La crisi cambia le abitudini e le tendenze degli italiani. I Saldi invernali rappresentano l’ennesima speranza dei commercianti.
Una volta i saldi erano l’occasione per “fare affari”. Un prodotto dal prezzo elevato, un po’fuori dalla propria portata, era l’obiettivo principale di chi aspettava i saldi e magari anche gli ultimi ribassi, sperando che la propria taglia o il colore preferito fosse sopravvissuto alle orde di acquirenti.
Quest’anno le dinamiche sono decisamente cambiate. Un po’ in tutte le regioni, Campania compresa, la data d’inizio dei saldi invernali è stata anticipata di un paio di giorni: il 3 gennaio, piuttosto che il 5, per non perdere il primo week-end dell’anno e “accalappiare” gli eventuali ultimi regali della Befana. Se anni addietro i saldi cominciavano timidamente, per poi sciogliersi verso la fine del mese, quest’anno la maggior parte delle vetrine ha sfoggiato sin dai primi giorni un ardito “fino al 50%”, e già da questo fine settimana sono cominciati gli ulteriori ribassi.
Le prime stime sembrano positive, soprattutto se confrontate con gli ultimi 4-5 anni che sono stati caratterizzati da un calo di fatturato. Nonostante il pessimismo del Codacons, la cui previsione è un ulteriore calo del 5%, Confesercenti ha riscontrato “una partenza migliore del previsto”. Di fatti il sondaggio dell’Osservatorio presso gli imprenditori associati, ha registrato un avvio particolarmente “affollato” soprattutto nei centri storici delle grandi città , pullulanti sia di italiani che di turisti. Tre gli elementi che sicuramente hanno favorito questi dati. Il primo è la concomitanza con l’Epifania, il secondo è il bel tempo che ha accomunato un po’ tutta la penisola e il terzo è l’autunno mite che abbiamo avuto, ne consegue infatti che ci sono più assortimenti in grado di soddisfare le più varie necessità , aumentando così le opportunità per chi acquista in saldo.
In effetti le prime ore di saldi, nonostante le folle, non hanno fatto registrare un’impennata delle vendita. Ben chiaro è l’atteggiamento dell’italiano medio, cauto: “La gente gira, guarda, valuta, ci pensa, ma intanto l’interesse c’è”, conferma il presidente Fismo-Confesercenti, Roberto Manzoni.
Ben chiara è anche la differenza tra italiani e stranieri. Le code davanti alle griffe sono scarne, esse sono infatti puntate soprattutto dai turisti; gli italiani prendono d’assalto soprattutto gli outlet e le grandi catene di abbigliamento lowcost. I parcheggi de “La Reggia Designer Outlet” a Marcianise e del “Centro Commerciale Campania” sono stati pieni sin dalle prime ore del mattino e infinite erano le code per arrivarci.
L’importanza di questi saldi invernali 2015 è amplificata anche dal fatto che le vendite di Natale sono state sottotono e quindi l’attesa e le aspettative sono grandi.
Tra l’altro secondo le stime dell’Osservatorio Confesercenti il 2014 ha registrato la cessazione di oltre 11.700 imprese della distribuzione moda.
L’auspicio, quindi, è ovvio: che questo nuovo anno possa segnare il termine di una tendenza negativa che dura ormai da 7 anni.






