

Carmine Esposito e Mario Gifuni insieme: «Vigileremo sul Puc». Nel convegno aperto da Cettina Giliberti, accanto a loro, l’ex vicesindaco con delega all’urbanistica che sul piano ci ha lavorato, Carmen Aprea.
L’avevano annunciato un po’ di giorni fa e fissato per il 26 settembre – giorno in cui si è poi tenuto il consiglio comunale – ma ieri alfine, in un convegno tenutosi alla biblioteca Siani di Madonna dell’Arco, i due consiglieri di opposizione (nonché ex candidati sindaci avversari di Abete alle ultime elezioni e rispettivamente ex sindaco ed ex presidente del consiglio comunale) Carmine Esposito e Mario Gifuni si sono seduti insieme allo stesso tavolo per affrontare il tema del piano urbanistico comunale. Con loro – nel convegno aperto da Cettina Giliberti (ex assessore alle politiche sociali della prima giunta Abete) – l’ex vicesindaco di Abete, l’avvocato Carmen Aprea, colei che fino a pochi mesi fa aveva la delega all’urbanistica ed era dunque la responsabile dello stesso piano urbanistico comunale. Ed è proprio il Puc il “colpevole” – tra le altre cose – della frattura tra la Aprea e il sindaco Abete che ad inizio della prima consiliatura la volle come “suo” assessore. L’ex vicesindaco, mentre era ancora in carica, rilasciò al mediano.it una intervista che finì per diventare argomento della campagna elettorale e che ancora si può trovare sulla pagina facebook del nostro giornale: disse, l’avvocato Aprea, che il Puc era pronto, denunciò pubblicamente pressioni sul suo lavoro e annunciò che non si sarebbe candidata. Le risposero più amministratori e a più riprese ma il sindaco, in una intervista poco prima del giorno del voto fece cenno alla frattura con il suo vice bollandola come semplice diversità di vedute. Non la rimosse, cosa che accadde invece a pochi giorni dalla sua vittoria elettorale, ancor prima di nominare la nuova giunta, un segnale preciso giacché pochi giorni più tardi la sua vice, come del resto tutti gli altri assessori, sarebbe comunque decaduta dalla carica. E ieri la Aprea ha profittato della platea per affermare che quella “cacciata” (qui) fu – per utilizzare le sue parole – «un atto di viltà, nemmeno valido giacché la revoca di un assessore deve essere comunicata al consiglio comunale successivo, un atto che avrei potuto impugnare ma ho ritenuto non ne valesse la pena».

In ogni caso, prima che nella manifestazione degli oppositori ci si addentrasse nell’argomento Puc, l’ex assessore Cettina Giliberti (candidata alle scorse amministrative nelle liste di Carmine Esposito) ha invitato i cittadini a prendere parte, sempre e comunque, alla vita pubblica. A partecipare ai consigli comunali, a dire la propria. «Perché occorre portare avanti l’interesse dei cittadini, non quello personale – ha detto la Giliberti – dietro i consiglieri di opposizione c’è un gruppo di lavoro, ci sono cittadini e persone, non si possono limitare a rispondere che la campagna elettorale è finita: questo lo sappiamo bene visti i toni discutibili di chi sembra in preda a deliri di onnipotenza e si crede intoccabile. Nessuno può toglierci il diritto di pensiero e parola».

Nel successivo intervento, Carmen Aprea ha anticipato le probabili reazioni al suo ritorno su un argomento che è ancora e comunque «caldo»: «Diranno che ora siamo tutti insieme, e prima ancora di ringraziare i consiglieri Esposito e Gifuni per avermi invitato, voglio stroncare sul nascere ovvi commenti. Chi li farà di “ammucchiata” non potrebbe proprio parlare. Io sono una persona libera, non appartengo a schieramenti politici e non ho mai chiesto nulla né per me né per i miei familiari, ho solo fatto il mio dovere quando ero in amministrazione, ragionando con la mia testa e non dicendo sempre “si”». E la responsabile dell’urbanistica della prima amministrazione Abete si spende poi nel ricordare le dichiarazioni del sindaco attuale in varie tappe. In particolare, nel dicembre 2018, Abete annunciava l’iter di approvazione del piano nei primi mesi dell’anno. «Ricordo una dichiarazione del consigliere Capuano (che sul Puc, in campagna elettorale aveva detto la sua qui) qualche mese più tardi – rammenta la Aprea – disse che da una riunione fatta con l’ufficio di piano il sindaco era uscito scandalizzato cosa non smentita da Abete, allora le cose sono due: o il consigliere mente o il sindaco si era disinteressato del Puc per i cinque anni precedenti perché fino a poco prima ne era entusiasta ed aveva partecipato a tutte le riunioni. Avevamo relazionato al sindaco e con il sindaco, dunque: è incapace o sta mentendo?».
Ieri, giorno del convegno, è poi arrivata una buona nuova dalla città metropolitana: un finanziamento che servirà (leggi qui) a molte opere anastasiane in sospeso «Giusto che esultino, vuol dire che negli anni scorsi ho lavorato bene, prendendo spesso anche decisioni impopolari di cui loro si preoccupavano».
Ma cosa c’è di non detto su questo piano urbanistico che tanto ha fatto scaldare gli animi negli ultimi mesi? Ci hanno lavorato, era pronto a sentire le interviste passate del sindaco Abete e comunicati in arrivo da palazzo Siano (qui) , giacché la Aprea ha detto la sua solo quando la frattura era evidentemente insanabile) e il “detto non detto” che si fa passare è che ci sia qualcuno che abbia interessi personali. «Mi aspetto una manifestazione pubblica in cui sindaco e assessore dicano cosa non va bene nel piano già pronto e cosa stanno facendo loro – incalza Carmen Aprea – mi aspetto che la nuova amministrazione, prima di adottarlo, venga pubblicamente con tavole alla mano per farci vedere cosa si è pensato. Il fatto è che nessuno ha il coraggio di dire perché non andava bene quel Puc, l’unica mia colpa è stata quella di non acconsentire a fare favoritismi. Il Puc è pronto per essere portato in giunta, se non vogliono adottarlo devono rimandarlo all’ufficio piano e per far questo occorre comunque un atto ufficiale della giunta comunale, noi aspettiamo con ansia e mi auguro che i consiglieri di opposizione vigilino, quanto a me non possono certo togliermi la parola, continuerò a fare politica, come la intendo io ossia come servizio».
Il consigliere Mario Gifuni, nel suo intervento, ha ripercorso le tappe (il carteggio tra gli allora consiglieri e l’assessore Aprea con delega all’urbanistica) e reiterato i quesiti che in coda della consiliatura le aveva rivolto. «A gennaio 2019 chiedevamo al sindaco di visionare il Puc, in un successivo incontro qualcuno – il consigliere Carmine Capuano – diceva che bisognava spostare zone di interesse turistico religioso da via Arco a via Marra – sostiene Gifuni – il 2 aprile scorso, quando il piano era fermo in ragioneria, io scrivo chiedendo come mai sia lì giacché non necessitava di visto contabile e dunque lo trasferiscono in segreteria generale». Dove sarebbe rimasto finora. «Il 26 settembre 2019 – continua Gifuni – il segretario trasferisce con propria nota la delibera avente con oggetto “approvazione del Puc” all’assessore all’urbanistica. Intanto si pubblicavano dei manifesti per eventuali manifestazioni di interesse che poi sono stati rimossi e sapete perché? Perché la determina non prevedeva impegno spesa, hanno sbagliato e li hanno fatti rimuovere. Sono dilettanti allo sbaraglio».
A chiudere il convegno pubblico, il consigliere Carmine Esposito che ha spaziato molto oltre il tema del convegno soffermandosi sulla campagna elettorale, sui concorsi, sui lavori effettuati in città poco prima del voto, sulla recente acquisizione del suolo di rione Marciano. «Perché non si è adottato il Puc? – ha detto poi in merito Esposito – la risposta è semplice, il piano si è fermato quando stavano costruendo il cartello elettorale sul quale hanno fatto gli accordi. Se poi vogliono discutere o dibattere sul Puc, come è giusto, noi siamo sempre disponibili, in consiglio comunale o altrove, pubblicamente».







