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Progetto “Da Terra dei Fuochi a Terra dei Sapori”: ma il Comune di Acerra fa flop. Persi i fondi europei

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La storia è di quelle purtroppo tipiche di un Mezzogiorno impreparato e che per questo stenta a trovare la via del rilancio. Ad Acerra è infatti successo che proprio nel Comune a maggiore vocazione agricola della provincia di Napoli (ma anche tra i più attivi sul fronte delle assunzioni di nuovo personale in municipio) si siano persi per la mancanza di un organico adeguato molti milioni di euro di finanziamento europeo a fondo perduto, soldi destinati all’iniziativa municipale denominata “Da Terra dei Fuochi a Terra dei Sapori”, per la tutela dell’ambiente e per la valorizzazione delle produzioni agricole. Proprio così: i fondi “UIA” (Azioni Urbane Innovative), riservate alle città con una popolazione superiore ai 50mila abitanti, sono andati persi nell’agro acerrano a causa dei troppi ritardi accumulati dal Comune. In questo modo si sono volatilizzate cifre da capogiro che l’Unione Europea, attraverso la Regione Campania, aveva messo a disposizione delle aziende acerrane per la tutela dei terreni dall’inquinamento e per la valorizzazione delle produzioni agricole locali. Intanto, nel corso di un incontro tenuto in municipio con un gruppo di ambientalisti e di attivisti del Movimento Cinque Stelle, accorsi nel palazzo per comprendere i motivi dell’accaduto, l’assessora all’agricoltura, Milena Tanzillo, ha replicato affermando sostanzialmente che le ragioni del flop siano da ricondurre << alla carenza di un organico adeguato in municipio >>. E ciò avviene nonostante nell’ultimo biennio siano state fatte decine di nuove assunzioni che hanno anche provocato altrettante polemiche politiche con relative denunce in Procura. Ma l’avviso di partecipazione al bando per i fondi “UIA” da parte del Comune di Acerra è stato pubblicato dall’ente solo sei giorni prima della scadenza per la presentazione dei progetti di aziende e associazioni. Un lasso di tempo del tutto insufficiente a garantire la preparazione delle domande di accesso ai finanziamenti, che richiedono tempi tecnici di stesura impegnativi. Il risultato è stato quindi scontato in partenza: nessuno ad Acerra ha potuto partecipare al bando. Bando che peraltro è ormai scaduto, il 31 gennaio. Insomma, è stato davvero un peccato: ogni progetto, che il Comune avrebbe dovuto presentare in partenariato con ciascuna azienda o associazione, se eventualmente approvato avrebbe ricevuto un finanziamento fino a 5 milioni di euro. La cifra erogata sarebbe stata per l’80 % a fondo perduto e per il restante 20 a carico di Comune e partner. Il danaro sarebbe servito, secondo quanto specificato nella stessa delibera di giunta di adesione all’iniziativa, per la linea di indirizzo “uso sostenibile del suolo: soluzioni basate sulla natura”. << Il Comune di Acerra è deciso a trasformare l’appellativo Terra dei Fuochi in Terra dei Sapori >>, è scritto nella delibera di giunta di adesione al bando, delibera proposta dall’assessora Tanzillo e approvata soltanto il 22 gennaio scorso dall’esecutivo del sindaco Raffaele Lettieri. Approvazione giunta più di quattro mesi dopo l’indizione da parte della Commissione europea del bando. Poi il dirigente di settore ha pubblicato il conseguente avviso pubblico, ma solo una settimana prima della data di scadenza per la presentazione dei progetti. << E’ stata persa una grande occasione per Acerra e per le aziende agricole – commenta Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista e attivista del Movimento Cinque Stelle – tutto a causa dell’incompetenza politica di quest’amministrazione >>. << L’assessora Tanzillo – riferisce Massimiliano Messina, altro attivista M5S – durante l’incontro che abbiamo avuto in municipio ci ha spiegato che l’adesione al bando non è stata fatta in tempo perché nel Comune c’è carenza di organico specialistico. Ma ci ha pure detto che lei si è attivata molto >>. Giovedi i pentastellati hanno protocollato una richiesta all’amministrazione comunale di spiegazioni ufficiali.