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Questa mattina, nella sede del Partito Democratico, i consiglieri Raffaele Coccia e Peppe Maiello, insieme al segretario di sezione Raffaele Mollo, con a fianco il consigliere (ed ex candidato sindaco avversario di Coccia) Mario Gifuni nel suo ruolo di presidente della commissione Trasparenza, hanno commentato in conferenza stampa i primi cento giorni dell’amministrazione guidata dal sindaco Lello Abete.

Una disamina molto dura, quella del Pd. E la presenza di Gifuni accanto ai rappresentanti consiliari democrat è stata subito spiegata. «Gifuni, che presiede la commissione comunale Trasparenza, ha ora il compito di far luce su tutte le domande inevase, su tutte le richieste e le interrogazioni rimaste senza risposta, gli chiediamo celerità – ha detto il consigliere Raffaele Coccia – ma c’è solo una parola in grado di definire l’amministrazione Abete: il nulla. Già in campagna elettorale ho rimarcato che molte cose non andavano, a partire dalla installazione di pali dell’illuminazione su qualche fondo privato, abbiamo chiesto risposte su quelli che di fatto, se si rivelassero veri come pensiamo, sarebbero reati belli e buoni. Ripeto, è il nulla a farla da padrone mischiato ad un agglomerato di interessi personali».

E se l’ex candidato avversario di Abete sotto l’egida del Pd usa toni pesanti, anche l’altro competitor già presidente del consiglio comunale non scherza. «Il niente mischiato col nulla – esordisce Mario Gifuni – in questo paese c’è un’emergenza democratica. Partendo dalla recente acquisizione di via Canonico Marciano, strada senza fogne e senza collaudi che andrà ad incidere sulle tasche dei cittadini per almeno 4 o 500 mila euro, una delle prime “cambiali” elettorali pagate». «Potremmo poi ragionare – ha proseguito Gifuni – sul piano urbanistico comunale fermo nelle segrete stanze, sulla poca trasparenza amministrativa, sul capitolato d’appalto per la gara di igiene urbana copiato e incollato sul modello di quello vecchio senza che vi sia stato inserito nemmeno il lavaggio delle strade».

Cento giorni di nulla, insomma, stando alla versione esternata in conferenza dal Pd. «Cento giorni in cui le promesse di campagna elettorale sono state puntualmente disattese – ha detto il consigliere Peppe Maiello – per quanto ci riguarda il bilancio di questo periodo è fallimentare. Ci troviamo di fronte un’amministrazione che si fonda sull’approssimazione, ad un paese sporco, a periferie abbandonate, ad una strada – via Marra – chiusa ormai da anni e che crea disagi alla circolazione e al commercio in zona, a ritardi su tutto. Per finire, recentemente, alla boutade dei due milioni e 700 mila euro di fondi concessi dalla Città Metropolitana e venduti come fondi reperiti dal Comune: nulla di più falso giacché si tratta di soldi assegnati con il criterio di cento euro per ogni abitante ai comuni della provincia».

Ma il consigliere Maiello, dopo aver elencato le criticità, aggiunge o meglio, premette: «Noi non siamo un’opposizione che è contro a prescindere, intendiamo l’impegno politico come servizio alla cittadinanza e se l’amministrazione portasse in aula un provvedimento utile per la crescita e lo sviluppo di Sant’Anastasia, non avremmo difficoltà a condividerlo. Per ora non si vede programmazione né visione, è un paese in ginocchio dove si fa ordinaria amministrazione». Il Pd, come il resto dell’opposizione, ha poi firmato un manifesto che compare in queste ore sui muri cittadini e che fa riferimento, con la foto di un’aula consiliare vuota e desolante, al consiglio comunale convocato con urgenza il 7 ottobre. «Quello – ricorda Maiello – dove i consiglieri di maggioranza non si sono presentati in aula, senza alcun rispetto per le istituzioni. Noi auspichiamo un cambio di rotta, intanto continueremo ad essere vigli, nell’esclusivo interesse degli anastasiani».