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Coop lascia Quarto ed Afragola e le commesse scrivono: “Noi ottimiste? E’ una bugia! Ci hanno deluso”. I loro messaggi

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< E’ pura follia Il cauto ottimismo che in questo momento serpeggerebbe tra i lavoratori dei supermercati napoletani della Coop Alleanza 3.0 >, la grande cooperativa emiliana che ieri ha comunicato la volontà di lasciare il territorio partenopeo cedendo i due ipermercati, ma sarebbe meglio dire i due megastore, di Afragola e Quarto, in cui lavorano rispettivamente 175 e 146 dipendenti. Lo scrive in un messaggio inviato al sottoscritto una lavoratrice dell’Ipercoop di Afragola, una commessa che per motivi di privacy chiameremo col nome di fantasia “Andromeda”.  < Non c’è neanche un barlume di ottimismo tra noi dipendenti >, assicura Andromeda.  La donna si scaglia in particolare contro Alleanza 3.0, accusata di aver vestito i panni di Ponzio Pilato in questa vicenda in cui i lavoratori, in base alla sua interpretazione, rischierebbero di tramutarsi in vere e proprie vittime da sacrificare sull’altare dell’abbandono improvviso dell’area partenopea. Un’altra commessa di Afragola, che sempre per tutelarne la privacy chiameremo Cloe, in un secondo messaggio ha aggiunto che < i lavoratori si sentono delusi da Coop >. Il motivo sta nei licenziamenti annunciati ma poi revocati quattro anni fa dalla cooperativa padana per il comparto campano. In quell’occasione, grazie a due investimenti notevoli, gli emiliani fecero letteralmente risorgere gli impianti di Quarto e Afragola. Ma a caro prezzo per i lavoratori. < Dovemmo sacrificarci – ricorda Cloe – con un accordo attraverso cui furono falcidiati i salari: taglio delle ore, dei livelli, degli scatti e dell’integrativo >. Nel frattempo non ci fu nulla da fare per lo store dell’Arenaccia, a Napoli, e per quello di Santa Maria Capua Vetere.  Chiusero due anni fa: 140 persone in mezzo alla strada. Poi, la nuova doccia fredda perché la trasformazione, nel 2015 e nel 2016, in moderni megastore dei due iper di Afragola e Quarto non ha portato a nulla, soltanto alla cessione. Dal canto loro Coop in un comunicato ha assicurato che saranno trasferiti alla nuova GDM srl, azienda locale diretta da un ex direttore dell’Ipercoop di Afragola, Giovanni Longobardi, tutti i 324 lavoratori insieme a tutti i diritti acquisiti finora, salariali e contrattuali, compreso l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, cioè il licenziamento giustificato soltanto da giusta causa per il datore di lavoro, articolo 18 che il governo Renzi ha “fatto fuori”, ma solo per i lavoratori del settore privato, nel marzo del 2015, e che il Movimento Cinque Stelle una volta al governo non ha più ripristinato, nonostante lo avesse promesso nella campagna elettorale delle politiche 2018.  < Dopo tutto questo tempo – conclude Cloe – siamo stati abbandonati per cui ora siamo delusi. E questa sensazione la possiamo capire solo noi lavoratori >.

Pino Neri

 

Ecco il messaggio di Andromeda (nome di fantasia):

< Sono una dipendente dell’Ipercoop di Afragola. Ho appena letto la sua notizia riguardante la vendita dell’ ipermercato. So che lei ha riferito ciò che il comunicato dichiarava, ma le assicuro che “il cauto ottimismo”, di cui lei parla, è pura follia!! Non c’è neanche un barlume di ottimismo tra noi dipendenti. La realtà dei fatti parla di una vendita ad un privato (nella figura fisica del signor Longobardi) dove, come in ogni realtà privata, non è dato capire se possa avere una lunga durata. A tal proposito stamattina abbiamo chiesto quale fosse stato il criterio di garanzia per il nostro futuro lavorativo e come risposta l’azienda ha detto “È stato fatto tutto a norma di legge”. Per la serie ‘IO ME NE LAVO LE MANI’. Ho letto di notizie che disegnano la Coop come la salvatrice della patria. Ebbene, le chiedo di specificare che la Coop ci ha abbandonati al nostro destino visto che a loro interessava solo andare via dalla Campania (alla faccia dello spirito solidale da loro tanto osannato!). Visto che con la penna tutto è possibile, spieghi bene all’opinione pubblica quello che sta accadendo facendo cadere questo velo di finto perbenismo che ci ha già profondamente ferito!!! Spero di ricevere una sua risposta. Grazie mille >.

E quello di Cloe (nome di fantasia):

< So che le stanno scrivendo anche altri colleghi. Scusi se la stiamo assillando, ma la delusione è tanta. Si lo so che ce lo dovevamo aspettare, che non ci possiamo poi più di tanto lamentare perché la Coop ha mantenuto il livello occupazionale. Però noi ci sentiamo traditi lo stesso. Quattro anni fa, pur di rimanere in Coop, abbiamo lasciato sul tavolo tante cose (ore, livelli, scatti e integrativo). La Coop da parte sua doveva rilanciare il negozio. Dopo quattro anni noi ci ritroviamo più precari e la Coop ci abbandona. E questa sensazione di vuoto e di delusione la possiamo capire solo noi che la stiamo vivendo >.