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Terra dei Fuochi, 81 siti contaminati: il piano bonifiche e lo screening si allarga ai quarantenni

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La bonifica della Terra dei Fuochi passa da tre pilastri fondamentali: la rimozione dei rifiuti illeciti, il rafforzamento delle attività di prevenzione e un investimento strutturale sulla salute dei cittadini. È questo il quadro tracciato dal Commissario Unico incaricato della gestione delle discariche abusive, che ha illustrato lo stato di avanzamento delle operazioni in corso.

Negli ultimi mesi sono state eliminate dal territorio circa 1.700 tonnellate di materiali smaltiti illegalmente, un dato che fotografa solo una parte di un lavoro complesso e ancora in evoluzione. Nei prossimi giorni sarà assegnata una gara dal valore complessivo di 23 milioni di euro, articolata su più aree: Napoli e la sua provincia assorbiranno la quota principale delle risorse, seguite dal Casertano e dalla zona di Ponte Riccio.

Le operazioni di smaltimento in superficie rappresentano solo uno degli strumenti messi in campo. Accanto a queste, prosegue l’attività di controllo e repressione dei reati ambientali, che negli ultimi tempi ha visto un’intensificazione degli interventi delle forze dell’ordine, in particolare contro le produzioni industriali illegali che alimentano il ciclo dei rifiuti. Le misure antimafia estese ai reati ambientali hanno contribuito a colpire in modo più efficace le organizzazioni coinvolte, portando a numerosi arresti.

Il monitoraggio del territorio ha permesso di individuare 81 siti contaminati nell’area tra Napoli e Caserta, con 14 punti considerati di massima criticità. Per affrontare in modo duraturo questa situazione, però, sarà necessario assicurare nuove risorse anche per il 2026. Il tema è già oggetto di confronto con il Governo e con il Ministero dell’Ambiente, nella consapevolezza che la continuità degli interventi è essenziale.

Un capitolo centrale riguarda infine la prevenzione sanitaria. Attualmente gli screening oncologici ordinari interessano prevalentemente gli over 50, ma l’intenzione è estendere i controlli anche alle fasce più giovani. È stata avviata una collaborazione stabile tra l’Istituto Superiore di Sanità e le Asl di Napoli e Caserta per uno studio annuale che coinvolgerà 90 Comuni, con l’obiettivo di costruire una mappa aggiornata dell’incidenza oncologica e dei rischi per la salute legati all’inquinamento ambientale.

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