Le recenti candidature di alcuni personaggi di spicco dei movimenti e dei comitati per la salvaguardia di salute e ambiente hanno dimostrato che dietro il fenomeno della Terra dei Fuochi non c’era solo la triste realtà di un territorio martoriato ma anche l’ambizione di non pochi di questi.
Conseguenzialmente alle varie emergenze dei rifiuti in Campania, in particolar modo quelle che dal 2001 si protrassero fino e oltre il 2008, si ebbero una serie di eventi e manifestazioni contro la cattiva e truffaldina gestione dei rifiuti e il risultante fenomeno della Terra dei Fuochi. Vi furono una serie di moti popolari che misero in luce la stanchezza, se non l’esasperazione, di molta dell’opinione pubblica rispetto alla questione e in particolar modo contro le discariche. In quei frangenti nacque anche la cognizione del probabile nesso tra l’inquinamento ambientale e alcune patologie e la richiesta da parte della gente di maggiore chiarezza a riguardo.
In questi contesti non sono mancati purtroppo stregoni e capipopolo che hanno aizzato le masse per interessi tutt’altro che collettivi ed è evidente, alla luce delle ultime candidature per le regionali in Campania, che qualcosa, di quanto meno calcolato, era già in atto o, al limite, si è sviluppato strada facendo nelle menti e nelle coscienze di chi aveva bisogno di un pedigree per giustificare la sua ascesa sociale. Spesso capita, un po’ come faceva il Nerone di Petrolini, di innamorarsi di qualche slogan e diffonderlo a furor di popolo e se c’è la televisione e ancor peggio la Rete, il gioco è fatto e guai ad opporvisi ne sareste rimasti schiacciati, dall’onda mediatica e dall’ipocrisia che la circondava e che talvolta la circonda ancora; vedi ad esempio il presunto nesso inquinamento-prodotti alimentari di quelle terre, dato per scontato ma mai provato.
Vedere oggi Angelo Ferrillo, candidato alle Regionali e addirittura per Caldoro, lo stesso politico più volte criticato pubblicamente e averlo fatto dopo la pietosa questua nel M5S, non mi meraviglia più di tanto, ma vedere Marfella prima candidato con il duce degli inceneritori De Luca, poi rinunciarvi ma confermandogli il sostegno sì, questo mi sbalordisce, come pure la presenza di Alfredo Mazza tra le fila del centrodestra e Lucio Iavarone col suo MO. Lo stesso vale poi per quel deputato pentastellato che si è rifiutato di salire con me su di una discarica, perché per lui non serviva vedere un qualcosa che aveva già visto tante volte, salvo vederlo su FB definito come paladino dell’ambientalismo e rimanerci male come lo è stato con tutti i suddetti personaggi.
Il novero è ovviamente per difetto ma ciò che più mi lascia perplesso è la faccia tosta di costoro che sottolineando la possibilità di agire meglio dall’alto, mettono sotto i piedi la loro dignità e la buona fede di chi li ha seguiti e gli ha dato forza sperando nella loro coerenza. Per carità, liberissimi di candidarsi ma a questo punto si è altrettanto liberi di pensar male.
Anche io, nel mio piccolo, ho avuto la mia di possibilità di fare “il salto di qualità”, ben piccolo a dire il vero ma, nonostante quello che sono, rapportato, avrebbe avuto lo stesso esito negativo agli occhi di chi mi apprezza e a maggior ragione di chi mi critica e per questo, e non solo, ho rifiutato. Anche io ho avuto una proposta di candidatura, in una lista per le comunali di Ercolano ma, con il massimo rispetto per chi voleva credere in me, ho rinunciato e l’ho fatto perché, contrariamente a molti, la mia necessità di scrivere e denunciare non è mai stata quella di presenziare o farmi un nome ma quella di comunicare e mettere in luce uno stato di cose che, quasi sempre per malafede e malaffare, era taciuto ai più. Sono anche convinto che l’essere al di fuori da certe logiche (il che non significa non avere un ideale politico) faccia lavorare meglio chi vuole realmente affrontare i problemi, l’essere al di fuori di ogni schieramento, il non dover render conto a nessuno, parente, amico, referente o creditore morale che sia, mi ha permesso di essere a disposizione di chiunque me lo chiedesse e per dare, senza faziosità alcuna, il mio apporto alla comunità.
Ho cercato, entro i limiti della mia salute e la sua effettiva volontà, di dare il mio apporto al programma ambientale per un candidato del PD ercolanese, come ho steso, in collaborazione del Movimento Cinque Stelle dello stesso comune, il loro di programma ambientale e lo farei con chiunque me lo chiedesse e che possibilmente fosse intenzionato a farlo con convinzione e coerenza. Non ho bisogno di un curriculum per procurarmi una poltrona, mi basta quella di casa mia, dove stanco e affranto mi stravacco quando torno dal lavoro. Avrei senz’altro bisogno di più forza alle mie spalle ma se per questa, il prezzo è il baratto con la mia libertà allora no, preferisco essere il Don Chisciotte di sempre e andare avanti con la mia coscienza perché è a lei, e a nessun altro, che devo render conto del mio agire.







