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Sant’Anastasia, l’amministrazione fa dietro front: la riqualificazione di via Marconi finanziata con un mutuo e non con i fondi delle Ferrovie.

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Con la delibera 106 del 29 marzo scorso, la giunta Abete torna sui suoi passi modificando le modalità di finanziamento per via Marconi: sarà acceso un mutuo a carico dell’Ente e non saranno dunque utilizzati i novantamila euro «della discordia» presi dai fondi RFI destinati alla riqualificazione del quartiere Starza Rosanea quale ristoro per il passaggio della Tav.

Dopo petizioni, criticatissimi convegni, interrogazioni, polemiche in consiglio comunale, esposti alle Ferrovie e alla Corte dei Conti, una delibera di giunta adotta esattamente la soluzione che era stata prospettata dagli ex alleati del sindaco Abete: i fondi erogati da RFI per il quartiere Starza Ponte di Ferro non saranno utilizzati per altre zone, nemmeno quei novantamila euro che qualche mese fa erano stati destinati per la riqualificazione di via Marconi e il cui spostamento ha causato nelle ultime settimane ulteriori frizioni tra ex ed attuali amministratori.

In un recentissimo consiglio comunale il presidente dell’assise tolse la parola alla consigliera Veruska Zucconi (capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia) che avrebbe dovuto, nelle intenzioni, leggere in aula la diffida arrivata da parte di RFI al Comune dopo la petizione promossa dal suo gruppo. E soltanto la sera prima, in un convegno organizzato proprio nel quartiere Ponte di Ferro, gli ex alleati (Carmine Esposito, Armando Di Perna, Lucia Barra, Ciro Pavone) si erano scagliati contro la decisione di dirottare una sia pur minima parte dei fondi erogati quale ristoro dalle Ferrovie.

Questa la doverosa premessa, ma vediamo ora cosa prevede la delibera approvata in giunta comunale (tutti gli assessori presenti, ad eccezione del responsabile del bilancio Antonio Squillante) martedì 29 marzo, ossia quella avente ad oggetto: «La riqualificazione urbanistica ed ambientale del quartiere Starza Rosanea. Studio di fattibilità. Approvazione. Direttive».

La premessa prende in esame gli aspetti negativi, una non corretta pianificazione territoriale, gli inadeguati strumenti di pianificazione, la crescita caotica del tessuto urbano, la viabilità inadeguata e la scelta amministrativa che, al momento, pone attenzione – anche per motivi economici – al recupero dei quartieri più grossi e popolosi, rimandando ad una fase successiva gli interventi più piccoli e sparsi. Per far ciò, si è dato mandato all’Ufficio Tecnico di procedere alla redazione di uno studio di fattibilità volto alla riqualificazione dell’intero quartiere Starza Rosanea, uno studio che ha tenuto conto dell’intento di alleviare i disagi mirando alla riqualificazione urbanistica e ambientale, al recupero del degrado e delle infrastrutture esistenti. Stando a suddetto studio, i costi di massima dell’intero intervento in tutto il quartiere ammonterebbero, da preventivo generale, a 5 milioni e 600mila euro.

Ed è a questo punto che la giunta scioglie il «nodo» dei fondi RFI, approfittando appunto di una delibera che ratifica uno studio di fattibilità, celando una decisione squisitamente politica e partendo da lontano:

«Nell’ambito delle varie problematiche insorte a seguito del passaggio sul nostro territorio della linea ferroviaria alta velocità sono state affrontate e definite una serie di tematiche collegate alle interferenze appunto della nuova linea ferroviaria con le infrastrutture esistenti – si legge nella delibera di giunta – in ultimo, a seguito di ulteriori difficoltà insorte, si è reso è necessario rettificare un precedente protocollo di intesa sottoscrivendo una appendice allo stesso in data 23 luglio 2013 che prevede, per le motivazioni in esso contenute, la corresponsione al comune di un contributo di € 2.500.000,00 da erogare con le modalità e condizioni previste dall’art. 3 dello stesso; l’amministrazione, all’epoca di tale accordo, ebbe ad indicare tra le varie opere, attuabili con il suddetto riconoscimento economico, l’intervento volto ad una diversa sistemazione della Via Pomigliano nella zona in cui esiste interferenza con il tracciato RFI, prevedendo anche itinerari alternativi funzionali alla risoluzione della problematica; inoltre, con le eventuali economie disponibili dalla realizzazione dei lavori di cui sopra, si prevedeva di poter realizzare altre opere, in particolare, l’ampliamento della scuola in via Starza con la costruzione di aule destinate alla prima infanzia e migliorare la viabilità circostante la via Pomigliano – Sant’Anastasia».

In delibera si elencano poi gli impegni «mantenuti», vale a dire la redazione del progetto esecutivo per la sistemazione di via Pomigliano nella zona di interferenza con RFI per una spesa di 625mila euro, precisando che l’esecuzione è «prossima all’avvio»; il progetto preliminare e definitivo della scuola materna in via Starza – Santa Chiara con una previsione di spesa di 2 milioni e 700mila euro; il progetto esecutivo per l’impianto di pubblica illuminazione per la viabilità circostante via Pomigliano, in particolare per via De Filippo (le luci sono già accese, con tanto di manifesti pubblici che inneggiano al «programma attuato») e via Macedonia, per un importo di 94mila euro, con lavori in corso.

Ma, ecco la notizia, tra l’elenco delle opere compare inaspettatamente il finanziamento (con delibera 366 del 2015) di parte del progetto esecutivo di sistemazione di via Marconi per un importo di 90 mila euro e si specifica che tale «possibilità» era ritenuta «compatibile» con il contributo concesso. Fatto sta che RFI, intanto, ha diffidato l’amministrazione dal procedere.

Intanto, nel piano delle opere pubbliche adottato sono previste la scuola di via Santa Chiara e il riordino viario del quartiere Starza, entrambi dell’ammontare di 2 milioni e 700mila euro per ciascun progetto.

«Allo stato – continua la delibera approvata il 29 marzo –  l’amministrazione atteso che né l’una né l’altra opera sopra citate, dati i costi eccessivi da sostenere e la scarsa capacità economica disponibile, può essere di fatto e nella sua interezza avviata, ha considerato che solo quella relativa alla riqualificazione Urbanistica/ambientale del quartiere Starza Rosanea si presta ad essere realizzata per gradi e con lotti funzionali».

Il fatto è, tanto è vero che lo si precisa nel documento, il protocollo di intesa con RFI prevede il trasferimento a favore del Comune di un’ultima tranche dell’importo convenuto (2 milioni e 500 mila euro), a condizione che entro l’anno 2016 siano avviate le procedure di gara per almeno il 50 per cento dell’importo riconosciuto.

«Alla luce di quanto sopra – prosegue la delibera –  l’amministrazione comunale, impossibilitata al momento ad avviare le procedure volte alla realizzazione della scuola materna prevista, non disponendo dell’intero importo in quanto solo parzialmente coperto dai fondi RFI, considera necessario prioritariamente avviare da subito l’intervento di riqualificazione, attraverso uno stralcio funzionale, finanziandolo con i fondi RFI disponibili».

Insomma, al di là delle terminologie in burocratese, quei soldi vanno spesi e subito. E vanno spesi per il quartiere cui sono destinati. Tant’è che la giunta ha approvato lo studio di fattibilità e – attenzione – ha proposto ha RFI una integrazione al protocollo ed ha modificato le modalità di finanziamento di via Marconi.

La modifica proposta dall’amministrazione alle Ferrovie è semplice ed ha il sapore di una scappatoia contrattuale, eccone il testo: «precisare che il contributo riconosciuto, anche se genericamente già indicato, sia destinato prioritariamente per migliorare le condizioni di viabilità e riqualificazione Urbanistica/Ambientale del quartire Starza Rosanea, integrando il punto 3.2 del protocollo medesimo». L’aggiunta un po’, diremmo, «furba», sta in quell’avverbio che sembra capitato lì per caso: «prioritariamente». Come dire, prima quella zona e poi, se resta qualcosa, anche altro. Ma non si era detto che era già possibile? La giunta chiede anche altro a RFI: in considerazione dell’impossibilità economico – finanziaria di poter mettere in esecuzione almeno il 50 per cento delle opere sull’ammontare dell’importo riconosciuto, chiede appunto di procrastinare la scadenza a fine 2018 (e non più entro quest’anno).

Quanto a via Marconi? I novantamila euro presi dai Fondi RFI non saranno più destinati a tale opera. La soluzione? Il Comune accenderà un mutuo. Per tutte le opere, invece, per le quali non saranno sufficienti i fondi RFI nel quartiere, la giunta prevede di far ricorso a finanziamenti europei, dando mandato agli uffici competenti di approfondire la possibilità di intercettarli attraverso la verifica di bandi ad hoc.

 

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