E’ allarme violenza tra gli adolescenti anche nel territorio delle grandi fabbriche. Vittime minacciate attraverso il social “Ask”. La storia di Michela.
Il bullismo degli adolescenti è una violenza globale che purtroppo va di moda. Anche perché paradossalmente alimentata dalle tendenze imitative, dai social network, dagli smart-phone, dalla tecnologia. Tanto per fare un esempio ormai siamo al punto che i bulli preannunciano le loro “gesta” criminali, fornendo tanto di data e luogo, attraverso una piattaforma elettronica che si chiama “Ask”, molto usata dai ragazzi. Intanto con questi stessi mezzi, i mezzi forniti dalla tecnologia, un gruppo di genitori di Pomigliano sta tentando di combattere il terribile fenomeno epocale. Hanno infatti costituito un’associazione dal nome fantasioso quanto significativo, si chiama “Sbulloniamo”. L’associazione è stata anche registrata in municipio. Ha una pagina facebook e un contatto Ask. Attraverso il contatto Ask è possibile segnalare in forma anonima eventuali episodi allarmanti.
Ad animare l’iniziativa è una mamma, Michela Napolitano. Recentemente una figlia di Michela, di 14 anni, è stata picchiata nel parco pubblico di Pomigliano da un gruppo formato da una decina di ragazze. Questo stesso gruppo di adolescenti violente opera in modo molto attivo su Ask, preannunciando le “bravate del giorno” e minacciando le vittime predestinate. Ma in zona sono diversi anche i bulli maschietti. Mettono a segno le loro brutte intenzioni nel parco pubblico, davanti alle scuole, nei luoghi della cosiddetta movida locale. ” L’amministrazione comunale e le forze dell’ordine – racconta la signora Napolitano – spesso non sono a conoscenza di queste cose perché gli atti di bullismo non vengono segnalati, soprattutto per il timore di ritorsioni. Noi genitori – annuncia Napolitano – vogliamo portare i nostri progetti nelle scuole, sperando che ce li accolgano “. La speranza è di coinvolgere anche il comune, attraverso l’operato dell’assistenza sociale e della polizia municipale.



