Piazza Europa è stata riaperta in pompa magna a giugno scorso dopo un anno, quando ancora sussisteva, come del resto oggi, il contenzioso (tra Ente e imprenditore assegnatario) circa il possesso del chiosco, un locale di nove metri quadri insistente nell’area. Una sentenza del Tribunale di Nola pronunciata mercoledì scorso ritiene inammissibile in merito il reclamo del Comune dando ragione alla Laburia Servizi sas. Il commento del sindaco Piccolo: «La fine di questa storia sarà molto diversa».
Opere di riqualificazione, lavori su impianti e messa in sicurezza, affidamento ad un privato con bando pubblico, ma la querelle su piazza Europa prosegue nelle aule di tribunale pur a cancelli aperti e dopo anni di vandalismi e incuria. Il 31 agosto scorso la sezione civile del Tribunale di Nola, con presidente Vincenza Barbalucca, ha pronunziato una sentenza che dichiara inammissibile il reclamo del Comune, condannando l’ente a pagare le spese di lite alla controparte (la Laburia sas), quantificando il tutto in 1300 euro complessivi.
In pratica, il Comune di Somma Vesuviana aveva presentato reclamo contro l’ordinanza del Tribunale di Nola (21 luglio 2016) che evidenziava la mancanza di presupposti di legge per il possesso richiesto da Laburia Servizi. La ditta ha fatto presente il decorso dei termini di legge chiedendo la conferma dell’ordinanza, così come in effetti è stato giacché i giudici hanno ritenuto «non condivisibili e giustificate» le ragioni dell’Ente.
I risvolti pratici della questione? Ne abbiamo chiesto conto al sindaco Piccolo: «In pratica nessuno – dice il sindaco – al massimo possiamo aprire i cancelli ai responsabili della ditta, nell’attesa che arrivi la sentenza del giudizio in corso per morosità».








