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Somma Vesuviana, inaugurazione della sede della Sezione ANPI in memoria del partigiano Ferdinando Aliperta

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia arriva finalmente a Somma Vesuviana: l’ inaugurazione è fissata per sabato 5 marzo 2022 alle ore 11:00 in via Portiello, 3. Manifestazione di apprezzamento e di adesione morale del primo cittadino Salvatore Di Sarno.

La sezione sarà dedicata al partigiano sommese Ferdinando Aliperta. Sarà l’occasione per ricordare, anche, l’altro concittadino partigiano, Arcangelo Capasso, fucilato il 21 febbraio del 1945 a Barbania (TO). All’inaugurazione saranno presenti: il Sindaco Dott. Salvatore Di Sarno; il Presidente provinciale ANPI, prof. Ciro Raia; il presidente pro tempore della Sezione di Somma, prof. Mimmo Parisi; la prof.ssa Maria Aliperta, nipote del partigiano; i rappresentanti delle forze politiche. Oggi l’ ANPI è in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza. Con i suoi oltre 120.000 iscritti, sparsi in numerose sedi regionali, provinciali e territoriali (circoli), è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive in Italia. Il comitato nazionale ha sede a Roma in via degli Scipioni, 271. Fu costituita il 6 giugno del 1944, proprio nella Capitale, dal Comitato Liberazione Nazionale (CLN) del Centro Italia, mentre nel Nord Italia imperversava ancora la guerra. Fu eretta, definitivamente, in ente morale il 5 aprile del 1945.

L’apertura di una sede ANPI a Somma Vesuviana – afferma il prof. Ciro Raia –  è testimonianza di ricerca costante di nesso e conoscenza tra il passato ed il futuro. Specialmente, poi, in questi giorni in cui soffiano nuovi venti di guerra, riunire giovani ed adulti attorno a valori e ad ideali di libertà e democrazia è un piccolo investimento per un mondo di pace. Confido nelle doti culturali e nell’esperienza politica del prof. Domenico Parisi – a cui va riconosciuto il merito di aver caparbiamente voluto l’apertura della locale sede ANPI – perché anche per la nostra città possa aprirsi una nuova stagione di confronto propositivo su aspetti culturali, storici e – perché no? – anche politici a vantaggio di una comunità da un po’ di anni distratta o lontana dall’abitudine del “pensare insieme e ad alta voce”. La stessa intitolazione della sede ANPI al partigiano Ferdinando Aliperta – caduto per mano nazista lontano da Somma – esprime un indirizzo di recupero di una memoria storica, che – senza nulla voler togliere a scelte toponomastiche anche recenti – può, per esempio, indicare alla città chi “furono i maggiori suoi”.

Non sarà l’inaugurazione – spiega Carlo Fraticelli, segretario dei Giovani Democratici – dell’ennesima associazione che nasce per poi finire nel dimenticatoio collettivo. La sede dell’ ANPI a Somma Vesuviana vuole lanciare un messaggio preciso e forte, ovvero istituire un luogo simbolo dell’antifascismo, che renda memoria a tutti quegli uomini che hanno donato la propria vita per tutte quelle libertà di cui oggi ne beneficiamo. Mi ritrovo, seppur per un attimo, nelle parole cantate da Giorgio Gaber, quando affermava che la libertà è partecipazione; in più penso che la partecipazione sia anche un dovere di tutti i cittadini, soprattutto quando si tratta di affermare e riaffermare ogni volta che il sangue versato dai partigiani non sia stato invano.

Il partigiano Ferdinando Costantino Aliperta nacque a Somma Vesuviana in via Castello il 24 ottobre del 1919 da Costantino, di condizione ferroviere, e Maria Ferriero. Proveniva da un’antica famiglia: un suo antenato, Alfonso alias malacciso, era stato un capo stimato brigante durante l’Unità d’Italia e suo zio Vincenzo, deviatore ferroviario, fu decorato con una medaglia di bronzo al valor civile nel 1907 per un coraggioso atto di eroismo nel salvare dal disastro un convoglio ferroviario nel 1906. Sergente maggiore del Genio ferrovieri, Ferdinando il 20 giugno del 1944 aderì alla 176esima Brigata Garibaldi Antonio Gramsci di Issogne in Valle d’Aosta con i due compagni di sempre, Salvatore Sciortino e  Michele Sales. Due mesi più tardi si arruolò nel Corpo Volontari della Libertà. L’Archivio dell’Istituto Storico della Resistenza della Valle d’Aosta lo colloca al 71° posto dell’elenco dei Capi Nucleo della Forza Combattente. I comandanti diretti e i suoi superiori attestarono sempre che Aliperta, nome di battaglia Somma, era un elemento di spicco e di grande volontà. Quanta nostalgia ed orgoglio in quella scelta del nome di battaglia!

Riparatosi a Gressoney – Saint Jean, dovette, insieme ai compagni, essere trasportato a valle per via di congelamenti subiti ai piedi. Nella marcia di trasferimento, infatti, il gruppo era stato sorpreso da una tormenta di neve. Mentre gli altri proseguirono per sfuggire ai rastrellamenti nazifascismi, Ferdinando e gli amici si avviarono ad un ospedale di campo a Perloz nella valle di Gressoney su una slitta trainata da un cavallo. In questo villaggio, il 7 novembre del 1944, lui e i suoi compagni si imbatterono in una banda di tedeschi. Il combattimento avvenne in condizioni di inferiorità e di salute. Alla fine tutti caddero vittime dell’agguato dei nazisti. Era il 7 novembre del 1944, quando furono sopraffatti e fucilati. Sepolti nel cimitero di Gressoney, furono poi inumati nella tomba comune della 176esima, al cimitero di Verrès, che raccoglieva parte dei 37 Caduti per la Libertà della banda. Il 14 aprile del 1945 si completava finalmente l’attività dei partigiani.

Il 15 aprile del 2014 alle ore 14:00 al cimitero di Verrès, nel corso di una solenne cerimonia, alla presenza delle più alte cariche militari – civili e religiose, furono riesumati i resti di Aliperta. L’ultimo desiderio della anziana sorella Rosa era quello di rivedere, seppure per un attimo, le spoglie mortali del suo caro fratello. Al termine della cerimonia, infatti, i resti del partigiano furono raccolti in una cassetta, che, avvolta nel tricolore, raggiunse l’Aeroporto di Torino Caselle per poi proseguire verso Napoli. Il 17 aprile, i resti mortali, dopo una solenne messa nella parrocchiale chiesa di San Pietro di Somma Vesuviana, furono tumulati nella tomba di famiglia nel rispettivo cimitero cittadino. Ancora oggi, le spoglie restano in attesa di una degna collocazione e di una solenne cerimonia, che possa rendere finalmente omaggio a chi ha lottato e dato la vita per la libertà.

 

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