Caso di coronavirus all’Avio di Pomigliano, interrogazione del deputato M5S Gianfranco Di Sarno

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal deputato MS5 Gianfranco Di Sarno.

Ieri pomeriggio l’ on. Gianfranco Di Sarno ha presentato un interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dello Sviluppo economio e al Ministro del lavoro, per chiedere un monitorago scrupoloso sulle condizioni precarie in cui si trova anche l’azienda eronautica Avio Aero di Pomigliano d’Arco, produttrice di componenti per velivoli militari e civili, dove lavorano circa 1100 addetti.
Dove oggi è stato registrato il primo caso di coronavirus che ha reso necessario mettere in quarantena l’ufficio ove l’impiegato prestava servizio.

Il deputato del Movimento 5 stelle ha chiesto nuove misure da adottare al fine di prevenire la diffusione del virus COVID-19 tra i lavoratori.

Somma Trekking: un mondo di giganti con i piedi d’argilla…

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Ciro Ambrosio, presidente  dell’associazione  Somma Trekking.

 

Vorrei iniziare questo articolo con alcune considerazioni di carattere generale, la prima cosa che mi viene in mente è che per la prima volta da molti anni, la politica ha preso delle decisioni importanti scavalcando le leggi dell’economia e privilegiando le leggi di natura (il benessere dell’individuo). Oggi la politica per mantenersi in vita deve per forza di cose guardare l’economia che, a sua volta, guarda alle risorse tecnologiche. La seconda considerazione riguarda il nostro sistema comunicativo che al tempo del “coronavirus” è saltato completamente, nella prima parte di questa storia tragica abbiamo assistito a tantissime mancanze e a tantissime omissioni e bugie da parte di chi doveva informare bene la popolazione, e non sono mancati atti di sciacallaggio da parte di chi voleva cavalcare l’onda del virus per annientare i propri avversari politici, ma il virus non fa differenze  e ha travolto anche loro,  infatti alcuni di loro sono in quarantena all’estero, in silenzio, aspettando momenti migliori… Tutto questo ci fa capire come il comportamento sociale venga plagiato e indotto da “giornalai” senza scrupoli e da una fetta di politica compiacente. La terza considerazione è sul cambiamento delle nostre abitudini, e in questo dobbiamo ringraziare il “virus”, abbiamo un po’ rallentato le nostre azioni, abbiamo un po’più di tempo per riflettere sulla nostra condizione umana, con forza e con determinazione è entrata in noi l’idea della morte e con essa la consapevolezza di tutte le debolezze e la fragilità del nostro essere umano. Con il divieto di uscire, con gli appelli di stare in casa, abbiamo molto più tempo per coltivare cose che avevamo dimenticato, la vita, i rapporti con i famigliari, i gesti dimenticati nel tempo della velocità, come guardarsi negli occhi, accarezzarsi e prendersi per mano; riscoprire la lettura, magari leggendo i Promessi Sposi (il cap. XXXI la peste a Milano) e con essi  rileggere il libro della tua vita, come un fotogramma che va a ritroso e dove ci sono tutte le immagini dei momenti della nostra esistenza. Interrogarsi sui mali di questo mondo e magari uscirne migliori, perché no, possiamo farcela, ma non perché io sia ottimista, anzi, io credo che l’ottimismo potrebbe essere la qualità delle persone poco informate, ma perché io credo nella verità delle cose, nella lealtà e nel riscatto storico dell’uomo, nel superamento e nel trionfo della natura umana. Restare umani è la forza di chi crede che il domani possa essere migliore. Per certi aspetti restare in casa è dura, ma bisogna organizzarsi, inventarsi la giornata in modo costruttivo e credetemi, non è difficile, solo le persone superficiali vivono questo momento con enorme difficoltà. Raccontarsi è un ottimo passatempo, arricchisce chi ti sta vicino e ti aiuta a vedere cose che prima non vedevi, e in certi casi a risolvere delle incomprensioni, nate dalla paura e dall’angoscia della solitudine. Infine non posso che fare un “in bocca a lupo” a tutti noi, augurandoci che in un immediato futuro ognuno si ricordi di questi momenti e di questa grande lezione di vita: un virus, una cosa invisibile ha messo in ginocchio un paese, un mondo fatto di giganti con i piedi di argilla.

Avio Aero Pomigliano, un contagiato da Coronavirus: chiusa. Riaprirà martedi

Lo stabilimento aeronautico Avio Aero di Pomigliano ha fatto registrare il primo lavoratore del polo industriale di Pomigliano ufficialmente contagiato dal Coronavirus. Ieri subito dopo la comunicazione ufficiale del fatto è scattato il panico fuori e dentro la fabbrica. A ogni modo l’azienda produttrice di componenti per gli aerei militari e commerciali è corsa ai ripari nel tardo pomeriggio comunicando la chiusura temporanea dell’impianto. I 1100 addetti dello stabilimento da stamattina sono stati messi tutti in ferie forzate. Rientreranno al lavoro martedi 16 marzo. Ora però c’è grande paura. L’Avio Aero è una grande fabbrica in cui ogni giorno oltre ai suoi 1100 addetti lavorano anche altri 700 operatori dell’indotto. Ed è uno stabilimento stretto tra due colossi, la Leonardo, 3000 dipendenti, e  la Fiat, 4500 dipendenti, dove si produce la Panda. Fiat che ha chiuso anch’essa, fino a domenica, a causa di una protesta degli operai della catena di montaggio impauriti dalla possibilità concreta di contagiarsi a causa dello stretto contatto tra gli addetti della catena di montaggio. La Fiat di Pomigliano riaprirà lunedi. La Leonardo prosegue invece testardamente a produrre tenendo ben aperti i battenti. Ma sono proprio le grandi fabbriche a rappresentare in questa fase difficile del contagio il pericolo più grande. Sono i luoghi di super affollamento per eccellenza. Al confronto la movida dei baretti di Chiaia, a Napoli, o quella del centro storico di Pomigliano, ritrovo di tutta la provincia orientale di Napoli, rischiano di assomigliare a timide festicciole da oratorio.

Sant’Anastasia, Concorsopoli: l’ex segretario Lombardi collabora e ottiene i domiciliari

Egizio Lombardi

 Nuovi sviluppi su «Concorsopoli», l’inchiesta che ha portato allo scioglimento dell’amministrazione comunale di Sant’Anastasia e consegnato la città alla gestione commissariale.

Da ieri in custodia domiciliare, dopo tre mesi e cinque giorni di carcere, l’ex segretario generale del comune di Sant’Anastasia, Egizio Lombardi. Il gip Fortuna Basile ha infatti accolto l’istanza del difensore di Lombardi, l’avvocato Antonio De Simone consentendo, con parere favorevole del pubblico ministero Luca Pisciotta, gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Ponticelli, fermo restando il divieto di comunicare con l’esterno. La misura cautelare meno afflittiva arriva in virtù della piena collaborazione dell’ex segretario che ha non solo ammesso le sue responsabilità ma anche fornito un apporto utile alle indagini. Sarebbe imminente una misura simile anche per Alessandro Montuori, l’imprenditore salernitano titolare dell’agenzia selezioni e concorsi ma nel pomeriggio di ieri ancora non ve n’era la certezza e in ogni caso il suo legale Vincenzo Desiderio (che difende Montuori con il collega Antimo D’Alterio) non ha confermato la circostanza.

Alessandro Montuori

I due, Lombardi e Montuori, sono stati più volte interrogati nelle ultime settimane e protagonisti di un confronto al quale avrebbe preso parte anche Pasquale Iorio, l’ex consigliere comunale che già da dicembre, primo degli arrestati a collaborare, è in custodia domiciliare. Resta in carcere, da quel 6 dicembre in cui la guardia di finanza eseguì gli arresti dopo mesi di illuminanti indagini e intercettazioni, l’ex sindaco Lello Abete (difeso dagli avvocati Isidoro Spiezia e Valentino Di Ludovico).

Pasquale Iorio

I quattro (Abete, Lombardi, Montuori, Iorio) avevano messo su un sistema per truccare le prove dei concorsi pubblici indetti al comune di Sant’Anastasia e – per quanto concerne Lombardi e Montuori – si trattava di condotte illecite perpetrate, sembra, anche altrove. Di carattere estemporaneo, limitato a procurarsi voti e sovvenzioni per le elezioni amministrative scorse, per Iorio e, soprattutto, per Abete. Insomma, i vincitori dei concorsi anastasiani erano tutti soggetti che avevano sganciato denaro per conquistarsi l’ambito posto di lavoro e – in numerosi casi – così avevano fatto anche i successivi concorrenti presenti in graduatoria, meramente per l’idoneità confidando nello scorrimento. Tutti ai domiciliari tranne l’ex sindaco, dunque. Ma oggi stesso i suoi legali faranno istanza affinché anche a lui sia concessa la misura meno afflittiva, sia per la non possibilità di reiterare i reati e nonostante non vi sia stata né confessione né collaborazione perché Abete persiste nel silenzio. Intanto, il 25 marzo – emergenza coronavirus permettendo – ci sono due appuntamenti in Cassazione. Si deciderà quindi sia sul ricorso presentato dal pm Pisciotta rispetto alla decisione del Riesame che annullava l’accusa di associazione a delinquere, sia su quella avanzata dai difensori di Abete sul diniego di scarcerazione. Nel frattempo, mentre la vicenda che ha provocato il commissariamento del Comune prosegue nelle aule giudiziarie, a Sant’Anastasia la politica si unisce, tutta, da sinistra a destra, protestando contro la gestione commissariale. Solo ieri, ad esempio, è stato dato da Palazzo Siano il placet per tenere il mercato settimanale, in verità ampiamente disertato e con flusso controllato dalla polizia locale. Una decisione giudicata “leggera” sia da ex amministratori sia da ex oppositori, tant’è che starebbero valutando di rivolgersi al Prefetto per enumerare tutte le mancanze, scollamento con la città in primis, attribuite alla triade commissariale.

Coronavirus, in Italia decisa la chiusura totale. Qui il testo del DPCM 11 marzo 2020

Abbiamo pensato di pubblicare il testo integrale del DPCM 11 marzo 2020 di cui ieri in tarda serata il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha relazionato, affinché tutti possano prenderne visione e – nello specifico – verificare quali attività restano aperte.

Siamo certi di fornire un servizio utile ai cittadini ed anche alle aziende che restano escluse dalla chiusura.

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Contributo foto: web.

Coronavirus: “Lock down”. Tutto – o quasi – chiuso. Il premier: ‘Ci sarà un riscontro sulle misure solo fra un paio settimane’

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In vigore da oggi e fino al 25 marzo il nuovo decreto che prevede la chiusura di ulteriori attività e servizi non essenziali: stop anche a bar, pub e ristoranti; restano attivi tra gli altri idraulici, meccanici, benzinai, tabaccai ed edicole. “Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore domani”, ha detto Conte annunciando il dpcm.

“Per avere un riscontro effettivo” di queste misure “dovremo attendere un paio di settimane” ha spiegato in diretta Facebook il premier elencando le nuove disposizioni:  “Chiudono parrucchieri, centri estetici e servizi di mensa.  Restano garantiti i servizi pubblici essenziali tra cui i trasporti e i servizi di pubblica utilità. Restano garantiti i trasporti.

Chiudono i negozi, i bar, i pub e i ristoranti. Resta consentita la consegna a domicilio. Per le attività produttive va incentivato il più possibile il lavoro agile, incentivate le ferie e i permessi”. Le fabbriche resteranno aperte ma “con misure di sicurezza. “Saranno garantite, nel rispetto della normativa igienico-sanitaria, le attività del settore agricolo, zootecnico, di trasformazione agroalimentare comprese le filiere che offrono beni e servizi rispetto a queste attività”.

“Se i numeri dovessero continuare a crescere, cosa nient’affatto improbabile, non significa che dovremo affrettarci a varare nuove misure. Non dovremo fare una corsa cieca verso il baratro. Dovremo essere lucidi, responsabili” ha sottolineato Conte.

“Non è necessario fare nessuna corsa per acquistare il cibo: i negozi di alimentari restano aperti”, ha puntualizzato Conte.

Domenico Arcuri sarà il “nuovo commissario delegato, con ampi poteri di deroga”. Lo annuncia il premier Giuseppe Conte. “A breve nominerò anche un commissario delegato per rafforzare la risposta delle strutture ospedaliere: avrà ampi poteri di deroga, lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione, la distribuzione di attrezzature per terapia intensiva e sub intensiva. Avrà anche il potere di creare e impiantare nuovi stabilimenti per la produzione di queste attrezzature e sopperire alle carenze sin qui riscontrate. Il commissario sarà Arcuri che si coordinerà con il dottor Borrelli che sta facendo un incredibile lavoro”. Lo annuncia il premier Giuseppe Conte.

“Chiudono i servizi di mensa che non garantiscono la distanza di un metro di sicurezza. Restano chiusi i reparti aziendali non indispensabili per la produzione: le industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attività produttive a condizione che assumano misure di sicurezza adeguate ad evitare il contagio. Si incentiva la regolazione di turni di lavoro, ferie anticipate, chiusura dei reparti non indispensabili”. Lo annuncia il premier Giuseppe Conte.

Idraulici, meccanici, pompe di benzina resteranno aperti. E’ quanto prevede il Dpcm sulle nuove restrizioni che il premier Giuseppe Conte firmerà a breve sulle nuove restrizioni in tutta Italia. Anche gli artigiani resteranno aperti. Sono tutti infatti considerati servizi essenziali

Edicole e stampatori resteranno aperti. E’ quanto prevede, a quanto si apprende, il Dpcm che il premier Giuseppe Conte si appresta a firmare sulle nuove restrizioni in Italia. Anche i tabaccai, si apprende ancora, restano aperti.

“Abbiamo stanziato una somma straordinaria 25 miliardi da non utilizzare subito ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà di quest’emergenza”, ha annunciato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Cdm. “Sono lieti del clima che si sta definendo a livello europeo”, ha aggiunto. Il premier, riguardo alla ulteriore stretta che la Lombardia ha fatto sapere di voler chiedere al governo, Conte ha evidenziato: “Siamo in attesa delle richieste. Non c’è nessuna chiusura verso misure più restrittive”.

Gli Angeli della sanità napoletana: alcuni esempi di buona sanità

Angeli e Demoni ci sono sempre stati, ma mentre i secondi ottengono le prime pagine dei giornali, non sempre accade lo stesso per chi lavora, spesso in silenzio, senza sosta in una sanità che procede con il freno tirato. Le notizie dell’assalto alle autoambulanze e della devastazione del pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini sono state diffuse ovunque, quelle dei casi di buona sanità molto meno.

La recente notizia di Paolo Ascierto, direttore all’istituto partenopeo Pascale del dipartimento Oncologia Clinica Sperimentale Melanoma Immunoterapia e Terapie Innovative, relativa all’utilizzo di un farmaco utilizzato contro l’artrite reumatoide per evitare il ricovero dei  pazienti affetti dal coronavirus in terapia intensiva, è uno splendido risultato ottenuto dalla sanità campana. In genere si pensa alla sanità del Mezzogiorno come a qualcosa di inefficiente e disorganizzato. In parte c’è del vero, ma non sempre è così. I centri di eccellenza esistono e funzionano molto bene come possono testimoniare moltissimi degenti curati e guariti.  Solo per soffermarci a Napoli, queste alcune eccellenze: la chirurgia toracica dell’ospedale Monaldi  per i trapianti di cuore, introdotti in Italia da Maurizio Cotrufo; la cura dei tumori con i protocolli più avanzati dell’istituto Pascale; Giulio Tarro, virologo di fama internazionale del  Cotugno; Roberto Cerio, che per oltre quaranta anni si è occupato degli anziani e ha diretto e portato a termine il Centro Colonia Geremicca dell’Asl 1; all’ospedale Cardarelli la soluzione delle emergenze nel padiglione di Pronto Soccorso, che porta il suo nome di Pasquale Buondonno, presidente emerito degli Ospedali Riuniti. Nel momento in cui tutta la sanità pubblica è impegnata per fronteggiare l’emergenza coronavirus, questo un esempio di buona sanità: la Divisione di Medicina DEA del Cardarelli (dipartimento d’emergenza e accettazione), dove in operosa attività una équipe di medici, infermieri ed ausiliari che ad uno sguardo d’insieme di un non addetto ai lavori, hanno dato l’idea di “api in un alveare”. Ciascuno con il suo compito, in un via vai di pazienti afflitti da mali molto seri. Il primario, Mariano Carafa, dirige un reparto di eccellenza, dove si salvano vite umane con fermezza, decisione e rapidità. Il personale medico è altamente specializzato e di vasta esperienza, orientato ed organizzato dalla Direzione Strategica. Il dottor Carafa, con la sua attività ultra trentennale, è specialista in cardiologia, medicina interna e medicina del lavoro. Tutti i suoi colleghi vantano curriculum di livello. Il reparto interviene su un ampio spettro di malanni, tutti in grado di mettere in pericolo la vita dei pazienti: insufficienza respiratoria, renale e cardiaca; sepsi; polmonite semplice; embolia polmonare; malattie cerebrovascolari acute, ischemiche ed emorragiche. L’unità operativa di medicina DEA è il centro di riferimento per le malattie tromboemboliche, con un elevato numero di pazienti ricoverati con tale patologia ed un ambulatorio dedicato a pazienti dimessi, o inviati dal pronto soccorso, che necessitano di valutazione clinica, strumentale e terapeutica. Vengono assistiti, in particolare, pazienti in trattamento con i nuovi anticoagulanti (NAO). Dopo questa attenta considerazione, non si può, però, sottacere l’atteggiamento di alcuni visitatori del reparto, parenti ed amici di pazienti ricoverati. C’è chi, forse per partito preso, ha sempre da ridire e da criticare: «questo non va, quest’altro andrebbe fatto in altro modo, il personale è distratto e se la prende con comodo !…». Parliamo di un vezzo italico: quello della critica facile e senza fondamento. Ma si rendono conto costoro delle immani difficoltà che dirigenti e collaboratori di un reparto così complesso devono affrontare? Certamente non ne hanno la minima idea. Magari perché sono concentrati soltanto sul loro interesse personale e familiare, una reazione scomposta è umanamente comprensibile ma non plausibile. Costoro con difficoltà accettano l’esigenza di limitare  gli  accessi alla struttura e alle visite ad amici e parenti in tempi molto difficili e pericolosi per il contagio del coronavirus. Per fortuna la capacità e l’azione prevalgono su ogni meschina critica, come testimoniano le migliaia di pazienti guariti e dimessi ogni anno. Gli operatori della sanità non si definiscono eroi ma delle persone normali che lottano in prima linea. Non è il coronavirus che fa paura ma la mancanza di posti in terapia intensiva, specialmente nei nosocomi del Sud del nostro Paese. L’Italia bella è l’Italia che ce la farà contro questo virus, ma per uscire dall’emergenza  tutti devono rispettare le regole imposte dal governo. Si assiste oggi ad una gara di solidarietà: alcune pizzerie hanno offerto la pizza a chi lavora negli ospedali senza sosta e alcuni studenti della facoltà di medicina hanno raccolto fondi.

 

Somma Vesuviana, emergenza coronavirus, il sindaco comunica i contenuti del Decreto telefonando ai cittadini 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Somma Vesuviana.

 

Di Sarno: “Abbiamo attivato Alert System, servizio di informazione telefonica. Ho pensato agli anziani. C’è la tv ma li ho avvisati per telefono. La mia voce pre-registrata arriva così anche agli anziani a casa. Li sto informando su cosa non si può fare e su cosa si può fare. Questa mattina abbiamo attivato, alle ore 6, un lavaggio straordinario delle strade cittadine con prodotto igienizzante che comunque avevamo già fatto il 28 Febbraio”.

“Al momento ben 4000 telefonate a 4000 famiglie. Dopo lo squillo la mia voce. Ho comunicato così ai singoli cittadini i contenuti del Decreto ultimo firmato dal Presidente del Consiglio. Abbiamo attivato Alert System, servizio di informazione telefonica con il quale a Somma Vesuviana comunichiamo notizie riguardanti eventuali rischi di allerta meteo, sospensione di servizi, interruzioni strade, chiusure scuole, ed in questo caso di notizie in merito ai comportamenti da adottare per limitare il coronavirus. Per telefono uno per uno sto spiegando a tutti i miei cittadini come devono comportarsi. Con la mia voce pre-registrata abbiamo inviato il messaggio direttamente al numero telefonico indicato: i numeri fissi presenti in elenchi pubblici sono stati già acquisiti. E’ un servizio essenziale per raggiungere gli anziani”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Pronto? E’ il sindaco che ti chiama per informare te cittadino sul Coronavirus.

“Dobbiamo stare tutti a casa – ha proseguito il sindaco – ed è possibile uscire con autocertificazione solo per recarsi a lavoro o per necessità. Si può uscire per la spesa? Si.

Per le messe anche le Parrocchie di Somma Vesuviana si stanno attrezzando con dirette via Social. Questa mattina abbiamo attivato, alle ore 6, un lavaggio straordinario delle strade cittadine con prodotto igienizzante”.

Cosa fare fino al 3 Aprile?

“Ho letto per telefono e spiegato tutte le informazioni – ha concluso Di Sarno – e dunque la distanza da tenere dalle altre persone è almeno di un metro. Se si ha la febbre? Sopra i 37.5 gradi chiamare il medico di base, stando in casa e NON andare al pronto soccorso. Non si può andare in altri comuni, salvo situazioni di necessità. Ci si può muovere per motivi sanitari, per lavoro. Negli spostamenti per lavoro bisogna avere con sé l’autocertificazione. Non si deve mai dichiarare il falso. Anziani ed immunodepressi o persone con patologie DEVONO stare in casa. Bar, gelaterie, ristoranti possono rimanere aperti dalle 6 alle ore 18 nel rispetto della distanza di un metro fra clienti. Centri Commerciali e Supermercati chiusi nei festivi e pre- festivi, invece gli alimentari possono rimanere aperti. Farmacie e parafarmacie aperte normalmente. Asili, scuole, Università chiuse fino al 3 di Aprile. Riunioni, convegni, eventi, manifestazioni sono tutte vietate. Pub, cinema, palestra, piscine, discoteche, musei, biblioteca? Chiusi. Quasi tutti i servizi comunali sono fruibili online. Sono garantiti i servizi essenziali e urgenti. Ci si può recare a fare la spesa, solo una persona per famiglia. Non possiamo andare a mangiare dai parenti, non è uno spostamento necessario. Si può uscire a fare una passeggiata con bambini ma in posti dove non c’è assembramento e mantenendo sempre le distanze. Occorre sempre evitare assembramenti e dunque non relazionarsi con persone diverse da quelle del  proprio nucleo familiare. Possiamo andare ad assistere i familiari anziani non autosufficienti ma garantendo sempre loro protezione dal contagio. Nei negozi c’è obbligo di far rispettare la distanza di sicurezza e scaglionare i gruppi d’ingresso. Le merci possono tranquillamente circolare.

In questa fase è necessario che stiamo tutti a casa e si esca solo quando c’è veramente necessità”.

Mariglianella, Il Comune consegna a domicilio i beni alimentari agli anziani.

L’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, Felice Di Maiolo, in ordine alle misure di contenimento messe in atto, in piena sintonia istituzionale con tutti gli Enti, le Autorità, centrali e territoriali, e degli organismi dello Stato, sta assicurando il suo pieno apporto per bloccare il contagio e per addivenire al finale soluzione dell’emergenza sanitaria nazionale Coronavirus Covid-19.

Fra gli altri provvedimenti di propria competenza l’Amministrazione Comunale di Mariglianella, in considerazione delle sopraggiunte difficoltà nella vita quotidiana degli ultra sessantaciquenni che sono i più colpiti dall’emergenza Coronavirus, ha inteso assicurare loro il servizio a domicilio della popolazione anziana dei beni alimentari.

Chiamando al numero di telefono 081/18331264 si troverà pronta risposta del Segretariato Sociale il quale segnalerà la specifica richiesta all’addetto comunale che provvederà con solerzia alla consegna a domicilio

Pollena Trocchia, attivato il servizio di spesa e commissioni a domicilio

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Pollena Trocchia
Spesa e commissioni a domicilio per anziani non autosufficienti e disabili gravi privi di assistenza familiare residenti sul territorio comunale. Il servizio è stato attivato dal comune di Pollena Trocchia nell’ambito delle misure di contrasto alla diffusione del nuovo coronavirus e di sostegno per la gestione della fase emergenziale. «Nell’ambito dei servizi sociali e al fine di rafforzare le misure di contenimento relative all’emergenza legata al covid-19 abbiamo attivato un servizio di spesa e commissioni a domicilio per gli anziani non autosufficienti e i disabili gravi senza assistenza familiare del nostro territorio, per fornire loro un valido aiuto in un momento difficile per tutti e ancor più per le fasce di popolazione con età più avanzata o patologie pregresse, perché desideriamo che sia chiaro un messaggio: non vogliamo lasciare nessuno indietro, soprattutto nelle fasi più delicate» ha detto l’assessore alle politiche sociali e vicesindaco di Pollena Trocchia Pasquale Fiorillo. Il servizio, svolto con la collaborazione del Nucleo locale di Protezione Civile “FireFox” e della locale sede di Croce Rossa Italiana, partirà dal pomeriggio odierno e sarà attivo di mattina dalle ore 9:00 alle ore 11:00 e di pomeriggio dalle ore 15:00 alle ore 16:30. Il numero della Croce Rossa locale, a disposizione per servizi e commissioni legate alle farmacie e ai medici di base, è 08118495300, mentre quello della Protezione Civile “FireFox”, per spese ai supermercati e di generi alimentari, è 0815311808. «Grazie alla collaborazione con la Croce Rossa e la Protezione Civile garantiamo un servizio importantissimo per i nostri concittadini più deboli. Invito tutta la cittadinanza a fare la propria parte, attenendosi sempre alle disposizioni dei DPCM che si stanno susseguendo, alle ordinanze regionali e comunali. Al fine di evitare inutili allarmismi, infine, chiedo a tutti di attenersi alle informazioni che provengono esclusivamente da fonti ufficiali. A questo proposito, informo che l’amministrazione comunale si è premurata di dedicare una sezione ad hoc sul sito internet istituzionale http://www.comune.pollenatrocchia.na.it» ha aggiunto il sindaco di Pollena Trocchia, Carlo Esposito.