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Sala vietata ai licenziati Fiat: insulti al sindaco di Pomigliano. Moni Ovadia nel corteo

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Il sindaco di Pomigliano ha vietato loro l’uso delle sale del Comune ma i licenziati Fiat e i responsabili del sindacato nazionale Si Cobas non si sono persi d’animo: hanno perso in affitto per qualche ora  un intero teatro pur di tenere l’assemblea su alcune proposte da consegnare a Luigi Di Maio. Obiettivo: migliorare il reddito di cittadinanza giudicato < zeppo di incongruenze e contraddizioni così com’è >. Un’assemblea, quella tenuta ieri, che è stata il frutto di un patto preliminare tra il vicepremier, ministro de Lavoro e pomiglianese doc e i cinque operai estromessi in via definitiva l’anno scorso con una sentenza della Cassazione per aver manifestato in modo molto duro contro Sergio Marchionne, l’amministratore delegato del gruppo automobilistico scomparso nel luglio 2018, a 66 anni. Comunque è stato un evento riuscito quello di ieri. Non ci sono stati incidenti ma i momenti di tensione non sono mancati. Prima di iniziare l’assemblea nel teatro Gloria i cinque operai licenziati, sorvegliati a vista dalla polizia, hanno infatti deciso di far partire un corteo dall’esterno dell’ingresso del salone del palazzo dell’Orologio, il cui portone è rimasto sbarrato per ordine del sindaco di Forza Italia, Raffale Russo, che non ha voluto concedere l’uso dell’edificio comunale. < sindaco Russo e ministro Salvini servi dei padroni >, la frase nera e rossa impressa sullo striscione più che polemico lungo otto metri e piazzato alla testa dei manifestanti. Nel corteo, con il suo inconfondibile copricapo colorato, c’era Moni Ovadia, il noto musicista, attore e drammaturgo milanese di origine ebrea sefardita ma sostenitore della causa palestinese e delle lotte per il lavoro. Hanno partecipato all’iniziativa alcune decine di operai provenienti da vari stabilimenti Fiat e da organizzazioni di Napoli. Non c’erano però gli antifascisti della zona che nei giorni scorsi hanno protestato con forza contro le iniziative della Lega a Pomigliano e a Napoli. C’è una spaccatura a tenere banco. Di recente Mimmo Mignano, leader dei cinque licenziati Fiat e dirigente sindacale del Si Cobas, ha accusato alcuni dei protagonisti locali delle proteste anti Lega di < non essere degni rappresentanti della sinistra >. Ne è nato un dissidio che al momento sembra insanabile. < Così non faranno che terra bruciata attorno a loro >, commenta a proposito uno degli studenti di Pomigliano che hanno partecipato alle proteste anti Salvini. < Sono gli operai a rappresentare la sinistra, non altri >, replica Mignano. Polemiche a parte, molto ascoltato è stato ieri l’intervento di Moni Ovadia dal palco del Gloria. < Se uno stato è democratico – ha detto il noto artista – lo decide lo stato in cui si trovano i suoi lavoratori, per cui non siamo in una vera democrazia. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza – ha aggiunto Ovadia – questo può avere un senso solo nella prospettiva di un vero lavoro, dignitoso e in grado di sostenere il lavoratore e la sua famiglia >.

moni ovadia, accanto da sx mimmo mignano e marco cusano