La voce che sta già circolando dice che le modifiche decise non saranno di fatto applicate e che il Comune tornerà sui propri passi ma, intanto, è del 9 gennaio scorso una comunicazione inviata dalla responsabile della posizione organizzativa n.5, l’architetto Monica D’Amore, al I, II e II circolo didattico, nonché al sindaco Di Sarno. Il documento ha per oggetto appunto la prenotazione dei pasti e quel sistema Telemoney che partì a maggio scorso (quando ancora c’era un assessore alla pubblica istruzione, ossia Giovanni Salierno che pochi mesi dopo rassegnò le dimissioni e che ancora non è stato sostituito: dunque la delega dovrebbe essere detenuta ad interim dal sindaco) con l’obiettivo dichiarato di rendere «più semplice la vita ai genitori».
Il servizio in pratica funziona automaticamente: i genitori, previo pagamento del bollettino, hanno il pasto prenotato ogni mattina per i bimbi che usufruiscono della mensa. Nel caso in cui lo scolaro dovesse assentarsi, bastava una telefonata (automatica e senza necessità di risposta) al sistema per disdire. Ora invece – e se non ci dovessero essere cambi di registro – da domani, 16 gennaio, sarà il contrario: ogni genitore dovrebbe prenotare il pasto ogni mattina entro le 9. Nella comunicazione di servizio, la responsabile dell’ufficio parla di «verifica sulla funzionalità del servizio», facendo cenno a molte famiglie registrate che dimenticano di cancellare le prenotazioni, circostanza dalla quale deriverebbe «una spesa inutile per le famiglie medesime e per l’Ente che compartecipa». La conclusione sta nella decisione di interrompere quella che fino ad oggi era stata una prenotazione di default, vale a dire la semplicità insita nella scelta del sistema automatizzato, quella di non doverci più pensare. Se le famiglie dovessero, per un qualsiasi motivo, dimenticare la prenotazione, al bambino non sarà più fornito il pasto.
Da sottolineare che nel pubblicizzare il Telemoney, a maggio scorso, si era puntato soprattutto sulla semplicità, sull’automatizzazione, ventilando di poter estendere le modalità anche ai servizi di trasporto scolastico, oltre che alle cedole librarie. La preoccupazione più frequente, nelle segnalazioni che ci sono arrivate, sta nel rischio di episodi già accaduti lo scorso anno, quando genitori non avvezzi al nuovo sistema inoltravano più di una telefonata per avere la certezza di aver disdetto il pasto di quel giorno o in attesa di ricevere risposta…Questo accadeva soltanto, ovviamente, se si presentava la necessità di disdire il pasto. Cosa accadrà quando tutti i genitori, tutte le mattine, dovranno prenotare tutti i pasti? Se il sistema andasse in tilt, come già accaduto, e le prenotazioni non andassero a buon fine, ai bambini non sarebbero serviti i pasti?
Nell’attesa di un nuovo, atteso, assessore alla pubblica istruzione, ci consentiamo di girare il quesito al sindaco. Sempre che, naturalmente, nel frattempo non si sia già cambiata idea.








