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Somma, “Frammenti” di Nicola Rea: l’omaggio di Emanuele Coppola

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’omaggio di Emanuele Coppola al talentuoso scrittore Nicola Rea.

Nicola Rea nasce a Somma Vesuviana il 28 Novembre del 1999. Inizia con la scrittura all’età di 14 anni, scrivendo pensieri a mo’ di note. Col passare del tempo inizia ad evolvere, in modo inconsapevole, lo stile e comincia a scrivere “poesie”, che Lui ama definire semplicemente “scritti”.

Cresce per le strade di Somma, che gli saranno maestre di vita, insegnandogli e facendogli sperimentare le emozioni, che cercherà di raccontare attraverso i suoi scritti.

Dopo aver fatto la cattiva scelta di non aver seguito da subito la passione per gli studi classici, si iscrive prima alla facoltà di economia, che dopo breve tempo lascerà per passare alla desiderata facoltà di lettere.

“Frammenti” è il frutto di un lungo percorso, un cammino che si estende su più di un decennio e che ha attraversato le fasi di una giovinezza inquieta, di un’adolescenza alla ricerca di sé, e di una fase adulta che finalmente inizia a fare ordine nelle pieghe più nascoste dell’animo umano. Le poesie di Nicola Rea sono frammenti di una vita, frammenti che, pur essendo nati da angosce e slanci giovanili, portano con sé la saggezza e le riflessioni maturate negli anni, sempre in bilico tra la spensieratezza dell’infanzia e la consapevolezza adulta.

Composte a partire dall’età di quattordici anni, queste poesie sono il ritratto di un’evoluzione interiore, di una ricerca incessante di senso in un mondo che spesso appare sfuggente e caotico. Inizialmente, il verso era il riflesso di un’anima in fermento, che si interrogava, che non riusciva ancora a darsi una forma definita. Con il passare del tempo, però, le parole sono divenute strumenti di scoperta e di consapevolezza, capaci di raccontare non solo le emozioni più immediate, ma anche la lotta con il silenzio interiore e la necessità di dare ordine a ciò che era, in principio, disordine.

Ogni poesia di questa raccolta rappresenta una tessera, una piccola riflessione che si accumula nel tempo, raccogliendo attimi di felicità, frustrazione, speranza e disillusione. Ogni frammento è un passo in un viaggio che, purtroppo, non conosce conclusioni definitive. Come nella vita, non vi è una fine alla ricerca di sé; c’è solo il continuo mutare di ciò che siamo, mentre ci confrontiamo con le esperienze e gli eventi che ci definiscono.

“Se, da giovane, scrivere – racconta il giovane scrittore –  era un atto di pura emozione, un bisogno di esprimere senza filtri ciò che sentivo nell’immediatezza, oggi, a venticinque anni, la scrittura è divenuta un processo più meditato, in cui l’esperienza di vita, la riflessione e l’introspezione si intrecciano. Tuttavia, ogni poesia di questa raccolta mantiene il suo legame con quel passato adolescenziale, con quella ricerca spasmodica di risposte che, purtroppo, non sono mai del tutto risolutive. E forse è proprio questo il bello dei frammenti: essi sono in continua evoluzione, e come la vita stessa, non offrono mai un quadro definitivo, ma solo sprazzi di verità, frammenti di esperienza che invitano il lettore a mettersi in gioco, a cercare il proprio senso tra le pieghe delle parole”. “Frammenti” è un invito, allora, a scoprire i pezzi sparsi della mia crescita, a riscoprire, in ognuno di essi, una parte di chi ero e una parte di chi sono oggi. È una raccolta che abbraccia l’imperfezione e la frattura, ma anche la bellezza di un processo continuo, in cui il frammento, pur nella sua incompletezza, riesce a raccontare più di quanto una forma intera possa mai fare”.

Alcuni “scritti” dell’autore.

 

 

  1. INTRO

Siamo una lama nel ventre

di una donna gravida d’idee,

incoerenti versiamo lacrime

sul suo sangue che scorre.

Disegniamo sogni su carta

gettati in cestini

 

  1. PUNTO DI ROTTURA

E la rondine che

prilla nel mio respiro,

vive meno la mia vita

meschina.

Trafitta da una freccia,

scoccata da un arco nero,

la sua piuma pareva veleno.

Giace sul suolo,

che la pioggia non la bagna,

Rondine figlia del mio pensiero.di speranze.

 

  1. INSONNIA

Di pagine ne ho scritte,

tutte strappate,

anelo di evadere mentre

cancello il ricordo di me.

Fredde e anguste le mura

di questa cella, la notte

scura passa lenta dentro

di essa, libero è il sogno che

mi aspetta.

Il mattino e la sua luce

sembrano avere fretta.

 

  1. MEMORIE E MALEDIZIONI

Ho comprato un nuovo profumo,

il tuo aleggia ancora sulla mia sagoma.

Come un paradosso,

vorrei rivivere quel tempo e

vorrei non averlo mai trascorso.

La tua essenza ha bagnato la mia anima,

anche le mie lacrime ora hanno il tuo sapore.

Spartaco del mio demone e di questo amore.

Eravam persi in un “ti amo” eterno,

se la mia collera fosse fuoco,

ora, brucerei più dell’inferno.

 

  1. EVANESCENZA

Mi tratti da ultimo,

forse è colpa di Cupido

e le sue sentenze da stupido.

E’ il tramonto che mi dona il pensiero

che qui ti ci portò il vento, e

con le gote sul petto,

calmi ciò che in me è violento.

Piantai un fiore nel tuo seno,

strappato dal mio cuore

che cresce meglio nel buio.

Adesso attendo

che appassisca col tempo.

 

  1. LIBERA SCHIAVITÙ

Perso nella strada tortuosa,

di norma,

il grigio della finestra sfuma e

prende forma.

Gli occhi abbracciano il buio,

sarò fulmine di tempesta.

La mente splende la luce,

sarò anche il sole dopo di essa.

Perderò, cadrò e riproverò

con più tagli nell’anima,

e come uno schiavo,

mischierò sangue e lacrima.

 

La Redazione.

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