Da Somma Vesuviana a Singapore: l’impresa di Sveva Romano

L’atleta della Somma Skating School conquista un prestigioso quinto posto, affermandosi come la migliore tra tutte le europee in una specialità dominata dall’Asia. Singapore ha fatto da palcoscenico per il Campionato Mondiale di pattinaggio Inline Freestyle, e l’Italia ha potuto contare sulla determinazione e il talento di Sveva Romano, della Somma Skating School, in trasferta con la Nazionale Italiana. Sveva ha gareggiato nella difficile e velocissima specialità dello Speed Slalom Senior Women, scontrandosi direttamente con l’élite mondiale del pattinaggio, composta principalmente da atlete provenienti dalla Cina, China Taipei e Iran. Queste nazioni asiatiche hanno confermato il loro dominio, monopolizzando il podio in tutte le categorie di questa disciplina. Un Risultato da Record Nonostante la concorrenza spietata, l’azzurra ha dimostrato nervi saldi e grande preparazione. Dopo aver superato brillantemente la fase di qualifica, Sveva Romano ha gareggiato con grinta nelle finali, conquistando un eccezionale quinto posto assoluto. Questo risultato assume un valore ancora più straordinario se si considera il contesto: Sveva Romano è, di fatto, la prima atleta europea nella classifica finale! Un traguardo di cui essere fierissimi, dato che la maggior parte delle altre pattinatrici europee non è riuscita a superare il taglio delle qualifiche iniziali. Sveva ha lottato fino all’ultimo con onore, portando in alto i colori italiani e diventando la punta di diamante del pattinaggio europeo in questa specialità. Il Futuro è Azzurro Dietro questi successi c’è il lavoro meticoloso del CT della Nazionale Italiana, Andrea Ronco. Sotto la sua guida, la squadra azzurra sta crescendo in maniera esponenziale, schierando atleti di tutto rispetto, capaci di dare del filo da torcere anche ai giganti asiatici. Il valore del team si era già palesato con forza ai Campionati Europei, dove gli atleti italiani hanno sbaragliato la concorrenza, facendo man bassa di medaglie e dimostrando una superiorità tecnica e agonistica inequivocabile. Il risultato ottenuto da Sveva Romano è l’ennesima riprova che il pattinaggio Inline Freestyle italiano ha raggiunto un livello di eccellenza e punta dritto verso i vertici globali. Complimenti a Sveva per averci regalato una vera lezione di tenacia e orgoglio sportivo, e ad Andrea Ronco per  aver plasmato una nazionale sempre più forte!

A Cimitile si terrà un convegno su tutela e valorizzazione delle Basiliche Paleocristiane

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Riceviamo dall’associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo” e pubblichiamo

Cimitile. Si parlerà di architettura e di valorizzazione del territorio mercoledì 3 dicembre nelle Basiliche di Cimitile, nel corso del convegno di Studi dal titolo “Materia Desco Cathedra. Saverio Carillo nel complesso basilicale di Cimitile”. Ad organizzare l’evento l’Associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo”aps. Il tema dell’incontro è l’impegno del Professore Saverio Carillo, cui l’Associazione è intitolata, per la conoscenza e valorizzazione dell’importante centro paleocristiano e medievale. Per diversi anni infatti lo studioso aveva curato la manifestazione “Materia Cimitile”, in occasione della Settimana scientifica e tecnologica del M.I.U.R., e la pubblicazione dei relativi atti, raccolti in due volumi, editi da La Scuola di Pitagora, casa editrice di Napoli specializzata in testi di architettura.

I saluti istituzionali saranno affidati al Sindaco di Cimitile, Filomena Balletta, all’Assessore alla cultura del medesimo Comune, Anna Mercogliano, all’architetto Ferdinando Natale Giampietro, rappresentante dell’Ordine degli Architetti di Napoli e provincia, alla professoressa Maria Carolina Campone, presidente dell’Associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo”, ed ad Antonia Solpietro, direttrice dell’Ufficio beni culturali della Diocesi di Nola. A ricordare invece l’attività del professore Carillo e il suo lavoro a Cimitile la professoressa Ornella Zerlenga, Direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e Ordinario nelle discipline della rappresentazione; i professori della medesima Università Pasquale Argenziano e Nicola Pisacane, entrambi Associati di Disegno, Danila Jacazzi, Ordinario di Storia dell’architettura, e Maria Dolores Morelli, Associato di Design. Ci sarà infine l’architetto Pasquale Petillo, vicesindaco di Nola e collaboratore del professore Carillo.

L’incontro sarà anche l’occasione per fare il punto sulla ricerca e sugli studi dedicati a Cimitile e a Paolino di Nola con gli interventi del Professor Carlo Ebanista, Ordinario di Archeologia presso l’Università degli Studi del Molise, del dott. Dario Luciano dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e del dottor José Alberto Dìaz Valero, della Scuola Normale Superiore di Pisa. Quest’ultimo ha dedicato gran parte della sua attività di ricerca al concetto del tempo nel corpus letterario di Paolino. Introdurrà e modererà la discussione il giornalista Antonio Russo.

L’incontro, che ha ricevuto il patrocinio morale del Comune di Cimitile e dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e provincia e che vede la partecipazione dello Slow Food-Condotta dell’Agro nolano, rientra fra le attività riconosciute dall’Ordine stesso ed è valido ai fini dell’acquisizione di crediti formativi e professionali per architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. L’appuntamento è nelle Basiliche Paleocristiane di Cimitile mercoledì 3 dicembre alle ore 17.30.

La Stazione Centrale di Napoli si accende di rosa: arriva il temporary store di Barbie per il Natale

La Stazione Centrale di Napoli accoglie un temporary store dedicato a Barbie, aperto dal 28 novembre al 17 febbraio.

Con l’inizio del periodo natalizio, la Stazione Centrale di Napoli cambia volto e accoglie un nuovo, scintillante ospite: un temporary store interamente dedicato al mondo di Barbie. Lo spazio, frutto di una collaborazione tra Retail Group e Grandi Stazioni Retail, sarà aperto dal 28 novembre al 17 febbraio, trasformando uno dei principali snodi ferroviari italiani in una vetrina tutta rosa.

Un tuffo nel mondo di Barbie, nel cuore della città

Il temporary store nasce come punto di riferimento per chi vuole immergersi nell’universo della bambola più famosa al mondo, approfittando delle festività per scegliere un regalo originale o per collezionare nuovi articoli del brand. La scelta della Stazione Centrale non è casuale: un luogo di passaggio continuo, ideale per intercettare famiglie, pendolari e turisti in arrivo in città.

Un’occasione speciale per lo shopping natalizio

Con l’avvicinarsi del Natale, lo store offrirà un’ampia selezione di prodotti a tema Barbie: dal mondo fashion agli accessori, fino agli articoli più ricercati dai collezionisti. Un’iniziativa pensata per arricchire l’offerta commerciale della stazione e allo stesso tempo per celebrare un’icona pop che continua a rinnovarsi e a conquistare generazioni diverse.

Un’idea regalo tra tradizione e tendenze

Dopo il successo globale del film dedicato al famoso personaggio, l’universo Barbie ha vissuto una nuova ondata di popolarità, diventando un vero fenomeno culturale. Il temporary store arriva proprio in un momento in cui il brand è tornato centrale nell’immaginario collettivo, rendendolo una delle scelte regalo più gettonate del 2025.

Dal 28 novembre al 17 febbraio, il colore rosa sarà quindi protagonista nella stazione simbolo della città: un appuntamento imperdibile per grandi e piccoli, tra nostalgia, tendenze e magia natalizia.

Da A. Ranieri a don Luigi Saviano: i primi ottavianesi che scrissero pagine sulla storia di Ottaviano

Bisogna sottolineare il fatto che nessuno di essi, eccezion fatta del prof. Francesco D’ Ascoli, mostrò interesse e attenzione per la storia della famiglia Medici, e qualcuno confuse date e nomi. D’Ascoli suggerì al preside Capotorto di intitolare a Luigi de’ Medici l’Istituto Alberghiero, e mi auguro che gli alunni sappiano chi fosse questo Luigi de’Medici. Anni fa il Comitato per la Toponomastica propose di intitolare le strade di un intero quartiere a quei principi che diedero un concreto contributo allo sviluppo della città. Ma la proposta è rimasta una proposta. Correda l’articolo l’immagine del quadro che Nicola Spinosa attribuì a J. Volaire e Mario Praz a P. Fabris.

L’avv. Adolfo Ranieri, figlio del farmacista Amilcare che fu protagonista della storia sociale di Ottajano nella seconda metà dell’Ottocento, pubblicò nel 1907 un volumetto intitolato “Il Vesuvio e Ottajano attraverso la storia”. Inizia così la storiografia ottajanese: e inizia tardi, troppo tardi per una comunità in cui già nel ‘600 c’era un numero cospicuo di uomini di toga e di penna. Ma si sa che noi Ottavianesi coltiviamo, da sempre, le virtù della discrezione e della riservatezza. L’avvocato tentò a lungo di convincere gli amministratori a far qualcosa che ricordasse il rapporto tra le origini della città e Augusto: ma nessuno gli diede ascolto. Il tempo e l’ingratitudine condannarono la sua opera e il suo nome all’oblio. Mi parve giusto proporre, qualche anno fa, che una strada della città portasse il nome di Adolfo Ranieri, primo storico di Ottaviano: e il sindaco dott. Michele Saviano approvò. Anche Silvio Cola fu persuaso che il Vesuvio svolgesse un ruolo fondamentale nel definire l’identità degli Ottajanesi.

Del libro di Silvio Cola, “San Giuseppe Ves.no nella storia- Il Vesuvio e le sue eruzioni” ho letto la seconda edizione, pubblicata nel 1958: la prima era stata stampata nel 1911, e nella prefazione l’autore aveva scritto: “non ho potuto fare a meno di dare notizie su Ottaviano, su Terzigno e su San Gennarello”, poiché, “quantunque non facciano parte del nostro Comune, pure hanno uniformità di tradizioni e di vita con la nostra terra natale”. Il lavoro del Cola è di grande sostanza. Egli consultò, parzialmente, ma con metodo, gli archivi statali, gli archivi comunali e quelli delle famiglie importanti, fece buon uso delle fonti orali, ebbe una solida conoscenza della storia di Napoli. La battaglia per l’autonomia di San Giuseppe è il tema centrale della sua opera: egli lo tratta con sobrietà, poiché sapeva che, se avesse descritto quella lunga battaglia con toni garibaldini, o come se fosse una crociata, avrebbe suscitato polemiche chiassose. Originale è stato il contributo che Francesco D’ Ascoli ha dato alle ricerche sulla storia di Ottajano. I suoi articoli di storia, pubblicati su quotidiani e riviste, suggerivano approfondimenti, aprivano prospettive, indicavano all’ indagine temi e argomenti, offrivano lezioni di quel metodo che egli applicò magistralmente raccontando, con Michele D’ Avino, la storia di Napoli attraverso i suoi sindaci.

La storia di Ottaviano, diceva, non è storia “locale”, perché parte nel nome di Augusto. Inoltre egli intuì che non solo i Medici, ma anche le famiglie di imprenditori che governarono la città nel primo Novecento, i Galliano, gli Scudieri, i Mazza, i Menichini, i Bifulco, i Ranieri, avevano contribuito a creare l’immagine di quello “stile” ottajanese che incominciò ad appannarsi solo nella seconda metà del Novecento. Don Luigi Saviano, parroco della chiesa dell’Annunziata, è l’autore della sola storia di Ottaviano che possa considerarsi, almeno formalmente, un lavoro organico. Egli consultò gli archivi della Curia nolana, gli archivi di alcune famiglie, i manoscritti del Ranieri, l’opera del Remondini e prestò attenzione alla tradizione orale, spesso attendibile, talvolta fantasiosa. Ma non lesse nessuno dei documenti dell’archivio comunale, e non aprì nessuno dei fasci -sono migliaia – di carte “ottajanesi” conservati negli archivi statali a Napoli, a Caserta, a Salerno. I volumi più interessanti della sua opera sono il III e il IV, dedicati alla storia religiosa e ai personaggi di Ottaviano. Preziose sono le pubblicazioni sulle congreghe.

Giustizia per Francesco Pio Maimone, confermato l’ergastolo per il giovane assassino

È stata confermata in Appello la condanna all’ergastolo per Francesco Pio Valda, il ragazzo che ha ucciso Francesco Pio Maimone il 20 marzo 2023

La Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato, oggi 1 dicembre, la condanna all’ergastolo per Valda. Il ragazzo ha ucciso Francesco Pio Maimone il 20 marzo 2023 a Mergellina per una scarpa sporca.

Il tutto è iniziato allo chalet, mentre stava mangiando un panino e una semplice lite per una scarpa sporca, nella quale Francesco Pio Maimone non c’entrava niente, è sfociata in un tragico evento. Valda ha esploso un colpo che ha colpito in pieno petto Francesco.

La decisione dei giudici è stata accolta dalla famiglia del 18enne in lacrime. Al tribunale di Napoli erano presenti i genitori del giovane, Tina e Antonio Maimone e la madre, commossa, ha raccontato quanto il figlio sia un simbolo per Napoli: “Pio è un simbolo di tutta Napoli. I magistrati hanno capito il dolore di mamma. Oggi più che mai portiamo in gloria Pio”.

Sono state confermate anche le condanne per Pasquale Saiz, Giuseppina Niglio e Alessandra Clemente. Per Salvatore Mancini è stata esclusa l’aggravante mafiosa e la pena è stata rideterminata a 2 anni e 6 mesi.

Alessandra Clemente, cugina di Valda, venne condannata a 2 anni e 6 mesi in primo grado; la nonna di Valda, Giuseppina Niglio, venne condannata a 4 anni e 6 mesi; Saiz, invece, venne condannato a 4 anni come Mancini.

L’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Maimone, ha commentato la condanna dichiarando che questo è un segnale per i giovani per stare lontani dalla strada che ha intrapreso Valda: “La sentenza rende giustizia alla famiglia ed è un chiarissimo segnale rivolto ai giovani a cui viene detto che la strada da intraprendere è lontana da quella che ha preso Francesco Pio Valda”.

I genitori di Francesco Pio Maimone sono usciti dal tribunale in lacrime e il padre ha ammesso che loro credono fortemente nella magistratura e che la giustizia alla fine esiste: “Eravamo sulle spine. Abbiamo sempre creduto nella magistratura, che si è fatta sentire, chi commette questi delitti, paga. La giustizia esiste, ringraziamo i giudici per averci dato giustizia per nostro figlio”.

Il 6 novembre scorso, alla vigilia del processo di secondo grado, i genitori avevano scritto una lettera commossa: “La vita di Francesco Pio Maimone, un ragazzo per bene, lavoratore instancabile, generoso e con tanta voglia di vivere e di amare, si è spenta per sempre a causa di una scarpa sporca. Per noi un dolore atroce, una condanna a vita. Quella notte si è fermato anche il nostro respiro”.

Il giorno prima della sentenza di appello, Valda ha dichiarato di provare pentimento per l’accaduto e ha lanciato un messaggio per i giovani: “Credete in me ora che ho preso coscienza di quello che ho determinato, non sono un fenomeno. Non vado fiero di quello che ho fatto, non ho chiesto scusa perché non avevo il coraggio, non sono un fenomeno, la vita non va sprecata. Uscite andate a divertirvi, credete in me ora che ho preso coscienza di quello che ho fatto”.

Il Papà di Francesco, Antonio Maimone, dopo aver sentito queste parole ha risposto respingendo le scuse di Valda: “Non posso accettare le parole di Valda che giungono dopo 32 mesi di sofferenza, dopo averci fatto un video sfottò con una pizza in mano e ferendoci nuovamente. Oggi non si può presentare in aula e chiederci scusa. Il perdono deve chiederlo a Dio, e alla città di Napoli, non a me. Io sono un semplice cittadino, non ho questa forza per accettare. Sui social diceva che si sarebbe fatto la carcerazione forte come un leone, ma dopo 32 mesi non ha più quella forza. Ringraziamo tutti, perché Pio è entrato in tutte le case napoletane e italiane”.

Prova a rubare moto ma finisce male: rintracciato dopo fuga

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Personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli nei confronti di un 23enne napoletano, gravemente indiziato dei reati di rapina aggravata, resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali aggravate, con recidiva reiterata nel quinquennio. I fatti risalgono a un episodio avvenuto in via Scarlatti, a San Giorgio a Cremano nello scorso mese di luglio. L’attività investigativa, svolta da personale del Commissariato Ponticelli, trae origine dall’intervento di un Ispettore della Polizia di Stato del medesimo Commissariato che, libero dal servizio, aveva notato un motoveicolo bianco con a bordo due individui fermi accanto a una motocicletta di grossa cilindrata, di colore arancione. In quei frangenti, il poliziotto aveva visto il passeggero del motociclo bianco manomettere il blocco della motocicletta e successivamente salirvi a bordo, aiutato dal complice. A quel punto, l’operatore aveva posizionato la propria vettura in modo da ostacolare la fuga, costringendo il conducente della moto appena rubata ad abbandonarla e a tentare la fuga a piedi, cercando invano di salire sul motociclo condotto dal complice. L’ufficiale di polizia giudiziaria, disceso dal proprio veicolo e qualificatosi come appartenente alla Polizia di Stato, era riuscito a raggiungere il 23enne che, dopo una colluttazione, si era dato alla fuga. Tuttavia, l’operatore era riuscito a rilevare la targa del motociclo bianco che, dagli accertamenti di seguito esperiti, è risultato poi intestato alla madre dell’indagato e in uso allo stesso. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono risultano dunque persone sottoposte alle indagini e quindi da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Polizia scopre bunker dello spaccio al rione Gescal di Acerra

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Acerra: sorpresi con la droga. Scoperti e tratti in arresto dalla Polizia di Stato. Continuano i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare i fenomeni di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. Nello scorso pomeriggio, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 34enne ed una 32enne, entrambi di Acerra, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. In particolare, gli agenti del Commissariato di Acerra e della Squadra Mobile di Napoli, durante i servizi all’uopo predisposti, nel transitare in via Grazia Deledda ad Acerra, nel cuore del rione Gescal, hanno notato un uomo ed una donna transitare, con fare guardingo, a bordo di un’auto e li hanno controllati; l’intuito investigativo dei poliziotti ha trovato positivo riscontro in quanto, all’interno della vettura, gli operatori hanno rinvenuto e sequestrato un involucro di cocaina del peso di 110 grammi circa. Preso atto di quanto riscontrato, gli operatori, avendo fondato motivo di ritenere che potessero esservi ulteriori elementi in ordine ai fatti per i quali si stava procedendo, hanno effettuato un controllo nell’abitazione degli indagati, dove hanno rinvenuto, ben occultati, 69 involucri di cocaina del peso di 71 grammi circa, un panetto di hashish del peso di 90 grammi circa, 13.680 euro, suddivisi in banconote di diverso taglio, 4 bilancini di precisione, diverso materiale per il confezionamento della droga e 4 telefoni cellulari. Per tali motivi, gli indagati sono stati tratti in arresto dal personale operante.

Ercolano, Finanza scova opificio con tonnellate di abiti usati

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Ercolano – Proseguono i servizi finalizzati al contrasto all’illecita gestione di rifiuti nell’area vesuviana, da parte dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, anche alla luce delle indicazioni fornite dal Prefetto di Napoli, Dr. Michele di Bari, in sede di Comitato per l’Ordine e per la Sicurezza Pubblica.     In particolare, i finanzieri della Compagnia Portici hanno sequestrato, nel Comune di Ercolano (NA), un opificio abusivo di 500 m² utilizzato come luogo di stoccaggio, contenente 65 tonnellate di rifiuti tessili, classificati come rifiuti speciali non pericolosi. All’interno dei locali è stata rinvenuta anche 1 tonnellata circa di rifiuti in materiale plastico e la relativa attrezzatura da lavoro.   L’esame del materiale stoccato sull’area ha permesso di rilevare la presenza di balle di indumenti usati provenienti dall’attività di raccolta nei centri urbani, ceste metalliche, contenitori in plastica, banchi da lavoro e due bilance.   Il deposito veniva utilizzato per il commercio all’ingrosso, il recupero, la messa in riserva e il trattamento di rifiuti tessili di seconda mano, privi di igienizzazione e sanificazione. L’attività imprenditoriale è risultata completamente sconosciuta al fisco, nonché priva delle necessarie autorizzazioni per il suo svolgimento.   All’interno del deposito, i finanzieri hanno constatato la mancata installazione di un impianto antincendio, obbligatorio per contenere la notevole quantità di materiale infiammabile. Parte degli abiti usati erano già pronti per essere immessi su un mercato “parallelo”, privi di qualsiasi documentazione atta ad attestare la legittima provenienza e a garantirne tracciabilità e qualità.   Grazie all’intervento di tecnici della società erogatrice di energia elettrica è stato accertato, altresì, che il contatore posto all’esterno dell’edificio era stato manomesso, in modo da consentire l’allaccio abusivo alla rete nazionale.   Il responsabile, un 50enne italiano gravato da precedenti, che operava all’interno dei locali, è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli per illecita gestione di rifiuti, per le violazioni in tema di certificazioni obbligatorie per la prevenzione incendi, nonché per il furto di energia elettrica.

Cimitero delle Fontanelle aperto per i turisti l’8 dicembre

Dopo cinque anni di lavori per mettere in sicurezza la cavità tufacea, l’8 dicembre riapre al pubblico il Cimitero delle Fontanelle, tra i luoghi più iconici della tradizione napoletana.

Dopo un lungo periodo di chiusura, il Cimitero delle Fontanelle è pronto a tornare accessibile al pubblico. L’apertura, programmata per l’8 dicembre, rappresenterà uno degli appuntamenti culturali più attesi del Natale 2025. Il sito era stato interdetto nel 2020 per problemi di sicurezza legati a infiltrazioni e instabilità del terreno, condizioni che rendevano impossibile garantire visite in sicurezza.

Una riapertura attesa che restituisce alla città un luogo simbolo

Il Cimitero delle Fontanelle è molto più che un semplice luogo di culto: nella grande cavità tufacea che si apre nel cuore della Sanità, per secoli i napoletani hanno custodito rituali, memorie e antiche tradizioni legate alle “anime pezzentelle”. La chiusura aveva interrotto un legame fortissimo tra il quartiere e uno dei suoi spazi più identitari.

Ora, dopo interventi di consolidamento e recupero, il sito potrà finalmente accogliere nuovamente cittadini e visitatori. Un ritorno particolarmente significativo, vista la crescita del turismo culturale che negli ultimi anni ha ridisegnato i percorsi della città.

La Sanità tra valorizzazione e autenticità

La riapertura delle Fontanelle si inserisce in un momento di profondo fermento per il Rione Sanità, oggi uno dei quartieri più vivaci sul piano culturale e turistico. Nonostante il crescente interesse dei visitatori, la zona ha mantenuto la sua anima popolare e spontanea.

Questo evento si affianca inoltre a un’altra attesa inaugurazione: lo svelamento del Teatro di Nerone all’Anticaglia, anch’esso protagonista di un percorso di recupero e valorizzazione. Insieme, questi due luoghi restituiranno alla città un patrimonio immenso, arricchendo ulteriormente il circuito culturale che dal quartiere si estende verso il centro storico.

Un tassello importante per la memoria collettiva

La riapertura del Cimitero delle Fontanelle ha un valore che va oltre l’aspetto turistico. Per molti napoletani, è un luogo legato alla spiritualità popolare, alla storia delle comunità del passato, a un rapporto unico con la morte e con la memoria. Tornare a viverlo significa riappropriarsi di una parte essenziale dell’identità cittadina.

Boscoreale, al via i lavori di istallazione urbana “Nebula”

Riceviamo e pubblichiamo
Boscoreale punta sull’arte come elemento di rigenerazione urbana Al via i lavori per Nebula, un’installazione urbana che punta a diventare il nuovo landmark della cittadina vesuviana
A Boscoreale l’arte accende una nuova energia e inaugura un percorso di rigenerazione urbana che restituisce luce, significato e futuro alla centralissima via Tenente Angelo Cirillo. La cittadina ai piedi del Vesuvio si prepara a vivere una trasformazione urbana grazie a un’iniziativa promossa dal Comune di Boscoreale e sostenuta dalla Regione Campania, che si pone l’obiettivo di offrire, attraverso una serie di installazioni artistiche, una nuova esperienza di uno degli spazi più identitari del centro storico.
“Nebula nasce dal desiderio di regalare a Boscoreale un’immagine nuova e immediatamente riconoscibile. Abbiamo voluto creare un simbolo capace di parlare al passato e al futuro della città attraverso un linguaggio universale come quello delle nuvole: semplice, evocativo e profondamente umano. È un’opera sospesa, delicata ma identitaria, pensata per rappresentare una rinascita urbana e comunitaria” – spiega l’architetto Fabio Marano, autore dell’installazione insieme al team FAMA – Architecture and More, con la collaborazione creativa di Nicola Uliari.
È in questo contesto che prende forma “Nebula – Le Nuvole di Boscoreale”, un’installazione aerea composta da grandi nuvole sospese che accompagneranno i passanti lungo la storica “via del Popolo”. Leggere, fluttuanti e poetiche, queste forme evocano i vapori antichi del Vesuvio e i cieli mutevoli dell’area pompeiana, trasformandosi in un segno contemporaneo capace di unire memoria e futuro. Un sistema di illuminazione dinamica renderà l’opera viva e mutevole, in dialogo costante con i ritmi della città.
Nei giorni scorsi sono partiti i lavori preliminari per l’installazione dei primi 70 metri di Nebula, che offriranno a Boscoreale una suggestiva anteprima dell’opera completa. Questo tratto iniziale diventerà una delle attrazioni più attese del prossimo Natale, regalando a via Tenente Angelo Cirillo un’atmosfera nuova e altamente scenografica.
Con Nebula, Boscoreale compie un passo deciso verso un nuovo modo di immaginare gli spazi pubblici: più belli, più partecipati, più capaci di raccontare la comunità che li vive. Un nuovo landmark, destinato a diventare motivo di orgoglio e una firma luminosa sulla città.
Nebula non è un semplice elemento di arredo, ma una presenza artistica permanente che imprime un nuovo carattere al cuore di Boscoreale, generando senso di appartenenza, riconoscibilità e un forte impatto visivo ed emozionale. La sua forza evocativa mira ad attrarre cittadini, visitatori e nuove energie, diventando catalizzatore di creatività, turismo e vita sociale.
Il progetto si inserisce nel più ampio piano di rigenerazione urbana avviato dall’Amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Di Lauro, che prevede la progressiva pedonalizzazione dell’area, la ridisegnazione degli spazi, l’eliminazione dei marciapiedi, il rifacimento della pavimentazione e il potenziamento del sistema di videosorveglianza. Parallelamente, sono già operative incentivi per chi desidera investire in nuove attività commerciali lungo la strada, con agevolazioni fiscali mirate a sostenere la vitalità economica del centro storico.