Eugenio Montale, “La casa dei doganieri”

La casa dei doganieri

Tu non ricordi la casa dei doganieri

sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:

desolata t’attende dalla sera

in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri

e vi sostò irrequieto.

 

Libeccio sferza da anni le vecchie mura

e il suono del tuo viso non è più lieto:

la bussola va impazzita all’avventura

e il calcolo dei dadi più non torna.

Tu non ricordi; altro tempo frastorna

la tua memoria; un filo s’addipana.

 

Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana

la casa e in cima al tetto la banderuola

affumicata gira senza pietà.

Ne tengo un capo; ma tu resti sola

né qui respiri nell’oscurità.

 

Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende

rara la luce della petroliera!

Il varco è qui? (Ripullula il frangente

ancora sulla balza che scoscende…)

Tu non ricordi la casa di questa 

mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.

Reti tra scuole in aree a rischio: dalla Regione Campania bando da 7,9 milioni

Valorizzare e rafforzare le reti tra scuola, territorio, imprese in aree a rischio per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, ampliare l’offerta educativa, sperimentare modelli innovativi nonche’ misure di orientamento e sostegno degli studenti in condizione di svantaggio”. Questi gli obiettivi del programma Scuola Viva in Quartiere il cui bando è stato pubblicato  ieri sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania. L’Avviso pubblico, si legge in una nota di Palazzo Santa Lucia, “è finalizzato a sostenere l’attività scolastica in aree a forte degrado culturale, sociale ed economico caratterizzate dalla preoccupante incidenza criminale, mette a disposizione delle strutture scolastiche un totale di 7.900.000,00 euro”. Al bando possono partecipare reti di scuole, costituite o da costituire, composte da almeno otto istituti scolastici, attraverso la presentazione di una specifica proposta di candidatura articolata su tre ambiti di intervento: governance delle reti e laboratori multidisciplinari; interventi di edilizia scolastica e fruizione degli spazi scolastici; misure di sostegno per percorsi esperienziali ed educativi dei giovani. Ogni proposta potrà essere finanziata fino ad un massimo di 1.125.000,00 euro (200mila euro per il primo ambito di intervento; 570mila per il secondo; 355mila per il terzo). Si prevede l’attivazione di sette progetti in altrettante aree territoriali a forte degrado e marginalizzazione culturale e sociale, come quelle di Scampia, Ponticelli, Poggioreale-Piazza Nazionale, Forcella, Soccavo Pianura, Afragola Salicelle e Caivano Parco Verde, Marano Giugliano, nel Napoletano.

Madonna dell’Arco, Festa dell’Incoronazione e incendio simulato al campanile

Domenica 8 settembre, alle 12.00,  solenne celebrazione officiata dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe. Per il programma civile, a cura del comitato festa, momenti di spettacolo in piazza Arco. 

Un programma religioso, ed uno civile di cui si è occupato il comitato festa, per la 145esima Festa dell’Incoronazione della Madonna dell’Arco che cade la seconda domenica di settembre. «Un atteso appuntamento che ricorda un evento gioioso – ricorda padre Alessio Romano, rettore del Santuario domenicano – e che quest’anno vedrà insieme a noi, per la solenne celebrazione eucaristica di domenica 8 settembre, l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe. Siamo poi lietissimi della partecipazione, nei giorni precedenti, di don Carlo De Rosa, responsabile dell’associazione battenti della diocesi di Napoli, e di don Antonio Paone, postulatore e custode della causa di san Nunzio Sulprizio. Dobbiamo un ringraziamento particolare all’impegno svolto dal comitato festa che ha voluto offrire ai cittadini di Sant’Anastasia gli spettacoli del programma civile e al Comune per il supporto alla cerimonia dell’incendio simulato al campanile».

Le origini della Festa risalgono al 1873, anno in cui monsignor Tommaso Michele Passero manifestò a papa Pio IX l’intenzione di voler incoronare la venerata immagine della Madonna dell’Arco, ricevendo l’assenso del pontefice. Nell’occasione, l’8 settembre 1874, il Santuario fu addobbato con drappi scarlatti sormontati da veli bianchi e festoni azzurri con bande dorate, con sete pregiate a trama di rose, con arazzi. Sull’abside furono apposti il monogramma di Maria circondato da angeli e il tempietto fu decorato da candelieri in argento e alabastro. All’esterno, migliaia di lampadine. Dopo cinquant’anni, nel 1924, furono organizzati festeggiamenti solenni per ricordare l’evento e la tradizione perdura oggi, con un solenne Triduo che termina il sabato sera quando si tiene lo spettacolare simulato incendio del campanile, rito che si tramanda da sessantanove anni. La domenica, a mezzogiorno, vi è la solenne celebrazione eucaristica mentre nel pomeriggio per le vie della città, tra una folla esultante di fedeli e migliaia di battenti con la loro tradizionale divisa e gli stendardi, si snoda la solenne processione. Il quadro riproducente il prezioso affresco della Madonna dell’Arco viene portato in processione per le vie principali di Sant’Anastasia. Al suo rientro in Santuario, mentre si canta la Salve Regina, i fedeli salutano la loro Mamma dell’Arco acclamandola Regina dei loro cuori e delle loro vite.

Di seguito, il programma religioso e quello civile:

5 – 6 – 7     SETTEMBRE 2019

Solenne triduo in preparazione alla festa

9.15 Recita del Rosario e canto delle litanie

10.00 Santa Messa e supplica alla Madonna

17.45 Recita del Rosario e canto delle litanie

18.30 Solenne celebrazione Eucaristica

5 settembre: Don Carlo De ROSA

6 settembre: Don Antonio PAONE

7 settembre: padre Alessio ROMANO op

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2019

Sante Messe ore 7 – 8.30 – 10 – 11 – 13 – 17.00 – 18.30 – 20.00

ore 12.00 Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Crescenzio SEPE

18.30 Solenne Processione

Intronizzazione del quadro della Madonna.

Consegna delle chiavi della Città da parte del Sindaco e preghiera di intercessione per la Città.

Omaggio delle Associazioni Battenti con Stendardi e Labari lungo via padre Raimondo Sorrentino.

Visita alla Casa Albergo e RSA per Anziani Madonna dell’Arco e preghiera per gli ammalati.

Processione per le seguenti vie: Padre Raimondo Sorrentino – via Madonna dell’Arco – incrocio via Lagno Maddalena – via Madonna dell’Arco – via Guglielmo Marconi – via Pozzo – Corso Umberto I – Parrocchia Santa Maria La Nova – via Antonio d’Auria – via Madonna dell’Arco.

Davanti al Santuario – preghiera di affidamento alla Madonna.

PROGRAMMA CIVILE

VENERDÌ 6 SETTEMBRE 2019

Antico Refettorio. Presentazione del Libro: “Il Lunedì in Albis: “Il pellegrinaggio dei Battenti” di Leandro FELICIONI e Francesco GRAZIUSO a cura di padre Alessio Maria ROMANO op

Inaugurazione Mostra Fotografica

Esposizione delle Tavolette Votive recuperate dal Nucleo Operativo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio.

 

SABATO 7 SETTEMBRE 2019

22:00 69° Spettacolare Incendio del Campanile

Spettacolo piromusicale dal Campanile del Santuario

22.30 Tony Colombo in concerto

 

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2019

21.30 I Parià: Napoli incanta

 

VENERDÌ 13 SETTEMBRE 2019

ore 20.00 Piazza Madonna dell’Arco

“Balli e canti a suono di Tammorra” a cura dell’Assocazione San Ciro Onlus – Sant’Anastasia

 

SABATO 14 SETTEMBRE 2019

ore 18.30 Rievocazione Storica dell’Antico Pellegrinaggio alla Vergine dell’Arco a cura dell’Associazione San Ciro Onlus – Sant’Anastasia in collaborazione con: “I Giocondi” diretti da Luigi De Simone

La Paranza “O bell o nient” di Angelo di Pascale

Pro Loco Arco Sant’Anastasia

Associazione Eventi Mariani

“La Festa continua: Balli e canti a suono di Tammorra”

 

SABATO 14 SETTEMBRE 2019

Estrazione della Lotteria per il

145° Festa dell’Incoronazione e

69° Incendio del Campanile.

 

 

 

 

 

 

 

Ospedale Annunziata, strutture fatiscenti e sporcizia. Il papà di una bambino: “Personale professionale ma la struttura è in condizioni indegne”

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Ospedale Annunziata, strutture fatiscenti e sporcizia. Il papà di una bambino: “Personale professionale ma la struttura è in condizioni indegne”. Verdi: “Abbiamo inviato una nota all’Asl per chiedere i motivi della scarsa pulizia. Troppo spesso le aziende sono risultate colluse con i clan o hanno operato oltre la scadenza dei contratti di servizio”

“Un cittadino ci ha inviato alcuni video che mostrano le condizioni di abbandono in cui versano alcune parti dello stabile che ospita l’ospedale Annunziata. Dalle immagini si evince una mancanza di pulizia che rende diverse aree, tra cui dei bagni, particolarmente sporche. Addirittura il segnalante ha rinvenuto dei resti di cibo lasciati a terra lungo una delle scale di collegamento tra i piani. A tale problematiche si aggiunge una fatiscenza generalizzata delle strutture. Un vero e proprio peccato, tenendo conto che il segnalante si è premurato di sottolineare la professionalità del personale che sta curando il figlio presso il reparto di Pediatria”. La denuncia arriva dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Abbiamo inviato una nota all’Asl per chiedere informazioni circa i motivi della scarsa pulizia di alcune aree dell’ospedale. I pazienti hanno tutto il diritto di ricevere le cure in una struttura salubre e decorosa. Non è accettabile che un ospedale possa presentarsi in condizioni così degradate. In diversi casi, tra l’altro, le aziende di pulizia operanti negli ospedali della Asl Napoli 1 hanno operato per anni nonostante la scadenza dei contratti di servizio o sono risultate sotto il controllo dei clan camorristici”.

Musica contro le mafie: aperte le iscrizioni alla 10° edizione del concorso

Da oggi 2 settembre 2019 è possibile ISCRIVERSI per partecipare gratuitamente al Premio Musica contro le mafie.
In palio una borsa di studio, un Tour nei più importanti Festival del circuito KeepOn, esibizione sul palco dell’Uno Maggio Libero&Pensante di Taranto, showcase presso Casa Sanremo.
Inoltre premi speciali per le produzioni artistiche e partecipazioni a importanti eventi live nazionali.

Iscriviti su https://www.musicacontrolemafie.it/10edizione

Guarda il video promo diretto dal regista Giacomo Triglia

“La musica è armonia e armonia significa accordo. Armonia è quando da una relazione di parti scaturisce qualcosa di diverso e di comune, qualcosa in cui ogni parte si possa riconoscere senza perdere per questo la sua identità…
Questo è il senso profondo di Musica contro le mafie”.
[Don Luigi Ciotti, Presidente dell’Associazione LIBERA]

Organizzata dall’Associazione Musica contro le mafie, della rete di LIBERA fondata da Don Luigi Ciotti, ritorna per il decimo anno consecutivo il concorso nazionale “Premio Musica contro le mafie” che sostiene e valorizza la musica socialmente impegnata.
Il tema di questa edizione è #Oltreiconfini. Un invito a stimolare un pensiero preciso, verso un mondo senza barriere, senza divisioni di credo e di razza, senza poteri che oscurino cuori e menti. La creatività che stimola il desiderio di cercare l’unione nella diversità e farsi portatrice di un cambiamento profondo “guidato dalla musica” con gli artisti in prima linea.

Dal 2 settembre 2019 è possibile ISCRIVERSI GRATIS, in pochissime semplici mosse, dal sito https://www.musicacontrolemafie.it/10edizione al concorso nazionale per musicisti emergenti Premio Musica contro le mafie.
La partecipazione è a titolo gratuito e ha come obiettivo un’accurata selezione di realtà artistiche con una spiccata sensibilità per i temi sociali, anti-mafia e soprattutto per la diffusione di Buone Idee e Buone Prassi attraverso la musica.
Il concorso contribuisce, grazie al sostegno di importanti partner alla crescita artistica ed offre premi utili all’accrescimento professionale.

I vincitori della scorsa edizione:
GERO per la canzone “Svuoto il bicchiere”, dedicata alla vita e alla voglia di vivere del giudice Paolo Borsellino (guarda il video https://youtu.be/Yrbo0wkskYc) vincitore di un importante tour nazionale.
Il Trio ABC POSITIVE vincitori del premio speciale per gli Artisti Under 35 con il brano che racconta la storia di un padre di famiglia vittima della mafia (guarda il video https://youtu.be/xuIkzRq2cfk). Il trio romano ha vinto un borsa di produzione da reinvestire per lo sviluppo dell’attività artistica.

Entrambi i vincitori principali della 10^ edizione del Premio si esibiranno, insieme ad altri artisti premiati, alla cerimonia di consegna dei Premi a Casa Sanremo a febbraio 2020 durante la settimana del prossimo Festival della Canzone Italiana, grazie alla partnership con Casa Sanremo.

Il primo classificato della 10^ Edizione riceverà i seguenti premi:
– Showcase in alcuni dei più importanti Festival Italiani grazie alla Partnership con Keepon Experience e Doc Servizi.
– Esibizione sul palco dell’Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto 2020.
– Ospite in più tappe di “Casa Sanremo Tour 2020” e showcase presso Casa Sanremo.
– Borsa di studio/produzione destinata allo sviluppo della propria attività artistica.
Questo è senza dubbio il premio di punta e il più ambito da tutti i concorrenti, perché è molto importante per un artista avere molteplici e diffuse occasioni in cui diffondere la propria musica dal vivo.

Un’altro premio che contribuisce concretamente allo sviluppo e alla crescita artistica è il Premio Speciale “La Musica Può – Under 35” (MIBAC-SIAE-Perchicrea) [grazie alla collaborazione con Mk Live], rivolto agli artisti e autori sotto i 35 anni e che consiste nella realizzazione di un prodotto video/documentario della propria esperienza a Sanremo durante la cerimonia di premiazione, una troupe a disposizione i giro per la Città del Festival della canzone Italiana.

Tra gli altri Premi Speciali che verranno assegnati dalla giuria si evidenzia la possibilità di partecipare direttamente allefasi finali live del contest 1MNEXT, iniziativa ufficiale che da diritto ad un slot per il palco del Concerto del Primo Maggio di Roma 2020. Inoltre la Menzione Speciale del Club Tenco darà all’artista la possibilità di esibirsi in una delle manifestazioni da loro organizzate. La Targa Giovani Autori sarà assegnata dalla SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori ad uno degli artisti/autori più giovani in concorso. Il Premio Officine Buone darà la possibilità di fare un tour acustico in una serie di Strutture Ospedaliere ed essere ospiti della Finale Nazionale di Special Stage (lo scorso anno tenutasi allo Zelig di Milano) in giugno 2020. Inoltre verrà assegnata una borsa di produzione o studio grazie ad ACEP e Unemia. Infine un’originale premio speciale assegnato dal magazine “Polizia Moderna”.
Prestigiosi riconoscimenti per gli artisti in gara verranno messi a disposizione dai vari partner, rendendo così sempre più interessante e davvero utile il “Premio Musica contro le mafie”, il quale mira anche a valorizzare il lavoro del musicista, intervenendo a sostegno delle attività di produzione e promozione musicale.

COME FUNZIONA
Dal 2 settembre al 31 ottobre 2019 si raccolgono le iscrizioni on line. Dopo una prima fase di giudizio popolare fatto tramite social network (Facebook e Instagram) nel mese di novembre, tre differenti giurie (social, studentesca e tecnica) stabiliscono i dieci finalisti, i quali vanno ad esibirsi dal vivo alle finali nazionali a Cosenza nel mese di dicembre in una kermesse ricca di incontri, ospiti importanti, concerti, seminari, showcase, spettacoli, momenti di riflessione e azione concreta insieme a migliaia di studenti.

Ideato e organizzato dall’Associazione “Musica contro le Mafie” sotto l’egida di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), con il patrocinio di Avviso Pubblico e Legambiente, il Premio è un progetto culturale che si realizza con il supporto di preziosi contributi di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, Doc Servizi, Acep, Unemia, Omnia Energia, EarOne con il contributo istituzionale di Avviso Cultura PAC Calabria 2017/2019 di Regione Calabria e Comunità Europea e con la partnership di Casa Sanremo, Club Tenco, Uno Maggio Libero e Pensante, Keep On, Primo Maggio Roma, Officine Buone e il Maestro orafo Michele Affidato.

Buoni libro a Ottaviano, ecco il bando. Fornitura immediata dei testi scolastici

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Torna anche quest’anno “Buono…il mio libro”, il voucher che consente di ottenere immediatamente i libri scolastici o il materiale didattico alternativo presso qualsiasi libreria. Il Comune di Ottaviano, inoltre, ha nuovamente attivato delle convenzioni con alcune librerie del territorio, che promuoveranno ulteriori forme di incentivo e risparmio.

«Si tratta della soluzione adottata dall’amministrazione comunale di Ottaviano per velocizzare l’acquisizione dei libri scolastici e l’anno scorso fu indicata dall’Anci come buona prassi ed esempio positivo. Una bella iniziativa, avviata grazie all’impegno dell’assessore all’istruzione Virginia Nappo e al personale del settore servizi scolastici del Comune», dice il sindaco Luca Capasso.

I destinatari del voucher sono alunni frequentanti le scuole secondarie di I e II grado nel territorio di Ottaviano, appartenenti a famiglie che presentano un valore Isee rientrante in due fasce economiche, da 0 a 10633 euro e da 10633,01 a 13300. Le risorse saranno destinate in via prioritaria alla prima fascia ma, grazie ai fondi residuali degli anni scorsi, che si aggiungeranno a quelli della Regione, l’ente sarà sicuramente in grado di erogare i voucher ad una vastissima platea di studenti, compresi quelli della seconda fascia.

Per accedere al beneficio, gli interessati dovranno consegnare un’istanza all’ufficio protocollo del Comune entro il 31 ottobre, completa di tutta la documentazione. È opportuno, tuttavia, presentare la domanda il prima possibile, perché i voucher saranno consegnati a scaglione già da settembre, senza aspettare la scadenza del bando.

Tutta la documentazione può essere consultata e scaricata al seguente link, dove sarà possibile consultare anche l’elenco delle librerie convenzionate:

http://www.comune.ottaviano.na.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_802.html

Controlli dei Nas nel Napoletano: pub e ristoranti sanzionati

Servizio straordinario di controllo del territorio dei Carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio, col supporto di quelli del NAS e del Gruppo di Tutela del Lavoro di Napoli.

Sono 12 i lavoratori in “nero” scoperti dai militari in un ristorante gestito da un 57enne incensurato di Napoli. All’imprenditore sanzioni per complessivi 45200 euro.
Di 5500 euro, invece, la multa applicata ad una 49enne incensurata di Ercolano, titolare di una paninoteca nella quale sono stati rintracciati 15 chili circa di alimenti privi di tracciabilità. La 49enne è stata inoltre denunciata per furto di energia elettrica. Il contatore che alimentava la sua attività era stato manomesso e la rilevazione dei consumi alterata.
I militari, nell’ambito dello stesso servizio, hanno multato 3 titolari di altrettanti esercizi commerciali per occupazione abusiva della sede stradale. Per ognuno di loro una sanzione di 515 euro.

Il conforto dei condannati a morte nell’antica Città di Somma Vesuviana

Anticamente l’assistenza ai prigionieri e il compito di portare conforto divenne un’onorevole, quanto impegnativa, opera umanitaria. Tantissime associazioni laiche o confraternite si specializzarono in questo compito. I condannati venivano aiutati ad affrontare la prova finale con sicurezza come dei bravi cristiani, con la pura convinzione che un valido pentimento potesse condurre l’anima direttamente in paradiso.

 

Nel 1488 fu fondata da alcuni fiorentini a Roma la fratellanza di San Giovanni Decollato, chiamata anche della Misericordia, che aveva l’ufficio, conservato sino al 1870, di accompagnare all’estremo supplizio i condannati. Il sodalizio si avvaleva del Trattato utilissimo per confortare i condannati per via di giustiziadi Pompeo Serni (sec. XVII), di cui un manoscritto è presente nella Biblioteca apostolica vaticana, Vat. Lat. 13596.

Generalmente la sera avanti dell’esecuzione capitale la Compagnia era avvisata dall’autorità giudiziaria per recarsi nelle carceri a prendere in consegna il condannato, che aveva il dovere di confortaresino all’ultimo momento.

I corpi dei giustiziati, che assistiti dai confratelli morivano in pace con Dio, venivano sepolti nei sotterranei del chiostro adiacente alla Chiesa, mentre gli eretici, impenitenti, erano accompagnati al cimitero dai confratelli imploranti per le loro anime il perdono del Signore.

Famoso è rimasto il grande archivio della Compagnia di San Giovanni Decollato, dove sono documentati i bruciamenti di alcuni eretici tra cui spicca la figura del nostro filosofo nolano Giordano Bruno, il cui atto di morte è contenuto nel volume 15, alla carta 87.

A Napoli, i condannati erano confortati dall’Arciconfraternita dei Bianchi. Il protettore delle “anime de li corpi decollati” fu San Giovanni Battista.

A Somma Vesuviana i condannati venivano assistiti principalmente da due nobili arciconfraternite, che erano insediate nell’Insigne Collegiata ed entrambe aggregate alla Compagnia di S. Giovanni Decollato in Roma.

Il primo storico di Somma, l’abate Domenico Maione, ci riferisce nel 1703 che: In una Cappella dé Morti della quale Chiesa (Collegiata) vi è l’Arciconfraternita… per li morti, aggregata ad altra per detti Morti in Roma, in un’altra Cappella di S. Giovanni Decollato, detto della Misericordia, altra Arciconfraternita, pur aggregata a quella dell’istesso titolo dé Fiorentini in Roma, è per l’afflitti, se giustiziandi, impiccandi ad uso de Bianchi di Napoli, delle quali sono stati molti Cavalieri, come Orazio Pompeo, e Scipione, D. Camillo, il Duca di Salsa Stramboli, altri.

Nell’anno 1669 il Pio Monte della Morte e Pietà di Somma, fondato dai nobili nel 1650, si associò anch’esso all’arciconfraternita di San Giovanni Decollato di Roma. In una iscrizione, che si trova attualmente sulla parete destra della scalinata che mena alla terra santadella confraternita, nel succorpoanteriore della chiesa Collegiata di Somma, vi è una lapide che attesta tale aggregazione.

Sfogliando, poi, le ingiallite pagine dello statuto della fratellanza, riveduto nel 1803, si legge che: Dovendosi qualche reo giustiziare nella città di Somma, e suo tenimento debba il nostro Monte farsi tutti gli uffici di carità. Se viene qui a far Cappella gli otto sacerdoti aggregati Fratelli a due a due secondo il solito debbano assisterlo, e confortarlo, se poi venisse qui a giustiziarsi avendo altrove fatto la Cappella, allora la Compagnia della Morte con gli otto sacerdoti Fratelli uscirà ai confini del territorio di detta città, e vestiti con l’abito del Monte prenderanno essi otto Sacerdoti ad assistere il paziente fino al patibolo, facendogli tutte quelle carità solite in tal caso,senza che alcun altro Sacerdote non Fratello possa inserirsi in tale affare.

Altra confraternita che si occupava prevalentemente dell’opera nelle prigioni era quella di San Giovanni Decollato, legata al titolo del SS. Crocifisso. Dedicata allo stesso Santo vi era anche una cappella nella Chiesa Collegiata. Lo storico Fabrizio Capitello, nel 1705, attesta che: “…quella (confraternita)di S. Giovanni Decollato, detta della Misericordia, per confortare i condannati, precipué, per tutta la diocesi di Nola privative quo ad alias per esserno a parò a quella di Roma….”

Il conforto quindi fu un’opera di misericordia caratteristica di queste compagnie: opera delicata e difficile, data la situazione tutta particolare in cui si trovavano a operare i fratelli che si votavano a tale ingrato compito. Inoltre, il conforto dei condannati non era affidato a dei semplici confratelli, ma a dei Sacerdoti, poiché più dotati rispetto agli altri di una notevole cultura teologica e soprattutto più capaci di una penetrazione psicologica, indispensabile per essere all’altezza del compito.

 

Qualiano, furbetti del cartellino negli uffici comunali: 17 denunce

Blitz dei carabinieri della stazione di Qualiano in un ufficio comunale della cittadina.

I militari hanno bloccato ingressi e uscite, analizzato il registro del badge elettronico che rileva le presenze e scovato numerose irregolarità.
Sono circa 14 i dipendenti assenti dal posto di lavoro senza alcuna giustificazione e 3 quelli ad aver timbrato il “cartellino” per poi uscire dagli uffici senza aver lasciato traccia.
Tutti i denunciati risponderanno di tentata truffa ai danni dello Stato. Proseguono le indagini.

VinGustandoItalia, alla ricerca delle tradizioni enogastronomiche e folkloristiche della Calabria

Una sera mi sono imbattuto nella Sagra della Sujaca nel ballo dei Giganti Mata e Grifone ed il ballu du “camejuzzu i focu”…

Quest’anno sono stato in vacanza in Calabria, una terra magnifica che può offrire, oltre allo spettacolo ambientale che affascina tutti gli amanti della natura, anche tradizione e folklore abbinati a piatti enogastronomici veramente unici. Una sera, era il 6 agosto, mi sono imbattuto nella Sagra della Sujaca. Ero un po’ scettico se andarci oppure no, perché le sagre molto spesso si rivelano soltanto un luogo dove promuovere la vendita di alcuni cibi e prodotti, ma non la festa popolare di carattere sacro, che deve far conoscere i veri piatti tipici della tradizione locale. Entrando in questo paesino ho notato il clima religioso e conviviale di questo evento. Le viuzze erano pervase dal profumo di cucinato, che stuzzicavano la mia curiosità, oltre che il mio appetito. Siamo arrivati in questa piazza dove la regina incontrastata era la Sujca, prelibato ed originale fagiolo bianco di Carìa, anzi FAGIOLA, ebbene sì, nella frazione Caria di Drapia, in provincia di Vibo Valentia, il legume è al femminile. Questi fagioli vengono coltivati da diversi secoli sull’altopiano del Monte Poro e cucinati poi secondo una originale ricetta cariese, che rende tale prodotto unico ed inimitabile. I fagioli sono preparati mettendoli in una pignatta di terracotta e ad essi si affiancano peperoni arrostiti, melanzane e olive. Certo, non mancano nduja e carne alla brace, ma questa è una delle poche occasioni in cui ci si può alzare dalla tavolata con la “panza” piena anche per i vegetariani. Oltre alla Sujaca semplice al naturale con un filo d’olio, alla sagra si trovano anche altri piatti, ovvero: pasta e fagiola, fagiola al sugo, peperoni arrostiti, pecorino del Monte Poro, Olive, crostino con ‘nduja e cipolla di Tropea. Tutti questi piatti erano accompagnati da un magnifico liquido degli Dei, derivante dal vitigno Gaglioppo. Vi starete chiedendo: Ma quale vino è? Il famoso Cirò, nelle tre tipologie bianco, rosso e rosato. Mi sono lanciato sul Ciro rosso, che si è rivelato di un colore rosso rubino tendente al granato, profumo speziato ed un gusto pieno, morbido ed equilibrato. Al naso ha espresso profumi di frutta matura (prugne rosse, fragole) delicatamente speziati. In bocca è stato carnoso, sapido, percorso da un tannino pungente e perciò inebriante che lo ha accompagnato nel lunghissimo finale. Giudizio: Ottimo. Ma oltre a bere e mangiare non è mancato il folklore, elemento essenziale per una grande manifestazione popolare, in cui non possono mancare tradizioni portanti della cultura calabrese: il ballo dei Giganti Mata e Grifone ed il ballu du “camejuzzu i focu”. La tradizione vuole che a Messina, centro di terra sicula, vivesse una bella ragazza di buona famiglia, piena di virtù e di fede cristiana, di nome Marta (in dialetto Mata). Accadde che un gigante moro, di nome Ibn-Hammar, sbarcò a Messina con i suoi uomini e senza ritegno incominciò a depredare la città. Il gigante, vista la bellezza di Mata, la chiese in sposa alla sua famiglia, dalla quale però ebbe un rifiuto. Così divenne sempre più furioso e crudele. Marta, solamente pregando, cercava di resistere alla tentazione. Successivamente il re moro si convertì al Cristianesimo e il suo nome si trasformò in Grifo che, per la sua enorme statura, venne chiamato Grifone. Incominciò così a vivere secondo le leggi cristiane. Infine Marta se ne innamorò. Così Grifone volle festeggiare il coronamento del loro amore con un grande ballo. La storia, invece, lascia la propria impronta affermando che in realtà il ballo dei giganti sembra avere origini aragonesi. In ogni caso, il ballo dei due giganti altro non vuole che rievocare la conquista della libertà da parte dei calabresi rispetto alle continue sottomissioni subite nel corso dei secoli. E, tanto è identificativa e rievocativa, la rappresentazione del rituale ballo dei due fantocci di cartapesta che alcuni studiosi e antropologi paragonano il ballo dei giganti tra predatore e preda alla continua lotta tra Islam e Cattolicesimo. A conclusione della manifestazione, il tradizionale e caratteristico ballu du “camejuzzu i focu”, ovvero cammello di fuoco, è fatto con canne di bambù e viene posto sulle spalle di una persona. E’ tutto ricoperto di fuochi d’artificio, che vengono fatti partire mentre viene portato in ballo. Caratteristiche sono la girandola di fuoco come coda e i botti finali, prima dello spegnimento. Uno spettacolo unico e straordinario che rappresenta la commemorazione della storica cacciata dei Saraceni dalla penisola italica.

Ogni regione italiana, ogni città, ogni paesino ha da raccontare centinaia di  storie in cui realtà e fantasia si mescolano, dove il confine tra storia e leggenda diventa labile. Magari si parte da una storia vera, che poi viene tramandata oralmente, e nei vari passaggi si aggiungono sempre dei dettagli dal contenuto inquietante e quasi inverosimile, ma questo è il grande bagaglio cultural-popolare della nostra amata Penisola.