“Le chiacchiere di Carnevale”:le creò Raffaele Esposito, l’inventore della “pizza margherita”. Sarà vero?

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Qualche documento dice  un’altra verità, e per la “pizza margherita”, e per le “chiacchiere”, dolce diffuso in tutte le regioni italiane, con nomi che variano da una regione all’altra.  I “frictilia” romani.  Negli ultimi anni del regno borbonico i più famosi caffè di Napoli, e tra questi  il “caffè Europa” e il “Testa d’oro”, aprono le vetrine ai dolci pugliesi, calabresi e siciliani e a biscotti che sembrano gli antenati delle ”chiacchiere”.

 

Gr 400 di farina, 3 uova, gr. 50 di burro, gr. 70 di zucchero, gr. 5 di lievito per dolci, 3 cucchiai di limoncello, buccia grattugiata di mezzo limone, olio di semi di arachide per friggere, zucchero a velo Su una spianatoia di legno costruisci una “montagna” di farina passata al setaccio. Al centro,nel buco, metti le uova, lo zucchero, il lievito per dolci, il limoncello, la buccia grattugiata del limone e il burro, e poi amalgama accuratamente tutti gli ingredienti, finché l’impasto non risulta compatto, ma morbido Trascorso il tempo di riposo, dividi il panetto in quattro parti. Comincia a lavorare una porzione alla volta stendendo l’impasto fino a raggiungere i 2 mm di spessore. Se ti è difficile stendere la pasta a mano con il matterello, puoi utilizzare uno stendi pasta. Dopo aver tirato l’impasto, utilizza la rotella tagliapasta nel senso orizzontale per creare dei rettangolini. Incidi al centro di ogni rettangolo con la rotellina creando un taglio interno. Metti a scaldare l’olio in una padella dai bordi alti e cuoci le chiacchiere. L’olio per friggere le chiacchiere di carnevale napoletane non deve mai superare i 180°C. Fai attenzione, perché essendo i “nastri” sottili, la cottura avviene in poco tempo.. Quando le chiacchiere saranno cotte, adagiale su un vassoio coperto di carta assorbente ( dal blog: giallo zafferano, la ricetta di Vale).

 

Raccontano che Raffaele Esposito, pizzaiolo e pasticciere geniale, chef della pizzeria “Pietro e basta così”, che poi divenne “Pizzeria Brandi”,  alla regina Margherita dedicò la pizza con mozzarella e pomodoro e che, quando la regina gli chiese dei dolci da consumare nei pomeriggi riservati agli incontri con le amiche, egli “inventò” le “chiacchiere”, che la regina gradì: ma credo che il nome non le sia piaciuto: le “chiacchiere” non si addicono a una regina, nemmeno quando parla con le amiche. Ma forse il racconto sa un po’ di chiacchiera. Già in un articolo del 1866 Emanuele Rocco scrive che “sulle pizze coperte di formaggio grattugiato, condite con lo strutto” e ornate con foglie di basilico qualche pizzaiolo “aggiunge sottili fette di mozzarella. Talora si fa uso di prosciutto affettato, di pomidoro, di arselle”. Forse Raffaele Esposito ebbe solo l’idea di dedicare alla regina una pizza che con i suoi ingredienti ricordava i colori della bandiera italiana.

Ancora più confusa è la storia delle “chiacchiere”, e non poteva essere altrimenti. Tutto nasce dai “frictilia”, dolci di pasta fritta nello strutto e coperta di miele che i Romani consumavano in quasi tutte le feste, anche nei “Saturnalia”, il loro “Carnevale”. I “nastri” che noi chiamiamo “chiacchiere” e altri chiamano “cenci”, “frappe” e “bugie” sono diffusi, da secoli, in tutta la cucina popolare italiana, e quasi certamente ad essi si riferisce uno degli autori di una “strenna”napoletana  del 1838 quando parla delle “liste di farina fritta” coperte di “gelato di pistacchio”: e anche i “biscotti alla Provenzale” citati da Ippolito Cavalcanti potrebbero essere qualcosa di simile alle “chiacchiere”. Sotto gli ultimi Borbone alcuni “caffè” aprirono le loro vetrine ai dolci più noti delle regioni del Regno, anche per accontentare i clienti che da tutto il Sud venivano a Napoli, spinti  dalle ragioni dell’economia, della politica, della cultura. Gli aristocratici – napoletani, regnicoli, stranieri- gli ufficiali dell’esercito, gli intellettuali e i “patiti” del San Carlo, si radunavano, ad ora tarda, nelle sale del “caffè Europa”, al “Largo del Palazzo”, cenavano e nella carta dei “desserts” trovavano anche torte e biscotti alle mandorle, biscotti, gelati e creme al pistacchio, i mostaccioli e i “ginetti”, biscotti calabresi e siculi ricoperti di confettini, da cui derivano gli “anginetti” cilentani, che però hanno forma a spirale. I Calabresi e i Siciliani frequentavano il “caffè Testa d’oro” a Toledo, che fu a lungo gestito da una famiglia palermitana. Poco lontano, nel palazzo Berio, lo Spiller aprì, a metà del 1858, la prima pasticceria svizzera, che cercò di modificare radicalmente l’arte napoletana del dolce. Ma Pintauro resistette gloriosamente. E trionfò.

 

 

Pomigliano, la polizia locale arresta pluripregiudicati ladri d’auto e scassinatori tra gli applausi dei cittadini

Il colonnello Luigi Maiello, comandante della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco

Il comandante Luigi Maiello: «Il controllo del territorio sta funzionando e il plauso va anche a chi ha segnalato, per raggiungere gli obiettivi occorre collaborare, tessere una grande rete per la sicurezza partecipata».

 

Giuseppe G. (28 anni) e Umberto L. (43 anni), pluripregiudicati, sono stati colti sul fatto mentre scassinavano un’auto e arrestati. Sono loro i ladri che nelle notti pomiglianesi forzavano e razziavano le automobili in sosta, magari dinanzi ai locali della movida. A segnalarli, con un messaggio inviato al comandante della polizia locale Maiello, il gestore di un’attività commerciale. I due erano in via I. Rabin, uno forzava le portiere con un grosso cacciavite, l’altro fungeva da «palo».  Raccolta la segnalazione nell’immediato – erano circa l’una ma da ormai settimane la polizia locale di Pomigliano pattuglia la città palmo a palmo in ciascuna notte dei weekend –  un’auto con agenti in borghese è giunta sul posto cogliendo sul fatto i ladri e sequestrando refurtiva e materiale da scasso. Cacciaviti, pinze a forbice, utilizzati evidentemente per scassinare auto o appartamenti, oltre ad una cospicua refurtiva. Il colonnello Maiello e gli agenti di Polizia locale li stavano tracciando da giorni grazie al sistema di videosorveglianza, anche prima della segnalazione che ha permesso di coglierli in flagrante e probabilmente riusciranno a far luce anche su furti precedenti.

 

Giorni e giorni nelle auto civetta, in collaborazione con i commercianti della movida e con tutti coloro che lavorano per il benessere e la sicurezza del territorio. «L’arresto è stato eseguito dal maresciallo Lucia Esposito – dice il comandante Maiello che era personalmente di pattuglia insieme alla collega e al maresciallo Tranchese – ed è uno dei tanti risultati di questo esperimento che sta funzionando soprattutto grazie alla rete, e al continuo e costante contatto con cittadini ed esercenti via whatsapp».  Al momento dell’arresto numerose persone presenti hanno applaudito. Il giudice del tribunale di Nola ha convalidato gli arresti e applicato misure cautelari.

 

Coronavirus, la proposta del sindaco di Ottaviano: “Verificare chi è venuto dalla Cina in Campania”

“Un tavolo tecnico con tutti i direttori generali e sanitari delle Asl, il comitato ristretto dei sindaci Asl, i responsabili degli aeroporti e il questore per verificare chi è arrivato in Campania dalla Cina negli ultimi 40 giorni, compresi quelli che sono passati da altri scali europei e internazionali”. È la proposta del sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che ha scritto al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca per invitarlo ad assumere ulteriori iniziative sull’infezione da coronavirus che preoccupa l’intero Paese.

Spiega Capasso: “In Campania abbiamo avuti diversi casi sospetti. Siamo una regione che ha continui contatti commerciali con la Cina: la nostra attenzione, senza allarmismi, deve essere alta. E allora chiedo al Governatore di mettere in campo tutte le energie per individuare, per quanto possibile, chi è arrivato in Campania dalla Cina negli ultimi 40 giorni. Non si tratta di schedarli, né tantomeno di discriminarli: si tratta di dare certezze e sicurezza alla gente. Senza panico, ma con determinazione, affrontiamo il problema e preveniamo ogni eventuale emergenza”.

Sant’Anastasia, Gpn vs Comune, udienza in tribunale martedì 10 marzo

Il viceprefetto Stefania Rodà, commissario straordinario che ha sostituito Gaetano Cupello, ha adottato una delibera per costituirsi in giudizio nel procedimento proposto dalla Gpn, la ditta di igiene urbana che fino a poche settimane fa era aggiudicataria dell’appalto a Sant’Anastasia.

 

La Gpn, con atto di citazione notificato il 21 novembre 2019, contestava gli atti con i quali il funzionario Luigi Pappadia, allora responsabile del servizio ambiente, aveva applicato una sanzione pecuniaria per il mancato raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata per l’anno 2018. L’intento della chiamata in giudizio del Comune da parte della Gpn è quello di ottenere l’annullamento o la revoca di quella penale ammontante a centinaia di migliaia di euro.

 Il commissario, visti gli atti, ha ritenuto opportuno che il Comune di Sant’Anastasia si costituisca in giudizio «atteso che non emerge in maniera palese la fondatezza della pretesa di controparte e non ricorrono i presupposti per una definizione transattiva della vertenza», dando incarico all’avvocato dell’ente, Antonietta Colantuoni, con ampio mandato e facoltà di chiamare in causa terzi.

 

 

Nola, Centro studi su Giordano Bruno: interviene la fondazione Hyria Novla.

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Il presidente Felice Scotti: “Nola capitale del pensiero bruniano”
Un centro studi su Giordano Bruno per dare l’opportunità non solo ai giovani, ma anche ai tanti studiosi ed appassionati, di avere  materiale a disposizione per meglio conoscere ed approfondire il pensiero di uno degli uomini più complessi e discussi del mondo.
A rilanciare la proposta all’amministrazione comunale di Nola è la fondazione Hyria Novla presieduta dall’avvocato Felice Scotti all’indomani delle celebrazioni promosse dal comune per l’anniversario della morte del filosofo in sinergia con l’associazione nolana guidata da Paolino Fusco.
“È necessaria un’azione culturale forte – spiega il presidente Scotti – L’istituzione di un centro bruniano rappresenterebbe per Nola una grande opportunità. Penso a tutti quei giovani che, per motivi di studio, raggiungerebbero questi luoghi apprezzandone la bellezza e facendosi ambasciatori del patrimonio nolano. Penso al prestigio di carattere anche scientifico che porterebbe un’iniziativa del genere con l’arrivo a Nola di professionisti accademici. Un discorso che come fondazione abbiamo avviato già lo scorso anno con il commissario prefettizio e che, ci auguriamo, possa essere ripreso dall’attuale amministrazione. Tra poche settimane – conclude Scotti – ci sarà il certame bruniano con la partecipazione di centinaia di ragazzi da tutta Italia a cui la fondazione ha sempre dato il proprio sostegno. Auspichiamo di intraprendere un discorso ben più articolato per portare Nola a diventare capitale del pensiero bruniano”.

Terra dei fuochi, controlli interforze su sette comuni. Il plauso del ministro Costa

«Ringrazio tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che oggi hanno preso parte all’operazione interforze che ha portato alla scoperta di 15 nuovi siti di sversamento illegale tra le province di Napoli e Caserta, sequestrato attività imprenditoriali non a norma e denunciato 8 persone, comminando sanzioni per migliaia di euro». E’ il plauso del ministro dell’Ambiente Sergio Costa alla squadra interforze coordinata dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio, nella Terra dei Fuochi.

«Attività abusive, sversamenti illegali, lavoro nero, rappresentano solo una parte degli illeciti emersi durante questi controlli – aggiunge il ministro -. Condotte criminali che mettono a rischio la salute dei cittadini e del territorio, oltre a costituire un grave ostacolo per tutti coloro che lavorano onestamente».

Infine, il ministro conclude con un appello. «Per queste ragioni non mi stancherò mai di chiedere a tutti i cittadini di segnalare e denunciare alle Autorità chi mette a rischio l’incolumità della collettività e soprattutto dei nostri figli».

Polveri sottili 2020 da record nel Napoletano: parla l’esperto dell’ARPAC

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Dottor Giuseppe Onorati, lei è il responsabile regionale della rete di controllo della qualità dell’aria in Campania, intanto Acerra già ha raggiunto e superato i 35 giorni di sforamento mentre San Vitaliano le è subito dietro. Anche l’area di Napoli città sta facendo registrare un aumento degli sforamenti rispetto agli anni precedenti. Come si può spiegare tutto questo ?

“Una cosa che si è sicuramente verificata è che ci sono state condizioni metereologiche diverse rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ci sono stati più giorni con l’alta pressione e quindi nei giorni di alta pressione c’è stato il ristagno degli inquinanti. La particolarità di quest’anno un che c’è stato un maggiore ristagno dell’aria nella zona orientale del Napoletano, anche a quote più alte, quindi anche nei pressi di Capodichino. E questa è una delle fenomenologie ed è la componente più naturale per cui non è che su questo fronte si possa fare molto. Sull’altro aspetto, quello delle sorgenti inquinanti da attività umane, cioè se ci sono state variazioni nelle emissioni, questo è molto difficile da valutare. Si potrebbe fare un discorso più generale. C’è stata una piccola ripresa delle attività economiche rispetto al passato. C’è stato quindi più traffico, più spostamenti. Inoltre c’è una crisi del mezzo pubblico su ferro. E ci sono gli incentivi per le biomasse da riscaldamento, penso alle stufe a pellet, che nel tempo stanno continuando a fare effetto. Una sola stufa a pellet inquina quanto cento impianti a metano per uso monofamiliare. Queste dovrebbero essere le componenti principali”

Ma perché al Santobono ci sono tutti questi sforamenti ? Negli anni scorsi erano pochi…
“Uno dei motivi è che la metropolitana collinare ha avuto problemi per cui la gente ha preferito prendere l’auto. Lì non c’è un problema di biomasse, al Vomero non si usano le stufe a pellet”

In base a uno studio del CNR, del 2016, è stato stabilito che possono incidere anche i roghi all’aria aperta..

“Certamente. Ma il numero di roghi in inverno è inferiore a quello che si registra nelle stagioni calde. Comunque roghi localizzati possono creare problemi importanti nella zona in cui si verificano”

Ma i roghi degli impianti di stoccaggio dei rifiuti ?

“In questi casi se le temperature sono molto alte lo stesso calore invia il fumo molto in alto. Per esempio per l’ultimo incendio dell’impianto di stoccaggio non è stato possibile misurare. Comunque lo smog prodotto dai veicoli, auto e camion, è molto più imponente. E’ milioni di volte più grande”

Dottore, attraverso la riflessione della luce ogni mattina noi napoletani possiamo osservare lo strato scuro di smog che si profila all’orizzonte. E’ una contaminazione che segue il tipico movimento dell’aria, da ovest verso est ?

“Non sempre. La componente più importante è quella giorno-notte. Di notte la contaminazione tende a scendere verso il basso. Di giorno, soprattutto se c’è il sole, tende a risalire perché il sole riscaldando l’aria la fa rimescolare. Per quanto riguarda lo spostamento, quando c’è la brezza, che d’inverno però è debolissima, può essere dal mare verso terra. Però in inverno questo fenomeno non è così importante. Da questo punto di vista la linea di costa è più aiutata perché dal mare non proviene inquinamento”

Il mare aiuta ?

“Nel senso che la parte di aria che sta sopra il mare non é stata inquinata, certo, per cui se c’è un minimo di spostamento della massa d’aria c’è un miglioramento delle condizioni sulle aree urbane che si trovano lungo la linea di costa. Invece le zone più basse dell’entroterra, Acerra, Afragola, Pomigliano, Nola, sono svantaggiate”

Quindi il movimento della contaminazione è più che altro verticale, dal basso verso l’alto e viceversa, ed è meno legato a quello dello spostamento dell’aria da occidente verso oriente…

“E’ più come una “diffusione”. Il problema è che nelle zone interne c’è meno ricambo dell’aria”

Mariglianella, miglioramento dell’isola ecologica comunale

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L’Amministrazione Comunale di Mariglianella, guidata dal Sindaco, Felice Di Maiolo, avente come Assessore all’Ambiente, la Dott.ssa Valentina Rescigno, e Assessore al bilancio e Lavori Pubblici, il Dott. Arcangelo Russo, con atto deliberativo di Giunta Comunale ha approvato il “Progetto definitivo ed esecutivo  finalizzato al miglioramento dell’isola ecologica comunale di via Salvatore Quasimodo”.

In data  20 dicembre 2018 con n. prot. 15239, il Comune di Mariglianella aveva prodotto istanza di partecipazione al “trasferimento delle risorse in Conto capitale  per la realizzazione  e/o l’ampliamento  ed il miglioramento  delle dotazioni della tecnologia  dei centri di raccolta  a supporto della raccolta differenziata di rifiuti urbani”.

In seguito a dettagliata relazione con puntuale rappresentazione dell’intervento in parola, fatta dal Responsabile del Procedimento, Ing. Arcangelo Addeo, che dirige il Servizio Tecnico Comunale, è stato riconosciuto, da parte della Città Metropolitana di Napoli, un aumentato riconoscimento finanziario, passato da 40.000 a 51.454,80 Euro, in applicazione delle determinazioni dirigenziali dell’anno 2018, la n. 8445 e la n. 8558 relative all’assegnazione dei fondi dell’Ente di Piazza Matteotti.   Tale contributo sarà destinato alla realizzazione di una “barriera verde “ lungo il perimetro dell’area interna  dell’isola ecologica.

Con Determina n. 1 del 3 gennaio 2020 è stato conferito all’arch. Andrea De Sena iscritto all’Albo Professionale degli Architetti della Provincia di Napoli, l’incarico di progettista  di direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori il quale in data 3 febbraio 2020 con prot. N. 1502 trasmetteva al Comune di Mariglianella  il progetto  definitivo ed esecutivo dei citati lavori.

Si avranno quindi: il potenziamento della videosorveglianza del sito; una nuova guardiola per il custode; l’aggiornamento del sistema gestionale; nuova piantumazione e potenziamento impianto antincendio.

Il Sindaco, Felice Di Maiolo, nonché Consigliere della Città Metropolitana di Napoli, e gli Assessori Valentina Rescigno e Arcangelo Russo, hanno affermato che “la tutela dell’ambiente è una priorità di questa Amministrazione Comunale.  Perseveriamo a favore dell’ecosostenibilità del territorio anche attuando positive sinergie con Enti ed Istituzioni come, in questo caso, con la Città Metropolitana di Napoli, per l’azione di miglioramento dell’Isola Ecologica a supporto di una sempre più efficiente raccolta differenziata di rifiuti urbani e della qualità della vita della Comunità di Mariglianella”.

Morto dopo un bypass gastrico, i medici verso il processo

“È inaccettabile che si debba morire per un intervento di bypass gastrico. Ora, però, finalmente e si giungerà a processo e la verità verrà a galla”, ha detto il consigliere regionale della Campania per i Verdi, Francesco Emilio Borrelli.

 

Si concludono le indagini preliminari della vicenda di Raffaele Arcella, morto dopo un intervento di bypass gastrico. Il giovane aveva 29 anni quando è mancato in seguito ad un intervento chirurgico eseguito in una clinica di Ottaviano, nell’hinterland di Napoli. Durante l’intervento sarebbe stata lesionata l’arteria retrostante lo stomaco del giovane che venen così trasportato in condizioni critiche al Policlinico di Napoli, dove, però non fu possibile salvargli la vita.

“A quasi un anno da quel tragico giorno si è finalmente giunti ad una svolta, il Pubblico Ministero Patrizia Mucciacito, ha inviato la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai medici della Trusso che operarono Raffaele. Ora attendiamo il processo sperando che sia fatta giustizia”, ha detto Antonio Arcella, padre del ragazzo, e del suo rappresentate legale, l’avvocato Fernando Maria Pellino.

“È inaccettabile che si debba morire per un intervento di bypass gastrico. Ora, però, finalmente e si giungerà a processo e la verità verrà a galla”, ha detto il consigliere regionale della Campania per i Verdi, Francesco Emilio Borrelli.

Sequestrano e rapinano un uomo, arrestati tre adolescenti

Tre minori di 15, 16 e 17 anni, tutti residenti a Maddaloni (Caserta), sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di aver sequestrato e rapinato un uomo di 32 anni, residente a Nocera Inferiore (Salerno), dopo averlo adescato su un sito di incontri. Una violenza in stile ‘arancia meccanica’ quella usata dai tre adolescenti nei confronti della vittima: è quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura per i Minori di Napoli e realizzate dei carabinieri della stazione di Caserta, che raccolsero nello scorso dicembre la denuncia del 32enne. Nell’ordinanza di custodia cautelare, il Gip del Tribunale per i minorenni parla di “violenza gratuita”, di “crudeltà disumana”. I fatti avvennero alla periferia di Caserta il 19 dicembre, quando il 32enne, dopo aver incontrato i suoi aguzzini conosciuti su internet, fu condotto in un luogo isolato, colpito ripetutamente con calci e pugni alla schiena e rinchiuso nel bagagliaio della sua auto.