Un lunghissimo corteo tra migliaia di lumini e di palloncini bianchi. Lacrime e preghiere per l’ultimo saluto a Domenico Liguori nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.
Migliaia di lumini e di palloncini bianchi. Bianca era anche la maglia indossata da centinaia di amici di Domenico per portargli l’ultimo saluto. Il bianco dell’innocenza, il bianco che rappresenta i nobili sentimenti e la voglia di cambiamento. Il bianco che è il colore che più di tutti rappresenta il silenzio e il freddo. A capo chino, in un silenzio e un dolore immenso nel cuore, tantissimi amici di Domenico, meglio conosciuto come ‘o biond, hanno voluto salutare con un una fiaccolata il loro amico, vittima innocente, insieme al suo socio e amico Francesco, della criminalità senza scrupoli che dilaga sui nostri territori.
Erano tutti lì gli amici del biondo , vicini, increduli, uniti sull’altare a mo di abbraccio intorno a quella foto posizionata ai piedi dell’altare. Tutti a tenersi per mano, in preghiera, per far sentire a Domenico che il vuoto che ha lasciato è incolmabile, che niente sarà più come prima, che la vita è stata troppo crudele, che una morte così è davvero inaccettabile. E’ difficile trovare parole di conforto per i genitori di Domenico e di Francesco seduti ai primi banchi con lo sguardo perso nel vuoto e il cuore pietrificato dal dolore, e il sacerdote che ha officiato la messa, Don Sebastiano Buonavolontà, lo sa bene tant’è che non può far altro che dire: . “Quanti cuori induriti, quanti cuori aridi sono presenti oggi in questa chiesa. Come si fa a parlare a un padre e a una madre che ha subito tanto? E’ difficile, ma questi cuori di pietra devono diventare di carne. E’ troppo chiedere tanto in questo momento? Si, è così ma dobbiamo riuscirci e possiamo farlo solo se siamo uniti: da soli non ce la possiamo fare, ,abbiamo bisogno di un Padre, del nostro Signore.
Oggi, di fronte al sacrificio di questi ragazzi, strappati con violenza dalla vita, dobbiamo mettere nei nostri cuori un seme che porti frutti di speranza perché la società non si cambia con la violenza ma con l’amore”. Da qui l’invito ai tanti giovani presenti ad essere testimoni di questo cambiamento , “ domani- aggiunge il sacerdote- vi toglierete questa maglietta che porta l’immagine di Domenico e da quel momento dovete sforzarvi di portare un messaggio di pace e di speranza perché, nonostante tutto, la vita è bella e va vissuta. Il sacrificio di Domenico e di Francesco non deve essere vano, per loro dobbiamo trovare la forza di cambiare, di accogliere, di portare pace” .
Perdono, pace, amore: parole che aleggiano per tutto il tempo nella chiesa ma che stentano a toccare il cuore dei presenti, parole che al momento non trovano senso e significato. Difficile per tutti, anche per il Vescovo De Palma che in una nella lettera indirizzata ai genitori di Domenico scrive “E’ difficile per me voler dare parole di consolazione o di speranza, solo il Signore può colmare quei vuoti che la vita ci impone anche con violenza così la morte di Domenico, insieme al suo amico Francesco, entra in quella serie di eventi di cui non possiamo continuare a chiederci “perché?” ma verso cui guardare con la certezza della luce della Resurrezione e negli occhi e nel cuore. A noi spetta solo imparare da questo evento a non emettere mai sentenze arbitrarie e frettolose, pronunciate con troppa facilità in una gara che sembra essere diventata virale nella nostra epoca: individuare il colpevole (…….) In questo momento la mia solidarietà umana, la mia preghiera di credente, la mia vicinanza di amico. Né Domenico né Francesco hanno bisogno dei nostri segni e delle nostre parole per riscattarsi, le loro vite parlano da sole..”
E le loro brevi vite parlano di due bravi ragazzi, figli di genitori onesti e laboriosi. La vita di Francesco, per tutti Francuccio, disponibile e generoso; la vita di Domenico, per gli amici ‘o biond, solare come il colore chiaro dei suoi occhi. O biond, allegro, atletico e sportivo. O biond che amava la vita e la bella compagnia. O biond che sul cuore si era fatto tatuare il nome e una frase per la sua mamma morta troppo presto. O biond che guardava con gli occhi della tenerezza la donna della sua vita e con la quale forse sognava e sperava di farsi una famiglia. O biond che amava il suo lavoro e che aveva ancora tanto da dire e da dare alla famiglia e agli amici. O biond strappato violentemente alla vita per nulla, per niente.
All’amico dai capelli biondi come il grano, l’ultimo struggente messaggio in una lettera letta alla fine della messa “Con te se ne è andata la parte migliore di noi. Avevamo tanti progetti, tanti sogni, tante cose ancora da condividere ma la vita ha deciso diversamente…” Chi legge trattiene a stento le lacrime, che arrivano per tutti insieme a un lungo e commosso applauso con l’ultimo saluto: ciao biondo!



