Affitti invisibili, soldi falsi e droga: il triste bilancio dei controlli ad Ischia

Un mare da cartolina, paesaggi incantevoli, buona cucina: tutte caratteristiche indispensabili per una vacanza perfetta. Sono le stesse che spingono ogni anno numerosi villeggianti ad alloggiare ad Ischia, isola in cui si incrociano storia, arte e benessere. Tuttavia, gli ultimi controlli effettuati dai Carabinieri svelano un triste retroscena, fatto di molteplici irregolarità.

I principali controlli riguardano gli affitti abusivi durante la scorsa settimana di Ferragosto: 5 le persone denunciate per omessa comunicazione delle persone alloggiate. Si tratta dei proprietari di 3 appartamenti ad Ischia e 2 in località Sant’Angelo. Denunciati un 76enne di Serrara Fontana, un 62enne di Casamicciola Terme, un 69enne di Ischia, un 71enne e un 74enne entrambi di Ischia. Controllati altri 15 appartamenti e circa 50 ospiti, sui quali sono ancora in corso accertamenti.

Denunciato anche un 61enne, originario del Rione Sanità, poiché scoperto a pagare in diversi esercizi commerciali con banconote false.

Effettuati controlli antidroga: a Barano e al porto di Ischia i militari hanno fermato 3 ragazzi in possesso di droga per uso personale. In totale sono stati sequestrati una dose di marijuana e 8 grammi di hashish. I 3 sono stati segnalati alla prefettura di Napoli come assuntori di droga.

 

Nola, incendio di rifiuti in un terreno: Carabinieri Forestali arrestano 32enne

In località Boscofangone i Carabinieri della stazione forestale di Marigliano hanno arrestato in flagranza un uomo per incendio di rifiuti.

Si tratta di un 32enne di Camposano che, al passaggio dei militari in servizio di pattuglia, stava appiccando il fuoco a parti di mobili in legno trattato con vernici e collanti, plastica e carta abbandonati sul terreno del padre.
L’uomo è stato bloccato e identificato, quindi arrestato in flagranza per combustione illecita di rifiuti.
Dopo le formalità è stato tradotto ai domiciliari ed è in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Striscione neofascista alla Regione: indaga la Digos

“Il fascismo è etica!!! Camerata Rastrelli presente”: questa la scritta su uno striscione, poi rimosso, posto davanti alla sede della Giunta regionale della Campania, in via Santa Lucia, nella notte tra sabato e domenica scorsi e di cui comunica la notizia oggi l’edizione napoletana del quotidiano La Repubblica.

Il giornale racconta che a dare notizia dell’iniziativa – sulla quale indaga la Digos – è il sito ‘Mare Nero Centro di diffusione libraria’ che ha pubblicato su Fb la fotografia ed un testo nel quale è scritto, tra l’altro, che “all’ingresso della Presidenza della Regione Campania si è voluto ricordare il Governatore galantuomo. Rastrelli amava ricordare le motivazioni culturali ed etiche che lo hanno sempre contraddistinto nella sua scelta ideologica”. In occasione dei funerali sabato scorso a Napoli dell’ex governatore – storico militante del Msi e che aderì ad An, morto a Ferragosto a 91 anni – alcune persone hanno salutato il feretro facendo il saluto romano.

Secondigliano, pugni e morsi alla sorella disabile: arrestato 41enne

I Carabinieri della stazione di Secondigliano hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia un 41enne del quartiere, con problemi legati alla droga e ai domiciliari proprio per reati in materia di stupefacenti.
Senza motivo ha aggredito la sorella disabile, provocandole un’escoriazione al sopracciglio con ematoma e perdita di sangue. Inoltre, le ha dato diversi morsi alla schiena, ad un braccio e al collo. Ad avvertire immediatamente il 112 i vicini.
Sul posto sono giunti i Carabinieri di Secondigliano che hanno bloccato l’uomo arrestandolo per maltrattamenti in famiglia.
La vittima invece è stata affidata ai medici in ospedale, curata e dimessa con una prognosi di 10 giorni.
Il 41enne è stato tradotto in carcere.

“Festa del Vino” a Castelvenere, al via la 23esima Edizione

Nello spazio ‘Falanghina D’Amare’ in degustazione i vini Falanghina del Sannio Doc della ‘Città Europea del Vino’ e l’offerta gastronomica di ‘Castelvenere ospita Bacoli’. L’evento si svolgerà dal 23 al 25 agosto.

 

Un ricco programma caratterizza la trentanovesima edizione della ‘Festa del Vino’ di Castelvenere, in programma da venerdì 23 a domenica 25 agosto. Il “Comune più vitato del Sud” si prepara a vivere uno degli eventi clou del dossier di ‘Sannio Falanghina’.

Organizzata dalla Pro Loco, con la collaborazione del Comune di Castelvenere, la festa offrirà l’opportunità di degustare le etichette delle dodici aziende locali che partecipano alla rassegna. Un tour che si snoderà nell’intero centro storico, partendo dall’area delle suggestive cantine tufacee e giungendo fino a piazza Mercato, cuore del borgo medievale, percorrendo il dislivello attraverso la torre dedicata a Venere, simbolo dell’identità castelvenerese.

Lungo il percorso si potranno conoscere le potenzialità dei vini ottenuti dalle uve maggiormente coltivate in paese: falanghina e aglianico e poi l’antica camaiola (confusa con la barbera piemontese, da qualche mese si è avviato il percorso con l’obiettivo di iscrivere il vitto al Registro nazionale con il suo nome originario), coda di volpe, fiano e greco e la misteriosa agostinella. Un tuffo tra vini diversi, patrimonio inestimabile di un territorio e di una comunità la cui storia è da sempre legata alla viticoltura e alla produzione del vino.

Nell’anno della ‘Città europea del vino’ la centralissima piazza San Barbato ospiterà, invece, lo spazio ‘Falanghina D’Amare’, con i sommelier della delegazione sannita dell’Ais che faranno degustare le etichette Falanghina del Sannio Doc delle aziende operanti nei cinque Comuni di ‘Sannio Falanghina’ (oltre a Castelvenere le realtà di Guardia Sanframondi, Sant’Agata dei Goti, Solopaca e Torrecuso). In questo stesso spazio, nelle serate di sabato 24 e domenica 25 agosto, si consumerà anche l’iniziativa ‘Castelvenere ospita Bacoli’, avvio di un percorso di gemellaggio e azione promozionale che vedrà il piccolo centro sannita lavorare in sinergia con la cittadina che sorge nel cuore dei Campi Flegrei. L’amministrazione e la comunità di Bacoli sarà attivamente presente all’evento promuovendo un piatto preparato utilizzando un prodotto ittico quale le cozze abbinate alla cicerchia, un antico legume che in questi ultimi anni si va rivalorizzando grazie all’impegno della condotta flegrea di Slow Food, che ne ha fatto una Comunità del Cibo.

Il legame tra Castelvenere e Bacoli mira anche a far conoscere le potenzialità di quella vasta area del territorio castelvenerese il cui suolo è dominato dal tufo grigio   dell’Ignimbrite Campana, il prodotto della maggiore eruzione esplosiva avvenuta circa 39.000 anni fa nell’area campana, da un centro ubicato nei Campi Flegrei. Proprio per questo, nella serata di venerdì (ore 20.30) negli spazi dell’Enoteca culturale si svolgerà la degustazione guidata ‘Vulcanica Falanghina’, un confronto a bottiglie coperte tra le etichette Falanghina del Sannio Doc e Campi Flegrei Doc Falanghina.

Una seconda degustazione guidata è programmata per domenica 25 (sempre nell’Enoteca culturale, con inizio alle 20.30) e sarà dedicata a ‘Le terre della Camaiola’, un confronto, ancora una volta a bottiglie coperte, tra etichette prodotte da uve provenienti dalle diverse zone dell’areale telesine dove questo antico vitigno è particolarmente diffuso.

Tra gli eventi spicca anche l’incontro promosso nell’ambito del Progetto Biowine (BIOlogical Wine Innovative Environment), previsto come momento inaugurale della Festa per venerdì 23 agosto (ore 18). Biowine prevede il trasferimento di know-how e di strumenti già sperimentati sui temi dell’innovazione tecnologica, della tutela dell’ambiente e del marketing territoriale. Gli enti detentori della “buona pratica” sono i Comuni dell’area di produzione della DOCG Conegliano-Valdobbiadene, in provincia di Treviso, territorio recentemente riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Le realtà del Sud della Penisola impegnate a recepire e adattare ai propri territori queste pratiche appartengono al territorio del Sannio (Castelvenere, Sant’Agata de’ Goti, Solopaca e Guardia Sanframondi, che riveste anche il ruolo di ente capofila del progetto), all’Irpinia (Castelfranci), al Cilento nel salernitano (Caggiano e Sant’Angelo a Fasanella) e alla Val d’Agri, in provincia di Potenza (Roccanova e Grumento Nova).

A contornare il tutto una ricca proposta gastronomica e un programma musicale che prevede l’esibizione di gruppi nell’area del Teatro comunale all’aperto e di artisti che animeranno i vari scenari della Festa.

Ischia, notte brava per due ragazzi: ubriachi, feriscono e derubano una 22enne di Pomigliano

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Due amici -un 28enne di Roma con diversi precedenti e un 19enne incensurato di Forio ma domiciliato a Roma dove lavora come cameriere-, in vacanza insieme sull’isola. I due hanno trascorso sabato notte in discoteca e hanno verosimilmente bevuto parecchio.

A fine serata, ormai ubriachi, sono andati in giro tra i locali del porto di Ischia.
In uno di questi, hanno adocchiato un tavolino a cui erano sedute due ragazze ed un ragazzo e si sono avvicinati.
Il 28enne ha guardato una delle due, una 22enne di Pomigliano d’Arco, ed ha iniziato a provocarla con frasi del tipo “Mi stai guardando? Perché ci guardi?”.
Stanca di essere infastidita, la giovane ha risposto a tono al 28enne: a questo punto, il giovane, ubriaco fradicio, si è alterato ed ha rovesciato il loro tavolino, poi con la bottiglia di birra che aveva in mano ha colpito la ragazza al volto.
Come se non bastasse, il 19enne le ha rubato il cellulare e, mentre si allontanavano, dopo pochi metri lo ha gettato in mare.
Sul posto sono immediatamente giunti i Carabinieri della sezione operativa e della stazione di Ischia, insieme ai soccorsi in aiuto alla vittima.
I Carabinieri, dopo aver ricostruito un identikit dei colpevoli in seguito alla descrizione fornita dai presenti, sono riusciti ad identificarli e a bloccarli, denunciandoli per rapina impropria in concorso e per lesioni.

La ragazza ferita è stata medicata e le sue lesioni sono state giudicate guaribili in una settimana. E’ stato inoltre recuperato il telefono della vittima, grazie ad un sommozzatore, ed è stato restituito alla ragazza.

Marigliano, spaccio nel quartiere “ex legge 219”: arrestato 36enne

Nel complesso popolare “ex legge 219” i Carabinieri hanno sorpreso a spacciare M.P., 36enne del rione, già noto alle Forze dell’Ordine.
L’uomo aveva appena venduto 4 grammi di hashish ad altrettanti giovani del posto quando è stato bloccato.
Fermati e identificati anche i suoi clienti, i quali sono stati segnalati alla prefettura quali assuntori di stupefacente.
I militari hanno poi perquisito la casa del 36enne trovando 10 grammi di hashish e 5 di crack, tutti in dosi.
La droga è stata sequestrata, l’arrestato è stato tradotto in carcere.

Ercolano, ripulisce gratis la spiaggia solo per amore della città

Al pomeriggio, quando i bagnanti vanno via, scende in spiaggia a raccogliere cartacce, sigarette, rifiuti e bottiglie vuote. Gratis. Solo per amore della città. Si chiama Giampiero Passaro, è un giovane cittadino di Ercolano  e in questi giorni d’estate ripulisce la spiaggia libera in località ‘La Favorita’, affollata in prevalenza da famiglie.
Una scelta nata dal cuore, dice, dal desiderio di vedere un pezzo di città bella e pulita e dalla speranza che il suo esempio possa servire a svegliare le coscienze. ”Amo questo posto e sono convinto che ogni singolo paese sia di colui che lo vive, è la nostra seconda casa che solo se trattiamo bene ci restituisce tutti i confort” spiega Giampiero. ”Qui a Ercolano abbiamo un angolo di paradiso che piace tanto anche ai turisti e a chi viene da fuori ma dispiace constatare che, a volte, una miniera d’oro come la nostra non sia trattata bene”. Il ‘lavoro’ di Giampiero comincia ogni pomeriggio verso le 17.00.

Sicurezza stradale in Campania, Codacons: “riattivare i tutor su tutta la rete autostradale”

Il Codacons esulta per la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha fatto finalmente chiarezza sulla questione del sistema di monitoraggio della velocità media Tutor confermando la correttezza del comportamento di Autostrade per l’Italia: la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di appello (che imputava ad Autostrade per l’Italia la violazione della proprietà intellettuale riguardo la tecnologia in questione) e ha quindi dato via libera alla riattivazione dei Tutor su tutta la rete.

In un Paese, come il nostro, che mantiene inaccettabili livelli di incidentalità, la riattivazione del Tutor rappresenta un’ottima notizia: questo strumento si è infatti rivelato decisivo nel ridurre incidentalità e mortalità, e rappresenta un grande risultato della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio, promossa da Autostrade con la partecipazione del Codacons e nata nel 2005 proprio per migliorare gli standard di servizio sulla rete autostradale e accrescere la serenità e la sicurezza di automobilisti e viaggiatori.

Proprio alla luce di questa funzione di evidente, pubblica utilità, l’Associazione chiede di estendere immediatamente il sistema Tutor a tutte le tratte autostradali, così anche da regolare – con l’ausilio della tecnologia – il controesodo e in generale i massicci spostamenti che si verificheranno nei prossimi giorni sulla rete autostradale nazionale.

“Insalata di polpo e di olive nere”, per ricordare la saggia pazienza di Napoli: “’o purpo se coce int’all’acqua soja”…

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Oppure “’a morte d’’o purpo è affucato”. I precetti che la forma e i modi del polpo insegnano alla sapienza e alla pazienza di Napoli, e i limiti della pazienza. Il brodo di polpo, e i  livelli di significato dei “precetti”. La prima e la  seconda “sentenza” trovano una chiara spiegazione in una poesia di Raffaele Viviani, “’O maruzzaro”. Ma chi aspetta “eternamente”, perché sa solo aspettare, rischia di farsi vincere da un “purpo” qualsiasi.

Ingredienti: un polpo già cotto, olive nere, sedano, prezzemolo, limone, pepe nero, olio e sale. In una zuppiera versate i pezzetti di polpo, il prezzemolo tritato in modo “grosso”,le rondelle di sedano,  i frammenti delle olive nere e della scorza grattugiata del limone;  condite con l’olio e con misurate dosi di sale e di pepe. Il piatto va servito freddo. Qualcuno suggerisce che quando il piatto giunge in tavola, conviene profumarlo con poche gocce di “coda di volpe” del Vesuvio, il vino che accompagnerà la degustazione, e che appare indicato per dare movimento e agilità al solido sapore del polpo e alla densità delle olive, e per moderare l’acuta intensità del limone.

I Napoletani, ammiratori voraci di “purpetielli” cotti “int’’o pignatiello” – da Ottaviano andavamo a gustarli in una trattoria alle porte di Cicciano- abbinarono al polpo, “’o purpo”, significati e immagini poco nobili. Lo stesso “brodo di polpo” che, ancora negli anni ’60 del Novecento si vendeva tra il Porto e piazza Garibaldi, era destinato a una clientela di operai, di ambulanti, di vecchie signore che sembravano uscite dai quadri di Migliaro, di Pratella e di Irolli, e che, prima di pagare, cercavano nella tazza di brodo la fresella e il pezzo di “granfa”.  Un anonimo poeta aveva trovato in questo pezzo di polpo bagnato nel brodo un solo pregio: “mmocca fricceca davvero”: punge la lingua e “agita” il gusto. Il polpo era un animale stupido, perché si faceva catturare, lungo gli scogli di via Caracciolo e di via Partenope, ogni sera sempre allo stesso modo: la luce di una fiaccola, riflettendosi su sequenze di gocce d’olio sparse sull’ acqua del mare, rendeva luminosa la scia della barca; la scia attirava il polpo che saliva in superficie e si faceva percuotere dal lungo bastone del barcaiolo. Animale stupido e brutto: “si’ no purpo” detto a una donna era, ed è, un insulto sanguinoso, come dirle “si’ ‘na quaquarchia”, e cioè, spiegava il terribile G. B. Basile, una donna brutta assai, sia di faccia e di corpo che di cuore e di mente. E così la storia del polpo suggerì alla sapienza napoletana due “sentenze”: “’o purpo se coce dint’ all’acqua soja” e “’a morte d’’o purpo è affucato”: due “precetti” antitetici, piazzati all’inizio e alla fine di quella strada lunga, tortuosa, “‘ntruppecosa”- dove non è difficile inciampare – che è la pazienza napoletana.

Il primo “precetto” può essere interpretato in due modi. E’ inutile discutere con lo stupido che è soddisfatto della sua stupidità, e anzi se ne vanta: abbandonalo al suo destino: sarà vinto dalla sua stessa “scemaria”, da quella vanità ridicola, che i napoletani chiamano “scemanfù”, traduzione perfetta del francese “je m’en fous”, “ me ne fotto”: Se lo lasci fare, “ o’ scemo” entrerà da solo in qualche vicolo cieco, da cui non saprà più uscire, e alla fine chiederà che qualcuno lo aiuti. La storia sociale di Napoli, della Campania e del Sud è piena di “guerre” in cui risultò vincitore chi aveva saputo aspettare che l’avversario, da lui giudicato “’no purpo” si cuocesse nella sua stessa acqua. Ma il principio può essere inteso anche in senso generale: le situazioni difficili si devono risolvere da sole, se ci metti la tua mano, corri il rischio che essa venga bloccata dai tentacoli attorcigliati del polpo, dalle insidie nascoste. Il “maruzzaro” di Raffaele Viviani litiga senza requie con la figlia di un guardaporta.  Se la ragazza non sopporta che egli vada in giro a vendere “ammere, cozzeche ‘e Taranto chine’e pepe” e “’o brodo d’’e pupetielle verace”, il “maruzzaro” è pronto anche a cambiare mestiere: ma se lei fa la “tosta” solo per darsi delle arie, allora lui aspetterà che la ragazza si spappoli “nella sua acqua”, “comme se coce’o purpo dint’’a stess’acqua soja”. Ma, come abbiamo detto, la pazienza ha limiti di tempo e di misura. Se la figlia del guardaporta fa la tosta perché la corteggia “nu piezzo ‘e carugnone / ca va sott’’o portone / e cerca d’’a ‘nciucia’” – è superfluo spiegare, di questi tempi, che cos’è l’inciucio -, allora il “maruzzaro” passerà all’azione: quando il “carognone” gli capiterà a tiro, “a taglio”, gli immergerà la testa nella caldaia e lo soffocherà, “cu ‘a capa ‘int’’a pignata/ ‘o voglio fa’ affucà’”.

Il polpo non ha scampo: il tipo di “morte” dipende dai limiti della pazienza e dalla chiara visione strategica dell’avversario. Chi aspetta “eternamente”, perché sa solo aspettare, corre il rischio di farsi vincere anche da un “purpo” qualsiasi. La sapienza napoletana ha previsto che ci possano essere tipi di tal fatta, e li ha inchiodati in  specifiche “sentenze”, di cui parleremo in un’altra “ricetta”.

Nell’articolo non c’è riferimento alcuno a quella ribollente caldaia che è oggi la situazione della politica italiana.

(fonte foto:rete internet)