Le rivendicazioni del CSA Regioni Autonomie Locali, organizzazione sindacale che rappresenta i lavoratori del comparto funzioni locali e relative aree dirigenziali, arrivano da lontano per quel che attiene il comando di polizia locale di Somma Vesuviana. Ed ora, con due comunicazioni dirette al sindaco Salvatore Di Sarno sottolineano, riguardo i «mancati» ticket mensa, che si resta ancora in attesa di un riscontro e che, per quanto attiene mansioni non spettanti agli esponenti del corpo di Polizia Locale – come aprire e chiudere gli uffici – dicono basta e annunciano la restituzione di ogni copia delle chiavi in loro possesso.
Ma andiamo con ordine: il 5 aprile scorso, il Csa scrive al sindaco, al segretario generale, al comandante della polizia municipale e al dirigente dell’area affari generali e personale per comunicare l’indizione di un’assemblea, fissando la stessa il 19 aprile con all’ordine del giorno un solo punto: il contratto integrativo. La comunicazione era firmata dalla segretaria provinciale del sindacato, Francesca Pinto. Prima ancora – era il 13 marzo – per la Csa è un componente della segreteria provinciale, Salvatore Massimo, a indirizzare una missiva al comandante della municipale, invocando un incontro urgente al fine di «confrontarsi sulle problematiche esistenti in riferimento alla gravosa situazione nella quale operano i lavoratori della polizia municipale». Il 15 aprile è il comandante Michele Raiola a scrivere al sindaco, alle organizzazioni sindacali nonché, per conoscenza, al responsabile della posizione organizzativa Francesco Ferraro e al segretario dell’ente, Massimo Buono. Raiola comunica la decisione di rinviare l’assemblea (fino ad allora fissata per il 19 aprile) dopo un incontro al quale avevano preso parte il sindaco, il consigliere comunale Luigi Molaro quale presidente della quinta commissione consiliare e il personale della polizia municipale tra cui il vicecomandante Gennaro Vitagliano. Il rinvio dell’assemblea aveva in quel momento più di una ragione: in primis si trattava della stessa data nella quale avrebbe avuto luogo la processione del Cristo Morto, un momento in cui tradizionalmente la polizia municipale di Somma Vesuviana non ha mai fatto mancare la propria presenza, prestando servizio a tutela dei cittadini; l’altra ragione si legge nero su bianco nella missiva del comandante: «Considerato il forte senso di abnegazione che ha sempre contraddistinto il corpo di polizia municipale nonostante le ataviche problematiche presenti, tenuto conto della disponibilità dimostrata dal Sindaco e al suo impegno personale preso nella riunione odierna a far sì che richieste relative all’erogazione dei buoni pasto e all’indennità del servizio esterno da applicare al personale della polizia municipale vengano trattate e accolte alla prossima trattante fissata per il giorno 6 maggio, nell’interesse della cittadinanza di Somma Vesuviana le parti si astengono dall’effettuare qualsiasi forma osteggiativa». La lettera di Raiola porta la data del 17 aprile, ossia due giorni prima della processione durante la quale, effettivamente, i vigili hanno prestato come sempre servizio.
Da allora è trascorso un mese, dunque. E sono di ieri, 17 maggio, due comunicazioni del sindacato firmate dal componente della segretaria provinciale Csa, indirizzate al sindaco Di Sarno. Dalla prima si evince che nemmeno la riunione con la delegazione trattante è stata risolutiva. «Sin dal nostro insediamento abbiamo ricercato nel dialogo e nel confronto, anche aspro, il canale preferenziale per dare concretezza alle legittime rivendicazioni del personale del corpo di polizia municipale. Rivendicazioni tese a tenere, in un unico insieme, efficienza, funzionalità, responsabilità, diritti e salario. In un ambito pubblico e forse nel momento più aspro del confronto, un suo preciso impegno ha ridato serenità e credibilità alla trattativa: erogare il ticket mensa ai lavoratori della P.M. nelle forme contrattualmente previste. Siamo certi del suo impegno in tal senso, ma a tutt’oggi nessun segnale è giunto dai Responsabili del Personale e del Bilancio e neanche nella riunione di Delegazione Trattante. Chiediamo, pertanto, di poter avere certezze sull’esito di questa rivendicazione contrattuale e organizzativa. Quanto sinora non di certo per nostro capriccio, ma solo al fine di dare ai lavoratori dati certi sull’esito della rivendicazione. Si resta in attesa di un cortese riscontro».
Nella seconda missiva si evidenzia che ormai da tempo, «tanto tempo», il personale della polizia municipale provvede ad aprire e chiudere i locali comunali che ospitano le attività della stessa. «Un atto adempiuto per cercare di dare tempo all’Amministrazione di trovare soluzioni conformi alla norma contrattuale ed evitare ripercussioni negative sul funzionamento del servizio. Il tempo è passato, le chiavi dei locali sono in possesso di tante persone che a vario titolo vi devono accedere, con il risultato di esporre tutti i lavoratori a possibili ripercussioni di carattere personale, disciplinare o penale circa il materiale conservato negli uffici.
Si chiede pertanto che si addivenga a una chiara regolamentazione delle modalità di apertura, chiusura e presidio dei locali, che di certo non può essere risolta dando agli agenti il possesso di doppioni della chiave». La decisione? I lavoratori restituiranno tutte le copie in loro possesso e da questo momento in poi si atterranno alle disposizioni regolamentari che, comunque, «dovranno essere rispettose di norme e contratti».
Chi aprirà quelle porte? I vigili potranno finalmente avere i ticket mensa come tutti i dipendenti comunali?



