Il 31 gennaio il calendario cristiano celebra la memoria liturgica di San Ciro, protettore degli ammalati. Somma Vesuviana dal 1970 custodisce una preziosa reliquia del Santo.
Il 31 gennaio il calendario cristiano celebra la memoria liturgica di San Ciro, protettore degli ammalati. Dati storici ricordano che il Santo nacque ad Alessandria d’Egitto tra il III e il IV secolo e che in gioventù seguì gli insegnamenti di Ippocrate e Galeno alla scuola di medicina. Aiutava gli ammalati ed esortava tutti i Cristiani a compiere il proprio dovere di fronte alla sofferenza. La sua attività di predicatore non rimase a lungo nascosta; il prefetto di Alessandria, accesso nemico dei Cristiani, cercò di arrestarlo, ma Ciro riuscì a sfuggire alla cattura ritirandosi nel deserto. Intanto infuriava la persecuzione di Diocleziano, la più tremenda e la più violenta contro i Cristiani. Fu il prefetto di Canopo, città poco distante da Alessandria, dove Ciro si era recato, a catturarlo e a condannarlo a morte mediante la decapitazione. Era il 31 gennaio del 303. Il culto di San Ciro si diffuse nel Regno di Napoli tramite l’opera del gesuita San Francesco Geronimo. Le reliquie del Martire da Canopo arrivarono prima a Roma attraverso vari viaggi; e poi a Napoli nella Chiesa del Gesù Nuovo, dove furono esposte alla venerazione dei fedeli nel 1611. Altre reliquie arrivarono nella città di Portici nel 1764: i cittadini si erano rivolti al Santo per ottenere la guarigione dalla peste bubbonica. A Somma Vesuviana il culto per il Santo, già diffuso, s’intensificò con l’arrivo in città del Parroco Raffaele Menzione nel 1945; nella Chiesa di San Giorgio già si venerava una statua di dimensioni più ridotte. L’ultima scultura, quella che oggi campeggia nella terza cappella a sinistra, fu commissionata a Roma nel 1970. Vi era, inoltre, nel 1957 una sezione dell’Azione Cattolica dedicata al Santo. Il parroco Raffaele Menzione e il Vescovo di Nola, Monsignor Guerino Grimaldi (1916-1992), considerata la grande devozione, chiesero al Rettore del Gesù Nuovo di Napoli una reliquia del Santo. La richiesta inizialmente non fu accolta. Il parroco, allora, non abbandonò il suo desiderio e si rivolse a Roma al Vicariato Apostolico, che a sorpresa accordò la richiesta. Domenica 21 giugno 1970, tra un tripudio di fedeli accorsi da ogni parte, arrivò a Somma Vesuviana in elicottero la desiderata reliquia nella decorata Piazza Trivio. Toccò all’Arcivescovo Giuseppe Casoria (1908-2001) consegnare nelle mani di Don Raffaele la teca contenente una scheggia d’osso del Santo. Fu una giornata sensazionale per il popolo sommese. Una lapide, una volta posta sulla sinistra dell’altare maggiore, ricorda i momenti più importanti tributati al Santo, che usciva anche in processione a giugno per le principali strade cittadine, accompagnato da un lungo corteo di fedeli. Il 31 gennaio la Parrocchia di San Giorgio si veste a Santuario con un ricco programma di messe. La statua, calata giorni prima dalla sua cappella laterale, viene posta nei pressi dell’altare centrale e qui riceve il continuo omaggio dei fedeli provenienti dal posto e dai paesi limitrofi. Durante la serata la degna conclusione con un’esibizione di fuochi artificiali.





