Pollena Trocchia, Croce Rossa in campo per la sensibilizzazione sull’ipertensione

Sensibilizzazione sulla tematica dell’ipertensione, sui rischi che ne possono derivare e sulle sue cause. L’attività è stata messa in programma per questa mattina, dalle ore 10 alle ore 13. L’appuntamento è presso il parco ludico ricreativo “Michele Mauro Sannino” in località Parco Europa. Qui i responsabili della sezione locale di Croce Rossa Italiana, ricorrendo anche all’aiuto di cartelloni sui quali saranno spiegate le varie forme di ipertensione e approfondita la corretta alimentazione, accoglieranno quanti si recheranno allo stand e forniranno loro informazione e indicazioni. «Come gruppo locale, ancora una volta, vogliamo lanciare un messaggio di prevenzione e di sensibilizzazione per il presente e per le giovani generazioni affinché possano prevenire eventuali rischi di ipertensione» hanno spiegato Domenico Filosa e Enrico Rizzo, rispettivamente i responsabili dell’area 6 e dell’area 5 della sede CRI di Pollena Trocchia. «È sempre un piacere vedere i luoghi pubblici del nostro paese ospitare eventi dedicati all’informazione e alla prevenzione, perché con queste iniziative non solo si popolano questi spazi e si fa comunità, ma al tempo stesso si pone l’accento su importanti tematiche, sottolineando l’importanza dei corretti stili di vita nell’interesse nostro e di chi ci sta accanto» ha commentato il sindaco di Pollena Trocchia, Carlo Esposito.

Coppa Italia Metodo PASS: trionfano 14 attori campani

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Giovani provenienti in particolare da Somma Vesuviana, Brusciano, Torre del Greco, Pomigliano, Acerra, Ercolano, Poggiomarino, si sono distinti nel corso della manifestazione che si è svolta a Roma il 12 maggio 2019.

 

Si è svolta Roma la competizione inter-regionale Campania – Lazio gara di Coppa Italia Metodo PASS, Direttrice di gara dott.ssa V. Spampinato nonché Responsabile e Presidente Nazionale del Metodo PASS, pannello giudicante: Presidente di gara Fioretta Mari; Giudici di gara: Niccolò Petitto, Stefano Bontempi e Claudio Insegno. Responsabili di settori per il Lazio E. Benedetti , A. Onano; Resp.le Campania e segretaria di gara Prof.ssa Maria Sorrentino. E’ stata una giornata intensa e lo scorrere delle esibizioni entusiasmante, tutte di gran livello professionale.

Anche per la nostra Regione sono state ore con pathos e riconoscimenti: Mariarca Cozzolino: Finalista 3 recitazione e 1 posto Compagnia Piccola 2019; Giuseppe Delle Curti: 1 posto Performer Completo over 18, 1 posto DUO rec. Danza, 1 posto Comp. Piccola B, ! posto Comp. Piccola. Finalista 2019; Giusy Fabbrocini: già PASS EUROPA RECITAZIONE 2018; 1 POSTO DUO danza e recit.ne, 1 POSTO COMP. PIC. B, RECITAZIONE: FINALISTA 2019; Luciana Giordano: già PASS EUROPA RECITAZIONE 2018; 2 POSTO Performer Completo, recitazione, Canto, 1 Comp. Piccola B. Finalista 2019; Amin Adali: 1 posto recitazione maschile over 19, 1 posto Compagnia Piccola B. finalista 2019; Vittoria Viserta: 2 posto recitazione over 11, 1 posto Comp. Piccola B, 1 posto compagnia piccola. Finalista 2019; Anna De Luca: 1 posto DUO  Danza classica over 6-11 C. Finalista 2019; Urbano Gaia: 1 posto DUO Danza classica over 6-11 C. Finalista 2019; Roberta Petrone: 1 posto Canto over 16 (cantautrice) F; Finalista 2019; Nicholas Porto: 1 posto Canto, 1 Performer Comp. Over 15. Finalista 2019; Gaia Cardone: 2 posto Canto over 15 F; Finalista 2019; Alessandro Cerqua 1 Canto M over 16; 1 rec. Over 16, 1 perf. Comp. Over 16. Finalista 2019; Claudia Formicola: 1 posto Canto over 19 F. Finalista 2019; Nancy Di Domenico: 3 posto Canto over 18 F. Finalista 2019:

Ecco sopracitati i 14 giovani Perfomer, della nostra Regione che hanno brillato per le loro competenze artistiche e personali. La loro provenienza: il comune con maggiori rappresentanti è Somma Ves.na seguito da Brusciano, Torre del Greco, Pomigliano, Acerra, Ercolano, Poggiomarino, Qualiano, Caserta (Capodrise), Benevento. Somma V.na ospita l’”Ass.ne I Vagabondi Msfas, diretta da Maria Sorrentino. Da anni è impegnata nel campo della recitazione e delle discipline affini, esperta in biomeccanica teatrale, biomeccanica dei sentimenti, di danza, ecc., attraverso le varie tecniche cerca di sviluppare una coscienza sociale, comunicativa, affettiva, nei suoi allievi, attraverso lo studio dell’armonizzazione del proprio corpo e della sintonia che deve esserci tra spirito e materia. Quindi un percorso che mira alla riscoperta del sentimento e in questo modo a far veicolare le emozioni giuste nella performance degli attori. Da ciò, una “formazione”  essenziale per diffondere la cultura della collaborazione, degli obiettivi e dei valori attraverso le discipline dello spettacolo.

“’A pizza c’’a scarola”, spuntino e fonte di ispirazione dei “paglietti” napoletani nel primo Novecento

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Un giornalista umorista descrive, nel 1905, lo spuntino di mezzogiorno dei principi del foro e dei “paglietti” napoletani. Le molte virtù della “pizza con la scarola” che ispira anche la sfrontatezza. I vari significati che ha la parola “scarola” nella lingua napoletana. Manca forse una storia sociale dei piatti protagonisti della cucina nostra. Napoli nella “Belle ‘Epoque”: i grandi avvocati, i ristoranti “francesi”, le bettole, gli “spacci di carne” che anche cittadini di Sant’Anastasia e di Somma avevano aperto in città. La ricetta storica della Fasulo Rak.   Il “Monsignor Perrelli” fu, tra gli ultimi anni dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento, un giornale di culto per i napoletani che amavano i “pezzi” satirici e umoristici. I motivi per cui Leandro Fontana chiamò “Monsignor Perrelli”  la sua “creatura”, che ebbe tra i redattori Edoardo Nicolardi e tra i collaboratori anche la Serao, meritano un articolo a parte. In un “pezzo” del marzo 1905 un anonimo giornalista, forse Arturo Nappi, raccontò la giornata degli avvocati napoletani, di quelli di prima fila e anche di quelli incapaci e trafficoni che prendevano il nome oltraggioso di “paglietti”, e le cui imprese, nefaste per la giustizia e per la società napoletana, Raffaele De Cesare riteneva degne di essere raccontate. Scrive l’articolista che a mezzogiorno, quando bisognava mettere qualcosa sotto i denti, per affrontare con la necessaria pazienza i clienti, gli avversari e i giudici del pomeriggio, gli avvocati di gran nome, come Giorgio Arcoleo, che difese Eduardo Scarpetta querelato da D’Annunzio, Vincenzo Lebano e Francesco Girardi, accompagnati dal corteo degli assistenti, si recavano al “Gambrinus”, nel “Caffè d’Italia” in via Roma, o in piazza Dante, nel “restaurant” di Gennaro Diodati, e assaggiavano ripieni, dolci e fette di pasticcio napoletanissimi, ma che portavano, come titoli nobiliari, nomi francesi: e in francese erano scritte le insegne e la pubblicità dei locali: i proprietari della “pàtisserie” “Caffè d’Italia” non avrebbero mai accettato di guidare una banale “pasticceria”. I “paglietti”, invece, se ne andavano nella locanda di Arturo d’Andrea a via Monteoliveto, nello “spaccio di carni” che Ernesto Esposito, di Madonna dell’Arco, aveva aperto in via “Vicaria Vecchia” o nella “vineria” di Vincenzo Romano, forse cittadino sommese, in via San Giovanni a Carbonara. E qui gustavano broccoli e salsicce, spizzichi di formaggio e di salame, e,dall’Esposito e dal Romano, fette cospicue di pizza con la scarola, un tipo di pizza che negli ultimi trenta anni dell’Ottocento era stato portato a Napoli, e diffuso tra i plebei, dai carrettieri vesuviani e dagli operai delle vetrerie. Questa pizza, dice l’articolista, aveva molti pregi: era gustosa, “spassusa”, costava poco, e, inoltre – e qui l’articolo viene illuminato da un lampo di genio – svegliava l’intelligenza dei paglietti, grazie agli “ardori” trasmessi dai capperi e dall’uva passa, e, soprattutto, li rendeva audaci, persino sfrontati, e pronti a competere anche con i principi del foro. Il miracolo della sfrontatezza lo faceva la scarola, che, per la sua forma di conchiglia spalancata e per il basso costo, prestava il suo nome per indicare le parolacce e le donne di strada. Dice il “malandrino” di Russo e Valente, che non tollera che una donna possa pensare “ a ccapa soia”: “ E ‘a ronna che è? Na qualsiasi scarola,/ un essere spriggiabile qualunco…/comme fosse ‘na scorza ‘e pummarola”. “Spriggiabile qualunco”: è il dialetto italianizzato dei guappi di “sciammeria”. Un sostanzioso contributo nell’accendere la vampa del coraggio lo dava, a parer nostro, anche l’acciuga salata. Pubblichiamo la ricetta di Maria Giovanna Fasulo Rak, che è una ricetta storica. “Date un bollo alla scarola e scolatela bene. Fate soffriggere in una padella, con l’olio, l’aglio intero ( che poi verrà tolto), le acciughe lavate e spinate a pezzetti, i capperi dissalati, le olive snocciolate, l’uva passa prima ammorbidita in acqua tiepida e i pinoli. Aggiungete la scarola e fatela insaporire per una decina di minuti amalgamandola agli altri ingredienti. Salate, se necessario. Preparate la pasta mezza frolla impastando la farina con due tuorli d’uovo, burro, zucchero e l’acqua necessaria ad ottenere un impasto di media consistenza. Lasciatela riposare per una mezz’ora, poi adagiatela in una teglia, precedentemente unta e infarinata, foderandone anche i bordi. Riempitela con la scarola e cuocete in forno caldo, a calore moderato, fino a cottura della pasta.”. “’A pizza c’’a scarola” è un’invenzione geniale della civiltà contadina.          

Premio “G. Toniolo”, II edizione: vince Michele Annunziata, alunno del Liceo “A.Diaz” di Ottaviano, indirizzo “Linguistico”

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Michele Annunziata vince, nella sezione riservata alla “imprenditoria giovanile”, con un progetto che tiene conto dei valori della dottrina sociale della Chiesa, esaminati, nei suoi studi, da Giuseppe Toniolo. Il progetto, che si intitola “Quattro mura per ricominciare”, mira a fornire una casa alle donne abbandonate dai mariti, e ai loro figli. C’è, alla base del progetto, la conoscenza della storia del presente, che viene garantita al progettista dalla quotidiana riflessione sulla centralità del “costume storico” nel consolidamento e nell’approfondimento del sapere: anche del sapere linguistico. Perché la lingua è storia. La partecipazione è stata coordinata dalla prof.ssa Vittoria Criscione. Michele Annunziata, alunno della IV classe del Liceo “A. Diaz”, indirizzo “Linguistico”, ha vinto la II edizione del Premio “G. Toniolo”, per la sezione “Progetto di imprenditoria giovanile”. Il premio è promosso dalla “Fondazione di Studi Tonioliani” della Campania, retta dal prof. Romano Molesti, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Prometeo” di Torre del Greco. Gli organizzatori si propongono di sottolineare l’attualità del pensiero del Beato Giuseppe Toniolo e l’importanza del contributo che egli, economista di grande prestigio, ha dato con i suoi studi all’ approfondimento della dottrina sociale della Chiesa e alla definizione dell’umanesimo cristiano. Questo umanesimo integrale, fondato sui principi della solidarietà, è capace di interpretare la realtà di oggi, di conseguire il bene comune, di difendere la dignità dei lavoratori sostenendo la politica dell’equa remunerazione e della distribuzione del reddito e sollecitando la riflessione di tutti sulla complessa struttura del fenomeno della globalizzazione, e sulle opportunità e sui rischi connessi a quella struttura.  Michele Annunziata ha vinto la sezione dell’imprenditoria giovanile con il progetto “Quattro mura per ricominciare”, destinato a “fornire un tetto alle donne che hanno subito violenza e che sono state abbandonate”. Annunziata ritiene che le case possano essere costruite con il lavoro dei volontari, con le donazioni dei supermercati e delle scuole, con l’aiuto di studenti che, in procinto di concludere i corsi di architettura e gli studi sugli impianti elettrici e idraulici, colgono l’occasione per “fare esperienza sul campo”. L’Annunziata, che ha allegato alla relazione anche una pianta del progetto, non trascura i figli delle donne abbandonate e pensa alla costruzione di parchi per i giochi e per lo svago, che siano contigui agli edifici degli appartamenti: in questo modo verrà garantita anche la sicurezza dei bambini. La sicurezza delle donne, che potrebbero essere esposte alle aggressioni degli uomini che le hanno abbandonate, verrà tutelata dagli agenti della polizia locale. Il progetto elaborato da Michele Annunziata interpreta con grande coerenza le intenzioni degli organizzatori e i valori fondanti del pensiero di Giuseppe Toniolo, e cioè la solidarietà assoluta, la tutela dei diritti dei più deboli e di tutti coloro che subiscono violenza, l’obbligo del sistema sociale e delle istituzioni pubbliche di mettere tutte le risorse a disposizione delle persone che la malvagità degli individui e la “ crudele insensibilità” (G. Toniolo) di alcuni meccanismi sociali  espongono ai pericoli della sopraffazione, dell’indifferenza e dell’emarginazione. Michele Annunziata ha dimostrato di conoscere le cronache del nostro tempo, ma anche quelle ragioni profonde, sociali, politiche, psicologiche, che trasformano il fatto di cronaca in un fatto di storia. Egli non sarebbe stato capace di “vedere” quelle ragioni, e, dunque di comprendere i valori del pensiero di Toniolo e di metterli a fondamento del suo progetto, se la Scuola non lo avesse sollecitato a riflettere sulla centralità di quel “costume storico” che Gadamer ritiene base essenziale del sapere: una centralità che oggi qualcuno, o per ignoranza, o per condannare gli altri all’ignoranza, si permette di contestare. Hans-Georg Gadamer e Umberto Eco dicono anche che lo studio della storia ci permette di costruire e di usare correttamente quel metodo filologico che ci garantisce la conquista della Verità in ogni campo: nella conoscenza, nel confronto quotidiano con gli altri e con noi stessi, nel giudicare, nel decidere, nello scegliere. E nell’uso delle parole. Michele Annunziata frequenta il Liceo Linguistico: e poiché la lingua è storia, egli ogni giorno deve confrontarsi con la complessità e con la bellezza del “costume” storico e dei principi della filologia. Il sapere vero non ammette né vuoti, né salti: nel sapere, come nella lingua, “tutto si tiene”: lo diceva Ferdinand De Saussure. A CURA DELLA PROF VITTORIA CRISCIONE  

Sala vietata ai licenziati Fiat: insulti al sindaco di Pomigliano. Moni Ovadia nel corteo

Il sindaco di Pomigliano ha vietato loro l’uso delle sale del Comune ma i licenziati Fiat e i responsabili del sindacato nazionale Si Cobas non si sono persi d’animo: hanno perso in affitto per qualche ora  un intero teatro pur di tenere l’assemblea su alcune proposte da consegnare a Luigi Di Maio. Obiettivo: migliorare il reddito di cittadinanza giudicato < zeppo di incongruenze e contraddizioni così com’è >. Un’assemblea, quella tenuta ieri, che è stata il frutto di un patto preliminare tra il vicepremier, ministro de Lavoro e pomiglianese doc e i cinque operai estromessi in via definitiva l’anno scorso con una sentenza della Cassazione per aver manifestato in modo molto duro contro Sergio Marchionne, l’amministratore delegato del gruppo automobilistico scomparso nel luglio 2018, a 66 anni. Comunque è stato un evento riuscito quello di ieri. Non ci sono stati incidenti ma i momenti di tensione non sono mancati. Prima di iniziare l’assemblea nel teatro Gloria i cinque operai licenziati, sorvegliati a vista dalla polizia, hanno infatti deciso di far partire un corteo dall’esterno dell’ingresso del salone del palazzo dell’Orologio, il cui portone è rimasto sbarrato per ordine del sindaco di Forza Italia, Raffale Russo, che non ha voluto concedere l’uso dell’edificio comunale. < sindaco Russo e ministro Salvini servi dei padroni >, la frase nera e rossa impressa sullo striscione più che polemico lungo otto metri e piazzato alla testa dei manifestanti. Nel corteo, con il suo inconfondibile copricapo colorato, c’era Moni Ovadia, il noto musicista, attore e drammaturgo milanese di origine ebrea sefardita ma sostenitore della causa palestinese e delle lotte per il lavoro. Hanno partecipato all’iniziativa alcune decine di operai provenienti da vari stabilimenti Fiat e da organizzazioni di Napoli. Non c’erano però gli antifascisti della zona che nei giorni scorsi hanno protestato con forza contro le iniziative della Lega a Pomigliano e a Napoli. C’è una spaccatura a tenere banco. Di recente Mimmo Mignano, leader dei cinque licenziati Fiat e dirigente sindacale del Si Cobas, ha accusato alcuni dei protagonisti locali delle proteste anti Lega di < non essere degni rappresentanti della sinistra >. Ne è nato un dissidio che al momento sembra insanabile. < Così non faranno che terra bruciata attorno a loro >, commenta a proposito uno degli studenti di Pomigliano che hanno partecipato alle proteste anti Salvini. < Sono gli operai a rappresentare la sinistra, non altri >, replica Mignano. Polemiche a parte, molto ascoltato è stato ieri l’intervento di Moni Ovadia dal palco del Gloria. < Se uno stato è democratico – ha detto il noto artista – lo decide lo stato in cui si trovano i suoi lavoratori, per cui non siamo in una vera democrazia. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza – ha aggiunto Ovadia – questo può avere un senso solo nella prospettiva di un vero lavoro, dignitoso e in grado di sostenere il lavoratore e la sua famiglia >.
moni ovadia, accanto da sx mimmo mignano e marco cusano
       

Somma Vesuviana, Di Sarno rivendicazioni sindacali dei vigili urbani: “Non ci sottraiamo al confronto”

Alla vicenda trattata da ilmediano.it che ha dato voce ai rappresentanti sindacali (sigla Csa Regioni Autonomie Locali) in tutela del corpo di polizia municipale di Somma Vesuviana, replica il sindaco Salvatore Di Sarno. Il fulcro della questione è la mancata erogazione dei ticket mensa e il rifiuto da parte del personale di polizia locale di svolgere mansioni quali l’apertura e la chiusura dei locali del comando, tant’è che hanno deciso di riconsegnare tutte le copie delle chiavi. (leggi qui). Di seguito, la replica che il sindaco Di Sarno ha fatto pervenire alla nostra redazione. “Nel rispetto del Mediano.it, rispondo semplicemente dicendo che questo sindacato mi lascia un po’ perplesso e mi chiedo: volevano farsi un pò di pubblicità sul giornale? Noi, i sindacati e i lavoratori della polizia municipale, li abbiamo sempre rispettati e non abbiamo infatti mai chiuso le porte al confronto che sta avvenendo nella commissione trattante. A parer mio è quella la sede del confronto al quale, ribadisco, non ci siamo mai sottratti. Sicuramente troveremo la quadra sulle loro richieste, tuttavia la soluzione dovrà rispettare le disposizioni normative riguardanti l’assegnazione di risorse aggiuntive rispetto all’ordinaria retribuzione”.  

Ecco le ultime operazioni dei NAS: Casalnuovo, Nola, Pomigliano, Cercola, Giugliano e Quarto

Si riportano, di seguito, gli esiti di alcuni controlli eseguiti dai Carabinieri del NAS di Napoli:   i militari del NAS di Napoli, a conclusione di mirati accertamenti, hanno segnalato alla competente autorità, un farmacista dell’area nolana per aver commercializzato prodotti cosmetici scaduti di validità, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica; i Carabinieri del NAS di Napoli, in via della Rocca, a Boscoreale, presso un supermercato ivi ubicato procedevano al sequestro amministrativo di kg. 40 circa di prodotti carnei e salumi per mancanza di tracciabilità/rintracciabilità; il sindaco del comune di Giugliano in Campania, con propria ordinanza, ha disposto la cessazione immediata dell’attività commericale di una rivendita al dettaglio di generi alimentari, sita in quel centro alla via Marino, poiché nel corso di una precedente ispezione effettuata dai militari del NAS di Napoli veniva accertata l’assenza della prevista autorizzazione; a Nola, in via Nazionale delle Puglie, i Militari del NAS di Napoli hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un’attivita’ di rivendita di generi alimentari, a conclusione della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di kg. 80 di alimenti vari (salami, ritagli di insaccati, uova, formaggi, mozzarelle e limoni), risultati privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilità; a Casandrino, presso un risto-gourmet e macelleria ivi operante, militari del NAS di Napoli hanno proceduto al sequestro amministrativo di kg. 150 circa di insaccati stagionati (pancette tese e salami) e vasi in vetro chiusi con capsula a pressione di strutto e insaccati sott’olio, pronti per la vendita al minuto, poiché privi di qualsivoglia indicazione utile a garantire la rintracciabilita’ alimentare; a Casalnuovo di Napoli,  in via Casarea  presso una locale ditta di ingrosso ortofrutta, i militari del NAS di Napoli hanno eseguito una verifica igienico sanitaria procedendo a:
  • impartire prescrizioni inerenti alle non conformita’ rilevate;
  • sottoporre a chiusura una cella prefabbricata priva di registrazione e dei requisiti igienico sanitari;
  a Napoli, in via Poerio, i militari del NAS di Napoli hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un’attività di ristorazione etnica veloce, a conclusione della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 25 kg. circa di prodotti alimentari di origine vegetale ed animale, tra cui: pane e panini, ritagli carnei di imprecisata natura e provenienza, orate, prodotti di gastronomia fritti tipici della tradizione pakistana, rinvenuti nelle attrezzature in uso e privi di qualsivoglia indicazione utile a garantire la rintracciabilita’ alimentare e/o qualsivoglia documentazione in autocontrollo HACCP; a Cercola, in corso Riccardi, i militari del NAS di Napoli hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso una pasticceria-rosticceria a conclusione della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 95 kg circa, di prodotti alimentari allo stato congelato, tra cui: cornetti farciti e non, ritagli di imprecisati prodotti lattiero caseari, salsiccia, semilavorati di pasticceria, fragole. Il tutto era riposto, in parte allo stato sfuso ed in parte in involucri protettivi riciclati e riferiti ad altri generi alimentari, di fatto tutti privi di qualsivoglia  indicazione atta a garantirne la loro rintracciabilita’ ed in ordine ai quali la parte non era in grado di esibire documentazione in autocontrollo HACCP; a Quarto, in via Masullo presso una locale tavola calda e pizzeria  i Carabinieri del NAS di Napoli procedevano alla chiusura di una sala di somministrazione, poiche’ abusivamente attivata in assenza della prevista s.c.i.a.; a Pomigliano d’Arco, in via Mazzini, i militari del NAS di Napoli nell’ambito della campagna nazionale di controlli nell’ambito della ristorazione etnica, hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un ristorante ivi operante a conclusione della quale hanno proceduto alla chiusura amministrativa di una cella frigo, installata in ambienti privi dei minimi requisiti igienico-sanitari e strutturali previsti dalla normativa vigente. Nel medesimo contesto hanno proceduto al sequestro amministrativo di 20 kg di alimenti vari e preparati di gastronomia (prodotti carnei, ittici e vegetali), risultati privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilita’ alimentare.

Pomigliano, controlli in un ristorante etnico: sequestrati 20 kg di alimenti

A Pomigliano d’Arco, in via Mazzini i militari del NAS di Napoli, nell’ambito della campagna nazionale di controlli della ristorazione etnica, hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un ristorante. Al termine dei controlli hanno proceduto alla chiusura amministrativa di una cella frigo, installata in ambienti privi dei minimi requisiti igienico-sanitari e strutturali previsti dalla normativa vigente. Nel medesimo contesto hanno proceduto al sequestro amministrativo di 20 kg di alimenti vari e preparati di gastronomia (prodotti carnei, ittici e vegetali), risultati privi di informazioni utili a garantirne la rintracciabilità alimentare.

Sant’Anastasia: una targa e la sala conferenze della biblioteca a ricordo di Annamaria Livaldi

Una piccola targa indica la dedica della sala conferenze della biblioteca comunale “Giancarlo Siani” ad una donna che ha lasciato un segno nella comunità anastasiana ed ha donato gli organi prima di lasciare vuoto, ma pieno d’altri valori, il suo posto nella MIR. Anna Maria Livaldi sarà ricordata per tutto quanto ha saputo testimoniare nei suoi 59 anni di vita, per il suo volontariato, per la vita donata agli altri fino in fondo. La toccante cerimonia, avvenuta in presenza dei familiari, ha coinvolto tutti i partecipanti, che hanno potuto comprenderla meglio o conoscerla attraverso le parole di Anna Torino, dell’Ass. Palmarosa Beneduce e del sindaco Lello Abete. L’associazione MIR, attiva sul territorio per opere di volontariato a favore del recupero di ragazzi in condizioni di disagio, mediante dopo scuola e laboratori di manipolazione e di creazioni artistiche, ha chiesto all’amministrazione comunale un riconoscimento ufficiale per la concittadina Annamaria Livaldi,  venuta a mancare prematuramente nel febbraio scorso e da qui è scaturita la targa dell’Amministrazione in sua memoria e la dedica della sala conferenza della biblioteca. Annamaria è stata una volontaria della Mir per più di vent’anni e in questo tempo con costanza e amore ha donato se stessa ai bambini senza chiedere né ricevere in cambio nulla di materiale, se non il loro incondizionato affetto. Ogni giorno e per anni, puntuale e sorridente, Annamaria è stata vicina a quei piccoli, per lo più provenienti da famiglie disagiate, infondendo loro il valore dello studio, del rispetto delle regole e dell’amicizia. Questo suo “lavoro”, scaturito solo dall’amore verso gli altri, è stato cristallino ed incisivo, affiancando nella crescita tanti ragazzi che, in mancanza di tale guida, non avrebbero potuto intraprendere alcun sano percorso di vita. Annamaria era una persona semplice, non amava l’ostentazione, ma è sempre stata determinata e attenta. Ha saputo cogliere in anticipo le problematiche familiari che si nascondevano dietro gli occhi tristi di un bambino ed ha sempre veicolato il problema a chi aveva competenze professionali più idonee. Era generosa e, nonostante il suo non brillante tenore di vita, era pronta a intervenire con ogni mezzo in aiuto di chi aveva bisogno. La sua generosità l’ha dimostrata fino alla fine dando una speranza di vita ad altri con il suo ultimo atto d’amore, la donazione degli organi, prima di lasciare questa vita terrena.   “Sebbene siamo certi che il ricordo di una persona altruista qual’è stata Annamaria non si perderà nel tempo, abbiamo voluto che restasse in sua memoria un segno tangibile, quale  riconoscimento del suo operato sociale sul territorio Anastasiano.Una ragazza molto semplice, dalla forte sensibilità e un forte attaccamento al proprio al dovere, all’amore verso i bambini. Aveva un dono particolare, sapeva cogliere dall’espressione di un bambino, dagli occhi magari, il problema che stava dietro le sue spalle – ricorda Maria Maione– e allora non si dava pace fino a risolverlo, a calarsi dentro, a interessarsi delle loro famiglie. E’ stata una donna sempre costante nel suo lavoro con i bambini, con amore, con simpatia, con leggerezza; quante le notti a ridere, a scherzare nei tanti campi scuola che abbiamo condiviso.  Anche le nostre difficoltà e i nostri problemi erano suoi; era una sorella per tutti, una sorella per me, ci manca ma sappiamo che sicuramente è con noi, tra noi”.

Somma Vesuviana, no alla discussione sull’edilizia scolastica in consiglio comunale. Insorge Somma Futura: “Non c’è volontà di dialogo”

Non ci sarà l’edilizia scolastica tra gli argomenti da discutere nel prossimo consiglio comunale a Somma Vesuviana. Il presidente del consiglio comunale e i capigruppo di maggioranza, infatti, hanno bocciato la proposta del gruppo di minoranza “Somma Futura” di inserire anche una discussione sull’edilizia scolastica e lo stato delle scuole cittadine.

A darne notizia sono proprio i consiglieri di “Somma Futura”, Umberto Parisi, Vincenzo Piscitelli e Celestino Allocca, che spiegano: “Dopo tante voci su presunte inagibilità dei plessi scolastici, ci sembrava quanto mai opportuno discutere della questione nel luogo più adatto al confronto democratico, il consiglio comunale. Invece hanno tirato fuori una serie di cavilli per bocciare la nostra proposta”.

Continuano i tre consiglieri: “Il risultato è l’ennesimo arroccamento di questa maggioranza, che di fronte ai problemi invece di aprirsi al dialogo preferisce scappare. Non è la prima volta che accade e non sarà l’ultima, ma intanto a pagare il prezzo più alto sono i cittadini”.