Torre del Greco, scissionista del clan “Falanga di Gioia” finisce in manette
I carabinieri della compagnia di Torre del Greco, durante indagini coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno tratto in arresto Antonio Gaiezza, 41enne del luogo.
L’uomo è ritenuto appartenere agli scissionisti del clan camorristico dei “Falanga-di Gioia” di Torre del Greco.
Era irreperibile dall’ottobre 2018 perché sfuggiva a un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Napoli dopo una condanna a 6 anni e 3 mesi di reclusione per associazione a delinquere di tipo mafioso.
I militari lo hanno localizzato a Torre del Greco, in sella a uno scooter guidato da un 21enne incensurato di Boscotrecase.
Nonostante il tentativo di fuga del fermato, i militari sono riusciti ad ammanettarlo e condurlo in caserma , dando esecuzione all’ordine di carcerazione che pendeva su di lui.
L’autista dello scooter è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.
Marigliano, atti criminali contro un negozio. Solidarietà e vicinanza dei consiglieri di minoranza
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa da parte dei consiglieri di minoranza Michele Cerciello, Filomena Iovine e Francesco Capasso, in merito all’attacco subito dal negozio Sportline di Marigliano:
I consiglieri di minoranza Michele Cerciello, Filomena Iovine e Francesco Capasso nel condannare ogni atto criminale di intimidazione verso i commercianti mariglianesi esprimono solidarietà e vicinanza ai proprietari del negozio Sportline per il vile attacco subito.
Non mancheremo di portare il nostro sostegno a tutti gli imprenditori che coraggiosamente continuano ad investire risorse e lavoro nella nostra città e chiediamo con forza all’Amministrazione di mettere in atto ogni azione utile alla tutela della sicurezza dei cittadini mariglianesi.
L’Amministrazione, che ieri sera in consiglio comunale ha approvato all’unanimità il documento redatto dall’Associazione “Oltremarigliano”, designando la nostra città come “Città dell’Accoglienza” e votando affinché Marigliano diventi “Città contro ogni mafia” .
La Diocesi di Nola si arricchisce di un quinto Santuario mariano: nasce il Santuario della Madonna della Speranza
Domenica 21 aprile, alle ore 19, il Vescovo Francesco Marino darà lettura del decreto di erezione del Santuario della Madonna della Speranza che va ad aggiungersi a quello della Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia, della Madonna della Neve a Torre Annunziata, di Santa Maria a Parete a Liveri e di Maria Ss. Consolatrice del Carpinello a Visciano.
«Ho potuto constatare che da anni il Convento di San Vito è meta di pellegrinaggio da parte di un notevole flusso di fedeli, devoti alla Madonna della Speranza e a San Vito – ha dichiarato il Vescovo Marino -. Grazie all’azione pastorale dei frati, ben inserita nel cammino della Chiesa diocesana e della vita delle parrocchie del quinto decanato, in particolare di quella di San Sebastiano in Miuli, da cui dipende, il Convento di San Vito è sempre più divenuto luogo di incontro con la Misericordia di Dio. Un luogo dove poter continuare il proprio cammino di credenti rafforzati nella fede ma anche dove poter scoprire il volto paterno di Dio».
La lettura del decreto sarà preceduta dal saluto del Sindaco di Marigliano, Antonio Carpino, e del Ministro provinciale dei Frati minori di Napoli, Carlo M. D’Amodio. Seguirà la Concelebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo Marino.
La nascita del nuovo Santuario diocesano cade nel secondo centenario dell’arrivo a Marigliano della miracolosa immagine della Madonna cui è intitolato. Per questo la Penitenzieria Apostolica ha concesso l’Indulgenza Plenaria dal 21 aprile 2019 al 19 aprile 2020.
Ricco il calendario degli appuntamenti per celebrare non solo il nuovo luogo di culto mariano ma anche la Festa della Madonna della Speranza – che ricorre il 28 aprile – e il mese di maggio, dedicato alla Vergine. Speciale attenzione al Santuario della Madonna della Speranza sarà dedicato anche da Tv2000: mercoledì 24 aprile è infatti previsto un collegamento da Marigliano durante la trasmissione “Bel tempo si spera”.
“Premio Vesuvio Verde” alla Fiera del Baratto e dell’Usato. Verdi: “Plastic Free trend topic di questa edizione”
Si è tenuta domenica presso la Mostra d’Oltremare, nel corso della Fiera del Baratto e dell’Usato, la cerimonia di consegna dei premi “Vesuvio Verde” 2019 per la salvaguardia dell’ambiente. Hanno ricevuto il riconoscimento, organizzato da Bidonville e dai Verdi, Antonio Miccio, direttore dell’Area marina protetta “Regno di Nettuno”, per essersi fatto carico dello smaltimento del materiale di risulta raccolto dai pescatori, norma divenuta poi nazionale, Vincenzo Borrelli, amministratore della società S.I.R.E. Ricevimenti d’Autore, per aver bandito l’uso della plastica nelle attività di catering, l’Istituto Comprensivo De Filippo-Vico di Arzano, per le iniziative a sostegno dell’ambiente che hanno coinvolto l’intero corpo studentesco, e Giacomo Pascale, sindaco di Lacco Ameno, in rappresentanza dei sindaci e dei cittadini dell’isola di Ischia per aver bandito l’uso della plastica nei loro territori. I premi sono stati consegnati dagli esponenti dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, Marco Gaudini, Fiorella Zabatta, Lello Caiazza, Vincenzo Peretti, Gigi Esposito e dall’ l’organizzatore dell’evento di Bidonville Augusto Lacala. I premiati hanno ricevuto una riproduzione del Vesuvio realizzata dall’artista del riciclo Salvatore Iodice insieme ai ragazzi che frequentano i laboratori di Miniera. “L’edizione 2019 del premio – spiega il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – ha avuto come trend topic il concetto di plastic free. Abbiamo inteso premiare coloro che si sono distinti nella lotta alla dispersione della plastica nell’ambiente per dare un segnale forte circa l’attualità del problema. Speriamo vivamente che il loro esempio possa essere seguito. Purtroppo i livelli di inquinamento non ci permettono di procrastinare. Occorre un’inversione di tendenza anche sul piano politico. Mi ha fatto molto piacere vedere premiati gli alunni della scuola ‘De Filippo-Vico’ che, seguendo l’esempio di Greta Thunberg, si sono impegnati in una serie di iniziative a sostegno dell’ambiente”.
“Con tanto affetto ti ammazzerò”, il nuovo romanzo di Pino Imperatore alla Libreria Don Chisciotte di Angri
Mercoledì 17 Aprile alle ore 18:30, lo scrittore Pino Imperatore sarà ospite presso la Libreria Don Chisciotte di Angri.
Dopo il romanzo giallo Aglio, olio e assassino, con cui ha appassionato i propri lettori, creando personaggi ai quali in tanti si sono subito affezionati, come l’ispettore Scapece, la famiglia Vitiello e il commissario Improta, lo scrittore napoletano sceglie di restare all’interno del genere giallo, che continua ad appassionare tantissimi lettori italiani, per costruire una nuova storia con gli stessi simpatici protagonisti.
Il nuovo romanzo, Con tanto affetto ti ammazzerò, si presenta dunque come seguito ideale del lavoro precedente, una nuova indagine per l’ispettore Scapece e per i suoi bizzarri assistenti che sicuramente saprà ancora tenere i lettori con il fiato sospeso, pur senza rinunciare a quell’ironia, che ha fatto di Pino Imperatore uno degli scrittori più apprezzati del panorama nostrano. L’indagine, ancora una volta ambientata a Napoli, è anche pretesto per portare i lettori in giro per le strade dell’amata città, svelandone ora angoli nascosti, ora bellezze dimenticate.
All’appuntamento sarà presente, in veste di relatore, anche lo scrittore, Paquito Catanzaro, grazie al cui contributo ci addentreremo tra le pagine del libro, perdendoci tra gli aneddoti e i racconti con cui sempre Imperatore sa deliziare i propri lettori e ascoltatori.
La libreria Don Chisciotte e i suoi ospiti, ti aspettano ad Angri, in via G. da Procida 15, alle ore 18:30.
“Con tanto affetto ti ammazzerò”, il nuovo romanzo di Pino Imperatore alla Libreria Don Chisciotte di Angri
Mercoledì 17 Aprile alle ore 18:30, sarà ospite presso la Libreria Don Chisciotte di Angri, lo scrittore Pino Imperatore.
Dopo il romanzo giallo Aglio, olio e assassino, con cui ha appassionato i propri lettori, creando personaggi ai quali in tanti si sono subito affezionati, come l’ispettore Scapece, la famiglia Vitiello e il commissario Improta, lo scrittore napoletano sceglie di restare all’interno del genere giallo, che continua ad appassionare tantissimi lettori italiani, per costruire una nuova storia con gli stessi simpatici protagonisti.
Il nuovo romanzo, Con tanto affetto ti ammazzerò, si presenta dunque come seguito ideale del lavoro precedente, una nuova indagine per l’ispettore Scapece e per i suoi bizzarri assistenti che sicuramente saprà ancora tenere i lettori con il fiato sospeso, pur senza rinunciare a quell’ironia, che ha fatto di Pino Imperatore uno degli scrittori più apprezzati del panorama nostrano. L’indagine, ancora una volta ambientata a Napoli, è anche pretesto per portare i lettori in giro per le strade dell’amata città, svelandone ora angoli nascosti, ora bellezze dimenticate.
All’appuntamento sarà presente, in veste di relatore, anche lo scrittore, Paquito Catanzaro, grazie al cui contributo ci addentreremo tra le pagine del libro, perdendoci tra gli aneddoti e i racconti con cui sempre Imperatore sa deliziare i propri lettori e ascoltatori.
La libreria Don Chisciotte e i suoi ospiti, ti aspettano ad Angri, in via G. da Procida 15, alle ore 18:30.
Terra dei Fuochi, sequestrata area con 1000 metri cubi di rifiuti
La ‘Terra dei fuochi’ continua ad essere destinazione per i rifiuti. I Carabinieri del Noe di Caserta hanno scoperto, in una zona commerciale del comune di Capua, un’area di circa 2000 metri quadri, di pertinenza di due aziende specializzate nella lavorazione del legno, con ammassate diverse tipologie di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, pari a circa 1000 metri cubi.
Nel materiale di risulta c’era plastica, scarti di falegnameria, materiale ferroso, taniche contenenti residui di materiale collante e residui di solvente, pneumatici fuori uso, serbatoi di gpl per veicoli fuori uso, macchinari per uso ospedaliero fuori uso, bancali di contenitori metallici con residui di vernici e resine, un cassone metallico colmo di segatura, pezzi di condotte in alluminio, cumuli di inerti da demolizioni, frigoriferi fuori uso, il tutto in assenza di titoli autorizzativi.
I responsabili dell’area sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per smaltimento illecito di rifiuti. Il valore complessivo dei sequestri odierni ammonta a circa 200.000 euro.
Sant’Anastasia, il generale Mario Mori, ex capo del Sisde e fondatore del Ros, presenta «Oltre il terrorismo»
Il libro «Oltre il terrorismo” del generale Mori – ex capo del Sisde e fondatore del Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri (ROS) – sarà presentato alle 18, 30 di domani (mercoledì 17 aprile) nella sala conferenze della biblioteca “Giancarlo Siani” a Madonna dell’Arco. L’evento è sotto l’egida della presidenza del consiglio comunale di Sant’Anastasia.
Perché una notizia falsa, inverosimile, nata dall’ignoranza o costruita ad arte è chiamata “bufala”…
Secondo alcuni la metafora è nata a Roma, negli anni ’50. La spiegazione più solida la dà l’Accademia della Crusca ricordando che i mandriani erano soliti tirare dietro di sé i bufali con l’anello che passava attraverso il naso degli animali. La “bufala” è dunque una notizia falsa che spesso mira ad ingannare l’opinione pubblica e a piegarla alla volontà del “bufalaro”. La spiegazione “gastronomica”. I bufali e le paludi.
I quadri di Francesco e Enrico Coleman e l’opera di G.A. Sartorio che correda l’articolo suggeriscono una battuta: dal momento che le “bufale” sono così pericolosamente presenti nella nostra società, è lecito pensare che questa nostra società sia diventata una putrida palude. E’ opinione di molti che l’uso del termine per indicare una notizia falsa e inverosimile sia stato adottato a Roma, e che Nino Manfredi se ne sia servito durante una serata di “Canzonissima” del 1959. In una nota pubblicata sul sito dell’“Accademia della Crusca” Riccardo Cimaglia, dopo aver notato che già Ercole Patti, in un romanzo del 1956, aveva usato la parola “bufala” nel significato particolare che oggi le viene assegnato, raccontò di aver appreso da un romano carico di anni che negli anni ’30 del ‘900 molte donne dell’Urbe usavano portare scarpe con suole non in cuoio, troppo costoso, ma in pelle di bufala: pero, quando pioveva, su quelle donne incombeva il rischio di scivolare sulla strada bagnata, e di farsi male: e quando le infortunate arrivavano al Pronto Soccorso, gli infermieri e i medici commentavano: ecco, un’altra bufala. Insomma, la suola in pelle di bufala sarebbe diventata sinonimo di “fregatura”. Ma il Cimaglia non sembra convinto dal racconto del vecchio romano.
Poco convincente è anche il riferimento alle corse dei bufali che si tenevano a Firenze, durante le feste popolari in cui cantanti improvvisati si sfidavano intonando canzoni che si chiamavano “bufalate”: una versione toscana dei napoletani “canti ‘a figliola”. Ma non si vede come da corse e canti possa venir fuori il significato di “bufala” di cui qui si discute. La spiegazione più solida viene dal gesto del mandriano che fa muovere l’animale tirandolo per l’anello che gli passa attraverso il naso: il vocabolario dell’Accademia della Crusca nel secondo Ottocento cita come particolare e metaforico il significato della parola “bufala” nella frase “menare altrui pel naso come una bufala”, considerata equivalente, nel senso, a “menare un asino per la cavezza”. Dal Doni al Goldoni al Giusti non sono pochi gli scrittori che tra i secc. XVII e XIX usano la metafora della “bufala” che si lascia tirare per il naso. Dunque, le “bufale” sono quelle notizie che consentono a falsari e a imbonitori di ingannare, per errore o consapevolmente, gli altri, e di manovrarli così come certi animali vengono guidati dal mandriano. Se la “bufala” è costruita ad arte dal “bufalaro”, chi cade ingenuamente nella trappola è, dicono i toscani, uno che “si lascia mangiare la torta in capo”. Tutto nasce dal fatto che i bufali, come gli asini, non sono un simbolo di vivace intelligenza: ma non possiamo non notare che nel gioco delle metafore entrano sempre le “bufale”, quasi che le femmine siano meno sveglie dei maschi.
C’è chi, come ha fatto recentemente Andrea Viviani, ricorre alla spiegazione gastronomica. Il riferimento non è diretto alla mozzarella, perché in questo caso la “bufala “è garanzia di verità e di qualità, ma alla carne: capita che carne di bufala venga venduta come taglio di carne di pregio. La truffa fu assai frequente in tutto l’Ottocento, e nel nostro territorio alimentò un assai fiorente contrabbando tra le paludi di Acerra, di Cimitile, della piana sarnese, dove c’erano numerosi bufali, e un paio di macelli non autorizzati, che funzionavano tra Palma e Poggiomarino. I macellai onesti, per tranquillizzare i loro clienti, esponevano cartelli su cui era scritto “qui si vende carne di vitella sincera”. Le mandrie di bufali, immesse negli stagni, e nei tratti dei fiumi in cui la corrente si faceva più lenta, evitavano, con i loro frenetici movimenti che si formassero pantani e paludi. Al contrario, le “bufale” di oggi servono, talvolta, a scuotere verità consolidate, e a inquinare con paludose notizie cristalline certezze.
Chi sa come i Coleman e Sartorio avrebbero rappresentato queste nuove scene.
Bullismo: in Campania istituito il fondo per le vittime
Il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo è in continua crescita. E’ necessario far conoscere le conseguenze che questi atti possono comportare sullo sviluppo cognitivo dei ragazzi.
Con l’approvazione della legge regionale, di cui sono stato relatore, la Regione Campania per prima ha compiuto un atto concreto. Abbiamo istituito un fondo a favore delle vittime, un comitato regionale di osservazione e la realizzazione di una serie corsi di formazione”. Lo ha detto Carmine De Pascale, consigliere regionale della Campania, intervenendo alla quinta tappa di @scuolasenzabulli 2019, la campagna contro bullismo e cyberbullismo promossa dal Corecom Campania.
Giuseppina Lanzaro, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo ‘Gigante – Neghelli’ ha evidenziato che “l problema bullismo esiste già dalla scuola primaria e noi educatori lo affrontiamo in classe attraverso una serie di progetti e iniziative nell’ambito dei Programmi Operativi Nazionale e dei Programmi regionali di ‘scuolaviva’. Quest’anno la mission del nostro istituto è ‘educare alla bellezza’, adottando la frase di Peppino Impastato secondo cui è possibile sconfiggere omertà e criminalità attraverso una nuova filosofia di pensiero”.
Per la consigliere regionale campana, Bruna Fiola “bisogna dialogare con gli studenti e spiegare nei minimi dettagli come affrontare il problema del bullismo, seguendo i consigli degli esperti per individuare la soluzione. Occorre insegnare ai giovanissimi che le nuove tecnologie vanno utilizzate con particolare attenzione e consapevolezza”.
“E’ importante che le Istituzioni territoriali agiscano in sinergia con le comunità scolastiche” – ha sottolineato Arnaldo Maurino, assessore alla X Municipalità del Comune di Napoli -, per costruire gli anticorpi necessari che non facciano aumentare a dismisura i casi di bullismo, perché potrebbero rappresentare l’anticamera di nuovi atti di criminalità”.
Secondo Francesca Recano, psicologa e psicoterapeuta, “determinante è la prevenzione attraverso l’ascolto dei giovani per evitare che durante la fase della crescita certi ruoli si cristallizzino, dai quali è più difficile uscire superata l’adolescenza”.
“Abbiamo riscontrato che anche i giovanissimi allievi sono già pronti a individuare i casi di bullismo, per segnalarli ai docenti ed evitare spiacevoli avventure”, ha rimarcato lo psichiatra e criminologo forense, Antonio Scamardella.
“Bambini e adolescenti trascorrono molto tempo online e i crescenti episodi di cyberbullismo, per numero e gravità – ha sostenuto Domenico Falco, presidente del Corecom Campania -, rappresentano un’emergenza educativa, come testimoniano le indagini pubblicare da ‘Telefono Azzurro’ attraverso il centro nazionale di ascolto”.
Nel corso dell’iniziativa l’ispettore della Polizia delle Comunicazioni, Umbertina Picano e l’assistente capo della Polizia postale Giuseppe Giorgio hanno illustrato, con l’ausilio dei filmati, i pericoli della ‘rete’ e dei social network.

