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L’attuale rettore della Chiesa di S. Maria a Castello non ha potuto fare a meno di soffermarsi ultimamente sull’indifferenza dei fedeli e soprattutto delle paranze di devoti circa la frequentazione. A ciò si aggiunge il deplorevole stato di conservazione dell’area circostante al tempio.

La Chiesa, come ben sappiamo, è ritornata ad essere il punto di riferimento per l’intera comunità civile dopo le disposizioni vescovili: non solo il giovedì e la domenica pomeriggio, ma l’intera settimana aperta ai devoti. Fa rabbia, però, secondo il sacerdote, assistere a mattine e pomeriggi desolanti, da eremita, dopo la voce alta di tanti devoti che hanno manifestato il loro desiderio nel rivederla aperta. A ciò si aggiunge il deplorevole deturpamento del paesaggio intorno alla Chiesa e alle strutture ricettive.

Una chiesa ricca di storia e di prodigiosi miracoli, amorevolmente curata da un prete che, giorno dopo giorno, fra mille difficoltà, sta cercando di riportarla agli antichi fasti. Pur essendo originario di Torre Annunziata, Don Franco Gallo dimostra di amare Somma Vesuviana e la sua Madonna più di molti nostri concittadini. Non è un caso che ha lasciato una parrocchia con ben 10.000 anime, nella sua Torre, per assistere alla Madonna più invocata del territorio.

Esistono due meritevoli proposte, per far sì che si concretizzasse una forte affluenza: la prima sarebbe quella di spostare, d’accordo con i cinque parroci della città, qualche celebrazione dei Sacramenti (battesimi, matrimoni e cosi via) nella splendida chiesetta; la seconda, invece, riguarda il nostro Sindaco, Dott. Salvatore Di Sarno, il quale potrebbe implorare Sua Eccellenza il Vescovo di poter conferire ufficialmente alla Chiesa di Santa Maria a Castello il titolo di Santuario Mariano allo stesso modo dei Santuari di Santa Maria a Parete a Liveri, Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia, Madonna del Carpinello a Visciano e Madonna della Neve a Torre Annunziata. Una simile richiesta fu fatta nel 1595 dai tre Sindaci dell’epoca per ottenere, invece, una Collegiata nella Terra di Somma.

Voglio ricordare che il Codice di Diritto Canonico, al can. 1230, definisce così il santuario: Con il nome di santuario si intendono la chiesa o altro luogo sacro ove i fedeli per peculiare motivo di pietà, si recano numerosi in pellegrinaggio con l’approvazione dell’Ordinario del luogo. Il santuario mariano, infatti, rappresenta una chiesa o un luogo sacro dove affluiscono numerosi fedeli, con l’intenzione peculiare di esprimere la loro pietà e devozione, facendo un pellegrinaggio al luogo sacro. Tale titolo non solo appagherebbe il profondo desiderio della cittadinanza sommese, ma anche quello del vecchio Rettore, Don Armando Giuliano, che per ben 35 anni amministrò quel pio luogo, cercando in tutti i modi di ottenere questa disposizione canonica.

Dopo tanta esternazione, Don Franco rivolge un appello, soprattutto, ai cittadini sommesi, pomiglianesi, mariglianesi e anastasiani affinché ci sia una partecipazione più convinta alle funzioni della Chiesa a Castello, nonché a tutte le iniziative religiose che verranno espletate nel luogo sacro tanto caro a queste popolazioni da secoli. L’anno prossimo – afferma Don Franco –  la Madonna di Castello uscirà in processione per le vie del paese dopo la consuetudinaria scadenza decennale e nel 2022 ricorrerà il 400° Anniversario dell’arrivo di Don Carlo Carafa con la statua della Beatissima Vergine in quel solitario loco.