Uno schiaffo in classe, nel luogo che dovrebbe rappresentare sicurezza e protezione, ha segnato profondamente la vita di una bambina di otto anni. La vicenda, riportata da Il Mattino, riguarda una minore con una forma lieve dello spettro autistico che, secondo quanto emerso, sarebbe stata colpita da una docente all’interno di un istituto comprensivo del territorio.
L’episodio risale a qualche mese fa e sarebbe avvenuto mentre la bambina stava uscendo dall’aula per andare in bagno, accompagnata dall’insegnante di sostegno. In quel momento, un’altra maestra le avrebbe sferrato uno schiaffo al volto. Un gesto che, secondo la famiglia, non sarebbe stato provocato da alcun comportamento aggressivo della minore.
Dopo l’accaduto, nessuna comunicazione ufficiale sarebbe arrivata ai genitori. A raccontare quanto successo sarebbe stata, all’uscita da scuola, la stessa insegnante di sostegno, visibilmente scossa. Da quel giorno, per la bambina è iniziato un periodo difficile, con ripercussioni emotive importanti, tra paura, insonnia e un forte disagio psicologico.
La situazione, sempre secondo quanto riferito, sarebbe stata gestita in modo inadeguato dalla dirigenza scolastica, con atteggiamenti di chiusura e mancate risposte alle richieste di chiarimento avanzate dalla famiglia. Anche alcune segnalazioni scritte presentate da altri genitori non avrebbero prodotto conseguenze concrete.
La bambina, alla fine, ha dovuto lasciare la scuola e interrompere il percorso educativo insieme ai compagni, subendo – secondo i genitori – l’unica vera penalizzazione di tutta la vicenda.
Sul caso è stato aperto un procedimento penale al tribunale di Torre Annunziata. La docente è imputata per lesioni, mentre la dirigente scolastica deve rispondere di una presunta omissione nella gestione dell’episodio. La famiglia si è costituita parte civile, chiedendo che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che simili episodi non si ripetano, soprattutto ai danni di bambini fragili.



