Il sindaco Piccolo, dopo uno scambio di missive via posta certificata, starebbe per revocare ufficialmente le deleghe all’avvocato Rosanna Raia dopo uno scontro su una delibera inerente il fabbisogno di personale dell’Ente e le relative modalità di assunzione.
«La vicenda è delicatissima – dice Antonio Granato (FI) – in quanto relativa a procedure concorsuali e al rispetto di vincoli di diritto. Ritengo sia necessario un confronto pubblico nell’assise comunale per trattare in modo esplicito e trasparente la tematica del personale dell’ente. Da un punto di vista politico l’episodio conferma la cronica precarietà di una compagine non legata da un programma da attuare ma da iniziative personali».
Per Giuseppe Auriemma, segretario del Pd, “che sia il sindaco, nelle sedi istituzionali a giustificare l’atto di revoca, che ricordiamo potrebbe anche essere impugnato dalla ormai ex assessora. Vanno chiariti i termini della vicenda che ha visto la dott.ssa Raia dissociarsi dalle scelte operate dalla giunta per il personale! Occorre poi verificare quale impatto avrà la cosa per la maggioranza e i consiglieri vicino alla Raia”.
Per Vittorio De Filippo, sui banchi di minoranza in quota Fratelli d’Italia, «C’era da attendersi il “licenziamento” dell’assessore Raia benché possa definirsi tra i pochissimi componenti fattivi dell’amministrazione. Certo, meglio avrebbe fatto a dimettersi, dando più sostanza e peso alla nota protocollata da lei stessa. Sta di fatto che il teatrino che va in scena oramai da due anni e mezzo a Palazzo Torino continua, riservandoci sempre clamorosi colpi di scena, purtroppo mai positivi e/o nell’interesse della nostra città. Anzi, il dato politico rilevante, se ancora di politica si può parlare, è che alla base di tutto il maldestro operato di questa amministrazione vi è un unico e chiaro obiettivo: la gestione del potere, nulla più! Ad ulteriore dimostrazione di ciò, le contrastanti ricostruzioni dei fatti operate dal Sindaco da una parte e della Raia dall’altra, che lasciano non poche ombre sulla vicenda, così come in occasioni delle dimissioni dell’allora assessore Milena Di Palma».








