Salvatore Di Sarno vs Giovanni Salierno. L’ex assessore e il sindaco che dalle dimissioni di Salierno, che si è dimesso ad ottobre, detiene la delega alla pubblica istruzione. Una diversa “interpretazione” forse, più che scontro, volendo essere precisi, andata in scena ieri sui social. Il sindaco di Sarno, sulla sua pagina ufficiale facebook, ha ieri annunciato «buone notizie» in merito alle esenzioni dalla refezione scolastica.
Il post di Di Sarno annunciava una delibera approvata in giunta comunale che consentirà di «esonerare dal pagamento della mensa scolastica tutti i bimbi disabili». «Per me e la mia Amministrazione – scrive il sindaco – è fondamentale poter garantire a ciascun cittadino i suoi diritti, a maggior ragione quando si tratta di bambini: la spesa per i piccoli sarà a carico del Comune, per garantire il pieno rispetto della dignità, dei diritti e dell’autonomia dei bambini e per promuoverne la piena integrazione anche a scuola».
Poco dopo, l’ex assessore, anch’egli a mezzo social, esternava: «Gli utenti portatori di handicap grave, riconosciuto tale ai sensi della Legge 104/1992 e opportunamente documentato, usufruiscono dell’esenzione dal costo del pasto». Non è questa una «convinzione» di Salierno, ma l’ultimo capoverso dell’articolo 19 del regolamento di refezione scolastica approvato nel consiglio comunale del 14 giugno 2018. «Questione di civiltà, non di delibere» – chiosa Salierno.
Prima ancora che Salierno si esprimesse in merito su facebook, il mediano.it aveva già chiesto al sindaco Di Sarno ulteriori spiegazioni, facendo presente che gli alunni diversamente abili non avevano mai pagato il servizio mensa, bastava loro esibire la documentazione.
«Quando siamo passati al servizio Telemoney – ha sostenuto il sindaco Di Sarno – non era più così, la delibera alla quale mi riferisco è stata approvata proprio per questo motivo, le persone riconosciute diversamente abili ai sensi della legge 104 non avevano più diritto a questo “benefit”, venivano salvaguardati solo gli alunni in base al reddito entro il limite di 40 persone, adesso abbiamo allargato a tutti. Non sarà una notizia, ma è una cosa che abbiamo fatto per consentire a tutti di usufruire della mensa».






