Pomigliano d’Arco, Di Leo Elettrodomestici: azienda giovane gestita da giovani

Pomigliano d’Arco. Di Leo Elettrodomestici, un’azienda a conduzione familiare che è riuscita a raggiungere grandi traguardi, tra cui la creazione del suo brand di prodotti compatibili per Folletto e Dyson.

 

In un periodo in cui la maggior parte dei giovani italiani è costretta ad emigrare anche fuori dai confini nazionali per potersi realizzare lavorativamente, quella di Christian e Alessio è stata sicuramente una scelta audace e molto coraggiosa. Ma con grandi sacrifici e, soprattutto, grazie alla loro dedizione e alla forte passione per il loro lavoro, i due fratelli sono riusciti ad ottenere grandissimi risultati e a rendere la “Di Leo Elettrodomestici” un’attività solida e fiorente.

“Di Leo Elettrodomestici” è un’attività commerciale specializzata nella riparazione e nella vendita di piccoli e grandi elettrodomestici. Lo store è situato in Via Fiume 12, nel cuore di Pomigliano d’Arco, in una zona ben collegata con tutte le strade principali della città.

L’azienda è a conduzione familiare ed è nata nel dicembre 2021 dall’ ambizioso progetto di due giovanissimi imprenditori, i fratelli Christian e Alessio Di Leo, di soli 25 e 21 anni, i quali hanno deciso, nel pieno della fase di ripresa post-pandemica, di puntare in alto realizzando un grande sogno: quello di gestire un’attività in proprio e di farlo nella loro terra di origine. La passione per il loro lavoro gli è stata tramandata dal loro papà Raffaele, il quale ha trasmesso loro la sua esperienza trentennale nella riparazione di elettrodomestici.

Dalla vendita all’assistenza a domicilio

All’interno del negozio gestito dai due giovani titolari e dalla loro famiglia è possibile trovare una vasta gamma di piccoli e grandi elettrodomestici dei più importanti marchi in commercio. L’azienda offre ai propri clienti esperienza e competenza nel settore, seguendoli in ogni fase dell’acquisto dell’elettrodomestico, dalla scelta del prodotto fino alla procedura di acquisto per la quale “Di Leo Elettrodomestici” garantisce diversi metodi di pagamento. Inoltre, è possibile richiedere anche assistenza elettrodomestici a domicilio per la riparazione del proprio elettrodomestico, effettuata in tempi brevi e con grande professionalità.

La nascita del brand

Ma i due fondatori dell’azienda pomiglianese aspirano a sogni ancora più grandi. Per questo, Alessio e Christian hanno deciso di specializzarsi anche nella riparazione e nella vendita di Folletto e Dyson sia nuovi che ricondizionati. E proprio in quest’ambito i due giovanissimi imprenditori stanno sviluppando il loro brand “Di Leo Elettrodomestici” per ricambi compatibili Folletto e sacchetti compatibili Folletto che è possibile acquistare nel loro store. Inoltre, l’azienda ha anche avviato un proprio sito e-commerce per l’acquisto dei loro prodotti online, con un servizio di spedizione attivo in tutta Italia. Insomma, i due talentuosi e determinati titolari di “Di Leo Elettrodomestici” hanno le idee chiare per il loro futuro: “Il nostro obiettivo è quello di ampliare sempre di più la nostra attività. La nostra forza? La nostra grande famiglia che ci sostiene e ci supporta ogni giorno nel nostro lavoro”.

Visita il sito dileoelettrodomesticishop.it

Somma Vesuviana, dimissioni Responsabile Servizi Sociali: le parole di Di Sarno

Riceviamo e pubblichiamo:

Salvatore Di Sarno – sindaco di Somma Vesuviana : “Dimissioni Responsabile Servizi Sociali non sono un mistero”.

“In questi giorni si sarebbe parlato di mistero sulle dimissioni presentate da Giuseppe Bellobuono, da Responsabile Servizi Sociali del Comune di Somma Vesuviana. Come si evince dalla stessa lettera non c’è nulla di misterioso”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana.

Ecco di seguito in versione integrale il testo della lettera:

“In merito alle voci circolate circa le motivazioni delle mie dimissioni dall’incarico di responsabile servizi sociali del Comune di Somma Vesuviana e coordinatore dell’Ambito N22, ci tenevo a fornire le seguenti precisazioni:

Non c’è nessun mistero. Meglio lasciare i misteri all’indagine dei teologi soprattutto ora nell’imminenza del rinnovarsi di quello Pasquale. Io ho scelto una strada meno trascendente – ha scritto nella lettera Giuseppe Bellobuono – che è quella di stare al servizio dei cittadini ed è quindi molto più semplice trovare i motivi delle mie personali decisioni.

L’Amministrazione di Somma Vesuviana ha deciso, in maniera oculata, di avviare un’azione di rilancio della macchina amministrativa attraverso la scelta di dirigenti nuovi, competenti e che credono nella loro missione. Con tali premesse non si poteva far altro che raccogliere questa sfida e buttarsi a capofitto nel lavoro. In due mesi di attività, si è iniziato con un riordino della parte finanziaria e contabile, in raccordo con il dirigente finanziario, e una riorganizzazione delle attività di ufficio garantendo, al contempo, i servizi essenziali ed il rilancio dell’attività di programmazione. A tal proposito, un importante obiettivo è stato raggiunto, dopo un lavoro congiunto con i Sindaci dei comuni di Brusciano, Castello di Cisterna, Mariglianella, Marigliano e San Vitaliano, sono state programmate le ulteriori assunzioni a tempo indeterminato di assistenti sociali in modo tale da raggiungere e superare l’obiettivo statale di 1 assistente sociale ogni 5000 abitanti ed accedere alle relative premialità. E’ stata inoltre stabilita l’internalizzazione del supporto all’ufficio di piano per una migliore qualità dei servizi erogati. Ho trovato un’amministrazione pronta ad accogliere pronta a lavorare per una maggiore qualità dei servizi, porte aperte e calore umano.

Tuttavia, in questo momento, la necessità di dedicare tempo eccedente il normale dovuto settimanale per portare avanti le attività previste e da prevedere, anche per la carenza di personale, si è dimostrata incompatibile con la necessità di dedicare, in questo momento, maggiore tempo ad esigenze personali. Da qui la necessità di ripensare al rapporto che mi lega al Comune di Somma Vesuviana. A tal fine essendo dipendente di altro Ente in aspettativa per specifico incarico, si sono rese necessarie le mie dimissioni restando fin da subito disponibile ad eventuale collaborazione per portare avanti il processo di rilancio delle attività di Ambito avviato per il territorio e con le rispettive Amministrazioni. Nessun mistero, nessuna incomprensione”.

Villa Betania, pazienti non aspettano turno: aggrediti medici e guardia giurata

La scorsa domenica è stata una giornata drammatica per la sicurezza del personale medico di due ospedali di Napoli e provincia, con aggressioni e violenze che sono ormai all’ordine del giorno.

Parliamo dell’ospedale di Ponticelli Villa Betania che, nel tardo pomeriggio, è stato al centro di eventi drammatici. Due pazienti, classificati come codice bianco, non avevano più voglia di aspettare il loro turno e pretendevano di saltare la lunga fila creatasi al pronto soccorso. Dopo alcuni avvertimenti in cui hanno manifestato la loro poca pazienza, i due hanno iniziato ad inveire contro il personale sanitario e la guardia giurata, prima verbalmente e poi fisicamente. I parenti dei due, invece di tranquillizzarli, hanno iniziato a prendere a calci e pugni tutto ciò che si trovavano davanti: porte, sedie, muri. Il tutto, dinanzi agli occhi inorriditi degli altri pazienti e di alcuni medici che, insieme ad altre guardie accorse poco dopo, sono riusciti a placare gli aggressori.

Fortunatamente nessuno dei presenti ha subito gravi danni, ma resta la grande paura per una situazione di continua incertezza. È da tanto, infatti, che si parla di sicurezza e prevenzione in ambito medico, viste le continue violenze che il personale è costretto a subire, ma non è cambiato nulla. Le aggressioni continuano a danno di professionisti che cercano solo di fare il proprio lavoro nel migliore dei modi.

Poco prima del caos creatosi a Villa Betania, al Cto di Napoli vi è stata un’altra aggressione simile sotto lo sconcerto delle persone presenti che non sapevano cosa fare vista l’imprevedibilità del caso.

Ora si richiede a gran voce un drappello di Polizia per eventuali situazioni simili in futuro, anche se è ormai da tempo che si parla di presidi delle forze dell’ordine in alcuni ospedali, ma non è mai stato fatto niente di concreto.

Assessore Fortini nelle scuole di Somma per l’aula multisensoriale

Somma Vesuviana. Visita nelle scuole della città dell’Assessore alla Scuola e alle Politiche sociali della Regione Campania Lucia Fortini, la quale ha partecipato anche all’inaugurazione dell’aula multisensoriale Snoezelen all’interno del Secondo Circolo Didattico Don Minzoni.

Giornata di festa nelle scuole di Somma Vesuviana. Infatti, nella mattinata di ieri L’Assessore alla Scuola e alle Politiche sociali della Regione Campania Lucia Fortini ha fatto visita agli alunni di tutti gli istituti scolastici della città. La prima tappa è stata l’ITI Ettore Majorana, dove  l’Assessore è stata accolta dalla Preside Paola Improta, dalla Preside del Secondo Circolo Didattico Silvia Svanera e dal Consigliere regionale Carmine Mocerino. L’Assessore si è poi recata alla Scuola media San Giovanni Bosco e al Liceo Classico-Scientifico Torricelli, in cui ha potuto visionare i laboratori e gli spazi all’interno dei quali gli studenti svolgono diverse attività formative. Infine, l’Assessore ha raggiunto il Secondo Circolo Didattico Don Minzoni, dove, insieme alla Preside Svanera, al Consigliere Mocerino e alle altre Dirigenti Scolastiche, ha partecipato all’inaugurazione della nuova aula multisensoriale Snoezelen.

L’ aula multisensoriale

Si tratta di un’aula che, come dichiarato dalla Preside Svanera, “grazie alla stimolazione multisensoriale controllata, consentirà un nuovo approccio educativo-didattico rivolto ai bambini, non necessariamente in difficoltà di apprendimento. Mediante l’utilizzo di colori, effetti luminosi, fibre ottiche, suoni, profumi e piastre tattili, sarà possibile stimolare la curiosità degli alunni, favorendone l’orientamento spazio-temporale e producendo, al tempo stesso, uno stato di benessere e di fiducia, ma anche un clima di sicurezza, autostima e tranquillità”. L’aula è aperta agli alunni di tutte le scuole del territorio sommese, divenendo un nuovo importante tassello per il percorso di collaborazione e condivisione intrapreso dagli istituti scolastici della città, insieme all’Amministrazione e agli Enti locali.

Una rete di sinergia tra gli istituti.

Nel corso del convegno che si è svolto nella scuola Don Minzoni, le Dirigenti Nunzia Borrelli, Paola Improta, Anna Giugliano e Rosa Liguoro hanno rinnovato l’impegno a collaborare con il Secondo Circolo Don Minzoni e a voler creare nuovi progetti e iniziative per portare avanti un modello scolastico fondato sul principio delle reti di scopo e di relazioni, che prevede una costante sinergia e cooperazione tra le scuole del territorio. In questo modo gli alunni  potranno approcciarsi a nuove e innovative  forme di apprendimento.

Le parole di Mocerino e Fortini

Il Consigliere Mocerino ha espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto in questi mesi dalle scuole della città: “La comunità scolastica di Somma sta crescendo e sta dando vita a nuovi e importanti progetti per gli studenti. C’è ancora tanto da fare, partendo dagli spazi da mettere a disposizione per gli alunni. Ma, da quello che abbiamo vissuto questa mattina, non posso che stilare un bilancio assolutamente positivo”.

Ai nostri microfoni l’Assessore Fortini ha così commentato la sua visita alle scuole di Somma: “E’ stata un’esperienza meravigliosa. Sono molto colpita dall’impegno dei docenti nel portare avanti il loro lavoro di formazione degli studenti, i quali si sono dimostrati molto attenti e motivati. Sicuramente, tutto questo è frutto  anche dell’unione che si è venuta a creare tra i Dirigenti scolastici e che garantisce agli alunni un importante senso di continuità nel loro percorso di crescita all’interno della scuola”.

 

“Le vie del gusto” da Gianfranco Iervolino a Ottaviano

Torna la kermesse itinerante Le vie del gusto”, dedicata all’enogastronomia del territorio vesuviano, nata da un’idea della direttrice de “IlMediano.com”, la giornalista Carmela D’Avino e dello storico dell’arte, il Professor Carmine Cimmino.

La prima tappa del nuovo anno che, come di consueto, sarà presentata dalla giornalista e scrittrice, Sonia Sodano, si terrà sabato, 16 marzo alle ore 13, presso il locale del noto Chef della pizza, Gianfranco Iervolino, “Iervolino, pizza e fritti”, sito in via Zabatta, 48, Ottaviano (Na).

Siamo particolarmente felici di riprendere i nostri eventi, partendo proprio da un grande Chef della pizza qual è Gianfranco Iervolino che, con la sua grande esperienza nel settore, promuove la vera ricetta tradizionale dei maestri pizzaioli a difesa e tutale di una pietanza unica nel suo genere, nonché amata in tutto il mondo e indiscusso simbolo dell’unicità del nostro territorio”. Ha dichiarato la direttrice Carmela D’Avino.

L’evento, sostenuto dall’Associazione In Rosa di San Giuseppe Vesuviano, grazie alla gentile adesione della sua Presidente, l’Avv. Eliana Iuorio, sarà un momento dedicato alla pizza e all’Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano.

Insomma, un’occasione per celebrare una pietanza che è in grado di rappresentare l’espressione perfetta di una cultura, amata in tutto il mondo, e che per il suo grande valore, è diventata Patrimonio Unesco, riconoscimento unico per la tradizione gastronomica italiana.

Marigliano, inseguimento al furgone delle mozzarelle: 3 arresti

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MARIGLIANO: fuga con furgone e latticini, inseguimento nelle strade di Marigliano. 3 persone arrestate dai Carabinieri

A prima vista sembra la scena di un b-movie americano, a guardarla bene è l’istantanea di un turno pomeridiano come altri. Non oltreoceano ma a Marigliano.
Un furgone carico di latticini porta il motore a migliaia di giri, sfreccia lungo le strade della provincia nord-orientale di Napoli. A fargli strada un’utilitaria bianca anche questa a velocità elevata.
Scappano dai Carabinieri, quelli della stazione locale. Il furgone è rubato e l’auto è già sequestrata.
Due pattuglie sono in scia perché poco prima il conducente del veicolo commerciale si è ritrovato a dover tornare a piedi in azienda. Non ha fatto in tempo a scaricare tutto il contenuto del cassone che qualcuno ha forzato la serratura ed è fuggito. Mozzarelle e caciotte comprese.

La fuga è durata per alcuni chilometri, fino a via 11 settembre.
I militari, complice la collaborazione di altre pattuglie dispiegate sul territorio, hanno bloccato la strada ai due veicoli e i polsi dei fuggitivi.
In manette Armando e Simone Vinciguerra ed Enrico Lentini. Tutti di Napoli e già noti alle forze dell’ordine: i primi due di San Giovanni a Teduccio, l’altro del quartiere Vasto.
Dovranno rispondere di concorso in furto aggravato. Sono ora in camera di sicurezza, in attesa del rito direttissimo.

Blitz Antimafia contro il clan, sequestrata palazzina a San Gennaro Vesuviano

SAN GENNARO VESUVIANO – La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, di una intera palazzina sita in S. Gennaro Vesuviano.

In particolare, dalle attività investigative sarebbe emerso che una persona, indagata per il delitto di ricettazione aggravata dal cd. metodo mafioso per aver posto in essere il fatto al fine di favorire gli interessi del clan Fabbrocino, avrebbe percepito le somme versate da altri per l’affitto dell’immobile, bene di presumibile provento dei delitti di intestazione fittizia e di riciclaggio.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e, quindi, presunta innocente fino a sentenza definitiva.

Scossa sul Vesuvio, 48 ore prima “l’anticipo”

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POLLENA TROCCHIA – La scossa di terremoto delle ore 19.08 di ieri nell’area vesuviana è stata di magnitudo 3, secondo quanto riporta il sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L’epicentro è localizzato alle pendici del vulcano, in una zona fortemente popolata sul versante che ricade nel Pollena Trocchia. Il terremoto è stato registrato a 2,9 chilometri di profondità, ma non si segnalano danni a persone o cose.

La scossa è avvenuta a una settimana dall’anniversario dell’inizio dell’ultima eruzione del Vesuvio, cominciata il 18 marzo del 1944 durante la seconda guerra mondiale. Una ricorrenza che verrà ricordata dal 17 al 19 marzo con tre giornate di visite guidate alla sede storica dell’Osservatorio vesuviano e ai luoghi del vulcano, aperte alle famiglie e agli studenti delle scuole della “zona rossa” individuata dal Piano nazionale della protezione civile, iniziativa promossa dall’Osservatorio vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dal Dipartimento della protezione civile dalla Protezione civile della Regione Campania e dall’Ente parco nazionale del Vesuvio. Una scossa di più lieve entità, sempre con epicentro sul Vesuvio, era stata già registrata alle 18,29 del 9 marzo scorso, con magnitudo 1,4.

Mala di Caivano, 14 arresti: così chiedevano il pizzo ai commercianti

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CAIVANO: ennesimo colpo inferto dai carabinieri alla criminalità organizzata caivanese. 14 persone arrestate

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione ad un provvedimento di applicazione di misura cautelare, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 14 indagati (di cui 13 sottoposti alla custodia in carcere, uno agli arresti domiciliari), gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, oltre che di estorsione e tentata estorsione, delitti aggravati dal cd. metodo mafioso.

In particolare, dalle attività investigative sarebbe emersa la perdurante operatività del sodalizio criminale “clan Angelino”, egemone nel campo delle richieste estorsive in danno di imprenditori e commercianti in Caivano e territori limitrofi.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Somma Vesuviana, l’iconografia della Madre dei Dolori tra arte e fede

L’iconografia mariana, ben attestata in ogni aspetto cultuale e devozionale, ha sempre assegnato alla Vergine, sin dal Medioevo, più di ogni altro ruolo, quello particolare di materna mediazione tra l’umano e il divino, tra l’immanente e il trascendente.

 

A riguardo, suggestivi e drammatici rappresentano i santini e le edicole della Passione, dove sopravvive una sorta di processo di umanizzazione del piano divino, con l’effettivo dolore della Vergine e la sofferta passione umana. [V. M. Talò, La Vergine Desolata nell’iconografia sacra popolare in Santini et similia, Anno 1, n.4]. La visione della Madre ai piedi della Croce si è sempre affermata nella pietà popolare seppure la teologia cattolica in passato negava il valore ortodosso della Madonna Addolorata, quasi che questa donna divina non fosse consapevole o sminuisse, col dolore di una comune madre terrena, il miracolo prossimo della risurrezione del Figlio, più prodigioso dello stesso dogma dell’ incarnazione. Soprattutto, i Vangeli, specie quello di San Giovanni, narrano che Ella (La Vergine) stabat iuxta crucem, ma non dolorosa e lacrimosa, come poi canta Jacopone da Todi e qualche altro mistico autore. Naturalmente, però, la fede incontrollata popolare, attraverso i santini e le edicole votive, ha sempre magnificato la figura della Desolata in relazione al dolore di tutte le madri per la perdita di un proprio figlio.

Addolorata 1855 Porta Terra (foto R. D’Avino)

E questa considerazione viene celebrata soprattutto durante i riti del Venerdì Santo, quando è facile cogliere questa sorta di immedesimazione collettiva nella sofferenza della Madre Desolata, che poi è la Madre di tutti. Oltre alle numerose Addolorate merlettate che spesso ritroviamo nei libri di preghiera delle nostre nonne, assumono un rilievo enorme le numerose edicole maiolicate della Vergine Desolata sparse nel tessuto urbano di Somma Vesuviana e dei paesi circostanti. Si tratta – come riferisce il prof. Antonio Bove – di un insieme cospicuo di edicole, trattanti il tema della Mater Dolorosa, poste sull’esterno delle case che fanno anche da sfondo al tradizionale itinerario dell’ antica processione della Addolorata con il Cristo Morto del Venerdì Santo per quanto riguarda Somma Vesuviana. Il prof. Antonio Bove, esimio studioso, ha sempre sostenuto di trovarci di fronte ad un tipico esempio di come la scena urbana possa connotarsi fortemente in segno sacro, proprio per la presenza di queste edicole sacre [A. Bove, Summana n°12, 26].

Mater Dolorosa via Piccioli

L’ iconografia del Dolore, espressa in queste riggiole, trae origine, quindi, dalla figura stante della Vergine ai piedi della Croce e si esalta nella tipologia più comune iconograficamente: la Madonna dei Sette Dolori. Certamente numerose erano queste edicole sacre diffuse in città, anche se qualcuna purtroppo trafugata da ignote mani sacrileghe: via Piccioli, via Canonico Feola (due), vico Capasso, Porta Terra, villa Napolitano. La maggior caratteristica consiste certamente nell’ attributo iconografico della spada che trapassa il petto della Vergine, in riferimento non solo al grande dolore patito per la morte del Figlio, ma anche in relazione alla profezia del vecchio Simeone, annunciata alla Vergine il giorno della Presentazione al Tempio: Tuam animam pertransibit doloris gladius [Luc. 2, 35]. Col tempo – continua Bove – la pietà cristiana ha portato a sette il numero delle spade che avrebbero trafitto l’anima di Maria. Le sette spade, per chi non lo sapesse, connotano i sette specifici Dolori patiti dalla Vergine: 1) la profezia di Simeone; 2) la fuga in Egitto; 3) la scomparsa di Gersù Bambino nel tempio; 4) il trasporto della Croce; 5) la Crocifissione; 6) la discesa della Croce; 7) la deposizione nella tomba. Un discorso a parte merita, invece, la sontuosa edicola nella località detta al Purgatorio, posta di fronte alla cappella omonima della nobile arciconfraternita del Pio Laical Monte della Morte e Pietà, dove attualmente vi è la farmacia municipale. E’ una icona maiolicata cm 80 x 100, databile, secondo il prof. Bove, nella seconda metà del XVIII secolo, che presenta stavolta un altro tema interessante dal punto di vista iconografico: la Pietà o la Madonna della Pietà. Un’ opera sacra dove si ravvisano vari simboli che rimandano ad un organico sistema significante, tanto da abbracciare tutti i Mysteria varia della Passione e Morte di Cristo [A. Bove, Summana n°5, 24].

Mater Dolorosa via Pomintella

Una vera opera d’arte che abbraccia insomma la vicenda del tradimento di Giuda, della condanna, della passione e morte di Cristo. La parte centrale della rappresentazione è dominata sia dalla figura del Cristo Morto adagiato sul sudario e sia dalla figura della Mater Dolorosa, segnata dal vistoso simbolo del cuore trafitto. Intorno alle due figure centrali si rivelano numerosi simboli scenici o i cosiddetti misteri: un gallo sopra una colonna in atto di cantare; un tamburo con tre dadi; il calvario con tre croci; mentre nella parte conclusiva dell’icona, troviamo due stupendi angeli. Il primo angelo regge il Calice del Sangue di Cristo sparso sulla Croce, mentre il secondo angelo regge una altra croce, che stavolta diventa non più segno di morte e di martirio, ma segno del più esaltante dei trionfi: quello della vittoria della vita sulla morte. Un’effigie, insomma, ben protetta da una lastra infrangibile, che non solo oggi identifica un particolare luogo del territorio di Somma, ma  suscita in ogni osservatore un momento di riflessione, un incontro inatteso e, soprattutto, un’ intima preghiera.

Mater Dolorosa al Purgatorio           (foto Antonio Angri)