Da Somma Vesuviana a Singapore: l’impresa di Sveva Romano
A Cimitile si terrà un convegno su tutela e valorizzazione delle Basiliche Paleocristiane
Riceviamo dall’associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo” e pubblichiamo
Cimitile. Si parlerà di architettura e di valorizzazione del territorio mercoledì 3 dicembre nelle Basiliche di Cimitile, nel corso del convegno di Studi dal titolo “Materia Desco Cathedra. Saverio Carillo nel complesso basilicale di Cimitile”. Ad organizzare l’evento l’Associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo”aps. Il tema dell’incontro è l’impegno del Professore Saverio Carillo, cui l’Associazione è intitolata, per la conoscenza e valorizzazione dell’importante centro paleocristiano e medievale. Per diversi anni infatti lo studioso aveva curato la manifestazione “Materia Cimitile”, in occasione della Settimana scientifica e tecnologica del M.I.U.R., e la pubblicazione dei relativi atti, raccolti in due volumi, editi da La Scuola di Pitagora, casa editrice di Napoli specializzata in testi di architettura.
I saluti istituzionali saranno affidati al Sindaco di Cimitile, Filomena Balletta, all’Assessore alla cultura del medesimo Comune, Anna Mercogliano, all’architetto Ferdinando Natale Giampietro, rappresentante dell’Ordine degli Architetti di Napoli e provincia, alla professoressa Maria Carolina Campone, presidente dell’Associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo”, ed ad Antonia Solpietro, direttrice dell’Ufficio beni culturali della Diocesi di Nola. A ricordare invece l’attività del professore Carillo e il suo lavoro a Cimitile la professoressa Ornella Zerlenga, Direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e Ordinario nelle discipline della rappresentazione; i professori della medesima Università Pasquale Argenziano e Nicola Pisacane, entrambi Associati di Disegno, Danila Jacazzi, Ordinario di Storia dell’architettura, e Maria Dolores Morelli, Associato di Design. Ci sarà infine l’architetto Pasquale Petillo, vicesindaco di Nola e collaboratore del professore Carillo.
L’incontro sarà anche l’occasione per fare il punto sulla ricerca e sugli studi dedicati a Cimitile e a Paolino di Nola con gli interventi del Professor Carlo Ebanista, Ordinario di Archeologia presso l’Università degli Studi del Molise, del dott. Dario Luciano dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e del dottor José Alberto Dìaz Valero, della Scuola Normale Superiore di Pisa. Quest’ultimo ha dedicato gran parte della sua attività di ricerca al concetto del tempo nel corpus letterario di Paolino. Introdurrà e modererà la discussione il giornalista Antonio Russo.
L’incontro, che ha ricevuto il patrocinio morale del Comune di Cimitile e dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e provincia e che vede la partecipazione dello Slow Food-Condotta dell’Agro nolano, rientra fra le attività riconosciute dall’Ordine stesso ed è valido ai fini dell’acquisizione di crediti formativi e professionali per architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. L’appuntamento è nelle Basiliche Paleocristiane di Cimitile mercoledì 3 dicembre alle ore 17.30.
La Stazione Centrale di Napoli si accende di rosa: arriva il temporary store di Barbie per il Natale
La Stazione Centrale di Napoli accoglie un temporary store dedicato a Barbie, aperto dal 28 novembre al 17 febbraio.
Con l’inizio del periodo natalizio, la Stazione Centrale di Napoli cambia volto e accoglie un nuovo, scintillante ospite: un temporary store interamente dedicato al mondo di Barbie. Lo spazio, frutto di una collaborazione tra Retail Group e Grandi Stazioni Retail, sarà aperto dal 28 novembre al 17 febbraio, trasformando uno dei principali snodi ferroviari italiani in una vetrina tutta rosa.
Un tuffo nel mondo di Barbie, nel cuore della città
Il temporary store nasce come punto di riferimento per chi vuole immergersi nell’universo della bambola più famosa al mondo, approfittando delle festività per scegliere un regalo originale o per collezionare nuovi articoli del brand. La scelta della Stazione Centrale non è casuale: un luogo di passaggio continuo, ideale per intercettare famiglie, pendolari e turisti in arrivo in città.
Un’occasione speciale per lo shopping natalizio
Con l’avvicinarsi del Natale, lo store offrirà un’ampia selezione di prodotti a tema Barbie: dal mondo fashion agli accessori, fino agli articoli più ricercati dai collezionisti. Un’iniziativa pensata per arricchire l’offerta commerciale della stazione e allo stesso tempo per celebrare un’icona pop che continua a rinnovarsi e a conquistare generazioni diverse.
Un’idea regalo tra tradizione e tendenze
Dopo il successo globale del film dedicato al famoso personaggio, l’universo Barbie ha vissuto una nuova ondata di popolarità, diventando un vero fenomeno culturale. Il temporary store arriva proprio in un momento in cui il brand è tornato centrale nell’immaginario collettivo, rendendolo una delle scelte regalo più gettonate del 2025.
Dal 28 novembre al 17 febbraio, il colore rosa sarà quindi protagonista nella stazione simbolo della città: un appuntamento imperdibile per grandi e piccoli, tra nostalgia, tendenze e magia natalizia.
Da A. Ranieri a don Luigi Saviano: i primi ottavianesi che scrissero pagine sulla storia di Ottaviano
Bisogna sottolineare il fatto che nessuno di essi, eccezion fatta del prof. Francesco D’ Ascoli, mostrò interesse e attenzione per la storia della famiglia Medici, e qualcuno confuse date e nomi. D’Ascoli suggerì al preside Capotorto di intitolare a Luigi de’ Medici l’Istituto Alberghiero, e mi auguro che gli alunni sappiano chi fosse questo Luigi de’Medici. Anni fa il Comitato per la Toponomastica propose di intitolare le strade di un intero quartiere a quei principi che diedero un concreto contributo allo sviluppo della città. Ma la proposta è rimasta una proposta. Correda l’articolo l’immagine del quadro che Nicola Spinosa attribuì a J. Volaire e Mario Praz a P. Fabris.
L’avv. Adolfo Ranieri, figlio del farmacista Amilcare che fu protagonista della storia sociale di Ottajano nella seconda metà dell’Ottocento, pubblicò nel 1907 un volumetto intitolato “Il Vesuvio e Ottajano attraverso la storia”. Inizia così la storiografia ottajanese: e inizia tardi, troppo tardi per una comunità in cui già nel ‘600 c’era un numero cospicuo di uomini di toga e di penna. Ma si sa che noi Ottavianesi coltiviamo, da sempre, le virtù della discrezione e della riservatezza. L’avvocato tentò a lungo di convincere gli amministratori a far qualcosa che ricordasse il rapporto tra le origini della città e Augusto: ma nessuno gli diede ascolto. Il tempo e l’ingratitudine condannarono la sua opera e il suo nome all’oblio. Mi parve giusto proporre, qualche anno fa, che una strada della città portasse il nome di Adolfo Ranieri, primo storico di Ottaviano: e il sindaco dott. Michele Saviano approvò. Anche Silvio Cola fu persuaso che il Vesuvio svolgesse un ruolo fondamentale nel definire l’identità degli Ottajanesi.
Del libro di Silvio Cola, “San Giuseppe Ves.no nella storia- Il Vesuvio e le sue eruzioni” ho letto la seconda edizione, pubblicata nel 1958: la prima era stata stampata nel 1911, e nella prefazione l’autore aveva scritto: “non ho potuto fare a meno di dare notizie su Ottaviano, su Terzigno e su San Gennarello”, poiché, “quantunque non facciano parte del nostro Comune, pure hanno uniformità di tradizioni e di vita con la nostra terra natale”. Il lavoro del Cola è di grande sostanza. Egli consultò, parzialmente, ma con metodo, gli archivi statali, gli archivi comunali e quelli delle famiglie importanti, fece buon uso delle fonti orali, ebbe una solida conoscenza della storia di Napoli. La battaglia per l’autonomia di San Giuseppe è il tema centrale della sua opera: egli lo tratta con sobrietà, poiché sapeva che, se avesse descritto quella lunga battaglia con toni garibaldini, o come se fosse una crociata, avrebbe suscitato polemiche chiassose. Originale è stato il contributo che Francesco D’ Ascoli ha dato alle ricerche sulla storia di Ottajano. I suoi articoli di storia, pubblicati su quotidiani e riviste, suggerivano approfondimenti, aprivano prospettive, indicavano all’ indagine temi e argomenti, offrivano lezioni di quel metodo che egli applicò magistralmente raccontando, con Michele D’ Avino, la storia di Napoli attraverso i suoi sindaci.
La storia di Ottaviano, diceva, non è storia “locale”, perché parte nel nome di Augusto. Inoltre egli intuì che non solo i Medici, ma anche le famiglie di imprenditori che governarono la città nel primo Novecento, i Galliano, gli Scudieri, i Mazza, i Menichini, i Bifulco, i Ranieri, avevano contribuito a creare l’immagine di quello “stile” ottajanese che incominciò ad appannarsi solo nella seconda metà del Novecento. Don Luigi Saviano, parroco della chiesa dell’Annunziata, è l’autore della sola storia di Ottaviano che possa considerarsi, almeno formalmente, un lavoro organico. Egli consultò gli archivi della Curia nolana, gli archivi di alcune famiglie, i manoscritti del Ranieri, l’opera del Remondini e prestò attenzione alla tradizione orale, spesso attendibile, talvolta fantasiosa. Ma non lesse nessuno dei documenti dell’archivio comunale, e non aprì nessuno dei fasci -sono migliaia – di carte “ottajanesi” conservati negli archivi statali a Napoli, a Caserta, a Salerno. I volumi più interessanti della sua opera sono il III e il IV, dedicati alla storia religiosa e ai personaggi di Ottaviano. Preziose sono le pubblicazioni sulle congreghe.
Giustizia per Francesco Pio Maimone, confermato l’ergastolo per il giovane assassino
È stata confermata in Appello la condanna all’ergastolo per Francesco Pio Valda, il ragazzo che ha ucciso Francesco Pio Maimone il 20 marzo 2023
La Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato, oggi 1 dicembre, la condanna all’ergastolo per Valda. Il ragazzo ha ucciso Francesco Pio Maimone il 20 marzo 2023 a Mergellina per una scarpa sporca.
Il tutto è iniziato allo chalet, mentre stava mangiando un panino e una semplice lite per una scarpa sporca, nella quale Francesco Pio Maimone non c’entrava niente, è sfociata in un tragico evento. Valda ha esploso un colpo che ha colpito in pieno petto Francesco.
La decisione dei giudici è stata accolta dalla famiglia del 18enne in lacrime. Al tribunale di Napoli erano presenti i genitori del giovane, Tina e Antonio Maimone e la madre, commossa, ha raccontato quanto il figlio sia un simbolo per Napoli: “Pio è un simbolo di tutta Napoli. I magistrati hanno capito il dolore di mamma. Oggi più che mai portiamo in gloria Pio”.
Sono state confermate anche le condanne per Pasquale Saiz, Giuseppina Niglio e Alessandra Clemente. Per Salvatore Mancini è stata esclusa l’aggravante mafiosa e la pena è stata rideterminata a 2 anni e 6 mesi.
Alessandra Clemente, cugina di Valda, venne condannata a 2 anni e 6 mesi in primo grado; la nonna di Valda, Giuseppina Niglio, venne condannata a 4 anni e 6 mesi; Saiz, invece, venne condannato a 4 anni come Mancini.
L’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Maimone, ha commentato la condanna dichiarando che questo è un segnale per i giovani per stare lontani dalla strada che ha intrapreso Valda: “La sentenza rende giustizia alla famiglia ed è un chiarissimo segnale rivolto ai giovani a cui viene detto che la strada da intraprendere è lontana da quella che ha preso Francesco Pio Valda”.
I genitori di Francesco Pio Maimone sono usciti dal tribunale in lacrime e il padre ha ammesso che loro credono fortemente nella magistratura e che la giustizia alla fine esiste: “Eravamo sulle spine. Abbiamo sempre creduto nella magistratura, che si è fatta sentire, chi commette questi delitti, paga. La giustizia esiste, ringraziamo i giudici per averci dato giustizia per nostro figlio”.
Il 6 novembre scorso, alla vigilia del processo di secondo grado, i genitori avevano scritto una lettera commossa: “La vita di Francesco Pio Maimone, un ragazzo per bene, lavoratore instancabile, generoso e con tanta voglia di vivere e di amare, si è spenta per sempre a causa di una scarpa sporca. Per noi un dolore atroce, una condanna a vita. Quella notte si è fermato anche il nostro respiro”.
Il giorno prima della sentenza di appello, Valda ha dichiarato di provare pentimento per l’accaduto e ha lanciato un messaggio per i giovani: “Credete in me ora che ho preso coscienza di quello che ho determinato, non sono un fenomeno. Non vado fiero di quello che ho fatto, non ho chiesto scusa perché non avevo il coraggio, non sono un fenomeno, la vita non va sprecata. Uscite andate a divertirvi, credete in me ora che ho preso coscienza di quello che ho fatto”.
Il Papà di Francesco, Antonio Maimone, dopo aver sentito queste parole ha risposto respingendo le scuse di Valda: “Non posso accettare le parole di Valda che giungono dopo 32 mesi di sofferenza, dopo averci fatto un video sfottò con una pizza in mano e ferendoci nuovamente. Oggi non si può presentare in aula e chiederci scusa. Il perdono deve chiederlo a Dio, e alla città di Napoli, non a me. Io sono un semplice cittadino, non ho questa forza per accettare. Sui social diceva che si sarebbe fatto la carcerazione forte come un leone, ma dopo 32 mesi non ha più quella forza. Ringraziamo tutti, perché Pio è entrato in tutte le case napoletane e italiane”.
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Cimitero delle Fontanelle aperto per i turisti l’8 dicembre
Dopo cinque anni di lavori per mettere in sicurezza la cavità tufacea, l’8 dicembre riapre al pubblico il Cimitero delle Fontanelle, tra i luoghi più iconici della tradizione napoletana.
Dopo un lungo periodo di chiusura, il Cimitero delle Fontanelle è pronto a tornare accessibile al pubblico. L’apertura, programmata per l’8 dicembre, rappresenterà uno degli appuntamenti culturali più attesi del Natale 2025. Il sito era stato interdetto nel 2020 per problemi di sicurezza legati a infiltrazioni e instabilità del terreno, condizioni che rendevano impossibile garantire visite in sicurezza.
Una riapertura attesa che restituisce alla città un luogo simbolo
Il Cimitero delle Fontanelle è molto più che un semplice luogo di culto: nella grande cavità tufacea che si apre nel cuore della Sanità, per secoli i napoletani hanno custodito rituali, memorie e antiche tradizioni legate alle “anime pezzentelle”. La chiusura aveva interrotto un legame fortissimo tra il quartiere e uno dei suoi spazi più identitari.
Ora, dopo interventi di consolidamento e recupero, il sito potrà finalmente accogliere nuovamente cittadini e visitatori. Un ritorno particolarmente significativo, vista la crescita del turismo culturale che negli ultimi anni ha ridisegnato i percorsi della città.
La Sanità tra valorizzazione e autenticità
La riapertura delle Fontanelle si inserisce in un momento di profondo fermento per il Rione Sanità, oggi uno dei quartieri più vivaci sul piano culturale e turistico. Nonostante il crescente interesse dei visitatori, la zona ha mantenuto la sua anima popolare e spontanea.
Questo evento si affianca inoltre a un’altra attesa inaugurazione: lo svelamento del Teatro di Nerone all’Anticaglia, anch’esso protagonista di un percorso di recupero e valorizzazione. Insieme, questi due luoghi restituiranno alla città un patrimonio immenso, arricchendo ulteriormente il circuito culturale che dal quartiere si estende verso il centro storico.
Un tassello importante per la memoria collettiva
La riapertura del Cimitero delle Fontanelle ha un valore che va oltre l’aspetto turistico. Per molti napoletani, è un luogo legato alla spiritualità popolare, alla storia delle comunità del passato, a un rapporto unico con la morte e con la memoria. Tornare a viverlo significa riappropriarsi di una parte essenziale dell’identità cittadina.

