A pochi giorni dall’asta delle case torna la protesta dei truffati.
Urla e invettive si sono sprecate all’indirizzo dei politici, durante il consiglio comunale di Somma Vesuviana. Una protesta, quella dei truffati del rione Soficoop, che ha fatto interrompere sul finire l’assemblea cittadina tenuta ieri pomeriggio. Dunque la disperazione aumenta con l’avvicinarsi del giorno dell’asta giudiziaria delle case di via Milano confiscate a cinquanta famiglie truffate da pseudo imprenditori del cemento senza scrupoli. Intanto il 24 giugno, venerdi prossimo, il tribunale di Nola darà il via alla vendita all’incanto dei primi appartamenti, abitati da altrettante famiglie. E il tempo è praticamente scaduto. Non è stata accolta la richiesta dei truffati, che hanno pagato fior di milioni per compromessi che non si sono mai tradotti in altrettanti acquisti. Volevano che il comune revocasse la convenzione che lega l’ente alla Soficoop e che consentì, oltre venticinque anni fa, ai titolari della cooperativa di costruzioni di ottenere quei vantaggi pubblici che diedero vita a una grande presa per i fondelli: costruire palazzi di case e far sparire contemporaneamente i miliardi ricavati. Scattarono poi gli arresti ma alla fine le banche, che erogarono i prestiti per l’operazione edilizia, si sono prese tutto: decine di alloggi i cui compromessi sono stati pagati fino a cento milioni delle vecchie lire ciascuno. Dal canto suo però il sindaco, Pasquale Piccolo, ha spiegato più volte il motivo per cui il comune di Somma Vesuviana non può revocare la convenzione, cosa cioè che comporterebbe, secondo quanto dichiarato recentemente dal primo cittadino alle telecamere della Rai, un esborso di quattro-cinque milioni di euro da parte della municipalità. “Non è così – replica però un abitante del rione Soficoop – il comune dovrebbe spendere solo 2 milioni e mezzo di euro circa, il resto lo metteremmo noi”. Ma la situazione finanziaria del municipio di Somma, come del resto quella di tante altre municipalità del Napoletano, è da allarme rosso a causa soprattutto di un tessuto economico molto povero. In questo dilemma si sta per consumare un vero e proprio dramma umanitario. Che a questo punto soltanto il tribunale di Nola potrà scongiurare.


