Marigliano, ipotesi stoccaggio rifiuti: la nota di “FareAmbiente Marigliano”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di “FareAmbiente Marigliano”, in merito all’ipotesi stoccaggio rifiuti nell’area di Marigliano:
Viste le ultime ed innumerevoli indiscrezioni giornalistiche che paventano l’arrivo di tonnellate di rifiuti sul nostro territorio, “FareAmbiente Marigliano” considera l’eventualità, come l’ennesimo atto di violenza da parte della regione ad un territorio già falcidiato e mortificato a più riprese, soprannominato “triangolo della morte”, che ha pagato già un prezzo altissimo, in termini di vite umane.
Invita, inoltre, l’amministrazione comunale ad intraprendere ogni azione amministrativa e politica a tutela dei cittadini, già vittime in passato di scelte inadeguate, evitando con ogni mezzo l’ennesima beffa ad un territorio già fortemente inquinato.
“FareAmbiente Marigliano” farà la sua parte, come sempre, a tutela della salute e dei diritti dei cittadini.

Napoli, donna multata e fatta scendere da bus con le doglie: le scuse da Anm

Sono arrivate le scuse da parte dell’Anm (Azienda Napoletana Mobilità) dopo la multa comminata ad una donna di 28 anni diretta all’ospedale Cardarelli di Napoli in preda alle doglie e multata da un controllore perché salita sul bus senza biglietto. La donna, che ha poi partorito qualche ora dopo, è stata costretta a scendere dal pullman. “I controllori dell’Anm – spiega Nicola Pascale, amministratore Unico di Anm – elevano quasi 3000 verbali di contravvenzione al mese, svolgendo un’attività complicata, che l’azienda sta intensificando per migliorare il servizio ai cittadini. Gli errori possono capitare e in questo caso si è verificato un evidente eccesso di zelo nei confronti della signora, che andava invece aiutata e confortata. Sarà mia personale cura riprendere e riesaminare la pratica del suo ricorso che è stata trattata in modo troppo burocratico. Intanto alla signora e alla sua famiglia esprimo le nostre più vive scuse e le felicitazioni per la nascita del piccolo”, conclude la nota.

“’E trezze ‘e Carulina“ di S. Di Giacomo, e il “mistero” delle Caroline cantate dal poeta

La “Carulì” delle canzoni “ A Marechiaro” e “ ‘E trezze ‘e Carulina” nel racconto fatto a Vittorio Paliotti dalla proprietaria della trattoria “ ‘A finestrella”di Marechiaro.  “Carulì”, la canzone delle due Caroline, quella di Di Giacomo e quella di Mario Costa.  “ Palomma ‘e notte” dedicata alla donna della sua vita, Elisa Avigliano.

 

Nel 1895 Salvatore Gambardella musicò la poesia che Di Giacomo aveva dedicato a una Carolina dalle belle trecce, che si divertiva a respingere il suo corteggiamento. E per vendicarsi, il poeta chiede al pettine con cui la ragazza mette in ordine le sue trecce, di graffiarle la testa e le guance, “ scippala ‘na matina”. E allo specchio in cui ogni mattina la ragazza guarda e ammira la luce riflessa dei suo occhi e del suo sorriso Di Giacomo chiede di appannarsi, mentre la vanitosa si compiace della propria bellezza.  Non si contano i poeti che a partire dal mondo antico si sono rivolti allo specchio usato dalla loro donna; specchio ora amico, ora, come scrisse G. B. Marino, “rivale”, perché lui solo, lo specchio, aveva il privilegio di “mirare” la bellezza della donna “crudele e superba”. Ma il Marino ricorda a questa signora che la bellezza e la giovinezza sono fragili proprio come è fragile il vetro dello specchio. Anche questa “variante” per antitesi introdotta da G.B. Marino nel corredo metaforico del tema fu adottata da altri poeti: ma Di Giacomo inventa una novità, immagina che il pettine di “tartaruca fina” e lo specchio “ de Venezia” non diano ascolto alla preghiera dell’innamorato respinto, e restino fedeli alla ragazza. Anche la ruta, la reseda e la nepitella, l’”anepeta”, a cui l’innamorato infelice ha chiesto di farsi trovare inaridite, “seccate”, sul terrazzo, non solo non “sentono” queste maligne richieste, ma fioriscono ancor prima del tempo, grazie al sole di aprile, “ cchiù ampresso ncopp’ a ll’asteco / abbrile ‘e ffa schiuppà’….” Salvatore Gambardella  trasferì magistralmente in musica i temi della poesia: l’intonazione classica del motivo, lo spunto ironico dell’eros popolare che si dispiega nell’invocazione alle “lenzola”: “nfucateve, pugnitela / tutto stu mese ‘abbrile”, e infine l’antitesi e la ripetizione che fanno pensare alla melodia della taranta.

Salvatore Di Giacomo ebbe relazioni complicate e con le donne delle sue poesie, delle canzoni, delle novelle, e con quelle della realtà: merita di essere letto il saggio “Il tormentoso idillio di Elisa e di Salvatore” in cui Giovanni Artieri ricostruì, con passione e con rigore filologico, la storia d’amore tra il poeta e Elisa Avigliano, fatta di “pene, di infelicità volontaria: una storia tipica del tempo, ancora tutto immerso nell’onda romantica, per cui l’amore non sembrava vero, se non lo sorreggessero, su un letto di spine, l’inquietudine, l’incertezza, la gelosia.”. Assai “romantico”, nella sua audacia, fu, all’inizio, il comportamento della Avigliano, se è lei la “palummella” di “Palomma ‘e notte:” Tiene mente ‘sta palomma / comme gira, comm’avota/…Vattenne ‘a lloco / vattenne, pazzarella..”.Pare che Di Giacomo abbia voluto esorcizzare il “demone” dell’amore triste negando che la Carolina di “A Marechiaro” e quella delle “trezze” fossero donne in carne ed ossa. Dichiarò più volte che aveva inventato  sia la ragazza che la “fenesta” del borgo, ma non poté negare che lui e Francesco Tosti frequentassero una trattoria di quel borgo, famosa per le sue zuppe di pesce. Anni dopo Nannina Cotugno, proprietaria di quella trattoria che ora si chiamava “ ‘A finestrella”, raccontò a Vittorio Paliotti che la Carolina, Musa delle due canzoni di Di Giacomo, era sua nonna, Carolina Anastasio, figlia di Vincenzo, – che aveva servito le zuppe al poeta e al musicista -, e prima fidanzata, e poi moglie di Carmine Cotugno, noto per la sua abilità di cuoco e per la sua gelosia.

Ancora più complicata è la storia di “Carulì”, scritta da Di Giacomo, musicata da Mario Costa e edita, nel 1885, da Santoianni. Fu la canzone delle due Caroline. Il poeta, racconta Vittorio Paliotti, la dedicò a Carolina, “una bruna venditrice di bibite”, con banco in via Latilla, “con la quale il poeta, consapevole della poca fortuna che aveva con le donne, soleva scambiare”, ogni giorno, “quattro timide chiacchiere”. Mario Costa la dedicò alla sua amata Carolina, figlia del geniale fotografo Giorgio Sommer, un tedesco trapiantato a Napoli.

Ma forse il nome “Carolì” piacque a Salvatore Di Giacomo perché il trisillabo tronco, la scioltezza delle due liquide, ”l” e “r”, e la varietà timbrica delle tre vocali in armoniosa successione evocavano alla sua immaginazione quella sintesi perfetta di movimento e di “riposo” che sollecitava con intensità il suo spirito di poeta.  E che ispirò anche Antonio Bresciani nel dipingere la splendida “Ballerina allo specchio” che correda l’articolo.

 

 

 

La narrazione nei testi musicali: il caso “Hurricane”

Ti va di raccontarmi una barzelletta?

Non so se lo sai, ma anche gli aneddoti sono considerati dei micro-generi narrativi e come tali possiamo, all’occorrenza, analizzare la loro costruzione. Le barzellette solitamente si compongono di una sintesi, di una tensione narrativa e di un ritmo.

È facile intuire, a questo punto, quanto sia importante scegliere i particolari, le sfumature e i dettagli che caratterizzano un personaggio o una situazione e spesso sono proprio i dettagli (un tic, una parola ricorrente, un gesto che si ripete) ad essere più evocativi rispetto a minuziose descrizioni dell’esperienza che stiamo raccontando.

E la tensione? In ogni storia che si rispetti, il lettore, l’ascoltatore o lo spettatore hanno bisogno dei cosiddetti picchi narrativi, di saliscendi all’interno del ritmo della narrazione, atti a mantenere viva la loro attenzione.

Conosci “Hurricane”? Si, sto parlando proprio della bellissima canzone di Bob Dylan. Ebbene, in questo pezzo il cantautore americano è riuscito a ricostruire la vicenda del protagonista, un pugile di colore che è finito in carcere nonostante fosse innocente.

Il punto di vista dell’autore è distaccato, neutro. Il narratore risulta affidabile e si percepisce fin dall’incipit che non tradirà mai la fiducia del pubblico.

Colpi di pistola nel locale notturno, entra Patty Valentine da una stanza sopra la sala e vede il barista in una pozza di sangue. Piange, “Mio dio, li hanno uccisi tutti”. Qui inizia la storia di Hurricane.

Dylan utilizza un tono simile a quello di un giornalista di cronaca. Risulta chiaro che non c’è nessun legame emotivo, nessuna vicinanza tra lui e Hurricane. C’è soltanto una storia da raccontare al maggior numero possibile di persone.

Patty vede tre corpi stesi a terra, e un altro uomo chiamato Bello, che si muove furtivamente. “Io non l’ho fatto!” disse lui agitando le mani, stavo solo derubando la cassa

Fino a questo punto Bob ha raccontato in terza persona la vicenda di Patty, una donna che ha assistito ad un crimine. La tensione cresce e proporzionalmente sale il ritmo della musica. È a questo punto che il vero protagonista entra in scena:

Nel frattempo, lontano in un’altra parte della città Rubin Carter e alcuni amici portano in auto il primo contendente della corona per i pesi medi, il quale non ha idea di che merda stava per succedere quando un poliziotto lo fece accostare sulla strada come tempo prima e tempo prima ancora. A Paterson le cose vanno così, se sei nero non devi farti vedere per strada, a meno che non vuoi accettare la sfida”.

Siamo nel cuore della narrazione. Bob Dylan ci porta per le strade di una città americana in un’epoca ormai lonana e cambia il punto di vista: la protagonista non è più Patty, ma Rubin Carter, un famoso pugile dell’epoca detto Hurricane.

Il modo di narrare di Dylan è molto simile a quello di uno scrittore: nel testo abbiamo il protagonista che è Hurricane, l’antagonista che è la società civile americana e un problema: il razzismo delle autorità.

L’autore usa le parole giuste e il giusto ritmo di narrazione. Questa vicenda non può essere raccontata diversamente. Ogni parola comporta una scelta: perché quella e non un’altra? Perché usare un registro colloquiale o uno più letterario?

Quando scrivi, cerca sempre di utilizzare un tono di voce, un registro vicino ai personaggi che racconti. In questo modo catturerai l’attenzione del tuo lettore molto più facilmente. Ricorda: essere generici omologa verso il basso e appiattisce i contenuti.

Ma adesso… godiamoci Hurricane!

Volla, lascia cane in auto e va a fare la spesa. Proprietario denunciato

Nel mentre venivano effettuati normali controlli del territorio, predisposti dal Comando della Polizia Locale e mirati al controllo della raccolta differenziata sul territorio, verso le ore 11.10 veniva segnalato alla centrale operativa del Comando che in viale Michelangelo di fronte all’ingresso del centro commerciale “Le Ginestre” un cane chiuso in macchina mostrava segni di sofferenza. Il Comandante della Polizia Locale T. Col. Dott. Giuseppe Formisano provvedeva immediatamente a dirottare la pattuglia di servizio nella zona indicata al fine di verificare la veridicità della segnalazione ed attuare i provvedimenti di competenza. Giunti sul posto effettivamente veniva riscontrato che la segnalazione corrispondeva al vero. Infatti il personale nella via indicata trovava un’auto parcheggiata con all’interno un cane incrocio pastore belga e Labrador e con il finestrino posteriore solo leggermente aperto. Immediatamente gli stessi si mettevano in cerca del proprietario che risultava essersi allontanato per fare delle compare presso il centro commerciale e di lì a poco sopraggiungeva aprendo l’abitacolo e permettendo al cane di poter scendere dal portellone posteriore.

Il proprietario del cane veniva segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, all’ASL competente servizi veterinari ed all’UDA Ufficio diritti degli animali del Comune di Volla al fine di seguire ed effettuare controlli sullo stato del cane.
Inoltre venivano irrogate nei confronti del proprietario la mancata revisione dell’autoveicolo ex art. 80 c. 14 nonché il mancato possesso della patente di guida ex art. 180 c.1 e c.7.

Al termine dell’operazione il personale della Polizia Locale ritornava a pattugliare il restante territorio.

Incendi boschivi: task force dei militari in Campania

Per prevenire e contrastare il fenomeno degli incendi boschivi in Campania, i Carabinieri Forestali, a seguito della emanazione del Decreto della Regione Campania con il quale è stato dichiarato lo stato di massima pericolosità degli incendi boschivi a decorrere dal 15 Giugno al 30 Settembre, in analogia a quanto disposto dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, hanno rafforzato il dispositivo di vigilanza e monitoraggio del territorio, con particolare attenzione alle aree forestali più vulnerabili, anche in forza della convenzione sottoscritta tra l’Arma dei Carabinieri e la Regione Campania.
Un ulteriore rafforzamento del presidio è stato voluto dal Comando Tutela Forestale per le aree della Costiera Amalfitana e del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Monti Alburni, particolarmente colpite dagli incendi boschivi che generano allarme sociale, sia per il forte afflusso turistico estivo, sia per l’impatto sulla viabilità che spesso deve essere interrotta, mediante l’impiego di militari provenienti da altre Regioni d’Italia.
I risultati fin qui conseguiti vedono una riduzione del numero degli incendi forestali e delle superfici bruciate in tutte le province della Campania rispetto agli anni precedenti.
Dal primo gennaio al 10 agosto il numero degli incendi boschivi è stato stimato in 169 con una superfice bruciata di ettari 418. Gli incendiari denunciati sono stati 37 di cui 5 sottoposti a misure cautelari. Le sanzioni amministrative comminate sono 82 per un importo di oltre 20mila euro.

Si rammenta a tutti i cittadini che in questo periodo vige il divieto assoluto di accensione di fuochi in aree forestali ed in prossimità delle stesse nonché di abbruciamento dei residui vegetali derivanti dalle lavorazioni agricole nelle campagne e nei parchi e giardini.
Chiunque avvista un incendio può segnalarlo al numero di emergenza ambientale 1515 dell’Arma dei Carabinieri, oppure ai numeri verdi dedicati delle strutture regionali di protezione civile oppure ai numeri di pronto intervento delle Forze di Polizia e del Vigili del Fuoco.
La segnalazione tempestiva di un evento incendiario è assai preziosa ed è considerata di fondamentale importanza, sia per favorire rapidi interventi delle operazioni di spegnimento ed evitare che un piccolo fuoco divampi in un grande incendio, sia per consentire di svolgere idonee attività di indagine volte ad individuare gli incendiari ed assicurarli alla giustizia.
Il reato di incendio boschivo, tra i delitti ambientali, è uno dei più severamente puniti, infatti è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza e la pena della reclusione fino a dieci anni.
Nella giornata del prossimo 15 agosto, anche al fine di contribuire ad assicurare un Ferragosto sicuro ai cittadini, in tutte le aree naturalistiche e attrezzate per pic-nic, a maggiore afflusso turistico, è stato previsto un incremento dei controlli e delle attività di vigilanza.

Giugliano: incendia ogni genere di rifiuti nel suo terreno: 71enne in manette

I carabinieri della Sezione radiomobile di Giugliano hanno arrestato un incensurato 71enne per combustione illecita di rifiuti.
Allertati da un odore acre e da un’alta colonna di fumo, i militari hanno raggiunto un appezzamento di terreno la cui proprietà è risultata essere del 71enne.
L’uomo è stato così sorpreso mentre incendiava sterpaglie miste a rifiuti di varia natura: cassette, bottiglie e sacchetti di plastica, parti di mobilio e lattine di alluminio.
Spento il rogo con mezzi di fortuna, i militari hanno arrestato l’uomo e dopo le formalità di rito lo hanno sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

Torre Annunziata: tenta di estorcere soldi alla madre, 38enne finisce in manette

Un 38enne di Torre Annunziata, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per tentata estorsione dai carabinieri della stazione locale.
L’uomo pretendeva soldi dalla madre per comprare cocaina e durante una lite la donna lo ha sbattuto fuori casa. Tuttavia il figlio non si era arreso e aveva preso a sferrare calci al portone d’ingresso.
Nel frattempo la madre, esasperata, aveva chiamato il 112. I militari, arrivati nel giro di poco, hanno bloccato il 38enne fuori dall’abitazione familiare traendolo in arresto.
Erano mesi che la donna sopportava le vessazioni del figlio senza chiedere aiuto ma solo ieri ha trovato la forza di denunciare.

Ferragosto, boom di turisti al Gran Cono del Vesuvio e a Pompei

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Ferragosto tra i siti archeologici e la vetta del Vesuvio per quanti hanno preferito l’arte e la natura a una giornata al mare. Bene gli Scavi di Pompei con 14.403 visitatori, secondo il dato aggiornato alle ore 17.30 prima dell’ ultimo ingresso fissato alle 18.00). Ottima l’affluenza al Gran Cono del Vesuvio che ha registrato per l’intera giornata ben 4.274 visitatori.

Mentre – secondo i dati della Soprintendenza – sono state 4.014 le presenze al Parco archeologico di Ercolano dove l’ingresso era gratuito. Qui i turisti hanno potuto visitare gratis anche il Padiglione della Barca e la mostra SplendOri con preziosi appartenuti agli antichi abitanti, ritrovati alcuni nell’area dove i fuggiaschi tentarono invano la via del mare per scampare all’eruzione del 79 d.C., altri nelle dimore dell’antica Herculaneum.

Esprime soddisfazione il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo: ”I dati di questi giorni ci confermano un trend di crescita che stiamo registrando da mesi”.

Lega il cane all’auto e lo trascina, fermato e denunciato un medico

Non voleva far salire il cane sulla macchina appena lavata, così ha legato il guinzaglio alla vettura trascinando la povera bestiola sull’asfalto.
Protagonista un medico di 51 anni. L’uomo è stato fermato e denunciato dai carabinieri a Villa Literno, nel Casertano, mentre procedeva a velocità sostenuta in Via Vittorio Emanuele, con il cane attaccato all’auto e trascinato.
Ai militari della stazione locale l’uomo, residente a Minturno (Latina), ha spiegato di non aver fatto salire il cane perché il figlio 18enne, che era in auto, ne aveva timore. Il cane, un meticcio di 10 anni, ha riportato ferite ad una zampa ed è stato poi affidato a un canile.

(fonte foto: rete internet)