Non è facile accattivarsi un pubblico «difficile» come quello di un pomeriggio di Natale, ma il presidente dell’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche, Biagio Esposito, è riuscito a far di più. L’evento andato in scena il 25 dicembre scorso, un puzzle ben dosato di arte, musica e tradizioni, non ha solo accattivato, ha incantato. Non il classico presepe vivente ma una passeggiata artistico/storico/culturale nei suggestivi vicoli del Borgo Antico. Nel giorno della Natività, il Casamale ha ospitato la manifestazione suggestiva a partire dal titolo: «’e llenzole: a’ voce d’a ggente», con la partecipazione di numerosi visitatori che sono stati accompagnati lungo un interessante percorso che ha raggiunto il clou nel maestoso e affascinante Castello D’Alagno.
A dire di più sul titolo è il professor Angelo Calabrese. «Noi nasciamo nelle lenzuola, trascorriamo la vita tra le lenzuola, lasciamo questo mondo nelle lenzuola. Le lenzuola, se potessero parlare, avrebbero tanto da raccontare su storie, vita quotidiana, affanni, paure, speranze, progetti…». Lungo il percorso sia il presidente dell’Accademia Vesuviana che il prof Calabrese hanno illustrato e spiegato l’arte delle dodici lenzuola esposte lungo i vicoli. Si tratta di lenzuola d’alto pregio perché d’epoca, custodite gelosamente da varie generazioni che hanno ereditato in successione un corredo nuziale del 1788 e l’hanno conservato intatto. Le lenzuola sono state donate al Museo Etnostorico da Anna De Stefano, la quale ha consentito che i preziosi tessuti borbonici venissero dipinti da altrettanti forti artisti contemporanei. Storie che evocano la storia della lingua italiana, ma anche della canzone partenopea e popolare. Tammorre, mandolino, chitarre e voci: lungo il percorso la musica ha “raccontato” la storia dei nostri avi. Straordinaria la voce di Consiglia Licciardi, accompagnata dal Gruppo di Canto Popolare «La Tammorra». Dalla «posteggia» sui gradini della storica chiesa Collegiata fino al concerto al Castello D’Alagno , illuminato ad hoc per l’occasione. «Abbiamo scelto di fare questa manifestazione il giorno di Natale- ha spiegato Esposito- perché speriamo nella continuità della natività, la speranza è che la luce di Cristo si proietti sul Casamale e nella mentalità dei residenti perché questo rione, unico borgo medievale di tutto il Parco nazionale del Vesuvio, possa finalmente rinascere. Al di là di ogni colore politico, al di là di ogni iniziativa culturale, l’importante è metterci il cuore. E noi è da sempre che mettiamo cuore e amore per la nostra città». Presenti alla manifestazione il primo cittadino Salvatore Di Sarno, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Sommese e alcuni esponenti della maggioranza.



