Saranno le analisi sul teschio e sulle altre parti di scheletro rinvenute a chiarire il giallo: ossa centenarie o cadavere da «lupara bianca» comunque ultradecennale?
Un teschio, un femore, un bacino e frammenti di una gabbia toracica con altre ossa, uno scheletro umano rinvenuto durante uno scavo in corso per il ripristino dei luoghi a Madonna dell’Arco nei pressi della biblioteca comunale dove fino a pochi mesi or sono c’era l’impianto di carburante Q8, smantellato di recente. Una macabra scoperta poco dopo la quale gli operai hanno immediatamente allertato i carabinieri della locale stazione al comando del maresciallo Francesco Russo.
Il magistrato di turno della Procura di Nola non ha, almeno fino a ieri sera, disposto il sequestro dell’area e ora bisognerà verificare se ci sono altri resti. Gli operai hanno continuato lo scavo fino a tarda sera e raccolto le ossa in scatoloni. Sul posto sono giunti, oltre ai militari e al medico legale che ha provveduto ad un primo esame dei resti, i volontari della Protezione Civile, la Polizia Municipale, il consigliere comunale Alfonso Di Fraia e il sindaco Lello Abete. «Ci siamo accertati che l’area fosse immediatamente messa in sicurezza – dice Di Fraia – quanto ai dubbi che restano intorno alla vicenda, sono soprattutto legati alla datazione dei resti, perciò è il caso di rinviare i commenti ad esami scientifici avvenuti».
Sarebbe, stando alla nota dell’ufficio stampa del Comune inviata ieri sera dopo mezzanotte, un caso fortuito il ritrovamento. «Sono esterrefatto – commenta infatti il sindaco Abete nel comunicato – è solo una coincidenza che abbiano riaperto il sito e scavato nuovamente. Infatti si sentiva ancora odore di benzina e per questo motivo hanno dovuto riaprire il cantiere e scavare una seconda volta. Così è uscito fuori il tutto. Le ossa sembrerebbero antiche e pare appartengano ad un unico soggetto. Quando ero bambino la Q8 c’era già, dunque immagino che i resti abbiano oltre cinquant’anni, speriamo intanto che i lavori possano continuare mentre le indagini faranno il loro corso». Auspici a parte, le indagini sembrerebbero non scartare alcuna ipotesi: le ossa potrebbero sì essere centenarie ma, come si vede dalle foto, sono compatte e in buono stato di conservazione, dunque solo esami ad hoc potranno accertare, se non l’identità, quantomeno l’età in cui è morto l’uomo cui appartenevano».



















