Somma Vesuviana, Villa Augustea: scoperta nuova terma antecedente il 79 d.C.

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: 
Comunicato Stampa

Portata alla luce una nuova terma antecedente il 79 d.C. nel sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana.

Rosalinda Perna – assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano : “E’ venuta alla luce una nuova terma risalente ad un periodo antecedente il 79 d.C. ed è una scoperta che andrebbe a confermare l’ipotesi iniziale e a rafforzare i risultati dello scavo del 2023. Tutte le indicazioni vanno nella stessa direzione. Trovati ipogei di epoca augustea. Con ogni probabilità tali terme, servivano ad alimentare energia per un quartiere termale certamente non pubblico ma sicuramente privato e allora è chiaro che il sogno della Villa dell’Imperatore Augusto ricompare”.

Continua a stupire il sito archeologico di Somma Vesuviana, nel napoletano, a 18 Km da Napoli. Per gli archeologi oltre alla villa di Augusto potrebbe esserci anche un quartiere termale di epoca augustea. L’ipotesi è ulteriormente rafforzata dall’ultima scoperta!

L’appello del sindaco al Ministro della Cultura!

Salvatore Di Sarno – sindaco di Somma Vesuviana : “Oggi inizia il G7. Somma Vesuviana dista appena 20 Km da Pompei. L’auspicio è che, magari a margine del G7, il nuovo Ministro alla Cultura, Alessandro Giuli, possa venire in visita al sito archeologico della Villa Augustea, che continua a stupire”.

 

Nel link immagini e video Villa Augustea https://wetransfer.com/downloads/71538b3ebd954beea7cd02a8fdbc371c20240919055416/ff9a0c51489ef464e0807e2a09ee716a20240919055437/492701

“A Somma Vesuviana, dove sono in corso gli scavi argeologici sotto la guida dell’Università di Tokyo e in collaborazione con il Suor Orsola Benincasa di Napoli, è stata portata alla luce una nuova terma risalente ad un periodo antecedente il 79 d.C. ed è una scoperta che va ulteriormente a rafforzare i risultati ottenuti nella campagna di scavo terminata verso la fine del 2023, quando è stata rinvenuta una prima terma sempre antecedente al 79 d.C., una fornace per l’alimentazione, con ogni probabilità, di un quartiere termale. Nella campagna del 2023, gli archeologi trovarono un deposito di anfore degli anni in cui Augusto viveva e al di sotto di questo deposito furono trovati segni di ambienti ipogei, dunque dei sotterranei, nei quali potevano essere allocati i servizi e uno di questi servizi potrebbe essere ricondotto alla presenza di una terma, di epoca augustea, che serviva ad alimentare energia probabilmente per un quartiere termale certamente non pubblico ma sicuramente privato e allora è chiaro che il sogno di Augusto ricompare. La fornace scoperta con il rinvenimento di carbone analizzato dall’Università di Tokyo testimonia la presenza di un importante sistema di riscaldamento degli ambienti. Un sistema che dunque doveva riscaldare una villa importante, un sito importante. Siamo in un territorio che ha valenze magiche. La nuova terma, la seconda portata alla luce, scoperta adesso, andrebbe a confermare questa ipotesi, di un complesso termale antecedente al 79 d.C. e lo scavo sta proseguendo in questo punto. Questa è la terra di Dioniso, la terra del Vesuvio, dove si produceva un vino eccezionale che da questa terra giungeva nel Mondo Antico, fino in India. Leggendo di attestazioni archeologiche, senza il rinvenimento del sito archeologico di Somma Vesuviana, senza la Villa di Somma, si era convinti che dopo l’eruzione del 79 d.C. ci fosse stata una stasi lunga, profonda, per la produzione del vino. Invece lo scavo di Somma ha dimostrato che il vino si è sempre prodotto. Dunque un territorio fertile dalle grandi potenzialità”. Lo ha annunciato Rosalinda Perna, Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano.

Non c’è alcun dubbio sull’epoca di Augusto. In queste ore, a Somma Vesuviana, è stata portata alla luce una nuova terma antecedente il 79 d.C.. Lo scorso anno venne alla luce un deposito di anfore di epoca augustea e sotto furono trovati ambienti ipogei, una terma che serviva a riscaldare importanti ambienti. Gli indizi spingevano a pensare che esistesse un quartiere termale di epoca augustea. La scoperta di una seconda terma, risalente a queste ultime ore, andrebbe a confermare tale ipotesi.

E lo scavo archeologico sta consolidando ulteriormente il rapporto tra le comunità giapponese e italiana, nello specifico sommese. Presenti allo scavo studenti archeologi giapponesi e campani.

E c’è adesso il chiaro appello del sindaco di Somma Vesuviana, al nuovo ministro della Cultura, Alessandro Giuli!

“Personalmente ringrazio la missione archeologica, ringrazio la Soprintendenza che è costantemente presente. Oggi, inizia il G7 della Cultura a Pompei. Pompei dista appena 20 Km da Somma Vesuviana. L’auspicio è che il nuovo ministro della Cultura, Alessandro Giuli, magari anche a margine del G7, possa recarsi in visita al sito archeologico della Villa Augustea. Siamo in presenza di risultati importanti. Parliamo di una realtà che ebbe inizio più di 20 anni fa e che oggi sta arrivando a risultati straordinari in modo ancora più rapido. Il sito archeologico della Villa Augustea, portato alla luce grazie alla missione archeologica internazionale – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano – che vede alla guida l’Università di Tokyo, è già di grande importanza. Ci sono due stratificazioni geologiche risalenti a ben due eruzioni vulcaniche differenti quali quella del 472 d.C. ma addirittura anche del 79 d.C. e ci sono celle vinarie, ci sono ambienti, affreschi, aree estremamente importanti sulle quali continueranno gli studi. Parliamo di un sito in superficie che è già di 3000 metri e con ogni probabilità ci sarebbero da scavare altri 30.000 metri. Questo sito archeologico rappresenta un patrimonio culturale ma anche una memoria storica che saranno gli elementi basilari per lo sviluppo turistico ed economico di tutto il territorio vesuviano pedemontano, alle pendici del Monte Somma e nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio”.

Scoperte straordinarie!

Quando iniziò lo scavo, a Somma Vesuviana, era perché si favoreggiava sulla villa dove sarebbe morto Augusto. Per due decenni, lo scavo aveva dato risultati diversi ma non meno interessanti. E’ venuta alla luce una villa costruita circa 200 anni dopo la morte di Augusto testimoniando però la continuità di vita su questo territorio . Negli ultimi due anni, però, sono incominciati a venire alla luce tanti segnali estremamente interessanti. L’evidenza archeologica che è venuta a rivelarsi, piano, piano, in due anni di lavoro silenzioso, è che la Villa costruita sul finire del II sec. d.C. ha un precedente in una villa che è stata forse abbandonata, o dismessa, o smontata e comunque scomparsa dalla vita a causa dell’eruzione del 79 d.C. e quindi è ritornata in gioco, in modo prepotente, l’esistenza della Villa Augustea.

In superficie l’epoca del dopo 79 d.C. e in profondità l’epoca augustea. Un sito di grande valenza, quello che sta emergendo sempre più a Somma Vesuviana,a 18 Km da Napoli. E’ il sito che testimonia il passaggio del tempo.

Un sito importante in un territorio importante!

La Villa appare di fatto come una testimonianza vivace del passato, dei secoli in evo antico, perché la Villa pre 79 è una villa che è stata certamente intaccata dall’eruzione del Vesuvio, ma su questa villa più antica si costruisce la villa che è in superficie. Questa villa in superficie sfida tutti i secoli dell’evo antico. Ci sarà una successiva eruzione, quella del 472 d.C. che comporterà il seppellimento della villa. Dunque questo sito è testimone del passaggio del tempo. Ma il 472 d.C. è il periodo in cui l’Impero Romano, anche formalmente scompare per cedere il posto a quello che è il Mondo post Antico e Altomedievale. Quindi siamo dinanzi alla testimonianza di un fecondo rapporto anche se distruttivo, nell’ambiente naturale tra il territorio e il Vesuvio che di tanto in tanto si risveglia. Dunque abbiamo saputo che questi territori non sono stati mai abbandonati dalla frequentazione umana. L’eccezionalità di questo rinvenimento è anche che capita in un territorio favoloso. Un territorio che secondo me attende di essere risvegliato in termini di valorizzazione turistico – culturale. Lo scavo della Villa di Somma Vesuviana, non avviene nel deserto, ma in un territorio dove noi abbiamo attestazioni culturali di diversissimo tipo, soprattutto culturali perché legate a diverse cronologie. Abbiamo ad esempio il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo, nel cui sottosuolo c’è questo palinsesto di pittura che inizia nell’XI secolo e giunge fino a tutto il XVII secolo con testimonianze eccezionali. Abbiamo il Castello di Lucrezia D’Alagno, abbiamo il grande comparto di Castello nella zona di Montagna, sul Monte Somma. Somma Vesuviana ha una testimonianza unica al mondo che è il Centro Storico, il Casamale. Credo che il Casamale sia l’unico caso di Terra Murata intatta di epoca Aragonese, un borgo fortificato di epoca aragonese, forse unico esempio di epoca aragonese che abbiamo nella sua integralità. Abbiamo un territorio che magicamente continua ad essere l’attore principale di una serie di eventi legati al mondo della cultura, perché sono attestazioni folcloriche di particolare importanza. Piace ricordare ad esempio la Processione degli Incappucciati del Venerdì Santo, la Festa dei Fuochi sul Monte Somma con la consegna della perteca alla donna amata, la Festa delle Lucerne che è assolutamente unica al mondo. Tutto questo è in un contesto territoriale che produceva e produce ancora oggi uno dei migliori vini al mondo, in un territorio che per una serie di eventi storici, contingenti e curiosi è una delle capitali gastronomiche mondiali ad esempio per il baccalà e stoccafisso. Ci sono tutti gli elementi per uno sviluppo turistico del territorio.

Per interviste:

Rosalinda Perna (Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano) – tel 334 – 984 4830.

Salvatore Di Sarno – sindaco della Città di Somma Vesuviana – Tel 328 277 6361.

Giuseppe Ragosta – portavoce – Tel 392 5967459,.

Pollena Trocchia, Salvatore Auriemma nuovo segretario cittadino di Fratelli d’Italia

Pollena Trocchia. Riceviamo e pubblichiamo:
SALVATORE AURIEMMA NUOVO SEGRETARIO CITTADINO DI FRATELLI D’ITALIA A POLLENA TROCCHIA

«GRANDE SODDISFAZIONE PERSONALE E POLITICA» IL COMMENTO

L’assessore Salvatore Auriemma è il nuovo segretario cittadino di Fratelli d’Italia a Pollena Trocchia. «Apprendo questa notizia con estrema soddisfazione, pienamente consapevole dell’onore ma al tempo stesso dell’onere che essa rappresenta in quanto Fratelli d’Italia è il primo partito a livello nazionale a livello di consenso e dà al governo del nostro Paese numerosi validi componenti, a partire ovviamente dalla premier Giorgia Meloni» ha commentato Auriemma, che a Pollena Trocchia ricopre il ruolo di assessore della giunta comunale. Una nomina che giunge a coronamento di un lungo percorso di impegno sul territorio, che ha condotto al raggiungimento di diversi importanti risultati. «Ringrazio gli amici con i quali da tempo condivido questo percorso politico, nella sicurezza che continueremo a fare politica per il bene del territorio» ha concluso il segretario territoriale di Pollena Trocchia fresco di nomina. Questa notizia è stata accolta con viva soddisfazione da un grande numero di tesserati di Fratelli d’Italia di Pollena Trocchia.

Turista morta, indagati i genitori del bimbo: “Ma la statua non è nostra”

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Omicidio colposo e omessa vigilanza: sono i reati che la Procura di Napoli ipotizza nei confronti della coppia che abita nell’appartamento dal quale domenica scorsa è precipitata la statuina che ha ferito a morte la turista padovana trentenne Chiara Jaconis. Un atto dovuto in vista dell’esame autoptico che dovrebbe essere eseguito subito dopo la notifica degli avvisi. Ieri intanto la Polizia di Stato ha acquisito un video che ritrae la tragedia, a quanto pare, frutto di un incidente domestico. La coppia ha due figli e al momento non si esclude che proprio uno dei due bimbi abbia fatto cadere la statuina.

Perquisita la casa sospetta

La Polizia di Stato ha eseguito delle perquisizioni nell’abitazione di Napoli dalla quale sarebbe caduta la pesante statuina che ha provocato le ferite mortali a capo di Chiara Jaconis, deceduta due giorni dopo la tragedia in ospedale. Al momento non è chiaro agli investigatori chi si sia reso responsabile dell’incidente visto che in casa, in quel momento, c’erano, oltre ai due bambini, anche i genitori oggi indagati come atto dovuto per omicidio colposo e omesso controllo.

La ricostruzione dei genitori

Secondo le testimonianze raccolte dalla Polizia di Stato e dalla Procura di Napoli che stanno indagando sulla morte della turista padovana Chiara Jaconis, già in altre occasioni erano piovuti dall’abitazione coinvolta nella vicenda vari oggetti che però non avevano mai determinato gravi conseguenze. Nell’abitazione al momento della tragedia era presente la coppia indagata (due professionisti senza alcun precedente) per concorso in omicidio colposo e omissioni di controllo e i loro due bambini. Durante la perquisizione eseguita nell’abitazione da dove sarebbe stata lasciata cadere la statuina (ritraente il volto di un faraone, verosimilmente un souvenir di viaggio, ce n’erano diversi in casa) sono stati prelevati i cellulari e i computer presenti.

L’oggetto che provocato le ferite mortali al capo di Chiara Jaconis, durante la caduta, si è infranto sul balcone sottostante sul quale ne sono stati riscontrati e sequestrati alcuni frammenti. Sul balcone anche i segni dell’impatto. I restanti pezzi sono stati rinvenuti e repertati in strada, nelle immediate vicinanze del luogo dove Chiara si è accasciata. Secondo quanto si è appreso, le perquisizioni iniziate nel tardo pomeriggio di ieri si sono protratte fino alle prime ore del mattino: la coppia di professionisti, mostratasi parecchio addolorata per quanto accaduto a pochi passi da casa loro, ha più volte negato che l’oggetto precipitato sia di loro proprietà.

Avvertimenti del clan a Cercola, fermato il bombarolo

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Cercola – I Carabinieri della Tenenza di Cercola hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di una persona gravemente indiziata del reato di pubblica intimidazione con uso di armi, aggravato dal metodo mafioso.

In particolare, il 28 febbraio 2024 in Cercola, l’indagato -unitamente ad altro soggetto minorenne non ancora identificato- avrebbe fatto scoppiare materie esplodenti in una zona densamente abitata, così ostentando una condotta tesa a suscitare timore nelle persone presenti tipica della criminalità organizzata.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e, quindi, presunta innocente fino a sentenza definitiva.

I soci del Rotary Club visitano il quartiere San Giovanni, un “libro” di storia ottajanese

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La chiesa è ricca di opere d’arte, e il quartiere consente di parlare anche della storia politica e sociale di Ottajano, perché nel Settecento fu il centro di una borghesia “illuminata” che traeva profitto non solo dall’agricoltura, ma anche dall’industria tessile, dall’edilizia e dal controllo dei mercati. C’erano mestieri particolari, dei quali parleremo in un’altra occasione.

 

 

Domenica, con i soci del Rotary Club, di cui è presidente Pino Saetta, abbiamo ammirato il “San Giovanni che predica alle turbe” e lo fa dall’altare maggiore della Chiesa: uno splendido quadro, opera o del Bonito o del De Matteis, e uno splendido altare di legno, dipinto in modo da sembrare di marmo, e in parte rovinato dall’incompetenza di due architetti ottajanesi dell’Ottocento. Abbiamo parlato dell’organo del ‘600, un prezioso strumento “ad acqua”, che già nel 1670 venne controllato e di nuovo “registrato” da un noto musico veneziano, Alessandro Gambiraso; abbiamo osservato con grande attenzione la scultura del “Cristo crocifisso”, donata alla chiesa dalla famiglia sarnese degli Scudieri, che si trasferì a Ottajano nella prima metà del Seicento e amministrò, per conto dei Medici, il patrimonio delle selve. Abbiamo parlato di “un’eccellenza ottavianese e vesuviana”, Umberto Maggio, che ha restaurato con grande arte la scultura. Il telero smisurato (m. 26xm.10) che copre la volta della Chiesa, in cui nel 1759 Crescenzo Gamba dipinse la Trinità e un corteo di Santi e di Angeli, rovinò a terra il 3 ottobre del 1929 e Pietro Capolongo fu costretto dalla crisi finanziaria ad affidarne il restauro e la sistemazione sotto la volta a un certo Eberardo Perrone: che però non solo rovinò la tessitura dei colori con pennellate “a come viene”, ma sistemò la tela al contrario. E Capolongo lo trascinò in tribunale e vinse la causa. Ho parlato delle due Congreghe annesse in passato alla chiesa e sono stato costretto dalla verità della storia a ricordare che fino al 1860 intorno al ruolo di Priore di Congrega si combattevano dovunque battaglie chiassose e violente: per capirne le ragioni, basta leggere, con calma, l’elenco dei beni di proprietà delle due Congreghe di San Giovanni. Il quartiere, che è classificato come il secondo centro storico della nostra città, era abitato, già nel ‘700, da una borghesia “illuminata” che traeva la sua ricchezza dall’industria tessile, dal commercio del vino, dal controllo dei mercati. Lele Saggese ha fatto da guida ai soci del Rotary durante la visita al palazzo di famiglia: i Saggese furono, nell’Ottocento, tra i più importanti costruttori dell’Italia meridionale di “cati”, di botti e barili per la vinificazione. Ho ricordato agli amici che nel ‘600 il Monastero napoletano di “San Severino e Sossio” acquistò le terre lungo la strada che ancora oggi si chiama “San Severino”: sotto vi sono ancora le tracce delle grotte scavate nel tufo che i monaci napoletani davano in affitto ai produttori di vino, anche a quelli del Vallo di Lauro: il tufo tempera il calore dell’estate e mitiga il freddo invernale. E i “Sangiovannari” impararono a costruire cantine, soffitti, muri e “suppigni” in tufo, e la loro opera veniva richiesta anche a Napoli. I figli e i nipoti dei Guastaferro, dei Pisanti, degli Scudieri, dei Cola e dei Ranieri divennero, nella seconda metà del ‘700, medici, avvocati, architetti e notai, ma conservarono il controllo del sistema dei trasporti lungo le importanti strade “commerciali” che si incrociavano a Ottaviano. Avrei dovuto parlare dei mestieri degli “umili”: i cocchieri, i “bardari”, i “cravunari”, i “lattaroli”, gli “ugliarari”. Ma non volevo annoiare gli amici: e poi, se non ricordo male, agli antichi mestieri degli Ottajanesi dedicheremo un intero “incontro”. Ringrazio i soci e il presidente del Rotary ; ringrazio, per l’ospitalità, don Salvatore Mungiello, parroco della chiesa di San Giovanni, Lele Saggese e Lorenzo Pisanti., priore della Congrega.

 

La Ri.Ca. S.r.l. di Somma Vesuviana arriva a Palazzo Chigi

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La Ri.Ca. S.r.l. di Somma Vesuviana è arrivata fino a Palazzo Chigi. L’azienda si sta espandendo anche a Roma ed è stata scelta dal ministro uscente per gli Affari europei, Raffaele Fitto, per una colazione con il governatore della Puglia, Michele Emiliano.

Un catering di altissimo livello. Così diversi giornalisti stanno definendo il servizio della Ri.Ca. S.r.l., azienda di Somma Vesuviana la quale si occupa dal lontano 1967 di ristorazione collettiva. La ditta sta ottenendo molti traguardi importanti, tra cui la richiesta di servire, lo scorso 16 settembre, la colazione per il Ministro uscente per gli Affari europei Raffele Fitto e il governatore della Puglia Michele Emiliano. L’incontro è avvenuto nell’ufficio del Ministro sopra la Galleria Alberto Sordi a Largo Chigi e per l’occasione Fitto ha affidato alla Ri.Ca. S.r.l il catering per una colazione per due: caffè, the, latte, succo di frutta, acqua, cornetti e pasticceria secca. Totale 36,5 euro a testa. Un prezzo che ha fatto storcere il naso agli amministratori di Palazzo Chigi e che ha fatto subito notizia.

L’ufficio stampa del ministro Fitto ha voluto precisare che quello con l’Emiliano era solo un caffè, mentre il preventivo di 77 euro si riferisce a una colazione avvenuta alle 8 del mattino “con ospiti stranieri” di cui non si forniscono le generalità, e quindi “per più persone”. In realtà, la Ri.Ca. con grande professionalità ha reso nota la cifra già nel preventivo fornito al Ministro il 14 settembre. Dunque, aldilà delle polemiche o dell’ironia che è stata fatta tramite i giornali sul “caffè d’oro” offerto dal Ministro al Governatore della Puglia, resta il merito di un’azienda definita “un’importante società di Somma Vesuviana” dal giornalista e saggista Sergio Rizzo in un’intervista nel programma di La7 “DiMartedì”.

Allagamenti e strada chiusa nei pressi delle officine Alstom: l’Agenzia di Sviluppo lavora ad uno studio risolutivo

Riceviamo e pubblichiamo.

Uno studio per dare una soluzione all’impraticabilità della strada che collega il Nola Business Park, oltre che Vulcano Buono ed il centro di manutenzione ferroviaria di Alstom ai Comuni del circondario ed al casello autostradale e che, invasa dall’acqua dell’esondazioni dell’alveo Gaudo, resta chiusa provocando numerosi disagi alla popolazione oltre che agli operatori economici ed ai lavoratori. Se ne occuperà l’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana che in virtù del know-how acquisito proprio in tema del rischio idraulico che investe il territorio ha ricevuto mandato dalla Regione Campania di effettuare una analisi approfondita che possa portare alla soluzione definitiva di un problema ormai annoso. Al lavoro anche il Consorzio generale di Bonifica del Bacino inferiore del Volturno che ha competenza per gli interventi sui corsi di acqua. L’obiettivo è di arrivare alla progettazione di un’opera di difesa dagli allagamenti. Se ne è parlato ieri nel corso di un incontro con il vice presidente della giunta regionale della Campania, Fulvio Bonavitacola, al quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del Tavolo dei Comuni dell’Agenzia, Giuseppe Caccavale sindaco di Cicciano, l’amministratore unico della società partecipata da 18 amministrazioni comunali del Nolano e dalla Città Metropolitana di Napoli, Vincenzo Caprio, il direttore generale del Consorzio di Bonifica Camillo Mastracchio ed il consigliere regionale Giuseppe Sommese, promotore del tavolo di confronto.

È nostro dovere – sottolinea il presidente del Tavolo dei Comuni Giuseppe Caccavale – farci carico di un problema che si aggiunge a quello degli allagamenti che interessano l’intera area e che oltre a mettere in pericolo l’incolumità dei cittadini arrecano danni costanti alle produzioni agricole, agli insediamenti commerciali ed industriali oltre ad essere causa di disservizi e disagi non più sopportabili. Come sempre saremo in prima linea non solo facendoci portavoce delle istanze della comunità presso le istituzioni competenti ma anche lavorando attivamente per restituire non solo alla strada interdetta al traffico ma all’intero territorio la sicurezza compromessa dai ripetuti e frequenti allagamenti dovuti alle condizioni degli alvei”.

Fugge a tentata rapina, torna indietro per amico e ritrova ladri

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AFRAGOLA – Lo hanno colpito con pugni, gli hanno puntato contro una pistola e hanno preteso tutto quanto in suo possesso. La vittima è riuscita a scappare ma quando è tornato indietro per recuperare l’amico che era con lui, ha ritrovato i malviventi che hanno messo in atto un’altra aggressione. Secondo quanto ricostruito al momento dai carabinieri è accaduto ad Afragola dove sono state arrestate due persone e denunciate altre tre.

A finire in manette per concorso in tentata rapina aggravata e lesioni personali, sono stati un 19enne e un 20enne, incensurati di Afragola. Denunciati per gli stessi reati un 18enne, un 26enne e un altro 20enne, anche loro della stessa città. Tutti a bordo di un’utilitaria nera, avrebbero tentato di rapinare un 26enne. Anche la vittima era in auto in via Saggese, in attesa di un amico. Dopo l’aggressione e la fuga, la vittima, convinto di essere ormai al sicuro, è tornato indietro ma i rapinatori non erano andati via e quando hanno visto l’amico della vittima avvicinarsi all’auto, hanno tentato di investirlo e poi lo hanno colpito alla testa con il calcio della pistola.

La notizia della rapina è arrivata al 112 che ha diramato una nota di ricerca per l’auto dei rapinatori. Una pattuglia della sezione radiomobile di Casoria ha incrociato la Panda Nera non lontano da via Saggese. Non è stato necessario inseguirli, i cinque hanno interrotto la marcia immediatamente.

Dalla perquisizione dei carabinieri è emersa una pistola giocattolo senza tappo rosso e dei capi d’abbigliamento coincidenti con la descrizione fornita dalle vittime. Due sono stati sottoposti ai domiciliari, in attesa di giudizio. Per gli altri, una denuncia in stato di libertà.

Torna a Pollena Trocchia la rinomata rassegna culturale “Poesia è… Rinascenza”

Riceviamo e pubblichiamo. 

 

 

 

Riprendono, dopo la pausa estiva, gli appuntamenti della rinomata e apprezzata rassegna culturale “Poesia è… Rinascenza”, ideata e condotta dall’operatrice culturale Melania Mollo con la collaborazione del Circolo Letterario Anastasiano di Giuseppe Vetromile.

Venerdì 27 settembre, infatti, la rassegna ospiterà, nella sede di elezione della Congrega del SS. Sacramento a Pollena Trocchia, la poetessa e traduttrice Stefania Di Leo, nota negli ambienti letterari nazionali e internazionali – oltre che per i suoi illustri versi – per la sua intensa attività di promozione culturale di autori esteri, prevalentemente spagnoli e portoghesi, dei quali è eccellente traduttrice.

«Ma le novità non si fermano qui. La rassegna, infatti, è spesso e volentieri “invitata” in altre sedi, proprio grazie alla qualità dei suoi contenuti e all’alto profilo degli autori invitati, nonché per aver sempre realizzato gli incontri con costante e tenace assiduità, nonostante le non poche difficoltà che sempre bisogna affrontare in ogni tipo di organizzazione di eventi culturali “indipendenti” e autonomamente gestiti, come il nostro, non ultimo l’aspetto economico e il sostegno materiale da parte di terzi» hanno detto gli organizzatori Melania Mollo e Giuseppe Vetromile.

Venerdì 20 settembre la rassegna sarà ospite a Pozzuoli. «È – hanno proseguito – in effetti una sorta di “anteprima” rispetto alla vera inaugurazione del nuovo ciclo di incontri stabilito per il 27 settembre in Congrega a Pollena Trocchia».

Per la serata di apertura ufficiale, oltre alle opere artigianali di Luigi Russo, per la prima volta la rassegna espone opere di New Media Art di Rito Mazzarelli, mentre l’intervento musicale sarà curato da un trio che allieterà l’evento: Lucia Iavarone, soprano, Pasquale Perna al pianoforte e Giusy Topa al violoncello. «Con l’entusiasmo che ci contraddistingue aspettiamo i tanti amici e appassionati per emozionarci insieme e presentare il ricco calendario 2024/25» hanno concluso gli organizzatori Melania Mollo e Giuseppe Vetromile.

Padre chiede al clan di uccidere figlio e genero e di distruggere cadavere: nel cimitero reclami l’ufficio del ras

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PALMA CAMPANIA“E’ quarta volta che mi ha picchiato… sia mio genero e sia mio figlio… di farli scomparire proprio, e di non farli trovare proprio…”.

E’ il testo dell’agghiacciante richiesta avanzata alla camorra da un padre, nel cimitero di Palma Campania, dove il clan Fabbrocino non solo convocava gli imprenditori per costringerli a pagare ma si rendeva disponibile anche a risolvere le istanze che riceveva da semplici cittadini. In questo caso la richiesta, per fortuna non accolta, è quella di un duplice omicidio con addirittura la distruzione dei cadaveri.

La circostanza emerge dalle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna che oggi hanno notificato 13 misure cautelari, emesse dal gip su richiesta della Dda di Napoli, anche nei confronti di Biagio Bifulco, boss detenuto del clan Fabbrocino, e di Mario e Pietro Fabbrocino.

Le cimici nell’ufficio del clan

I militari dell’arma, in quell’ufficio riconducibile a una società, trasformato in una base, i Fabbrocino si rendevano disponibili anche risolvere problematiche di vario tipo, avanzate dai cittadini. E i militari le ascoltano grazie alle cimici. Quella del duplice omicidio risale al 20 giugno 2022 quando un uomo, per risolvere i suoi problemi di carattere patrimoniale e mettere fine ai reiterati maltrattamenti chiede a Mario Fabbrocino (oggi destinatario di un arresto) l’omicidio del figlio e del genero, dicendosi anche pronto a pagare.

“Se pure devo dare qualcosa a qualcuno – sottolinea – li dobbiamo distruggere”. Mario Fabbrocino assicura all’uomo una soluzione, ma consistente, per fortuna, in “una bella ramanzina” al figlio e al genero: “vedo di parlarci io… non dobbiamo far scomparire niente, dobbiamo dire che con voi devono fare i bravi”.

Il clan è anche riuscito a scoprire che in quell’ufficio qualcuno ascoltava le loro conversazioni, e con un rilevatore di cimici ha attuato una vera e propria bonifica del locale messo a disposizione da una segretaria incaricata anche di agevolare gli incontri. Tra le richieste dei cittadini documentate dai carabinieri durante le indagini figurano anche richieste di aiuto per debiti non pagati, difficoltà nell’acquisto di terreni e diatribe di tipo lavorativo.

LA NOTA SUI 13 ARRESTI DI STANOTTE A PALMA CAMPANIA