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Il Compatrono di Nola e della sua diocesi, Vescovo della città nel 409, è stato oggi riconosciuto Patrono secondario della Campania.

Su sollecitazione del Cardinale Crescenzio Sepe, presidente della Conferenza dei Vescovi Campani, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha riconosciuto San Paolino da Bordeaux, Vescovo di Nola nel 409, secondo Patrono della Campania.

L’annuncio è stato dato oggi dalla Diocesi di Nola, attraverso un video nel quale è lo stesso Vescovo Beniamino Depalma a dirlo: “San Paolino sarà celebrato in tutte le diocesi di questa nostra terra” ha detto Depalma. “San Paolino diventa un modello per i nostri politici, fu un politico. Diventa modello per gli intellettuali, fu un grande intellettuale, diventa modello per gli artisti, fu un eccezionale artista. Diventa modello per i sacerdoti e per la Chiesa, lui che fu Pastore e ci ha insegnato come si vive a servizio degli uomini”.

E così, a partire dal prossimo 22 giugno, il giorno in cui si celebra San Paolino in memoria della sua morte, avvenuta a Nola nel 431, a festeggiare il Santo non sarà solo il territorio nolano ma tutte le diocesi campane. “Sono grato al Cardinale Sepe e a tutti i Vescovi della Campania per aver presentato questa importante richiesta e alla Congregazione per averla accolta”.

San Paolino, di origini aristocratiche e nato a Bordeaux nel 355, dopo esser salito agli onori della politica ricoprendo vari incarichi nelle province dell’Impero, scelse di ritirarsi a una vita di preghiera a Cimitile, presso la tomba di San Felice in Pinciis. In accordo con la moglie, vendette tutti i l beni e si impegnò in opere di carità per i poveri e per i pellegrini, dando un importante contributo allo sviluppo del complesso delle basiliche paleocristiane. Già presbitero, nel 409 fu acclamato Vescovo di Nola, difendendo valorosamente la popolazione dalle invasioni dei barbari. Un episodio è particolarmente ricordato, origine della Festa dei Gigli che da secoli si celebra in onore del Santo: il prodigioso ritorno di Paolino dalla prigionia dei barbari, ai quali si era volontariamente dato prigioniero in cambio della liberazione del giovane figlio di una vedova. È morto a Nola nel 431.