I sindaci di Sant’Anastasia e Pompei siglano il patto di amicizia. Chiavi della città per Monsignor Tommaso Caputo, Vescovo di Pompei.
I bimbi hanno accolto la Madonna di Pompei con una corona di palloncini bianchi e azzurri a foggia di Rosario, petali di fiori sono stati sparsi sul sagrato e una pioggia di coriandoli ha preceduto l’ingresso in Santuario. Un’accoglienza degna per l’effige della Vergine più amata in Campania insieme alla «sorella» alla quale si è riunita ieri nel tardo pomeriggio: la Madonna dell’Arco.
Il quadro venerato dai fedeli è giunto nel pomeriggio alla chiesa di Santa Maria La Nova insieme al sindaco di Pompei, Ferdinando Uliano, ad altre autorità della città mariana, e all’Arcivescovo Tommaso Caputo, accolto da padre Alessio Romano con il parroco don Ciccio d’Ascoli e il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete. In una cittadina blindata alle auto per consentire al meglio lo svolgimento della processione che, poco dopo la liturgia di accoglienza, si è snodata per le strade alla volta del Santuario di Madonna dell’Arco: prima le squadre di «battenti» con labari e stendardi, poi i gonfaloni delle due città mariane seguiti dalle autorità cittadine civili, religiose e militari, e infine il popolo della fede.
Assente il governatore Vincenzo De Luca, pur invitato. C’erano invece l’onorevole Massimiliano Manfredi (Pd) e tanti sindaci del circondario: tra gli altri Francesco Pinto (Pollena Trocchia), Vincenzo Fiengo (Cercola), Aniello Rega (Castello di Cisterna) e le due vicesindaco di Pomigliano d’Arco (Elvira Romano) e Casalnuovo di Napoli (Nicoletta Romano). Numerosi i fedeli riversatisi prima in strada e poi in chiesa dove il quadro della Vergine è stato posizionato alla destra dell’altare, tra loro esponenti della polizia municipale, con il comandante Fabrizio Palladino in alta uniforme, il maresciallo Francesco Russo, comandante della locale stazione dei carabinieri e ufficiali dell’Arma della compagnia di Castello di Cisterna. In Santuario per accogliere la Vergine di Pompei assessori e consiglieri comunali di maggioranza e opposizione: il vicesindaco Carmen Aprea, l’assessore Fernando De Simone, il presidente dell’assise Mario Gifuni, i consiglieri Franco Rea, Annarita De Simone, Carmine Capuano, Peppe Maiello, Raffaele Coccia, Filippo Guadagni che inusualmente ha voluto, come un «battente» fedele, portare per tutto l’evento il gonfalone del Comune di Sant’Anastasia, Alfonso Di Fraia che ha vestito invece, per l’intera giornata, la sua divisa da volontario della Protezione Civile.
Intenso e appassionato l’intervento di padre Alessio Romano che ha ricordato come le due Vergini che il popolo chiama «sorelle» siano le effigi più amate dal popolo campano e che, per la posizione dei loro Santuari rispetto al Vesuvio, siano da considerarsi anche le «protettrici» del medesimo popolo. Il sindaco Lello Abete ha invece, nell’intervento in Santuario prima della funzione religiosa affidata a Monsignor Caputo, voluto mescolare fede e politica, dopo aver ringraziato il collega di Pompei, l’onorevole Manfredi e soprattutto le due Madonne. «Averle qui entrambe è già un mezzo miracolo – ha detto Abete – come lo è vedere qui numerosi sindaci tutti insieme e, in questo momento particolarmente triste per la politica abbiamo tutti bisogno di pace, di amore, di solidarietà, per sconfiggere l’odio».
L’arcivescovo di Pompei ha infine ricordato che la Madonna è una ed una soltanto e che appunto per questo la Vergine del Rosario, nel Santuario dell’Arco, «è a casa». Aveva, prima ancora di accompagnare l’icona in chiesa, fatto tappa alla Casa per Anziani di via Padre Raimondo Sorrentino dove, insieme al rettore padre Alessio Romano, si era soffermato a pregare. Lì è stata apposta una targa che rammenti per sempre l’evento, scoperta dai due sindaci di Pompei e Sant’Anastasia. Vi sono apposte parole volute da padre Alessio con padri e suore domenicane: «O Maria, donandoci il tuo Rosario, ti sei fatta Arco di pace tra Dio e gli uomini».

Il quadro della Madonna di Pompei resterà in Santuario fino a domenica prossima e ieri in molti hanno cercato le cartoline con l’immagine della Vergine tra i due Santuari disegnata da fra Michele Spinali, cartoline con speciale annullo postale e la data dell’evento. Evento per il quale hanno lavorato anche i maestri ramai anastasiani di lunga tradizione: nove quadri sono stati realizzati dalla Porritiello Rame e in particolare dall’artigiano Antonio Mauri. Tra le due città unite dai Santuari Mariani più famosi nel mondo e dalla presenza Domenicana si è siglato ieri anche un patto di sviluppo e di «amicizia». I sindaci Abete e Uliano hanno intenzione di unire le forze per crescere insieme sul fronte turistico, sociale, culturale. Una sinergia che non è un gemellaggio formale, ma un vero patto tra sodali. Oggi, intanto, mentre si attendono altri pellegrini in visita al Santuario per pregare entrambe le Vergini, alle 18, 30 ci sarà una funzione religiosa dedicata al Beato Bartolo Longo e per domani alle 16 è prevista la Via Crucis. Domenica, ultimo giorno di permanenza in Santuario del quadro che rientrerà a Pompei, sarà il Vescovo di Nola, Monsignore Beniamino Depalma, a concelebrare l’Eucarestia prima di salutare l’icona benedetta sul sagrato del Santuario.
L’evento che terminerà domenica è anche frutto del lavoro dei volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile al quale ieri hanno dato man forte i colleghi di Cercola e Massa di Somma. Li ha voluti ringraziare l’assessore Fernando De Simone dal suo profilo facebook, con una menzione particolare per il caponucleo Filippo Fragliasso e il consigliere Cri Gennaro Tarantino che, nel corso dell’ultimo mese, hanno lavorato per pianificare ogni cosa. Ha voluto sottolineare l’impegno dei volontari, d’altronde, anche il consigliere Alfonso Di Fraia: «Il nucleo di Protezione Civile si è ancora una volta distinto per l’organizzazione e la riuscita dell’evento – ha commentato Di Fraia – abbiamo portato a spalla, in chiesa, come segno di rispetto e devozione, la Madonna di Pompei dinanzi alla “nostra” Madonna. Ai volontari tutti, della Protezione Civile e della Croce Rossa, va il mio ringraziamento più grande, prima da volontario come loro e poi come amministratore».





