Perché si va al referendum

La legge costituzionale non ha raggiunto in Parlamento la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti di Camera e Senato. In questi casi, la Costituzione prevede la possibilità di ricorrere a un referendum confermativo, senza quorum di partecipazione. Dopo l’approvazione parlamentare, sono state presentate quattro richieste di referendum, provenienti sia da forze di maggioranza sia dall’opposizione, tutte ritenute valide dalla Corte di Cassazione.

L’Ufficio centrale per il referendum ha quindi verificato la regolarità delle firme e definito il quesito che sarà sottoposto agli elettori, chiamati a pronunciarsi sull’approvazione definitiva della riforma.

Cosa prevede la riforma

Il testo interviene sull’ordinamento giurisdizionale, distinguendo in modo più netto le funzioni di chi giudica e di chi esercita l’azione penale. L’obiettivo dichiarato dai promotori è rafforzare l’imparzialità del giudice e rendere più chiara la separazione dei ruoli all’interno del sistema giudiziario. Tra le novità figura anche l’istituzione di una Corte disciplinare autonoma.

Come si vota

Gli elettori troveranno una scheda con una domanda secca: sarà possibile votare “Sì” per confermare la riforma o “No” per respingerla. Non essendo previsto alcun quorum, il risultato sarà valido a prescindere dall’affluenza alle urne.

Il referendum rappresenta dunque un passaggio cruciale nel dibattito sulla giustizia, destinato a incidere in modo duraturo sull’organizzazione e sull’equilibrio dei poteri all’interno dello Stato.

Pomigliano, ladri acrobati svaligiano il Centro Isoriabilitativo APS: rubati computer e soldi

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La recente istituzione della Zona Rossa a Pomigliano d’Arco, disposta a seguito degli ultimi episodi di furto, non ha intimorito i ladri. Nella notte di domenica 11 gennaio, ignoti si sono infatti introdotti, calandosi dal tetto, nel Centro Isoriabilitativo APS di Pomigliano d’Arco, diretto dal dott. Domenico Manna e situato in via Luraghi. Negli ultimi tempi la struttura era diventata molto all’avanguardia. Durante il furto sono stati sottratti computer, dispositivi elettronici e denaro contante, rendendo il centro momentaneamente inutilizzabile e costringendo numerose famiglie a rivolgersi ad altre strutture, con inevitabili disagi. Il Centro Isoriabilitativo rappresenta da anni un punto di riferimento fondamentale per le persone con disabilità, in particolare per soggetti affetti da autismo e sindrome di Down. Di recente erano stati inoltre avviati progetti di inclusione sociale rivolti a giovani tra i 16 e i 30 anni, iniziative che, a causa dell’accaduto, sono state interrotte e rimandate. Sull’episodio stanno indagando i Carabinieri. «Quanto accaduto non è solo un reato: è un attacco diretto a un sistema di valori, a chi ogni giorno lavora per garantire dignità, cura e futuro alle persone più fragili. Un gesto meschino che lascia dietro di sé non solo macerie materiali, ma sofferenza, disorientamento e paura», ha dichiarato il dott. Manna in un post esprimendo la propria indignazione. Il direttore conclude ribadendo la volontà di andare avanti: «Rialzarsi sarà difficile, ma lasciare soli i più deboli non è un’opzione», assicurando l’impegno a riprendere le attività nel più breve tempo possibile.

Presentato l’Archeofestival 2026: al via il 18 gennaio da Santa Maria Capua Vetere e Capua

È stato presentato ufficialmente a Poggiomarino, presso il Cineteatro Eliseo, l’Archeofestival 2026, giunto alla sua quarta edizione. Nel corso della conferenza stampa sono stati illustrati il tema, il calendario e lo spirito della nuova edizione della manifestazione culturale itinerante che, da gennaio a luglio, attraverserà l’intera Campania.

Promosso dal Gruppo Archeologico “Terramare 3000”, con la collaborazione di associazioni, enti e realtà culturali del territorio, l’Archeofestival si conferma un progetto di valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e antropologico regionale, capace di coniugare divulgazione, partecipazione e riflessione civile.

Il tema scelto per il 2026, “Spazi ludici, tempi sacri”, guiderà un percorso che mette in dialogo ritualità, festa e comunità, rileggendo il mondo antico come chiave di comprensione del presente. Visite guidate, narrazioni, reading poetici e momenti di approfondimento accompagneranno il pubblico in alcuni dei luoghi simbolo della Campania archeologica.

La prima tappa dell’Archeofestival 2026 è in programma sabato 18 gennaio, con una giornata interamente dedicata a Santa Maria Capua Vetere e Capua. Il programma prevede la visita guidata all’Anfiteatro e al Museo dei Gladiatori, seguita, nel pomeriggio, dalla visita e da un reading poetico presso il Museo Provinciale Campano di Capua, che unirà archeologia e narrazione letteraria.

Il calendario proseguirà poi il 1° febbraio e si concluderà il 4 luglio 2026 al Parco Archeologico Naturalistico di Longola, a Poggiomarino, con la cerimonia finale del Premio Archeofestival.

Tutte le attività dell’Archeofestival sono gratuitamente accessibili, comprese le visite ai siti archeologici e ai musei. La partecipazione agli eventi è subordinata alla prenotazione, attraverso il sito ufficiale www.archeofestival.it.

Con l’edizione 2026, l’Archeofestival rinnova la propria vocazione: fare della cultura un’esperienza condivisa, capace di tenere insieme memoria, territorio e comunità, trasformando i luoghi della storia in spazi vivi di incontro e conoscenza.

Sant’Anastasia, 3 auto in fiamme: paura per famiglie, danni alle attività commerciali

Paura e tensione nella notte tra domenica e lunedì a Sant’Anastasia dove un rogo è divampato nelle prime ore del mattino. Tre vetture parcheggiate lungo una strada residenziale hanno preso fuoco quasi simultaneamente, generando un’alta colonna di fumo visibile anche a distanza. Le fiamme hanno rapidamente avvolto i mezzi, provocando forti scoppi e un intenso odore di bruciato che ha svegliato l’intero quartiere.

Chi vive nei palazzi circostanti racconta attimi di grande apprensione, soprattutto per la presenza di bambini e anziani. Il calore sprigionato dall’incendio ha raggiunto l’edificio adiacente, lasciando segni evidenti sui balconi e sulla facciata, recentemente ristrutturata. Una delle attività commerciali al piano strada ha riportato danni alla serranda e agli infissi. Le auto coinvolte, ridotte a carcasse, sono state dichiarate inutilizzabili.

Poco dopo, un secondo intervento dei vigili del fuoco si è reso necessario a Casalnuovo, dove un’altra vettura è stata distrutta dalle fiamme in corso Umberto, in una zona densamente abitata. Anche in questo caso non si segnalano persone ferite, ma lo spavento tra i residenti è stato notevole.

Le indagini sono ora affidate ai Carabinieri di Castello di Cisterna, che stanno lavorando per accertare le cause degli incendi. Al momento non risultano impianti di videosorveglianza pubblica nell’area interessata, ma gli investigatori stanno verificando l’eventuale presenza di telecamere private. L’episodio ha scosso una zona considerata da sempre tranquilla, riaccendendo l’attenzione sul tema della sicurezza notturna.

Volla, gattino dilaniato dai petardi: perde zampa e coda

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A Volla un gattino rosso è rimasto gravemente ferito dopo che degli ignoti gli hanno lanciato contro dei petardi

Il triste episodio risale a pochi giorni fa, quando delle persone ignote hanno lanciato contro un gattino indifeso dei petardi, causandogli ferite che hanno portato all’amputazione di una zampa e della coda.

Il gatto è stato portato subito in una clinica veterinaria, dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico d’urgenza e attualmente è ricoverato presso la clinica veterinaria Bosco di Portici.

Ad oggi le sue condizioni sembrerebbero essere migliorate, ma per giorni il felino non si è fatto avvicinare da nessuno, terrorizzato, con il rischio di non ricevere le dovute cure.

Grazie ad una volontaria il gatto è stato recuperato e affidato ad un’associazione animalista che ha preso a cuore il gattino, coprendo le spese veterinarie.

Le associazioni hanno allertato il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha prontamente condiviso la storia sulla sua pagina Facebook.

Il deputato ha dichiarato: “Parliamo di un atto di una crudeltà inaudita. Lanciare petardi contro un animale indifeso è un gesto criminale che non può restare impunito.

Ringrazio i volontari e la cittadina che hanno salvato questo gatto, dimostrando che l’umanità esiste ancora, ma ora è necessario

individuare i responsabili”.

Le associazioni e i volontari si sono rivolti anche al sindaco di Volla, richiedendo una maggiore tutela per le colonie feline che quotidianamente si ritrovano a operare in condizioni estreme, tra soggetti pericolosi e investimenti continui.

Dall’Associazione Free CODA on the Road to Arms spiegano: “Ricordiamo che gli animali liberi e di colonia sono sotto la responsabilità del sindaco e non possono essere maltrattati. Chi commette simili violenze rischia una denuncia penale. Invitiamo tutti i cittadini a fare la propria parte e a non voltarsi dall’altra parte”.

È stato raccontato dalla volontaria che ha salvato il gattino di aver condiviso le immagini delle sue condizioni sul web per chiedere aiuto. Da lì è partita una gara di solidarietà che ha permesso di raccogliere contributi economici da tutta Italia per permettere l’intervento chirurgico.

Nei prossimi giorni il gattino verrà trasferito a Roma, presso Susanna Gattile, dove verrà seguito al meglio, curato e riabilitato e successivamente sarà affidato ad una famiglia che potrà amarlo come ogni animale merita.

Il deputato Borrelli conclude: “Questo gatto è vivo solo grazie al coraggio e alla generosità di chi non si è girato dall’altra parte. Continueremo a vigilare e a chiedere controlli più serrati, perché chi fa del male agli animali spesso è un pericolo anche per la comunità”.

Sgominata gang che rubava le auto ai pazienti degli ospedali di Nola e Ottaviano: 8 arresti

Un sistema criminale ben organizzato, capace di colpire con precisione in luoghi delicati e sfruttare la vulnerabilità delle vittime, è stato smantellato dai carabinieri nel Nolano. Otto persone sono finite sotto misura cautelare nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, che ha portato alla luce un’articolata associazione a delinquere dedita ai furti di auto e alle successive estorsioni per la restituzione dei veicoli, secondo il collaudato meccanismo del cosiddetto “cavallo di ritorno”.

Le misure sono state eseguite dai militari della Compagnia di Castello di Cisterna, su disposizione del Gip del Tribunale di Nola: quattro indagati sono stati tradotti in carcere, mentre altri quattro sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. A carico degli indagati, gravi indizi di colpevolezza per associazione a delinquere finalizzata ai furti aggravati e alle estorsioni.

L’indagine, condotta dalla sezione operativa dell’Arma, ha consentito di ricostruire nel dettaglio l’attività del gruppo, ritenuto responsabile di almeno 56 furti di autovetture. In diversi casi, dopo il furto, i proprietari venivano contattati direttamente o indirettamente per concordare il pagamento di una somma di denaro in cambio della restituzione del mezzo. Sei gli episodi di “cavallo di ritorno” documentati, tre portati a termine e tre rimasti allo stadio del tentativo.

Nel corso delle investigazioni sono scattati anche quattro arresti in flagranza di reato. I carabinieri sono inoltre riusciti a recuperare sette autovetture, alcune delle quali già dotate di targhe clonate, pronte per essere reimmesse illegalmente sul mercato. Fondamentale, secondo quanto emerso, sarebbe stato anche il ruolo di officine meccaniche compiacenti, utilizzate per il riciclaggio dei veicoli rubati o per lo smontaggio e la rivendita delle singole parti.

Particolarmente inquietante è il contesto in cui avvenivano molti dei furti. Numerose auto venivano sottratte nei pressi dell’Ospedale di Nola e di una clinica privata di Ottaviano. Le vittime erano spesso persone impegnate in lunghe terapie o familiari di pazienti ricoverati, che si trovavano costretti ad affrontare non solo il peso della malattia, ma anche quello di un ricatto economico.

L’operazione rappresenta un duro colpo per l’organizzazione criminale e restituisce un segnale importante di presenza dello Stato sul territorio. Le indagini, tuttavia, non sono concluse: gli inquirenti stanno proseguendo gli accertamenti per individuare eventuali ulteriori complici e verificare altri episodi riconducibili allo stesso gruppo.

Nola, studenti del Liceo Carducci al freddo: “Abbandonati in aule gelide”

Lettera di denuncia degli studenti del Liceo Classico di Nola che protestano per il malfunzionamento del riscaldamento e avviano lo sciopero Da giorni gli studenti del Liceo Classico “Giosuè Carducci” di Nola sono costretti a seguire le lezioni in condizioni di forte disagio a causa del mancato funzionamento dei sistemi di riscaldamento. Aule gelide, temperature rigide e studenti obbligati a restare in classe con cappotti, sciarpe, plaid e persino borse dell’acqua calda: è questo il quadro denunciato in una lettera inviata dagli stessi ragazzi e resa pubblica. Nella missiva, gli studenti esprimono profonda preoccupazione per una situazione che non riguarda solo il comfort, ma anche la salute e la sicurezza. «È inaccettabile che, in pieno XXI secolo, si sia costretti a studiare in queste condizioni», scrivono, richiamando il diritto allo studio come diritto fondamentale che non può essere garantito senza ambienti adeguati. Secondo quanto riferito, le segnalazioni e le richieste di intervento avanzate nei giorni scorsi non avrebbero ancora prodotto risposte concrete da parte delle istituzioni competenti. Un silenzio che ha alimentato un forte senso di abbandono tra gli studenti, che parlano apertamente di mancanza di responsabilità e di attenzione verso una comunità scolastica lasciata sola ad affrontare il problema. Di fronte al perdurare del disagio, da tre giorni gli studenti hanno deciso di scioperare, rifiutandosi di frequentare le lezioni fino al ripristino delle condizioni minime di sicurezza e comfort. Una protesta pacifica ma determinata, con cui i ragazzi chiedono di non essere trattati come cittadini di serie B e di vedere finalmente riconosciuti i propri diritti. La richiesta è chiara: un intervento immediato e risolutivo sul sistema di riscaldamento dell’istituto. La scuola, sottolineano gli studenti, deve essere un luogo di crescita, formazione e tutela, non uno spazio di sofferenza e disagio. Ora si attende una risposta dalle istituzioni. La speranza è che l’appello degli studenti del Liceo Carducci non resti inascoltato e che si agisca con urgenza per restituire dignità e normalità alla vita scolastica.  

Sant’Anastasia piange il suo ministro: addio a Luigi Nicolais

È venuto a mancare all’età di 83 anni Luigi Nicolais, originario di Sant’Anastasia, dove è nato nel 1942. Nicolais è stato per anni presidente della Fondazione Reggia di Carditello, carica che ha ricoperto fino al 2023. Docente universitario, ingegnere chimico e figura di riferimento nel mondo della ricerca, ha anche servito come ministro per le Riforme e le Innovazioni nella pubblica amministrazione durante il governo Prodi. Originario della zona vesuviana, Nicolais ha conseguito la laurea in ingegneria chimica all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dove è stato professore ordinario di Tecnologie dei polimeri e ha fondato centri di ricerca e distretti tecnologici. Nel corso della sua carriera ha pubblicato centinaia di articoli scientifici, depositato numerosi brevetti e ricoperto ruoli accademici anche all’estero. Nel panorama istituzionale nazionale ha ricoperto importanti incarichi: è stato assessore regionale alla Regione Campania con deleghe all’università, ricerca e innovazione, deputato alla Camera dei Deputati e presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 2012 al 2016. Era cittadino benemerito di Ercolano. La ministra: “Impronta indelebile” “La competenza, la scienza, la fantasia, la passione, il senso delle istituzioni. Questo era ed è Luigi Nicolais. Desidero esprimere il mio più profondo cordoglio per la sua scomparsa. Ci mancheranno il suo talento e la sua intelligenza senza tempo ma anche la sua rara gentilezza, umanità e simpatia. Ha lasciato un’impronta indelebile nella comunità scientifica italiana e internazionale. I suoi contributi alla ricerca sui materiali, il suo impegno per l’innovazione, la sua capacità di tenere insieme visione scientifica e responsabilità pubblica – prosegue Bernini – hanno segnato generazioni di ricercatori. Negli ultimi anni ho avuto il privilegio di collaborare strettamente con lui, nella sua qualità di Consigliere per la ricerca, un incarico che ha assunto con generosità e passione, rappresentando al meglio il nostro Paese negli organismi europei per l’innovazione, portando sempre un contributo decisivo. Luigi Nicolais – conclude – è stato ed è uno scienziato straordinario. La sua garbata ed empatica determinazione resterà un esempio per tutti noi”.

Terra dei Fuochi, la neoconsigliera Panico dal commissario Vadalà: più screening e fondi per bonifiche

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  «Ho avuto un incontro importante e molto costruttivo con il Generale Giuseppe Vadalà, Commissario straordinario per la bonifica della Terra dei Fuochi, durante il quale abbiamo affrontato temi centrali per la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio». Lo dichiara Assunta Panico, consigliera regionale della Campania di Forza Italia. «Nel corso del confronto – spiega Panico – abbiamo discusso della necessità di aumentare in maniera significativa gli screening oncologici nei Comuni maggiormente interessati dal fenomeno, così da ottenere una mappatura chiara e scientificamente attendibile dell’impatto ambientale sulla salute delle popolazioni. La prevenzione e la conoscenza dei dati sono strumenti fondamentali per dare risposte concrete ai cittadini». Altro punto centrale dell’incontro è stato quello delle bonifiche. «È indispensabile – sottolinea la consigliera regionale – un rafforzamento delle risorse economiche da destinare agli interventi di risanamento ambientale. La Regione Campania deve fare la sua parte, investendo maggiormente per accelerare le operazioni di bonifica e restituire sicurezza e dignità a territori che per troppo tempo hanno pagato un prezzo altissimo». «Ho inoltre avuto modo di apprezzare il lavoro serio, costante e concreto che il Generale Vadalà sta portando avanti sul territorio, un impegno fondamentale per dare finalmente risposte efficaci a comunità che attendono da anni interventi strutturali», aggiunge Panico. «Ho inoltre assunto l’impegno di organizzare prossimamente un evento pubblico sul territorio di Acerra, per continuare il confronto con le istituzioni, i tecnici e i cittadini, e mantenere alta l’attenzione su una battaglia che riguarda il diritto alla salute e a un ambiente sano», conclude Panico.