Otto persone sono state fermate nella notte nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Ottavio Colalongo, avvenuto il 17 dicembre scorso a Scisciano. L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Castello di Cisterna su mandato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha contestato l’accusa di omicidio aggravato da modalità e finalità di stampo mafioso.
Le indagini hanno consentito di fare luce sulla dinamica del delitto, ricostruendo una vera e propria regia criminale. Secondo gli investigatori, l’uccisione di Colalongo sarebbe stata pianificata con largo anticipo e messa in atto su disposizione dei vertici del gruppo camorristico di riferimento, attualmente detenuti. Un’azione studiata nei minimi dettagli, eseguita da soggetti ritenuti pienamente inseriti nell’organizzazione.
Il movente dell’omicidio sarebbe legato a un più ampio conflitto tra clan per la gestione e il controllo di aree considerate strategiche. In particolare, il delitto si collocherebbe nello scontro tra gruppi attivi nei territori di Marigliano, Scisciano e San Vitaliano, teatro da tempo di tensioni criminali e rivalità.
L’inchiesta non si è limitata a chiarire l’episodio specifico, ma ha offerto uno spaccato dettagliato sulle dinamiche criminali dell’area nord della provincia di Napoli. Gli accertamenti hanno evidenziato un sistema di alleanze tra organizzazioni camorristiche operanti anche ad Afragola e Acerra, con collegamenti che interesserebbero parte della provincia di Avellino.
Gli inquirenti parlano di un quadro complesso, caratterizzato da equilibri instabili e continui tentativi di espansione territoriale. I fermi eseguiti rappresentano un duro colpo per il sodalizio coinvolto e segnano un passo importante nel contrasto alla criminalità organizzata, mentre l’attività investigativa prosegue per individuare ulteriori responsabilità.
I nomi e l’ordine
L’omicidio di Ottavio Colalongo, avvenuto il 17 dicembre scorso a Scisciano, sarebbe stato deciso dai vertici camorristici. È quanto emerge dall’inchiesta coordinata dal pm anticamorra Henry John Woodcock con l’aggiunto Sergio Ferrigno. La vittima fu freddata in via Garibaldi da due killer in moto, raggiunta da diversi colpi di pistola e finita mentre era già a terra. Gli inquirenti parlano di un delitto maturato nello scontro tra clan per il controllo del nord-est napoletano. Nella notte i carabinieri di Castello di Cisterna hanno eseguito otto fermi su disposizione della Dda di Napoli. I fermati sono Daniele Augusto, Bernardo Cava, Luca e Matteo Covone, Christian Della Valle, Ciro Guardasole, Eduardo Polverino e Giovanni Tarantino. Tutti sono indagati e potranno chiarire la propria posizione negli interrogatori di convalida davanti al gip.







